Buongiorno a tutti,
ecco il mio quesito.
La direttiva macchine parla chiaro: quando devo immettere sul mercato una macchina (o quasi macchina) devo applicare la normativa stessa. Arrivando perciò alla fina a una dichiarazione di conformità o di incorporazione.
Mi è capitato però questo caso: grande azienda siderurgica (X) commissiona ad un costruttore di macchine (Y) un macchinario ben definito, una sorta di tornio. Ora, le specifiche tecniche e l'automazione sono di X, mentre l'ingegneria e la costruzione fisica è di Y. X apporrà direttamente il suo nome alla macchina completa configurandosi come fabbricante, secondo accordi commerciali e anche perché da policy fa così.
Sino a qua mi sembra tutto ok. La cosa che mi lascia un po' perplesso è che Y vende questa macchina, che è vero che non funziona e che non è completa, a X senza uno straccio di documentazione.
Secondo quello che scrivevo all'inizio, Y non deve vendere questa sorta di tornio a X come quasi macchina?
Perché non marchiare CE?
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Guerra
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Ciao,
non ho ben capito la domanda pero' provo a fare chiarezza:
1. Ogni PRODOTTO FINITO immesso sul mercato Europeo oppure importato ha bisogno di un marchio CE applicato dal produttore o dall'imporatore
2. Il marchio CE testimonia che il prodotto e' conforme a determinate norme cioe' leggi Europee.
3. Per capire quali normative si applicano ad un determinato prodotto, il produttore/importatore paga una consulenza tecnica ad un organismo/laboratorio accreditato/notificato.
E' sul concetto di prodotto finito o semilavorato che c'e' liberta' di azione e di interpretazione.
non ho ben capito la domanda pero' provo a fare chiarezza:
1. Ogni PRODOTTO FINITO immesso sul mercato Europeo oppure importato ha bisogno di un marchio CE applicato dal produttore o dall'imporatore
2. Il marchio CE testimonia che il prodotto e' conforme a determinate norme cioe' leggi Europee.
3. Per capire quali normative si applicano ad un determinato prodotto, il produttore/importatore paga una consulenza tecnica ad un organismo/laboratorio accreditato/notificato.
E' sul concetto di prodotto finito o semilavorato che c'e' liberta' di azione e di interpretazione.
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EnricoMigliore
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Per me la "semi macchina" è praticamente un semilavorato nella situazione descritta
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Kagliostro
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Inoltre non viene immessa sul mercato, ma semplicemente venduta al committente.
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EnricoMigliore ha scritto:Ciao,
E' sul concetto di prodotto finito o semilavorato che c'e' liberta' di azione e di interpretazione.
È questo il punto. Secondo te l'applicazione della direttiva è subordinata al fatto che il tornio sia visto come macchina/quasi macchina o come semi lavorato?
Ma anche come semi lavorato non deve essere accompagnato da qualcosa di documentazione?
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Kagliostro ha scritto:Per me la "semi macchina" è praticamente un semilavorato nella situazione descritta
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E questa differenza cosa comporta da punto di vista documentale?
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GuidoB ha scritto:Inoltre non viene immessa sul mercato, ma semplicemente venduta al committente.
Non sono d'accordo su questo però: il committente è sui il mercato. Cosa cosa intendi tu per mercato?
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EnricoMigliore ha scritto:1. Ogni PRODOTTO FINITO immesso sul mercato Europeo oppure importato ha bisogno di un marchio CE applicato dal produttore o dall'imporatore
Solo i prodotti che rientrano nel campo di applicazione delle direttive UE applicabili e se vengono immessi nel mercato UE. Non "marchio" ma marcatura.
EnricoMigliore ha scritto:2. Il marchio CE testimonia che il prodotto e' conforme a determinate norme cioe' leggi Europee.
La marcatura CE è solamente un'autocertificazione da parte produttore/importatore della presunta conformità del prodotto ai RES delle direttive applicabili.
EnricoMigliore ha scritto:3. Per capire quali normative si applicano ad un determinato prodotto, il produttore/importatore paga una consulenza tecnica ad un organismo/laboratorio accreditato/notificato.
Non c'è alcun obbligo di contattare nessun organismo o laboratorio accreditato, CHIUNQUE può realizzare un prodotto e apporre la marcatura CE per commercializzarlo in UE. Solo per alcuni prodotti, sostanzialmente quelli più a rischio (macchine allegato B, Atex, ecc.), viene richiesta la certificazione di un organismo notificato. Le certificazioni possono riguardare solo la valutazione del fascicolo tecnico o estendersi anche al controllo periodico della produzione.
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Mike
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Helpme25 ha scritto:GuidoB ha scritto:Inoltre non viene immessa sul mercato, ma semplicemente venduta al committente.
Non sono d'accordo su questo però: il committente è sui il mercato. Cosa cosa intendi tu per mercato?
Se tizio commissiona un prodotto a caio che glie lo realizza e lo vende esclusivamente a tizio non è immissione nel mercato.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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Mike ha scritto:Se tizio commissiona un prodotto a caio che glie lo realizza e lo vende esclusivamente a tizio non è immissione nel mercato.
come no. Certo che lo è. E' una compravendita di una macchina.
Tu confondi un prodotto di serie da un prodotto su commessa. Ma prodotto è.
Per il "regolamento" macchine (non esiste più la direttiva macchine) cambia solo il protocollo di qualifica (che è di esemplare anziché di tipo, perché la macchina esiste in un solo esemplare anziché qualificata per tipo e poi venduta in serie), ma sottostà a tutte le regole del regolamento macchine, quindi deve essere accompagnata da una dichiarazione di conformità o una dichiarazione di incorporazione.
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