Ciao a tutti, sono nuovo e vi scrivo già il mio primo quesito.
Per una macchina ad uso industriale che necessita di marcatura CE, installo al suo interno una scheda elettronica comprata da un fornitore esterno. Il problema è proprio questo. Questo fornitore, un "cantinaro", ha progettato e stampato la scheda customizzata per il progetto ma non rilascia nessuna dichiarazione di conformità, ecc.
Quali sono le norme che invece lo obbligano a seguire tutto l'iter di conformità?
Mi spiego meglio: in quanto fabbricante della macchina, potrei prendermi in carico la certificazione di tutto, compreso la parte elettronica, ma vorrei trovare la leva legislativa che impone al mio fornitore di occuparsi lui della parte elettronica. Come posso farlo?
Inoltre, se devessi muovermi in modo autonomo invece, quali normative e test dovrei guardare? RoHS, bassa tensione, EMC, 60204 (bordo macchina)?
grazie mille
Schede elettroniche autoprodotte
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Guerra
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Tutto dipende dall'accordo formulato a suo tempo col fornitore.
Se il prodotto è inteso come semilavorato su commissione, il progettista non è tenuto a dichiarare alcunché: non si tratta a tutti gli effetti di un prodotto, bensì di una quasi-macchina. Sei tu a dover certificare la macchina nella quale il semilavorato è installato, e a chiedere al fornitore gli dettagli tecnici (ad esempio: distanze di isolamento, classe di inquinamento, certificazioni RoHS, etc.) da allegare al tuo fascicolo tecnico.
Vedi qui: https://www.las-aes.it/quasi-macchine-marcatura-ce/
Diversa è la situazione se il fornitore può vendere il prodotto anche ad altri clienti: in tal caso è lui ad immettere il prodotto nel mercato e quindi a dover sottostare alle opportune normative.
Anche in questo ultimo caso, ricordiamo che la marcatura CE non è "ereditaria": se il fornitore appone la marcatura CE e ti vende un prodotto che installerai nella tua macchina, dovrai assicurarti di essere a posto con le normative specifiche per la tua macchina, indipendentemente dall'iter seguito dal fornitore per la CE.
Esempio: acquisto una lampada a LED per impiego domestico e la monto a bordo di un veicolo ferroviario: anche se la lampada è marcata CE, devo eseguire i test previsti dalla normativa specifica dle mio prodotto, in questo caso il treno: valgono ad esempio la EN50155 (elettronica), EN50121 (EMC), EN45545 (antincendio).
Per certificare il tuo prodotto devi innanzitutto definire il perimetro all'interno del quale ti muovi: è una macchina per impiego indoor o outdoor? Deve essere usata da personale qualificato? A quali tensioni lavora? A quali mercati è destinata? Di che materiali è fatta? E così via. Raccogliendo tutte le informazioni potrai identificare le normative alle quali far riferimento.
Fatto questo, comperi i fascicoli normativi aggiornati, li studi e identifichi i vincoli di progetto, ad esempio le distanze di isolamento necessarie, i materiali ammessi, l'obbligo di apporre segnaletica, adesivi, protezioni, etc.
Infine esegui i collaudi previsti dalle normative, ad esempio test di emissione e suscettibilità elettromagnetica, emissioni irradiate e/o condotte, scariche ESD, test climatici, vibrazioni, nebbia salina, etc.
Tutta la documentazione va a costituire il fascicolo tecnico a supporto della marcatura CE che apporrai sulla tua macchina.
Se il prodotto è inteso come semilavorato su commissione, il progettista non è tenuto a dichiarare alcunché: non si tratta a tutti gli effetti di un prodotto, bensì di una quasi-macchina. Sei tu a dover certificare la macchina nella quale il semilavorato è installato, e a chiedere al fornitore gli dettagli tecnici (ad esempio: distanze di isolamento, classe di inquinamento, certificazioni RoHS, etc.) da allegare al tuo fascicolo tecnico.
Vedi qui: https://www.las-aes.it/quasi-macchine-marcatura-ce/
Diversa è la situazione se il fornitore può vendere il prodotto anche ad altri clienti: in tal caso è lui ad immettere il prodotto nel mercato e quindi a dover sottostare alle opportune normative.
Anche in questo ultimo caso, ricordiamo che la marcatura CE non è "ereditaria": se il fornitore appone la marcatura CE e ti vende un prodotto che installerai nella tua macchina, dovrai assicurarti di essere a posto con le normative specifiche per la tua macchina, indipendentemente dall'iter seguito dal fornitore per la CE.
