ringrazio
ThEnGi e
IsidoroKZ della stima, provo a dire la mia ma per me per risolvere questo problema non credo che sia necessario strettamente scomodare le onde viaggianti

.
Il valore a cui facciamo (quasi sempre) riferimento quando confrontiamo il potere di interruzione di un interruttore con la corrente di corto circuito che deve interrompere è quello della corrente simmetrica, ovvero il valore efficace della componente alternata di una corrente di corto circuito, esclusa quindi, se presente, una componente aperiodica della corrente.
La presenza di onde viaggianti, che pure esistono, non viene tenuta in conto nella verifica del potere di interruttore, né in BT è in MT, né in AT.
Sotto questo punto di vista, fatta salva la protezione della porzione di cavo tra interruttore e fusibile, nulla cambia ai fini pratici tra posizionare l'uno a monte dell'altro o viceversa, come già detto da
GioArca67.
Come giustamente segnala
IsidoroKZ, uno dei due componenti è attraversato prima dell'altro da un'onda di corrente che si inizia a propagare al momento e nel punto di innesco del guasto. IsidoroKZ ha anche giustamente segnalato che il "prima" si traduce in un tempo irrilevante ai fini del dimensionamento degli impianti.
Aggiungo che anche l'ampiezza di quella onda di corrente è irrilevante: l'ampiezza dell'onda viaggiante di corrente non dipende infatti dall'impedenza della rete ed è quindi diverso dalla corrente di corto circuito simmetrica. Quella che determina l'ampiezza della corrente di questa onda viaggiante è
l'impedenza caratteristica del modo di propagazione coinvolto nel guasto.
Se pensiamo ad un cavo BT ed immaginiamo che il percorso della corrente sia tra il conduttore di fase ed il PE, questa impedenza è nell'ordine delle decine di ohm.
L'ampiezza dell'onda di corrente che si viene a generare è quindi pari al rapporto tra la tensione di rete prima del guasto (230 V x 1.41 = 325 V) e questa impedenza. Parliamo quindi di correnti nell'ordine
della decina di ampere, qualche centinaio di volte inferiori rispetto al potere di interruzione. Oltre a durare poco, hanno anche un effetto trascurabile.
In AT possono diventare invece rilevanti (per un cavo AT, le onde viaggianti in caso di guasto possono arrivare ad ampiezze nella decina di kA) e vengono studiate per gli effetti di sovratensioni, tensioni indotte e rischio di reinnesco sugli interruttori; nemmeno in AT comunque vengono prese in considerazione per la verifica del potere di interruzione.