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AlberManR » 13 giu 2025, 17:04
Salve a tutti
Viste le varie opinioni espresse riguardo questo argomento, pensavo di aggiungere anche la mia.
Prelievo il testo direttamente dal mio blog personale dove ho inserito un articolo non specifico dei referendum ma in generale relativo alla legge elettrorale.
Non mi sembra il caso di spezzettare il testo, con il rischio che si perda il senso, quindi lo metto di seguito tutto anche se diverse parti sono fuori tema.
Sconsiglio la lettura ad i deboli di cuore, ai deboli di stomaco ed a chi predilige i paraocchi della costituzione.
Legge elettorale ed Elezioni
L’attuale legge elettorale e la maggior parte di quelle adottate fin’ora, sono state ideate, pensate ed approvate da incapaci.
Non mi dilungherò nel descrivere le varie leggi elettorali per evitare di «rimettere mano e rimescolare nuovamente il letame di cui sono composte».
Ora vi descriverò le mie modifiche da applicare all’ordinamento statale.
Si tratta comunque di linee generali di orientamento, poi per i dettagli si dovrà studiare la situazione nello specifico.
1) Comitato di esperti per la vigilanza
Per prima cosa è necessario istituire un comitato di esperti e/o tecnici con a capo il Presidente della Repubblica, che dovrà vigilare sull’operato del governo e del parlamento ed in seguito vi descriverò nel dettaglio quale sarà il suo compito.
Il modo con il quale si dovrà costituire questo comitato e tutte le successive modifiche elencate, dovranno se necessario essere stabilite con gli stessi criteri adottati per poter fare le modifiche gli articoli della costituzione (tralascio i dettagli).
2) Legge elettorale
La legge elettorale dovrà essere solo ed esclusivamente di tipo proporzionale e in nessun modo maggioritaria, in modo che ogni voto sia comunque valido ed utile per il partito a cui viene dato.
3) Partiti politici
Rimane piena libertà di creare partiti politici tipo quelli già esistenti, ma sarà vietato creare coalizioni da presentarsi alle elezioni.
In pratica se un partito vorrà coalizzarsi con un altro potrà confluire all’interno dell’altro, diventando di fatto un partito unico, oppure si potrà creare un nuovo partito derivato dalla fusione di due o più partiti precedenti.
4) Presentazione delle liste alle elezioni
Come già detto si potranno presentare alle elezioni solo partiti singoli e quindi nessuna coalizione ne prima delle votazioni ne dopo (poi vedremo il perché), in modo che ad un solo partito sia possibile attribuire la vittoria per il fatto di aver preso più voti.
5) Programmi elettorali dei partiti
Ogni partito potrà (dovrà) presentare agli elettori il proprio programma politico da adottare nei cinque anni di governo, ma questi programmi dovranno essere pubblicati e disponibili per tutto il tempo della legislazione, in modo che chiunque abbia modo di verificare costantemente quali parti del programma sono state effettivamente attuate e quali no.
Annualmente e al termine della legislazione, dovranno essere pubblicati gli aggiornamenti sull’avanzamento delle attività programmate e/o gli obiettivi prefissati raggiunti.
6) Programma di riforme strutturali
Oltre al programma generico indicato nel punto precedente, ogni partito dovrà presentare il proprio programma di riforme che potrà essere composto in media da 2 riforme all’anno per un totale di 10 entro fine legislatura. Questo numero non sarà obbligatorio quindi se ne potranno presentare anche meno, ma è su queste che i partiti si dovranno impegnare in modo tassativo, quindi chi ne presenterà un numero minore avrà meno probabilità di essere votato.
Il programma di riforme strutturali dovrà essere applicato obbligatoriamente, mentre per quello generico (descritto nel precedente punto) sarà il partito stesso a risponderne ai propri elettori.
7) Esito delle votazioni
Ora capirete il perché la diminuzione dei parlamentari è stata una riforma idiota come tante altre.
Il partito che ha preso più voti avrà più parlamentari ed il diritto di creare il governo, mentre al secondo spetterà di fare l’opposizione.
Dal terzo in poi «tutti a casa!».
In pratica il parlamento sarà composto di soli deputati o senatori del primo partito e del secondo.
