Buongiorno a tutti,
ho un grosso dubbio che mi attanaglia ormai da tempo e, nonostante mi muoverò anche per vie ufficiali, provo a sottoporre a voi il mio quesito.
Da diverso tempo ho conseguito esame di abilitazione come Ing. Elettronico ma non ho mai utilizzato il timbro professionale cosa che invece utilizzo come perito (già abilitato nel 2012).
Il mio backgroung accademico è abbastanza variopinto: perito Elettrotecnico ed automazione, triennale telecomunicazioni e magistrale in elettronica.
Svolgo diverse attività nella mia azienda e tra queste c'è la firma di alcune documentazione (come perito) di certificazione e di collaudo per apparecchiature di elettronica di potenza (SPI, SPG, Differenziali, relè, optoelettronica ecc ecc).
Detto quanto sopra, parlando con il collegio, dopo una discussione si è concordato che l'elettronica di potenza e quindi tutti i dispositivi elettronici che comandano la potenza, sono da considerarsi branca sia dell'elettronica e dell'elettrotecnica e quindi ho ricevuto il nullaosta ad operare in tal senso, visto anche il background accademico e professionale.
Oggi mi ritrovo per diversi motivi a valutare di passare all'ordine degli Ing. ma, così a naso, ho l'impressione che la loro opinione in merito non sia così permissiva in tal senso.
In sintesi ho come il sentore che essendo Elettronica sotto il settore dell'informazione sia difficile che accettino che possa mettere mano in quello che è settore industriale, l'elettrotecnica.
(Chiaramente solo esclusivamente alle attività che mi riguardano. Certo non mi metterei mai a progettare impianti MT o Centrali Elettriche)
Voi come la pensate?
Avete avuto esperienze in merito?
Saluti
FraHD
Elettronica di potenza - domande e dubbi
Moderatore:
admin
19 messaggi
• Pagina 1 di 2 • 1, 2
0
voti
Non ti iscrivono se non fai un secondo (ancorche ridotto) esame di stato:
Per gli iscritti ad un settore che richiedono l’iscrizione ad altro settore della stessa sezione l’esame di Stato è articolato nelle seguenti prove:
a) una prova scritta nelle materie caratterizzanti il settore per il quale è richiesta l’iscrizione;
b) una prova pratica di progettazione nelle materie caratterizzanti il settore per il quale è richiesta l’iscrizione.
0
voti
Grazie GioArca67 per la risposta.
Quanto mi hai detto è chiaro se volessi esercitare in ambito elettrico, ma la mia domanda è un'altra.
Provo a riformularla:
un dispositivo elettronico che comanda una potenza ( esempio: la programmazione di un PLC, di un CCI, di una Protezione di interfaccia, di un inverter), quindi un apparato puramente elettronico ma che influneza un sistema di potenza elettrica, è da considerarsi competenza dell'elettronico o dell'elettrotecnico?
Oppure sotto un altro punto di vista:
come ingegnere elettronico fino a dove posso spingermi in ambito elettrotecnico, considerando che lavoro da anni nel "settore" come impiegato?
Quanto mi hai detto è chiaro se volessi esercitare in ambito elettrico, ma la mia domanda è un'altra.
Provo a riformularla:
un dispositivo elettronico che comanda una potenza ( esempio: la programmazione di un PLC, di un CCI, di una Protezione di interfaccia, di un inverter), quindi un apparato puramente elettronico ma che influneza un sistema di potenza elettrica, è da considerarsi competenza dell'elettronico o dell'elettrotecnico?
Oppure sotto un altro punto di vista:
come ingegnere elettronico fino a dove posso spingermi in ambito elettrotecnico, considerando che lavoro da anni nel "settore" come impiegato?
0
voti
L'elettronica di potenza è una branca dell'elettrotecnica e riguarda tutti i convertitore vari es. AC/DC, DC/DC etc, si chiama elettronica me in realtà è ambito elettrico perché riguarda la conversione di grande elettriche tensione e corrente.
E' un esame che si fa in ingegneria elettrica, non so se c'è anche in ingegneria elettronica.
Difficilmente troverai un elettronico a gestire queste cose senza saperne di elettrotecnica, l'ambito elettronico lo vedo a livello di circuiti di transistor, diodi, circuiti integrati etc etc.