Esempio: acquisto una lampada a LED per impiego domestico e la monto a bordo di un veicolo ferroviario: anche se la lampada è marcata CE, devo eseguire i test previsti dalla normativa specifica dle mio prodotto, in questo caso il treno: valgono ad esempio la EN50155 (elettronica), EN50121 (EMC), EN45545 (antincendio).
Per certificare il tuo prodotto devi innanzitutto definire il perimetro all'interno del quale ti muovi: è una macchina per impiego indoor o outdoor? Deve essere usata da personale qualificato? A quali tensioni lavora? A quali mercati è destinata? Di che materiali è fatta? E così via. Raccogliendo tutte le informazioni potrai identificare le normative alle quali far riferimento.
Fatto questo, comperi i fascicoli normativi aggiornati, li studi e identifichi i vincoli di progetto, ad esempio le distanze di isolamento necessarie, i materiali ammessi, l'obbligo di apporre segnaletica, adesivi, protezioni, etc.
Infine esegui i collaudi previsti dalle normative, ad esempio test di emissione e suscettibilità elettromagnetica, emissioni irradiate e/o condotte, scariche ESD, test climatici, vibrazioni, nebbia salina, etc.
Tutta la documentazione va a costituire il fascicolo tecnico a supporto della marcatura CE che apporrai sulla tua macchina.
Alberto.
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Helpme25 ha scritto:Quali sono le norme che invece lo obbligano a seguire tutto l'iter di conformità?
Se è un cantinaro nessuna, ti ha fornito un prodotto realizzato secondo specifiche, al limite puoi richiedergli una dichiarazione di conformità alla regola dell'arte. Se compri un prodotto immesso nel mercato, deve avere la marcatura CE, che è sempre un'autodichiarazione ma riguarda tutte le direttiva applicabili al prodotto.
Helpme25 ha scritto:Mi spiego meglio: in quanto fabbricante della macchina, potrei prendermi in carico la certificazione di tutto, compreso la parte elettronica, ma vorrei trovare la leva legislativa che impone al mio fornitore di occuparsi lui della parte elettronica. Come posso farlo?
Non puoi. La responsabilità civile verso i clienti è sempre e solo di chi appone la marcatura CE sulla macchina, poi eventualmente potrà fare rivalsa al suo fornitore se il prodotto non dovesse risultare conforme e questa non conformità è imputabile solo al suo prodotto. Per la responsabilità penale invece ne rispondono tutti ognuno per le sue responsabilità.
Helpme25 ha scritto:Inoltre, se devessi muovermi in modo autonomo invece, quali normative e test dovrei guardare? RoHS, bassa tensione, EMC, 60204 (bordo macchina)?
In primis analisi dei pericoli e identificazione delle direttive applicabili, a seguire verificare se esistono norme di tipo C, altrimenti si applicano le norme di tipo B e tipo A.
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Mike
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brabus ha scritto:Tutto dipende dall'accordo formulato a suo tempo col fornitore (...)
Grazie mille!
Per quanto riguarda la certificazione CE ho ben chiaro l'iter da seguire. Ma è la prima volta in cui incappo in una componente elettronica non commerciale (come può essere Siemens&co.) e mi trovo in difficoltà. Il fatto è che normativamente la definizione di fabbricante può valere sia per chi costruisce fisicamente la scheda, sia per il sottoscritto in quanto la integro in un mio prodotto. Purtroppo mi sembra di capire che non ho uno "strumento giuridico" per obbligare a chi mi ha realizzato la scheda a fornirmi qualcosa, se non solamente gli aspetti contrattuali sottoscritti.
Ultima modifica di
WALTERmwp il 13 mar 2025, 19:52, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: Citazione ridotta, non necessita la sua integrità
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Mike ha scritto:Se è un cantinaro nessuna, ti ha fornito un prodotto realizzato secondo specifiche (...)
Grazie mille!
Una domanda/considerazione che ho riportato in parte anche nel post di risposta precedente, l'identificazione di fabbricante della scheda avviene tramite quale normativa? bassa tensione?
Ultima modifica di
WALTERmwp il 13 mar 2025, 19:53, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: Citazione ridotta, non necessita la sua integrità
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Helpme25 ha scritto:Una domanda/considerazione che ho riportato in parte anche nel post di risposta precedente, l'identificazione di fabbricante della scheda avviene tramite quale normativa? bassa tensione?
Dalle direttive applicabili, ma normalmente riguardano sempre prodotti immessi nel mercato, pronti e finiti.
