STC1000 e piastra peltier
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Ciao a tutti
, voglio realizzare una piccola cella di fermentazione per il kefir in estate (temperatura ideale: 20°C). A tal proposito ho comprato una piastra peltier e un termostato STC1000. Ho scoperto però che questo termostato ha relè pensati per pilotare dispositivi che vanno in corrente alternata a 220 V, però ho deciso di provare uguale a collegare la peltier (12V in continua) e mi sembra che funzioni correttamente. Mi chiedevo: va bene così oppure c'è qualche problema a usare questo termostato? Posso migliorare il circuito in qualche modo?
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Piu che altro, ricorda che le piastre Peltier non "producono" freddo, si limitano a trasferire il calore (generandone anche parecchio di loro), quindi se le usi ON/OFF, ogni volta che la spegni il calore ritorna indietro (quando sono spente sono buone conduttrici di calore fra le due facce)
Andrebbero usate con driver a controllo di corrente, fatti in modo da non "spegnerle" mai del tutto, per evitare che il calore portato sul lato "caldo" torni velocemente su quello "freddo" quando si spengono (o alla peggio, con un sistema che faccia sempre scorrere una corrente minima anche quando e' "OFF", se proprio non si puo fare altro) ... i termostati ON/OFF sono buoni per i riscaldatori, non molto per le celle di Peltier.
Andrebbero usate con driver a controllo di corrente, fatti in modo da non "spegnerle" mai del tutto, per evitare che il calore portato sul lato "caldo" torni velocemente su quello "freddo" quando si spengono (o alla peggio, con un sistema che faccia sempre scorrere una corrente minima anche quando e' "OFF", se proprio non si puo fare altro) ... i termostati ON/OFF sono buoni per i riscaldatori, non molto per le celle di Peltier.
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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Etemenanki
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grazie del consiglio, non ci avevo pensato. Potrei provare a lasciare la ventola sul lato caldo sempre accesa, per cominciare.
Ultima modifica di
Franco012 il 16 lug 2025, 20:56, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: Eliminata inutile citazione integrale del messaggio immediatamente precedente.
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quando citi un altro utente, non citare tutto quanto ha scritto lui, ci viene una pagina inutilmente piena, e difficile da leggere, limitati a citare solo il paragrafo a cui intendi rispondere.
saluti.
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lelerelele
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domx ha scritto:...Ho scoperto però che questo termostato ha relè pensati per pilotare dispositivi che vanno in corrente alternata a 220 V...
Detta così sembrerebbe non si tratti di veri relè elettromeccanici, dovresti fornire più informazioni sul tipo di termostato per capire effettivamente di che tipo di relè si tratta.
Se la cella di fermentazione ha un'inerzia termica sufficientemente alta direi che i contatti di un relè elettromeccanico possano andare bene per gestire la cella di peltier.
Quanta precisione serve per il valore di temperatura da raggiungere? 20 gradi più o meno quanto?
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BrunoValente
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BrunoValente ha scritto:Detta così sembrerebbe non si tratti di veri relè elettromeccanici, dovresti fornire più informazioni sul tipo di termostato per capire effettivamente di che tipo di relè si tratta.
Grazie Bruno! Il termostato è questo qui.
BrunoValente ha scritto:Se la cella di fermentazione ha un'inerzia termica sufficientemente alta direi che i contatti di un relè elettromeccanico possano andare bene per gestire la cella di peltier.
Quanta precisione serve per il valore di temperatura da raggiungere? 20 gradi più o meno quanto?
Dunque, la sto usando da un po' di giorni e sembra andare bene, ci mette una decina di minuti per arrivare da 20°C a 22 (ho impostato 2° come range, con un tempo di ritardo di un minuto, penso vada bene, forse 1°sarebbe meglio ma volevo evitare che la peltier si spegnesse e accendesse troppe volte). Certo un temperature controller in corrente sarebbe meglio, ma mi sembra una cosa più complicata...
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BrunoValente ha scritto:Pare siano normali relè elettromeccanici
Grazie!
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In quel caso posso suggerire una soluzione "un po barbara", ma che funziona (se ovviamente serve mantenere una temperatura piu bassa di quella ambiente, in caso contrario non serve), cioe' di mettere in parallelo al contatto del rele' una resistenza (di adeguata potenza) che tenga alimentata la cella con il minimo della corrente indispensabile anche quando il contatto e' aperto, in modo che le giunzioni, rimanendo funzionanti come "pompe di calore", pur non raffreddando quasi nulla, non si disattivino diventando dei semplici conduttori di calore che riportino il calore dal lato caldo a quello freddo.
E' una soluzione di compromesso, e' vero, ma quando l'inerzia del "carico" e' sufficentemente elevata funziona abbastanza bene senza dover costruire un termostato a modulazione di corrente.
Tempo fa avevo tirato insieme un "minifrigo" per tenermi le bibite in fresco, quando ancora avevo il negozio, recuperando la "cassa" di uno di quelli da barca con l'evaporatore ad ammoniaca rotto e sostituendolo con una coppia di grossi dissipatori a cui avevo attaccato tre celle 12075 (14V 5A) in serie, alimentate da un vecchio alimentatore da 42V 8A di recupero, con un termostato a rele' ON-OFF (le tre celle in parallelo avevano una resistenza complessiva di circa 7.5 ohm, regolando l'alimentatore a circa 38V si ritrovavano una corrente di circa 5A, vicina al massimo, in fase di raffreddamento).
Per evitare che il calore tornasse indietro avevo messo appunto una resistenza di quelle corazzate da 27 ohm 50W in parallelo al contatto del rele', quando il contatto si apriva continuavano a scorrere circa 1A, non sufficenti per una funzione di raffreddamento decente, ma sufficenti per non far tornare tutto il calore del dissipatore esterno subito all'interno, come invece succedeva senza (senza la resistenza, quando spegnevo le celle, in circa 10/15 secondi il dissipatore interno diventava caldo come quello esterno, e quando riaccendevo ci metteva molto piu tempo a tornare gelato).
E' una soluzione di compromesso, e' vero, ma quando l'inerzia del "carico" e' sufficentemente elevata funziona abbastanza bene senza dover costruire un termostato a modulazione di corrente.
Tempo fa avevo tirato insieme un "minifrigo" per tenermi le bibite in fresco, quando ancora avevo il negozio, recuperando la "cassa" di uno di quelli da barca con l'evaporatore ad ammoniaca rotto e sostituendolo con una coppia di grossi dissipatori a cui avevo attaccato tre celle 12075 (14V 5A) in serie, alimentate da un vecchio alimentatore da 42V 8A di recupero, con un termostato a rele' ON-OFF (le tre celle in parallelo avevano una resistenza complessiva di circa 7.5 ohm, regolando l'alimentatore a circa 38V si ritrovavano una corrente di circa 5A, vicina al massimo, in fase di raffreddamento).
Per evitare che il calore tornasse indietro avevo messo appunto una resistenza di quelle corazzate da 27 ohm 50W in parallelo al contatto del rele', quando il contatto si apriva continuavano a scorrere circa 1A, non sufficenti per una funzione di raffreddamento decente, ma sufficenti per non far tornare tutto il calore del dissipatore esterno subito all'interno, come invece succedeva senza (senza la resistenza, quando spegnevo le celle, in circa 10/15 secondi il dissipatore interno diventava caldo come quello esterno, e quando riaccendevo ci metteva molto piu tempo a tornare gelato).
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