Un PLC è ambito elettrico perché va ad interagire con un sistema elettrico, ritorniamo al discorso che l'elettronico lavora in un ambito passami l termine di più "piccolo"
E' un esame che si fa in ingegneria elettrica, non so se c'è anche in ingegneria elettronica.
Difficilmente troverai un elettronico a gestire queste cose senza saperne di elettrotecnica, l'ambito elettronico lo vedo a livello di circuiti di transistor, diodi, circuiti integrati etc etc.
Un PLC è ambito elettrico perché va ad interagire con un sistema elettrico, ritorniamo al discorso che l'elettronico lavora in un ambito passami l termine di più "piccolo"
0
voti
Ciao Aria e grazie per la risposta.
Ho sostenuto un esame simile anche in Ing. Elettronica.
Pienamente d'accordo, sull'esperienza.
Ma lo stesso discorso vale (giustamente) sull'elettrotecnico che non ha mai visto un PLC, microPLC et smili.
Scusate se insisto/chiedo dettagli in quanto faccio fatica a separare i due settori oggigiorno, in quelle applicazioni che (per me) sono il pane quotidiano.
Io ad esempio avrei pensato (continuo a pensarlo) che tutta la parte di sensoristica 0-20mA, PT100 ecc legate a strumentazioni di sicurezza fossero di competenza ANCHE dell'elettronico, nonostante andassero ad agire su PLC o strumentazioni che influenzano apparati Elettrici.
Penso ad esempio a tutti i sistemi di sicurezza delle centrali Idroeletriche (controllo valvole, controllo sincronismo ecc) che di fatto sono sensori, che senza tali consensi non permettono l'avviamento dell'impianto la cui costruzione è chiaramente esclusa all'elettronico.
In soldoni mi pare di capire, che indipendentemente da tutto, se si superano i 5 V stiamo parlando di Elettrotecnica, sotto Elettronica, dipendentemente però da quale sia il funzionamento dell'apparato comandato dall'elettronica.
E' un esame che si fa in ingegneria elettrica, non so se c'è anche in ingegneria elettronica.
Ho sostenuto un esame simile anche in Ing. Elettronica.
Difficilmente troverai un elettronico a gestire queste cose senza saperne di elettrotecnica, l'ambito elettronico lo vedo a livello di circuiti di transistor, diodi, circuiti integrati etc etc.
Un PLC è ambito elettrico perché va ad interagire con un sistema elettrico, ritorniamo al discorso che l'elettronico lavora in un ambito passami l termine di più "piccolo"
Pienamente d'accordo, sull'esperienza.
Ma lo stesso discorso vale (giustamente) sull'elettrotecnico che non ha mai visto un PLC, microPLC et smili.
Scusate se insisto/chiedo dettagli in quanto faccio fatica a separare i due settori oggigiorno, in quelle applicazioni che (per me) sono il pane quotidiano.
Io ad esempio avrei pensato (continuo a pensarlo) che tutta la parte di sensoristica 0-20mA, PT100 ecc legate a strumentazioni di sicurezza fossero di competenza ANCHE dell'elettronico, nonostante andassero ad agire su PLC o strumentazioni che influenzano apparati Elettrici.
Penso ad esempio a tutti i sistemi di sicurezza delle centrali Idroeletriche (controllo valvole, controllo sincronismo ecc) che di fatto sono sensori, che senza tali consensi non permettono l'avviamento dell'impianto la cui costruzione è chiaramente esclusa all'elettronico.
In soldoni mi pare di capire, che indipendentemente da tutto, se si superano i 5 V stiamo parlando di Elettrotecnica, sotto Elettronica, dipendentemente però da quale sia il funzionamento dell'apparato comandato dall'elettronica.
1
voti
Concordo che ci possono essere sovrapposizioni.
Tu hai chiesto in che settore potresti essere iscritto all'albo degli ingegneri.
La risposta è semplice infatti ci sono delle regole molto chiare e dirette: la laurea in ingegneria elettronica consente l'accesso al settore dell'ingegneria dell'informazione.
Se vuoi iscriverti ad un altro settore devi sostenere un altro esame di stato.
Nel settore ingegneria dell'informazione sei abilitato a (lettera c)):
Quello di cui parli per me ci rientra.
Per altro dovrebbe valere il contrario, cioè uno del settore industriale NON dovrebbe poterlo fare, ma hanno messo una descrizione così generica.
Per quanto riguarda i PLC, da Wikipedia (per quel che vale):
E' in pieno il lavoro dell'ingegnere dell'informazione.
