Inverter a 50 Hz per trasformatori di rete
Moderatori:
carloc,
g.schgor,
BrunoValente,
IsidoroKZ
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No non è quello il motivo. Sono un hobbista non un professionista dell'elettronica e questo è noto. Che cosa c'è di così speciale da capire. Ma hai letto l'intero thread? E se lo hai letto non ci hai trovato niente di strano in determinati intervenrti?
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gianniniivo
9.045 7 11 13 - No Rank
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8
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gianniniivo ha scritto:Un ulteriore problema sorge quando l'alternativa non è equivalente ma completamente diversa e allora bisognerebbe anche spiegare come utilizzarla.
Mi sono accorto che è questo che volevi ed è per questo che ho scritto il post [68].
Ci sono diversi livelli di assistenza/partecipazione che offro sul forum:
Livello A (nomenclatura inventata or ora)
Quando vedo un principiante promettente che ha bisogno di aiuto in un progetto adeguato al suo livello o quando l'argomento mi piace davvero.
In questo caso non mi disturba accollarmi parecchio lavoro e scrivere lunghe spiegazioni.
Livello B
È un tema del quale capisco qualcosa e/o è un progetto complesso che richiede una certa competenza tecnica da chi se l'è accollato.
Sono disposto a discutere di architettura di sistema e rivedere gli schemi proposti fornendo suggerimenti che però l'interlocutore deve essere in grado di capire o perlomeno dimostrare di aver cercato di documentarsi.
Livello C
Parliamo di progetti molto complessi, dove l'autore dimostra una certa indipendenza e chiede un parere aggiuntivo al forum o aiuto per risolvere un bug.
Siamo a livello di brainstorming, posso offrire idee nell'ambito di quello che sono le mie competenze. L'autore ne capisce probabilmente piú di me e queste idee gli bastano per svilupparle autonomamente.
Questi sono i livelli in cui mi trovo a mio agio e che mi portano a frequentare (volontariamente!) il forum.
Se comiciamo però a miscelare livelli e creare ibridi del tipo "utente molto principiante (A) cerca di realizzare progetto di livello C, aspettandosi l'assistenza di tipo A", allora mi passa la voglia.
E il motivo non è astruso, filosofico o settario, ma molto semplice: per fornire un'assistenza di tipo A ci devo investire un sacco di tempo ed energia. È imperativo che mi dia anche soddisfazione, altrimenti perché lo faccio? Non sono un ente benefico.
Cosa mi dà soddisfazione? Vedere risultati, vedere impegno e volontà di apprendere.
Quando fornisco il link di un documento di fonte ultra-autorevole che spiega chiaramente perché non s'ha da usare un operazionale come comparatore e quello che ne esce è:
a) proporre l'uso di un altro opamp
b) lamentarsi della scarsa tecnicità del discorso
c) tacciare il post di "espressione di un parere personale"
... ecco, allora siamo arrivati al livello Z, nel quale esco dalla discussione.
Passo e chiudo qui, non ho interesse ad approfondire temi filosofici e psicologici della dinamica di gruppo, così come non sono interessato a sterili polemiche.
Boiler
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Boiler, è un tuo diritto. Se mi permetti un'attenuante, pero, è che ho equivocato la proposta. Grazie comunque per aver pensato di poterci provare.
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gianniniivo
9.045 7 11 13 - No Rank
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Quello che tu vuoi vederci dietro non ha per me importanza e penso che siano solo tue fantasie che hanno origini non tecniche.
PS:
Aggiungo ora che il post di
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Va bene,
admin, forse ho capito.
Ti scrivo con rispetto, ma anche con una certa amarezza, dopo aver letto la tua ultima risposta. Capisco che tu non abbia competenze tecniche specifiche e che ti affidi al giudizio di utenti più esperti. Tuttavia, il modo in cui lo fai, e il tono che adotti, solleva questioni che vanno ben oltre la tecnica.
Hai scritto:
"Quello che tu vuoi vederci dietro non ha per me importanza e penso che siano solo tue fantasie che hanno origini non tecniche." "Il post di boiler è esemplare e dovrebbe essere sufficiente per farti comprendere come devi muoverti in questo spazio sulle questioni tecniche."
Queste frasi non sono semplici chiarimenti: sono liquidatorie, paternalistiche, e delegittimano ogni voce fuori dal coro. Non è questione di elettronica, ma di rispetto. Il tuo ruolo, come admin, dovrebbe essere quello di garantire un confronto civile, non di amplificare un clima in cui chi propone qualcosa viene trattato con sufficienza o sarcasmo e questi sono eufemismi...
Mi ha colpito anche un’altra tua affermazione:
"Gli esperti veri di Elettronica (boiler, IsidoroKZ, BrunoValente) in questo sito sono intervenuti in questo 3D ed il loro giudizio tecnico sovrasta ogni altra elucubrazione."
