Un cliente si trova in questa situazione:
Anni fa ha acquistato e ristrutturato casa e relativamente alla parte elettrica è stato realizzato un impianto <6 kW (tutto bene realizzato, compresa la documentazione con planimetria, schema, elenco materiali e Di.Co.)
Successivamente una società che si occupa solo di FV ha installato un impianto FV da 10 kW senza metter mano all'impianto elettrico all'interno dell'abitazione... portando un nuovo cavo per la linea FV direttamente sotto il sotto-quadro in zona contatore.
La parte FV è compresa di tutta la progettazione ma sembra che nessuno abbia considerato che a tutti gli effetti ora l'abitazione è con una fornitura da 10 kW... e penso sia quindi soggetta a progettazione da parte di un professionista abilitato... o perlomeno andrà aggiornato lo schema, richiamando comunque la Di.co. esistente...
Avete suggerimenti o altro da consigliare?
Info (post) progettazione per passaggio da 6 kW a 10 kW
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Mike
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La causa del aumento del punto di consegna da 6 kW a 10 kW è da imputare all'impianto fotovoltaico, pertanto se questo è stato progettato da professionista non c'è altro da fare. La DICO del FV sarà di "trasformazione" e citerà la DICO dell'impianto esistente. Rientrano nell'obbligo di progetto anche eventuali interventi all'impianto elettrico esistente dell'abitazione che esulano dalla manutenzione straordinaria.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Grazie
Mike
Purtroppo la Di.Co. del FV è compilata come "nuovo impianto" e non richiama l'esistente, e la società che lo aveva realizzato pare introvabile.
Anche lo schema è a mio dire abbastanza contestabile in quanto partendo dal contatore è indicata la nuova linea FV mentre per l'esistente c'è solo una linea con freccia con indicato "All'impianto abitazione - Escluso dal presente progetto" (...sto comunque cercando di arrivare al progettista, per capire quali considerazioni erano state fatte...)
Ha quindi in mano due Di.Co. una riferita all'abitazione con P<6 kW ed un'altra riferita al FV da 10 kW.
Siccome anche l'abitazione è passata di fatto a 10 kW, penso che planimetria+schemi+di.co. vadano aggiornati.
E siccome superiamo i 6 kW non basta più la firma dell'elettricista installatore, no?
Purtroppo la Di.Co. del FV è compilata come "nuovo impianto" e non richiama l'esistente, e la società che lo aveva realizzato pare introvabile.
Anche lo schema è a mio dire abbastanza contestabile in quanto partendo dal contatore è indicata la nuova linea FV mentre per l'esistente c'è solo una linea con freccia con indicato "All'impianto abitazione - Escluso dal presente progetto" (...sto comunque cercando di arrivare al progettista, per capire quali considerazioni erano state fatte...)
Ha quindi in mano due Di.Co. una riferita all'abitazione con P<6 kW ed un'altra riferita al FV da 10 kW.
Siccome anche l'abitazione è passata di fatto a 10 kW, penso che planimetria+schemi+di.co. vadano aggiornati.
E siccome superiamo i 6 kW non basta più la firma dell'elettricista installatore, no?
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Le tue considerazioni sono corrette ovviamente.
Solitamente io mi comporto come di seguito:
- faccio il progetto del fotovoltaico e aggiungo il quadro elettrico dell'abitazione, verificando che il Cliente abbia effettivamente la possibilità di fruire di una potenza pari a 10 kW anche in prelievo;
- prescrivo una verifica dell'impianto esistente da parte dell'installatore, sostanzialmente perché non ho mai evidenza di manutenzioni effettuate nel tempo;
- faccio riferimento alla DICO esistente, specificando in relazione tutti i ragionamenti (l'impianto originariamente aveva P= 6 kW, pertanto è stato realizzato dall'installatore che ha redatto una semplice DICO e nel passaggio ad una potenza > 6 kW, nell'ambito del progetto, è stata verificata la compatibilità dell'impianto esistente con le nuove porzioni - normalmente un impianto FV ed una stazione di ricarica EV).
Non è forse perfetto, perché per la porzione esistente sarebbe il caso di fare un rilievo, ma diventa eccessivamente oneroso e nella realtà dei fatti la sicurezza la garantisci con una verifica da parte dell'installatore.
Sinceramente non contesterei l'operato di chi è intervenuto per l'installazione del fotovoltaico relativamente ai vizi di forma (es. indicazione di "nuovo impianto", ecc.).
Lo farei se mi ritrovassi un quadro dell'abitazione che non risulta per nulla idoneo (es. un generale di quadro e due differenziali FM e illuminazione).
E' chiaro che se l'impianto FV può produrre 10 kW il Cliente deve essere nelle condizioni di consumarli.
I casi spinosi sono quelli nei quali non ti ritrovi nemmeno uno straccio di DICO relativamente all'impianto esistente...