Pertanto se devi fare questo, puoi sicuramente e nessuno può metter bocca: nel senso che non devi chiedere il permesso a nessuno, ti iscrivi all'albo nel settore informazione e firmi i progetti dei PLC o di un'automazione (ad es un bel quadro di controllo anche a relè) o quelli che comunemente vengono chiamati "ausiliari".
Non cadere in trappola, non è così: anche se a 1000V un segnale che trasporta informazioni è appannaggio dell'ingegnere dell'informazione.
Quindi:
Per me sarebbe dell'elettronico, per la legge di entrambi perché la definizione di quel che può fare l'elettrotecnico è ampia:
e nel "sistema industriale" alla fine ci puoi far rientrare qualsiasi cosa...
Tu hai chiesto in che settore potresti essere iscritto all'albo degli ingegneri.
La risposta è semplice infatti ci sono delle regole molto chiare e dirette: la laurea in ingegneria elettronica consente l'accesso al settore dell'ingegneria dell'informazione.
Se vuoi iscriverti ad un altro settore devi sostenere un altro esame di stato.
Nel settore ingegneria dell'informazione sei abilitato a (lettera c)):
la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo e la gestione di impianti e sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni.
Quello di cui parli per me ci rientra.
Per altro dovrebbe valere il contrario, cioè uno del settore industriale NON dovrebbe poterlo fare, ma hanno messo una descrizione così generica.
Per quanto riguarda i PLC, da Wikipedia (per quel che vale):
Il controllore logico programmabile (in inglese programmable logic controller, spesso in sigla, PLC) è un computer per l'industria specializzato in origine nella gestione o controllo dei processi industriali.
Esegue un programma ed elabora i segnali digitali ed analogici provenienti da sensori e diretti agli attuatori presenti in un impianto industriale, con la struttura del PLC che viene adattata in base al processo da automatizzare: durante la progettazione del sistema di controllo, vengono scelte le schede adatte alle grandezze elettriche in gioco; le varie schede vengono quindi inserite sul BUS o rack del PLC
E' in pieno il lavoro dell'ingegnere dell'informazione.
Pertanto se devi fare questo, puoi sicuramente e nessuno può metter bocca: nel senso che non devi chiedere il permesso a nessuno, ti iscrivi all'albo nel settore informazione e firmi i progetti dei PLC o di un'automazione (ad es un bel quadro di controllo anche a relè) o quelli che comunemente vengono chiamati "ausiliari".
In soldoni mi pare di capire, che indipendentemente da tutto, se si superano i 5 V stiamo parlando di Elettrotecnica, sotto Elettronica, dipendentemente però da quale sia il funzionamento dell'apparato comandato dall'elettronica.
Non cadere in trappola, non è così: anche se a 1000V un segnale che trasporta informazioni è appannaggio dell'ingegnere dell'informazione.
Quindi:
Provo a riformularla:
un dispositivo elettronico che comanda una potenza ( esempio: la programmazione di un PLC, di un CCI, di una Protezione di interfaccia, di un inverter), quindi un apparato puramente elettronico ma che influneza un sistema di potenza elettrica, è da considerarsi competenza dell'elettronico o dell'elettrotecnico?
Per me sarebbe dell'elettronico, per la legge di entrambi perché la definizione di quel che può fare l'elettrotecnico è ampia:
per il settore “ingegneria industriale”: la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo, la gestione, la valutazione di impatto ambientale di macchine, impianti industriali, di impianti per la produzione, trasformazione e la distribuzione dell’energia, di sistemi e processi industriali e tecnologici, di apparati e di strumentazioni per la diagnostica e per la terapia medico-chirurgica;
e nel "sistema industriale" alla fine ci puoi far rientrare qualsiasi cosa...
0
voti
GioArca67 ha scritto:E' in pieno il lavoro dell'ingegnere dell'informazione.
Pertanto se devi fare questo, puoi sicuramente e nessuno può metter bocca: nel senso che non devi chiedere il permesso a nessuno, ti iscrivi all'albo nel settore informazione e firmi i progetti dei PLC o di un'automazione (ad es un bel quadro di controllo anche a relè) o quelli che comunemente vengono chiamati "ausiliari".