Parlare di “elucubrazioni” quando i fatti sono documentati nero su bianco è una scorciatoia retorica per evitare il confronto con la realtà. È una tecnica nota: spostare l’attenzione dalla sostanza alla presunta intenzione, come se denunciare comportamenti offensivi fosse un esercizio di fantasia, e non una risposta a ciò che è stato scritto, detto e registrato.
Le parole ci sono. I documenti ci sono. La voce c’è. Chi non vuole vedere, troverà sempre un’etichetta per screditare la verità. Ma chi legge con onestà sa distinguere tra opinione e testimonianza. E chi ha memoria, riconosce i pattern: minimizzare, derubricare, delegittimare.
Quella frase stabilisce una gerarchia che esclude il dialogo. Se il giudizio tecnico “sovrasta ogni elucubrazione”, allora non c’è spazio per il confronto, né per l’evoluzione. E chi non fa parte di quel gruppo di elite viene automaticamente relegato al ruolo di “fantasioso”.
Io ho accettato le critiche, ho corretto gli errori, ho cercato di migliorare. Ma non credo sia giusto che il valore di un progetto venga misurato solo in base alla sua perfezione iniziale, né che chi lo propone venga trattato con sufficienza.
La competenza è preziosa, ma non può giustificare l’arroganza. Se questo forum vuole essere uno spazio aperto, inclusivo e costruttivo, credo sia importante che anche gli utenti più esperti, e chi lo amministra, siano chiamati a mantenere un tono rispettoso.
Non mi aspetto che tu lo riconosca. Ma era giusto dirlo.
Ti scrivo con rispetto, ma anche con una certa amarezza, dopo aver letto la tua ultima risposta. Capisco che tu non abbia competenze tecniche specifiche e che ti affidi al giudizio di utenti più esperti. Tuttavia, il modo in cui lo fai, e il tono che adotti, solleva questioni che vanno ben oltre la tecnica.
Hai scritto:
"Quello che tu vuoi vederci dietro non ha per me importanza e penso che siano solo tue fantasie che hanno origini non tecniche." "Il post di boiler è esemplare e dovrebbe essere sufficiente per farti comprendere come devi muoverti in questo spazio sulle questioni tecniche."
Queste frasi non sono semplici chiarimenti: sono liquidatorie, paternalistiche, e delegittimano ogni voce fuori dal coro. Non è questione di elettronica, ma di rispetto. Il tuo ruolo, come admin, dovrebbe essere quello di garantire un confronto civile, non di amplificare un clima in cui chi propone qualcosa viene trattato con sufficienza o sarcasmo e questi sono eufemismi...
Mi ha colpito anche un’altra tua affermazione:
"Gli esperti veri di Elettronica (boiler, IsidoroKZ, BrunoValente) in questo sito sono intervenuti in questo 3D ed il loro giudizio tecnico sovrasta ogni altra elucubrazione."
Parlare di “elucubrazioni” quando i fatti sono documentati nero su bianco è una scorciatoia retorica per evitare il confronto con la realtà. È una tecnica nota: spostare l’attenzione dalla sostanza alla presunta intenzione, come se denunciare comportamenti offensivi fosse un esercizio di fantasia, e non una risposta a ciò che è stato scritto, detto e registrato.
Le parole ci sono. I documenti ci sono. La voce c’è. Chi non vuole vedere, troverà sempre un’etichetta per screditare la verità. Ma chi legge con onestà sa distinguere tra opinione e testimonianza. E chi ha memoria, riconosce i pattern: minimizzare, derubricare, delegittimare.
Quella frase stabilisce una gerarchia che esclude il dialogo. Se il giudizio tecnico “sovrasta ogni elucubrazione”, allora non c’è spazio per il confronto, né per l’evoluzione. E chi non fa parte di quel gruppo di elite viene automaticamente relegato al ruolo di “fantasioso”.
Io ho accettato le critiche, ho corretto gli errori, ho cercato di migliorare. Ma non credo sia giusto che il valore di un progetto venga misurato solo in base alla sua perfezione iniziale, né che chi lo propone venga trattato con sufficienza.
La competenza è preziosa, ma non può giustificare l’arroganza. Se questo forum vuole essere uno spazio aperto, inclusivo e costruttivo, credo sia importante che anche gli utenti più esperti, e chi lo amministra, siano chiamati a mantenere un tono rispettoso.
Non mi aspetto che tu lo riconosca. Ma era giusto dirlo.
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gianniniivo
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Anch'io ti scrivo con rispetto ed una certa amarezza dopo aver letto la tua ultima risposta.
Non pensavo che avresti fatto prevalere la tua passione per un'arringa che deve convincere una giuria, anche se avrei dovuto immaginarlo.