In questo modo siamo certi che ad ogni votazione vincerà un partito che non dovrà fare compromessi con altri perché non esistono coalizioni.
Con questo non voglio dire che gli attuali 400 seggi della camera e 200 del senato saranno suddivisi proporzionalmente tra i 2 partiti, ma che tutti i seggi conquistati dal terzo partito in poi saranno vuoti.
Il governo e l’opposizione potranno contare solo sui seggi parlamentari effettivamente conquistati con le elezioni, quindi se le votazioni porteranno ad una frammentazione notevole dei voti, il parlamento sarà mezzo vuoto, mentre se un partito riuscirà a conquistare oltre il 50% dei voti ed il secondo poco meno, quindi voti concentrati su 2 partiti, significherà che il parlamento sarà più affollato, anche se probabilmente quasi mai al completo.
Quindi è chiaro che il taglio fisso dei parlamentari fatto in precedenza non ha motivo di esistere perché sarà automatico in funzione dell’esito delle votazioni.
8) Quorum dei referendum
Si dovrà eliminare immediatamente il quorum dai referendum, perché chi non si reca a votare significa che non gli interessa l’esito e l’astensionismo non deve influire sul risultato del referendum.
Anche se a votare ci va un solo elettore, sarà lui a decidere l’esito del referendum.
Se qualcuno non è d’accordo vada a votare per il SI o il NO e non rompa troppo i «co … ni». Chi non si pronuncia non può avere voce in capitolo.
9) Quorum per le elezioni
Il quorum dovrà essere adottato nelle elezioni politiche o amministrative nel modo che segue.
Nella scheda elettorale dovrà trovare posto anche una casella riservata a chi si astiene, in pratica l’astensione potrà essere espressa solo andando a votare e facendo la crocetta sulla casella per l’astensione.
Chi non va a votare o lascia la scheda bianca o annullata, non esprimerà alcuna informazione utilizzabile per valutare l’esito delle votazioni o la determinazione del quorum.
Ognuno ha il diritto di fare quello che vuole ma questo non deve influenzare il risultato di chi vuole esprimere la propria preferenza o astenersi in modo palese (e a mio parere anche in modo civile).
10) Governo tecnico
Sulla stessa scheda o, meglio ancora, su un’altra consegnata durante le elezioni, dovranno comparire i gruppi di tecnici che si presenteranno per realizzare eventuali governi tecnici alternativi a quello politico.
Se gli astenuti, evidenziati dalla crocetta apposta sull’apposita casella, supereranno il 50% dei voti validi, ignorando quindi le schede bianche e quelle nulle e i non votanti, significa che l’insieme dei partiti che si sono presentati non meritano di poter governare, ed in questo caso si farà un governo tecnico con chi ha preso più voti nella seconda scheda (indipendentemente dal quorum).
Questo governo tecnico avrà solamente compiti di ordinaria amministrazione, non potrà fare leggi ma solo eventuali provvedimenti provvisori e rimarrà in carica per un solo anno al termine del quale si dovranno tenere nuove elezioni politiche.
Nelle successive elezioni potranno ripresentarsi gli stessi partiti, ma tutti i vertici dirigenziali ed amministrativi dei partiti (presidente, segretario ecc…) dovranno obbligatoriamente andare a casa ed essere sostituiti da un altro gruppo dirigenziale.
E’ inutile ripresentare le sesse facce nei partiti che nell’insieme non hanno superato il quorum del 50%, si correrebbe certamente il rischio di non superarlo nuovamente.
11) Non votanti
Chi non va a votare perde il diritto di voto e la sua tessera elettorale verrà automaticamente annullata e non potrà più essere utilizzata per future votazioni.
Se uno vuole votare alle successive elezioni, dovrà presentarsi negli uffici elettorali del proprio comune e farsi rilasciare una nuova tessera.
Quindi sia che i tratti di un’assenza giustificata o meno, bisognerà richiedere una nuova tessera.
Ogni comune si dovrà comunque organizzare per facilitare la votazione di chi non può muoversi da casa per giustificati motivi, andando presso il domicilio a consegnare e ritirare, con gli appositi accorgimenti, i voti di chi ha fatto richiesta di votare da casa.