L'attività che riguarda l'ingeneria elettronica (informatica, telecomunicazioni, di potenza ecc. ecc.), l'automazione, la progettazione di quadri elettrici o apparati elettrici-elettronici industriali non richiede nessuna firma professionale o iscrizione obbligatoria all'Ordine degli Ingegneri.
La firma professionale è richiesta solo in forza di specifiche leggi dello Stato (p.e. nel settore dell'edilizia in ambito strutturale) oppure secondo il DM 37/2008 (ex. L.46/90) nel settore impiantistico a servizio degli edifici.
Da sottolineare il fatto che per le strutture bisogna essere ingegneri iscritti all'Albo (non so se con laurea triennale o magistrale perché non è il mio campo) mentre per il settore impiantistico coperto dal DM 37/2008 sono abilitati alla firma anche i Periti Industriali e pure gli architetti (secondo gli ultimi pareri del Consiglio di Stato).
0
voti
In generale sono d'accordo con te.
Ma il tuo intervento mi sembra del tutto fuori luogo in questo contesto:
infatti l'OP afferma
quindi a lui serve firmare della documentazione che necessità di un timbro professionale.
Ha un dubbio e di fatto chiede: "posso continuare a firmare i lavori che svolgo (che alla fin fine sono più di automazione che di impiantistica) come ingegnere iscritto all'albo nel settore dell'informazione?"
La mia risposta è affermativa.
A latere di tutto ciò io sono contrario ad una settorializzazione spinta. La capacità di lavorare bene non deriva solo da quali studi hai fatto, e sicuramente ci saranno molti ingegneri industriali che ne sanno meno del nostro OP.
Ma il tuo intervento mi sembra del tutto fuori luogo in questo contesto:
infatti l'OP afferma
FraHD ha scritto:Svolgo diverse attività nella mia azienda e tra queste c'è la firma di alcune documentazione (come perito) di certificazione e di collaudo per apparecchiature di elettronica di potenza (SPI, SPG, Differenziali, relè, optoelettronica ecc ecc).
[...]
Oggi mi ritrovo per diversi motivi a valutare di passare all'ordine degli Ing. ma, così a naso, ho l'impressione che la loro opinione in merito non sia così permissiva in tal senso.
quindi a lui serve firmare della documentazione che necessità di un timbro professionale.
Ha un dubbio e di fatto chiede: "posso continuare a firmare i lavori che svolgo (che alla fin fine sono più di automazione che di impiantistica) come ingegnere iscritto all'albo nel settore dell'informazione?"
La mia risposta è affermativa.
A latere di tutto ciò io sono contrario ad una settorializzazione spinta. La capacità di lavorare bene non deriva solo da quali studi hai fatto, e sicuramente ci saranno molti ingegneri industriali che ne sanno meno del nostro OP.
0
voti
GioArca67 ha scritto:In generale sono d'accordo con te.
Ma il tuo intervento mi sembra del tutto fuori luogo in questo contesto:
Non capisco perché il mio post [7] sia, a tuo parere, del tutto fuori luogo.
Riassumo in poche righe cosa FraHD può legittimamente firmare chiedendo l'iscrizione all'Albo degli Ingegneri (come elettronico) e quindi fornisco un contributo per chiarire i suoi dubbi.
Tanto più che affermi....."in generale sono d'accordo con te".....di condividere il mio post.
0
voti
Non si stava parlando se è necessaria/obbligatoria la firma del professionista, quindi questo
(pur essendo corretto) non è pertinente per la discussione: l'OP deve firmare e per questo potrebbe avere 2 timbri (perito e ingegnere), domanda: quale usare?

esisnc ha scritto:L'attività che riguarda l'ingeneria elettronica (informatica, telecomunicazioni, di potenza ecc. ecc.), l'automazione, la progettazione di quadri elettrici o apparati elettrici-elettronici industriali non richiede nessuna firma professionale o iscrizione obbligatoria all'Ordine degli Ingegneri.
La firma professionale è richiesta solo in forza di specifiche leggi dello Stato (p.e. nel settore dell'edilizia in ambito strutturale) oppure secondo il DM 37/2008 (ex. L.46/90) nel settore impiantistico a servizio degli edifici.
(pur essendo corretto) non è pertinente per la discussione: l'OP deve firmare e per questo potrebbe avere 2 timbri (perito e ingegnere), domanda: quale usare?

19 messaggi
• Pagina 1 di 2 • 1, 2
Torna a Informazioni varie più o meno utili
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 8 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)