Non ho voglia di ribattere punto per punto le tue considerazioni. Del resto tu lo sapresti fare meglio di me.
Ad ogni modo sì, c'è una gerarchia che sulle questioni tecniche esclude il dialogo con chi si ostina a non comprendere di essere tecnicamente in errore. Non so se tu hai corretto gli errori perché, come ti ho ripetuto più volte, non li so giudicare, ma la squadra a cui mi affido per questo non è del tuo stesso parere.
Il mio ruolo come admin di un sito tecnico è quello che vedi e leggere che dopo vent'anni c'è chi vuole insegnarmelo senza forse mai aver tentato di farlo, mi genera un'amarezza superiore alla tua.
Non mi aspetto che tu lo riconosca. Ma era giusto dirlo.
Non pensavo che avresti fatto prevalere la tua passione per un'arringa che deve convincere una giuria, anche se avrei dovuto immaginarlo.
Non ho voglia di ribattere punto per punto le tue considerazioni. Del resto tu lo sapresti fare meglio di me.
Ad ogni modo sì, c'è una gerarchia che sulle questioni tecniche esclude il dialogo con chi si ostina a non comprendere di essere tecnicamente in errore. Non so se tu hai corretto gli errori perché, come ti ho ripetuto più volte, non li so giudicare, ma la squadra a cui mi affido per questo non è del tuo stesso parere.
Il mio ruolo come admin di un sito tecnico è quello che vedi e leggere che dopo vent'anni c'è chi vuole insegnarmelo senza forse mai aver tentato di farlo, mi genera un'amarezza superiore alla tua.
Non mi aspetto che tu lo riconosca. Ma era giusto dirlo.
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Capisco che la discussione non abbia più spazio, e forse sarebbe meglio andare a riposare, come si dovrebbe fare, ad una certa età. Lo dico con rispetto, da uno che quell’età la conosce bene.
Purtroppo quando la verità tecnica non viene riconosciuta e il confronto viene evitato, resta solo il potere di chi può decidere senza dover spiegare. È una scelta legittima, ma non neutra. Non è il sapere che guida, ma il ruolo. E se il ruolo diventa l’unico argomento, allora non c’è più dialogo, ma solo comando. Io non ho mai chiesto di avere ragione per forza, ma solo che si entrasse nel merito.
Quando, di fronte a una richiesta di confronto, l’unica risposta è stata “non ho voglia”, e chi ha il compito di moderare ha scelto di non intervenire, il contesto si definisce da sé. Richiamare altri nomi per giustificare un intervento non lo rende più neutrale: lo rende solo più opaco. L’autorità non si delega, si esercita. E chi la esercita ne risponde.
Mi chiedo: a quale titolo si interviene ora, quando non si è ritenuto opportuno farlo di fronte a insulti e maltrattamenti ricevuti, peraltro da chi dovrebbe conoscere e rispettare il regolamento?
Il compito di moderare prescinde dalla tecnica: riguarda l’equità. E quando l’equità viene sospesa, il ruolo perde autorevolezza.
Mi limito a osservare che, in certi ambienti, il silenzio non è superiorità: è solo una forma di controllo. Mi fermo qui. Non per mancanza di argomenti, ma per rispetto di chi ancora li cerca. Come disse Garibaldi a Calatafimi: “Qui o si fa l’Italia o si muore.” Io ho scelto da che parte stare. E se qualcuno mi banna… lo fa sapendo che ha perso."
Purtroppo quando la verità tecnica non viene riconosciuta e il confronto viene evitato, resta solo il potere di chi può decidere senza dover spiegare. È una scelta legittima, ma non neutra. Non è il sapere che guida, ma il ruolo. E se il ruolo diventa l’unico argomento, allora non c’è più dialogo, ma solo comando. Io non ho mai chiesto di avere ragione per forza, ma solo che si entrasse nel merito.
Quando, di fronte a una richiesta di confronto, l’unica risposta è stata “non ho voglia”, e chi ha il compito di moderare ha scelto di non intervenire, il contesto si definisce da sé. Richiamare altri nomi per giustificare un intervento non lo rende più neutrale: lo rende solo più opaco. L’autorità non si delega, si esercita. E chi la esercita ne risponde.
Mi chiedo: a quale titolo si interviene ora, quando non si è ritenuto opportuno farlo di fronte a insulti e maltrattamenti ricevuti, peraltro da chi dovrebbe conoscere e rispettare il regolamento?
Il compito di moderare prescinde dalla tecnica: riguarda l’equità. E quando l’equità viene sospesa, il ruolo perde autorevolezza.
Mi limito a osservare che, in certi ambienti, il silenzio non è superiorità: è solo una forma di controllo. Mi fermo qui. Non per mancanza di argomenti, ma per rispetto di chi ancora li cerca. Come disse Garibaldi a Calatafimi: “Qui o si fa l’Italia o si muore.” Io ho scelto da che parte stare. E se qualcuno mi banna… lo fa sapendo che ha perso."