Solitamente io mi comporto come di seguito:
- faccio il progetto del fotovoltaico e aggiungo il quadro elettrico dell'abitazione, verificando che il Cliente abbia effettivamente la possibilità di fruire di una potenza pari a 10 kW anche in prelievo;
- prescrivo una verifica dell'impianto esistente da parte dell'installatore, sostanzialmente perché non ho mai evidenza di manutenzioni effettuate nel tempo;
- faccio riferimento alla DICO esistente, specificando in relazione tutti i ragionamenti (l'impianto originariamente aveva P= 6 kW, pertanto è stato realizzato dall'installatore che ha redatto una semplice DICO e nel passaggio ad una potenza > 6 kW, nell'ambito del progetto, è stata verificata la compatibilità dell'impianto esistente con le nuove porzioni - normalmente un impianto FV ed una stazione di ricarica EV).
Non è forse perfetto, perché per la porzione esistente sarebbe il caso di fare un rilievo, ma diventa eccessivamente oneroso e nella realtà dei fatti la sicurezza la garantisci con una verifica da parte dell'installatore.
Sinceramente non contesterei l'operato di chi è intervenuto per l'installazione del fotovoltaico relativamente ai vizi di forma (es. indicazione di "nuovo impianto", ecc.).
Lo farei se mi ritrovassi un quadro dell'abitazione che non risulta per nulla idoneo (es. un generale di quadro e due differenziali FM e illuminazione).
E' chiaro che se l'impianto FV può produrre 10 kW il Cliente deve essere nelle condizioni di consumarli.
I casi spinosi sono quelli nei quali non ti ritrovi nemmeno uno straccio di DICO relativamente all'impianto esistente...
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Grazie
Danielex,
il tuo modo di gestire queste situazioni è chiaro.
Quindi nel tuo progetto comprendi (correttamente) anche lo schema relativo all'impianto dell'abitazione.... che è quello che normalmente vedo negli schemi dei FV aggiunti successivamente.
Così facendo, difatti verifichi e (ri)dimensioni l'impianto esistente per la nuova potenza contrattuale.
Ora per sanare questa incongruenza devo trovare la strada migliore e dare un prezzo a questa consulenza/attività.
Aggiungo che dalle foto, non noto anomalie-difformità, si tratta solo di sistemare le carte in modo che gli impianti (e di.co.) parlino della stessa P di fornitura...
il tuo modo di gestire queste situazioni è chiaro.
Quindi nel tuo progetto comprendi (correttamente) anche lo schema relativo all'impianto dell'abitazione.... che è quello che normalmente vedo negli schemi dei FV aggiunti successivamente.
Così facendo, difatti verifichi e (ri)dimensioni l'impianto esistente per la nuova potenza contrattuale.
Ora per sanare questa incongruenza devo trovare la strada migliore e dare un prezzo a questa consulenza/attività.
Aggiungo che dalle foto, non noto anomalie-difformità, si tratta solo di sistemare le carte in modo che gli impianti (e di.co.) parlino della stessa P di fornitura...
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Sistemare le carte mi sembra poco importante in questo caso (civile abitazione).
L'importante è verificare che effettivamente l'impianto sia adatto a gestire le correnti in gioco.
L'importante è verificare che effettivamente l'impianto sia adatto a gestire le correnti in gioco.
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Anche a me l'hanno sempre detto, ti risulta che un assicurazione non abbia pagato per difformità della documentazione?
Prima o poi inizieranno a farlo (forse) ma ad oggi non mi risultano casi nei quali si sia verificata questa eventualità.
Se avete delle casistiche sono curioso..
Prima o poi inizieranno a farlo (forse) ma ad oggi non mi risultano casi nei quali si sia verificata questa eventualità.
Se avete delle casistiche sono curioso..
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non saprei... in altri ambiti i documenti non allineati alla realtà provocano rallentamenti/ritardi/problemi/sanzioni ecc ecc
Sta di fatto che il cliente ha esplicitamente richiesto questo allineamento proprio per evitare spiacevoli sorprese in futuro.
Quindi se il cliente ci tiene a sistemare tutto, non ha senso rispondergli di non preoccuparsi...
Sta di fatto che il cliente ha esplicitamente richiesto questo allineamento proprio per evitare spiacevoli sorprese in futuro.
Quindi se il cliente ci tiene a sistemare tutto, non ha senso rispondergli di non preoccuparsi...
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pakk ha scritto:
Quindi se il cliente ci tiene a sistemare tutto, non ha senso rispondergli di non preoccuparsi...
Chiaramente in questo caso si procede semplicemente con rilievo (delle parti sostanziali) e adeguamento della documentazione.
Io mi riferivo al caso tipico della civile abitazione ove il Cliente è restio.
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