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Se costruisci una macchina/macchinario la prima cosa da valutare sono i pericoli che può introdurre e, se lo commercializzi in UE, quali direttive applicare. Le direttive applicabili riguardano l'assieme: macchina e componenti e la responsabilità dell'assieme è sempre e solo in capo a chi appone la marcatura CE sulla macchina. Il costruttore della macchina può comprare i componenti nel mercato e quindi marcati CE e dichiarati conformi alle direttive applicabili dai rispetti produttori, oppure realizzarli in proprio per integrarli nella macchina e non vengono immessi nel mercato come prodotto a sé stante. Il tutto documentato nel fascicolo tecnico che sarà messo a disposizione in caso di contestazioni, controlli o infortuni.
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Helpme25 ha scritto:brabus ha scritto:Tutto dipende dall'accordo formulato a suo tempo col fornitore (...)
Grazie mille!
Per quanto riguarda la certificazione CE ho ben chiaro l'iter da seguire. Ma è la prima volta in cui incappo in una componente elettronica non commerciale (come può essere Siemens&co.) e mi trovo in difficoltà. Il fatto è che normativamente la definizione di fabbricante può valere sia per chi costruisce fisicamente la scheda, sia per il sottoscritto in quanto la integro in un mio prodotto. Purtroppo mi sembra di capire che non ho uno "strumento giuridico" per obbligare a chi mi ha realizzato la scheda a fornirmi qualcosa, se non solamente gli aspetti contrattuali sottoscritti.
Prego, volentieri. In questo caso io chiederei al produttore la "dichiarazione di incorporazione", come riportato nel link che ti citavo sopra: https://www.las-aes.it/quasi-macchine-marcatura-ce/
Anche se le quasi-macchine non richiedono la marcatura CE, devono essere accompagnate da una Dichiarazione di Incorporazione. Questo documento attesta che la quasi-macchina soddisfa i requisiti essenziali di sicurezza e salute applicabili. Deve inoltre contenere un manuale di istruzioni che specifica le condizioni per l’incorporazione sicura nella macchina finale.
Obblighi del costruttore
Il costruttore della quasi-macchina deve:
Preparare la documentazione tecnica necessaria.
Redigere la Dichiarazione di Incorporazione.
Fornire istruzioni di montaggio chiare e dettagliate.
Questo documento, da far redigere al produttore del semilavorato, ti aiuterà parecchio nella redazione del tuo fascicolo tecnico in sede di certificazione.
Alberto.
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Probabilmente mi sono spiegato male io. Provo a riformulare.
Il discorso marcatura CE, che sia macchina o quasi macchina, mi è chiaro. Noi come produttori di tale macchina seguiamo tutto l'iter dettato dalla 2006/42/CE.
Non mi è chiaro però cosa debba fare un costruttore di schede e quali norme lo vincolano a marcare la sua maledetta scheda CE.
Per dovere di cronaca la sua scheda viaggia a 48 V, quindi non rientra neanche nell'ambito della bassa tensione, corretto? Che normativa dovrebbe seguire?
Inoltre, lui scarica la responsabilità su di noi. A onor del vero, la direttiva basse tensione definisce: "fabbricante: persona fisica o giuridica che fabbrica materiale elettrico, o che lo fa progettare o fabbricare, e commercializza tale materiale con il proprio nome o marchio commerciale" (anche se non è applicabile vista la tensione nominale sotto i 50 V, ma la definizione di fabbricante si trova spesso in giro così).
Lui afferma che per questo aspetto siamo noi i fabbricanti. Noi rispondiamo, invece, che è lui che effettivamente progetta la scheda (su indicazioni nostre su cosa deve fare la scheda), la realizza fisicamente e la immette sul mercato (siamo noi il suo mercato).
Il discorso marcatura CE, che sia macchina o quasi macchina, mi è chiaro. Noi come produttori di tale macchina seguiamo tutto l'iter dettato dalla 2006/42/CE.
Non mi è chiaro però cosa debba fare un costruttore di schede e quali norme lo vincolano a marcare la sua maledetta scheda CE.
Per dovere di cronaca la sua scheda viaggia a 48 V, quindi non rientra neanche nell'ambito della bassa tensione, corretto? Che normativa dovrebbe seguire?
Inoltre, lui scarica la responsabilità su di noi. A onor del vero, la direttiva basse tensione definisce: "fabbricante: persona fisica o giuridica che fabbrica materiale elettrico, o che lo fa progettare o fabbricare, e commercializza tale materiale con il proprio nome o marchio commerciale" (anche se non è applicabile vista la tensione nominale sotto i 50 V, ma la definizione di fabbricante si trova spesso in giro così).
Lui afferma che per questo aspetto siamo noi i fabbricanti. Noi rispondiamo, invece, che è lui che effettivamente progetta la scheda (su indicazioni nostre su cosa deve fare la scheda), la realizza fisicamente e la immette sul mercato (siamo noi il suo mercato).
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