Sinceramente, io qualche risposta l'avevo data.
Il sempre maggior costo delle risorse fossili tradizionali.
Il fatto che le risorse rinnovabili e la riduzione dei consumi riduca al contempo anche la dipendenza dell'Italia dall'importazione delle risorse energetiche dall'estero.
L'osservazione che l'obbiettivo del 2050 non è granitico, ma un obbiettivo lungimirante che anche solo ottenuto in parte è comunque un risultato degno di nota.
Il fatto che le fonti di inquinamento sono molteplici e lottando contro l'effetto serra di rimbalzo si ottengono anche altri benefici per la salute dell'aria.
Tutte osservazioni liquidate in fretta, senza dar loro molto peso, o addirittura ignorate per portare avanti l'argomento iniziale della discussione.
Se l'obbiettivo della discussione non è discutere ma diffondere qualche forma di vangelo, io sinceramente mi stanco e punto ad impegnare il mio tempo in modo più proficuo
No, i combustibili fossili non finiranno presto
Moderatori:
sebago,
mario_maggi
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Visto che si rimanda a link e testi altrui do anche io questo piccolo contributo all'argomento:
"... Sommando le riserve provate di tutti i Paesi del mondo raggiungeremo un quantitativo stimato tra circa 1600 e 1700 miliardi di barili. Questa stima è basata sull’integrazione dei dati dell’OPEC, BP e US EIA Energy Information Administration, che pubblicano ogni anno in un bollettino aggiornato.
Non considerando il 2020, l’anno del Covid-19, negli ultimi tre o quattro anni siamo arrivati a consumare nel mondo circa 100 milioni di barili al giorno. Consumando 100 milioni di barili al giorno, in un anno la popolazione mondiale avrà utilizzato 36,5 miliardi di barili all’anno (100 milioni per 365 giorni). Se consideriamo 1650 miliardi di barili come quantità di petrolio rimanente e un consumo medio annuale di 36,5 miliardi di barili, impiegheremo circa quarantacinque anni per consumarlo tutto (1650/36.5=45.2). Sulla base di questo calcolo (volutamente semplificato), il petrolio terminerebbe intorno al 2065.
Attenzione però: la produzione subirà delle variazioni, come anche la quantità delle riserve, per cui non prendiamo questa data come assoluta ma piuttosto come una stima per avere una referenza. Ad ogni modo parliamo di variazioni di dieci anni o trent’anni in più rispetto al 2065, ma non mille..."
Fonte:
https://www.geopop.it/quando-finiranno- ... -in-breve/
https://www.geopop.it/
"... Sommando le riserve provate di tutti i Paesi del mondo raggiungeremo un quantitativo stimato tra circa 1600 e 1700 miliardi di barili. Questa stima è basata sull’integrazione dei dati dell’OPEC, BP e US EIA Energy Information Administration, che pubblicano ogni anno in un bollettino aggiornato.
Non considerando il 2020, l’anno del Covid-19, negli ultimi tre o quattro anni siamo arrivati a consumare nel mondo circa 100 milioni di barili al giorno. Consumando 100 milioni di barili al giorno, in un anno la popolazione mondiale avrà utilizzato 36,5 miliardi di barili all’anno (100 milioni per 365 giorni). Se consideriamo 1650 miliardi di barili come quantità di petrolio rimanente e un consumo medio annuale di 36,5 miliardi di barili, impiegheremo circa quarantacinque anni per consumarlo tutto (1650/36.5=45.2). Sulla base di questo calcolo (volutamente semplificato), il petrolio terminerebbe intorno al 2065.
Attenzione però: la produzione subirà delle variazioni, come anche la quantità delle riserve, per cui non prendiamo questa data come assoluta ma piuttosto come una stima per avere una referenza. Ad ogni modo parliamo di variazioni di dieci anni o trent’anni in più rispetto al 2065, ma non mille..."
Fonte:
https://www.geopop.it/quando-finiranno- ... -in-breve/
https://www.geopop.it/
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Poirot ha scritto:Ho scritto che la comunità scientifica ritiene che l'uomo contribuisca al riscaldamento globale e nessun fenomeno da social ignorante potrà smentire questo dato di fatto.