In ogni caso lo spoglio delle schede non potrà iniziare finché il «seggio mobile» non avrà raccolto tutti i voti di chi ne ha fatto giustificata richiesta.
12) Esito delle votazioni
Come già in precedenza chi arriva primo potrà governare, chi arriva secondo potrà fare l’opposizione e dal terzo in poi potrà solo andare a casa.
Chi arriva terzo o quarto non avrà comunque perso completamente le speranze di poter andare in parlamento, infatti il comitato di esperti descritti al punto (1), avrà il compito di verificare che il partito di governo riesca a varare e mettere effettivamente in opera le riforme che aveva dichiarato di voler fare come indicato al punto (6).
Per messa in opera si intende aver approvato la relativa legge ed avviata la sua applicazione.
Sarà tollerata solamente per il primo anno l’attuazione di una sola riforma rispetto alle 2 previste, ma dal secondo anno in poi saranno obbligatorie le 2 riforme/anno promesse in campagna elettorale.
13) Destituzione del governo
Se i parlamentari ed il governo non riusciranno nel loro intento o saranno in eccessivo ritardo, il comitato di esperti (punto 1) ha l’obbligo di dichiarare decaduta la nomina a primo partito e destituirà il relativo governo inadempiente, mandando a casa i relativi parlamentari e ministri.
In questa eventualità sarà il secondo partito a diventare il primo con i suoi parlamentari e chi era arrivato terzo potrà, se vuole, rientrare in parlamento con i suoi eletti come nuova opposizione.
Anche a questa seconda maggioranza e secondo governo sarà applicato lo stesso tipo di controllo sul suo adempimento degli impegni presi che potrebbe portare, in caso negativo, ad andare a casa a loro volta ed a permettere al terzo partito di diventare maggioranza con i suoi parlamentari ed il quarto rientrare in parlamento come opposizione.
Se neanche il terzo partito con la sua maggioranza e governo sarà in grado di completare le riforme che nel frattempo si saranno accorciate di numero in base agli anni residui di legislatura, si dovrà procedere ad incaricare il governo tecnico per un tempo massimo un anno fino alle elezioni anticipate.
14) Partiti alle successive elezioni
Naturalmente tutti i partiti destituiti dalla loro carica si potranno ripresentare alle votazioni successive, ma solo dopo che abbiano completamente sostituito tutto lo staff dirigenziale come descritto al punto (10), per il caso di mancato raggiungimento del quorum.
La sostituzione dell’intero staff dirigenziale dovrà avvenire anche quando un partito che ha governato per una legislatura intera o parziale, nella successiva legislaura non abbia ottenuto nessun incarico di maggioranza governativa, quindi oltre la terza posizione o anche la seconda ma rimanendo comunque sempre all’opposizione per tutta la legislatura.
Naturalmente la sostituzione avverrà entro le successive elezioni.
15) Sanzioni per gli inadempienti
I partiti destituiti per indempienza, potranno subire sanzioni da meglio identificare che potrebbero riguardare i seguenti aspetti:
la semplice interruzione dell’erogazione degli stipendi;
l’eventuale restituzione degli stipendi percepiti da parlamentari o da ministri o funzionari di governo;
la possibilità di dover pagare anche i danni per aver fatto perdere tempo e soldi allo Stato ed agli italiani che lo hanno votato ed anche per aver ritardato l’insediamento del secondo partito che, fino a prova contraria, potrebbe portare a termine il proprio programma, ma a causa dei ritardi dovuti all’incapacità del primo partito, dovrà per forza di cose essere ridotto.
Questo rappresenta uno dei casi in cui uno statale può essere licenziato.
16) Conclusione
Con queste modifiche si dovrebbero risolvere tutti i problemi relativi a:
a) la litigiosità delle maggioranze composte da coalizioni;
b) l’incapacita o mancanza di volontà di un unico partito al governo di attuare quanto promesso in campagna elettorale;
c) la certezza che le «facce» di un partito «silurato» dai votanti o dal comitato, scompaiano per sempre dalla scena politica visti i danni che hanno certamente causato;
d) la soluzione del problema degli astensionisti cronici che se non richiederanno una nuova scheda elettorale non faranno parte degli aventi diritto.
Saluti a tutti da Alberto