Be', prima di tutto serve vedere quale controller usa lo switching ... l'ormai ubiquitoso
TL494 (o il suo equivalente KA7500) permettono di costruire un "variabile", da circa 1V o poco piu, fino ad arrivare a circa 20V (un po tirati per il collo), e modificando ulteriormente il circuito, aggiungere anche un controllo di corrente (con un certo limite, di solito meno di 200mA circa non si riesce a regolarli bene), perche' la circuiteria interna gia prevede due amplificatori di errore .
Con l'UC3843 si puo fare, ma e' piu complesso e piu critico, lo sconsiglierei ... mentre tutti i modelli che usano chip "strani" marcati SG6105, o 2005, o 2003, o altre sigle simili, non sono adatti.
Poi serve controllare che i componenti ed il trasformatore principale (quello piu grosso), siano di potenza adeguata, mi e' gia capitato di smontare alimentatori dichiarati 400 o 500 o addirittura 600 W, e trovarci dentro lo stesso identico trasformatore, con gli stessi identici spessori di filo, dei vecchi 250 e 300W (apparentemente watt "cinesi") , e di solito serve anche sostituire gli schottky e gli elettrolitici di uscita con versioni a tensione maggiore.
Una volta controllato questo, pero', rimane comunque un minimo di "terno al lotto", in un certo senso, perche' anche se usano lo stesso controller, non tutti i produttori usano gli stessi schemi, quindi si puo trovare quello che ti consente tutte le modifiche, come quello che te ne consente solo una, o magari nessuna, non c'e' molto modo di saperlo prima.
Una volta trovato (se disponibile in rete) lo schema elettrico del modello che si ha, si puo controllare se e cosa si puo fare ... eliminando il riavvolgimento del trasformatore (che e' possibile, ma non esattamente comodo ne banale), serve studiare lo schema, disegnarsi le modifiche e calcolarsi i relativi valori, poi mettersi di buona volonta' a tagliare piste e rifare cablaggi (tenendo incrociate tutte e 24 le dita nella speranza che alla fine funzioni tutto

)
Fattibile quindi lo e', ma non banale

"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.