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Regolazione tensione ed energia reattiva

Fonti energetiche e produzione e fornitura dell'energia elettrica.

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[1] Regolazione tensione ed energia reattiva

Messaggioda Foto UtenteGioArca67 » 29 mar 2025, 19:52

In questo articolo ("molto carino" :mrgreen: )
https://www.electroyou.it/edmonddantes/wiki/il-rifasamento-e-la-regolazione-della-tensione
Foto UtenteEdmondDantes ha illustrato un aspetto interessante circa la relazione fra cadute di tensione su una linea elettrica e potenza reattiva circolante.
Il diagramma che ha mostrato era relativo al caso di prelievo di energia (del resto 14 anni fa l'immissione era appannaggio di pochi).
Ho buttato giù un paio di diagrammi per illustrare (principalmente a me stesso) cosa succede in caso di impianto d'utenza attivo, quindi nel caso in cui immetta energia in rete:

Il diagramma A) è nel caso di cos fi di generazione unitario e si vede come l'effetto della linea elettrica (supposta debolmente resisteva e maggiormente induttiva come nell'articolo citato) consista nell'aumento (in modulo) di E2 rispetto ad E1, che è poi quello che si verifica in pratica.
Tanto che alcuni utenti del forum chiedevano consiglio e Foto Utentefpalone in un intervento di un po' di tempo fa, aveva indicato la possibilità di lavorare suòlo sfasamento della corrente generata da un inverter come strategia per diminuire l'innalzamento di tensione ai suoi capi e quindi il distacco per raggiungimento della soglia di protezione (tipicamente 253 V F-N).
Questo mi sembra essere il caso B) della precedente figura in cui la rotazione del blocco RI2+jXI2 comporta un aumento di E1 (o, meglio, supponendo E1 fissa, una diminuzione di E2, forse sarebbe stato più appropriato in questo caso rappresentare E1 fisso ed E2 che se ne va a spasso per il piano vettoriale).
A lui queste cose sono ovviamente più che elementare, mentre per me molto meno, quindi mi sono messo ad indagare e sono approdato sull'articolo di Edmond.

Ma i pratica? :-|
Supponendo di conoscere P, R ed X (la linea è nota, quindi lo saranno anche questi valori caratteristici) come calcolare lo sfasamento da impostare sull'inverter?
Mi sembra di poter affermare che basta fare un paio di calcoli di trigonometria spicciola e trovare l'angolo di rotazione di RI2+jXI2 in modo tale che
R I_2 \cos \varphi = - X I_2 \sin \varphi
\varphi = - \arctan (\frac{R}{X})
Di fatto, se non ho scritto stupidaggini, la P non serve.
La reattiva da generare mi sembra sia induttiva (immettere nel III quadrante).

Una modifica dello sfasamento rispetto a 180° è permessa dalla CEI 0-21 che prevede per gli inverter di poter variare fra circa -37°e +37° lo sfasamento fra corrente e tensione (quindi fra 180-37 e 180+37) che corrispondono al cos fi +/-0,8.
Il tutto ovviamente previo accordo con il DSO.

Vi sembra un ragionamento corretto?
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