Vale peraltro la pena di sottolineare un dettaglio spesso sottaciuto o dato per implicitamente comprensbile quando non lo è. La comunità scientifica non attribuisce la responsabilità del riscaldamento climatico alle attività umane solo in base a una coincidenza temporale tra gli eventi (che, senza altri elementi, potrebbe anche essere legittimamente ritenuta tale) ma soprattutto alla VELOCITA con cui sta avvenendo tale cambiamento, un tratto peculiare che risulta unico in tutta la storia climatica del pianeta. È questo dettaglio che mina l'alibi delle possibili "cause naturali" del riscaldamento climatico.
Per avere un simile effetto con la stessa velocità occorrerebbero degli sconvolgimenti naturali di ampiezza tale che sarebbero catastroficamente evidenti: uno stravolgimento dell'attività solare tale da innalzarne di diverse volte l'emissione di energia; o un aumento catastrofico dell'attività vulcanica e sismica che semplicemente al momento fortunatamente non c'è.
Quello che c'è è invece un incremento delle attività umane di intensità e velocità tali da lasciare pochi dubbi circa la sua correlazione con l'aumento del riscaldamento climatico (che peraltro, a onore dei meccanismi di autoregolazione del pianeta, risulta, pur con tutte le sue sempre più gravi conseguenze, relativamente contenuto rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare a prima vista - ma è un po' come per un bimotore volare con un motore solo: non è "garantito" che ci si debba schiantare da qualche parte ma sicuramente non è nemmeno una situazione che si possa impunemente prendere sottogamba, anzi!).
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guzz ha scritto:L'osservazione che l'obbiettivo del 2050 non è granitico, ma un obbiettivo lungimirante che anche solo ottenuto in parte è comunque un risultato degno di nota.
Posso essere d'accordi con tutto, la frase scritta sopra, però non è stata così. Se lo fosse stata non avremmo un problema immenso nel settore auto, (che bene o male copre una buona fetta di mercato), con avende che non riescono a vendere, visto che chi compera non ha piu i soldi da buttare, gia farebbe fatica spendere i soldi che spendeva qualche anno fa, e di conseguenza gli operai non avranno piu lo stipendio, mentre una parte di loro lo riceverà di soldi pubblici, sempre quegli oerai che ancora lavorano, tarstassati sempre più.
Se le cose fossero state fatte per gradi, senza imporre cose impossibili da relizzare, forse potevamo andare avanti, in una direzione, in questo modo invece ci stiamo piantando, sempre che non vada ancora peggio.
Credo che le strade fossero da perseguire nel presente, con incentivazione trasporto a metano, dell'idroelettrico, poi magari anche l'ibrido, che pare abbia buoni risultati, ma senza buttare fango sui fossili, sono l'unico motivo per cui ancora mangiamo!
poi con il tempo, valutare anche le vie dell'idrogeno,del fotovoltaico, dell'eolico, e del nucleare.
E la finisco li.
saluti.
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lelerelele
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Mike ha scritto:
[Disclaimer] questo post è stato scritto in assoluto stato di quiete e tranquillità.
Fratello dimmi un po' che roba fumi perché sembra molto buona.
Però visto gli ultimi delirii NOVAX temo che più che buona ganja tu ti sia passato direttamente alla LSD
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LordMicidial
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Credo che per tutti gli utenti, sia meglio darsi una calmata,
non è interesse di nessuno andare sul personale, e specialmente usare attacchi personali magari offensivi.
tanto quello che possiamo decidere noi è nulla!

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lelerelele
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Mike ha scritto:Dopo aver dileggiato per bene e deviato in OT, avete una risposta, osservazioni, considerazione correlate all'oggetto del thread? Ovvero: l'obbiettivo sbandierato di eliminare le fonti fossili entro il 2050 non ha alcun fondamento.
Caro
Certo, vengono proposte automobili elettriche e piani di "decarbonizzazione", ma l'idea che l'obbiettivo abbia uno scopo ambientalista è frutto della suggestione dei consumatori.
Esempio: Tesla non vende le proprie auto pubblicizzandole come "green" o nel tentativo di salvare il pianeta con lo spauracchio delle emissioni inquinanti: sono i consumatori e le varie fazioni pseudo-green a crederlo: ma nessuno glielo ha mai detto esplicitamente.
Lo scopo con il quale in EU si spinge/sovvenziona/costringe la ricerca in ambito energetico è quello di mantenere in vita dei settori che altrimenti sarebbero morti e sepolti da un pezzo. Prendiamo ad esempio i motori Euro 6 e la ormai famigerata Euro 7: un tentativo forzato di ridurre le emissioni inquinanti di motori che hanno raggiunto la piena maturità tecnologica. Non è possibile far di meglio, quindi si farciscono di sensori e filtri, a spese del consumatore che è convinto di acquistare un veicolo "green".
