Già da ragazzino avevo il mio stereo in camera. Il primo era una radio Philips con due deck cassette (come un boombox, ma piccolo) che avevo vinto al concorso di una radio locale. Dovrebbe esserci ancora in cantina a casa dei miei.
Poi, qualche anno dopo, ho ricevuto per Natale un modello simile, ma Sony e con CD player integrato.
I miei erano amici del commesso di un negozio (fisico, a quei tempi c'erano ancora) di stereo e televisioni e mi dava tutti i cataloghi e le pubblicità di Sony, Technics/Panasonic e JVC.
I miei coetani si chiudevano in bagno con i "giornali di donne nude" (cit.), io con il catalogo Sony.
Passati ancora un paio d'anni, il Minidisc fece la sua comparsa su quelle riviste patinate e per me era ovvio che dovevo averlo. Ho comprato dapprima un Minidisc portatile Panasonic (se ben ricordo era un'offerta speciale legata ad una banca). Poi ho voluto sostituire anche il boombox in camera con uno stereo con Minidisc. Sapevo esattamente cosa volevo, lo stereo con il design piú elegante e la tecnologia piú innovativa che ci fosse!
Ma la paghetta settimanale messa da parte sull'arco di mesi e anni, non sarebbe bastata.
Il commesso di cui sopra mi fece un buon prezzo su un modello di tutto rispetto e presi quello. Non era il mio sogno, ma era comunque -in gergo tecnico- una gran figata! Era un Sony DHC-MD333 con la piastra per cassette opzionale.
Questo sistema compatto mi ha accompagnato per probabilmente un decennio di uso intensissimo, forse anche qualcosina in piú. Poi cominciarono i problemi: l'encoder del volume non funzionava piú: poco male, il volume lo potevo regolare con il telecomando. Ma quello che ne decretò davvero la morte fu un problema di firmware (perlomeno, questa è la mia interpretazione), probabilmente una EEPROM cotta che ne causava l'accensione ad orari random, indipendentemente da quando avevo impostato la sveglia. Una volta arrivavo a casa e la radio era accesa. Un'altra mi si accendeva alle 3 di notte. Evviva!
A quel punto avevo già il mio appartamento e lo stereo s'era trasferito dalla cameretta al salotto. Presi quindi un amplificatore Technics d'occasione che non mi è poi mai piaciuto. Aveva un suono molto cupo. Se fosse stato una persona l'avrei descritto come "nasale". L'ho sopportato a lungo, poi pochi anni fa l'ho venduto.
Ho comprato un Cambridge Azur 640A. Suono eccellente, ma un'elettronica ovviamente mal concepita: consuma (e scalda) parecchio anche in stand-by, cosa che probabilmente ha contribuito al deterioramento di qualche elettrolitico. Effetto che si sente notevolmente in buchi di volume e asimmetrie tra i canali destro e sinistro. Un problema riparabile, ma a casa mia lo stereo è acceso per parecchie ore al giorno e metterlo fuori servizio per la riparazione vorrebbe dire rinunciarvi per giorni (conoscendomi, probabilmente settimane).
Ho pensato quindi di comprare qualcosa di economico per usarlo provvisoriamente. Però spendere soldi, anche se non molti, per spazzatura non mi va.
Poi mi sono ricordato di quello che ho scritto sopra: Sapevo esattamente cosa volevo, lo stereo con il design piú elegante e la tecnologia piú innovativa che ci fosse!
In altre parole, un Sony Lissa.
La tecnologia, o perlomeno l'idea, dopo 25 anni è ancora geniale, ma non ha avuto successo ed è quindi stata abbandonata. Il design, quello resta. È senza dubbio il piú bel Hi-Fi che abbia mai visto (con una menzione onorevole per la serie JVC Super Digifine).
L'idea rivoluzionaria era abolire i cavetti cinch per portare a spasso i segnali audio analogici (dal CD all'amplificatore, da lì al minidisc, dal minidisc indietro all'amplificatore per il playback... un groviglio immondo). In loro vece era previsto l'uso di un link FireWire che collegava in daisy-chain i vari componenti.
Suono digitale, n apparecchi collegati con n-1 cavetti, bellissimo, no?
Si poteva anche collegare un computer con porta FireWire e con un software specifico gestire il tutto (ci sono degli screenshot nel link di cui sopra).
Purtroppo, come detto, questa tecnologia è stata abbandonata. Per fortuna, però:
a) l'amplificatore ha un ingresso analogico
b) si trova ancora sporadicamente sul mercato dell'usato
c) la paghetta che ricevo adesso è piú sostanziosa di quella che mi davano i miei
E quindi... eccolo qui:
A distanza di 25 anni dalla sua uscita, mi sono comprato quello che volevo. E sono felicissimo.
Funziona perfettamente e il suono è ottimo.
A onor del vero, per il tipo di uso e per gli altoparlanti che ho, una quarantina di watt in piú non gli farebbero male. Ma così il vicino ringrazia
Mi è perfettamente chiaro che anche questo non durerà in eterno, ma l'elettronica la posso sostituire, tenendo la scatola che mi piace esteticamente.
Probabilmente macellerò il Cambridge Audio, tenendo la scatola che è bella solida e ben fatta e il toroidale d'alimentazione. Tutto il resto viene rimosso e ci metto un PCB fai-da-me con un amplificatore in classe D. Perlomeno, questa è l'idea. La realizzazione durerà decenni
Volevo condividere con voi questo momento di gaudio
Boiler

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