
Adesso però andiamo più in dettaglio.
Grazie alla linearità delle elementarissime ipotesi adottate, la matrice rimane la stessa in tutti i punti del piano quindi anche nell'origine, inoltre possiamo considerare incrementi finiti al posto dei corrispondenti infinitesimi.
Con riferimento alla metà sinistra della figura, consideriamo incrementi unitari ðX1,ðX2 delle due coordinate "a denominatore" X1,X2. I corrispondenti incrementi delle coordinate x1,x2 sono però in numero di quattro: ðx11,ðx12,ðx21,ðx22.
Non credo di sbagliare dicendo che la matrice vale:

cioè, prendendo i numeri empiricamente dalla figura con Autocad:

Però possiamo anche guardare la metà destra della figura.
In tal caso diamo incrementi unitari ðx1,ðx2 alle coordinate x1,x2 a numeratore ed abbiamo quattro corrispondenti incrementi delle coordinate X1,X2 cioè ðX11,ðX12,ðX21,ðX22.
Stavolta scriviamo:

e mettendo i valori numerici della figura:

che non è la stessa cosa che abbiamo ottenuto col primo procedimento.
Ritengo che il primo procedimento sia quello conducente ma non saprei spiegare bene perché.
Forse perché applicando opportunamente due dei quattro incrementi andiamo a cadere in un punto di un asse ortogonale.

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