Ecco dunque che la periodica ripetizione del mantra "il petrolio finirà presto" porta i consumatori a scegliere tecnologie diverse, spendendo soldi che non hanno per comprare oggetti di cui non hanno bisogno. Nessuna di queste azioni comporta a livello globale un risparmio energetico o una riduzione degli inquinanti.
Porto un altro esempio: le lampade LED. Nel giro di pochi anni abbiamo sostituito (e anzi, proibito!) le lampade a filamento per inondare il mercato con miliardi di CCFL (che facevano schifo), per poi passare ai LED. LED al 99% di qualità pessima, che durano meno delle lampade a filamento, inquinano di più sia a livello produttivo che di smaltimento. Mi chiedo: dove sta l'ambiente in tutto questo? Forse nei pochi kW risparmiati accendendo un LED in luogo del tungsteno? Ma siamo proprio sicuri che a livello globale ci abbiamo guadagnato? I dati qui mancano, ma non è difficile farsi un'idea.
I due settori nei quali bisogna investire per migliorare davvero le emissioni inquinanti in EU sono: il riscaldamento degli edifici, il trasporto merci, il trasporto aereo e il settore alimentare. Ma vedo che generalmente continuiamo a riscaldare a gas, trasportare merci con camion diesel, far volare eserciti di idioti a Ibiza con voli che inquinano peggio del traffico di una grande città e a sprecare oltre la metà del cibo che produciamo a caro prezzo energetico e idraulico... Siamo ben lontani dal progresso.
Ricordo lo "spauracchio del petrolio" sin da bambino, i documentari degli anni 90 nei quali si diceva che nel 2000 il petrolio sul pianeta sarebbe terminato. Ricordo molte altre profezie di premi Nobel, rivelatesi poi bufale colossali. Per carità, tutti possono sbagliare, ma come si sa, gridando al lupo al lupo, quando poi il lupo arriva davvero...
Quindi no, il petrolio non sta finendo. Però è molto utile dirlo ogni tanto.
Saluti
Alberto.
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Poirot ha scritto:Vabbè, se state pure a rimpiangere le lampade ad incandescenza, state messi male.
Ma i miei conoscenti hanno farcito le proprie case con lampade low cost, che gettano nella spazzatura ogni due anni, lamentandosi perché "i LeD NoN DuRaNo 10.0o0 Oreee!!". Poveri consumisti.
Possiamo dunque affermare che una tecnologia potenzialmente molto valida come il LED è stata trasformata nel solito fenomeno di consumo, a spese dei consumatori* e dell'ambiente?
*altra parola terribile, frutto del boom economico e che andrebbe sostituita.
Alberto.
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brabus ha scritto:Poirot ha scritto:Vabbè, se state pure a rimpiangere le lampade ad incandescenza, state messi male.Poirot, leggi bene: qui nessuno le rimpiange. Io per casa mia ho investito in LED di grande qualità e soprattutto in lampade riparabili; quando l'emettitore sarà arrivato a fine vita potrò sostituirlo senza gettare tutta la lampada.
Ma i miei conoscenti hanno farcito le proprie case con lampade low cost, che gettano nella spazzatura ogni due anni, lamentandosi perché "i LeD NoN DuRaNo 10.0o0 Oreee!!". Poveri consumisti.
Possiamo dunque affermare che una tecnologia potenzialmente molto valida come il LED è stata trasformata nel solito fenomeno di consumo, a spese dei consumatori* e dell'ambiente?
*altra parola terribile, frutto del boom economico e che andrebbe sostituita.
A scanso di equivoci scrivo esplicitamente il mio fil rouge, che vale per tutti i settori:
- È in atto un cambiamento climatico globale? SÌ.
- La temperatura media globale sta aumentando in maniera anomala e repentina? SÌ.
- Stiamo mettendo in pratica, a livello globale, azioni concrete per mitigare questo fenomeno? NO. Anzi lo stiamo sfruttando a scopo pubblicitario per incrementare ulteriormente i consumi.
- Quale scenario prevedo? Nella migliore delle ipotesi, un bell'evento catastrofico naturale, magari vulcanico, ma rimanendo coi piedi per terra vedo in arrivo un conflitto globale di proporzioni inaudite. In un modo o nell'altro, una bella livellata generale al mondo occidentale. Signori, è stato un piacere. Ma è finito.
Alberto.
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