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gianniniivo
9.045 7 11 13 - No Rank
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Leggo con un certo interesse l'articolo dalla Home Page del nostro Blog.
https://www.electroyou.it/gianniniivo/w ... ri-di-rete
Tensione stabile da vuoto a pieno carico è una bella prestazione, va presa alla lettera?
Secondo me bisognerebbe specificare meglio l'obiettivo atteso.
https://www.electroyou.it/gianniniivo/w ... ri-di-rete
Tensione stabile da vuoto a pieno carico è una bella prestazione, va presa alla lettera?
Secondo me bisognerebbe specificare meglio l'obiettivo atteso.
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Premetto che condivido pienamente il tuo esordio in cui ritieni che la discussione non abbia più spazio.
Come sai meglio di me tu sei allenato ad alimentare discussioni infinite, sempre adducendo verità incontestabili.
Prendo la tua affermazione:
L’autorità non si delega ma la si esercita.
È una verità assoluta secondo te? O dipende dal contesto?
Come admin fondatore del forum potrei paragonarmi al CEO di un’azienda?
Un CEO ha la possibilità, per quanto ne so, di delegare manager per prendere autonomamente decisioni al suo posto in campi specifici, su cui ritiene di non avere adeguate competenze.
Un amministatore fondatore di forum non può delegare esperti per amministrare settori in modo più efficace di quanto lui saprebbe fare per competenze che gli mancano?
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Per quanto mi riguarda, il dialogo personale si era concluso. L’ultimo intervento amministrativo, non previsto né richiesto, ha tuttavia riaperto il confronto in modo diretto e personale, pur dichiarandosi formalmente in accordo con la sua chiusura.
Il contenuto ha introdotto elementi estranei al tema originario, spostando l’attenzione su dinamiche relazionali e su un confronto polemico, incentrato su presunte abitudini dialettiche, comunque legittime a seconda del contesto, e su analogie organizzative (come il paragone tra amministratore e CEO) che non facevano parte del dibattito.
Inoltre, il paragone tra la figura dell’amministratore e quella del CEO non risulta pertinente né sul piano giuridico né su quello funzionale. Il CEO, per definizione, è un dirigente nominato dalla proprietà (soci o consiglio di amministrazione) e agisce come esecutore strategico, con responsabilità verso la società e gli azionisti. Non è titolare della struttura, né ne detiene la proprietà.
Al contrario, l’amministratore in questo contesto è il titolare diretto, con responsabilità oggettiva e personale sull’intera gestione, inclusa quella dei collaboratori, che, non avendo identità giuridica né mandato formale, operano a titolo gratuito e non sono soggetti a responsabilità collettiva, se non quella personale e penalmente rilevante, previa querela della Parte offesa all’autorità giudiziaria, anche se, in via pragmatica, è spesso preferibile agire direttamente nei confronti dell’amministratore responsabile.
In quanto titolare della struttura e referente unico sul piano giuridico, l’amministratore risponde in prima persona degli atti compiuti all’interno della gestione, inclusi quelli eventualmente lesivi compiuti da collaboratori. Ovviamente l’Amministratore potrà invocare la chiamata di correo contro altri coimputati o da imputare per reati connessi o collegati a quello per cui si procede.
L’eventuale azione formale non rappresenta una forzatura, ma una conseguenza naturale del ruolo assunto e delle responsabilità che ne derivano. È quindi legittimo, e talvolta necessario, rivolgersi direttamente a chi detiene la responsabilità effettiva, senza disperdere l’attenzione su soggetti privi di legittimazione.
In sintesi, la distinzione non è solo terminologica, ma sostanziale: confondere i ruoli significa alterare pericolosamente la percezione delle responsabilità e delle dinamiche decisionali. È auspicabile che il confronto torni ad aderire alla realtà dei fatti e al quadro normativo, evitando analogie improprie che rischiano di generare ulteriore, e non meno pericolosa, confusione.
Quel che è certo è che tutto ciò ha avuto l’effetto di rallentare, se non interrompere, il processo di elaborazione collettiva. L’impressione è che l’intervento e il persistente rilancio siano stati motivati più dalla necessità di recuperare una posizione indebolita nel merito, che da un reale intento costruttivo.
Se mi si consente di proseguire con il lavoro, al quale ho dedicato tempo ed energie, è possibile che qualcuno disposto ad aiutarmi ci sia. Teniamo presente che molti sono in ferie.
Il contenuto ha introdotto elementi estranei al tema originario, spostando l’attenzione su dinamiche relazionali e su un confronto polemico, incentrato su presunte abitudini dialettiche, comunque legittime a seconda del contesto, e su analogie organizzative (come il paragone tra amministratore e CEO) che non facevano parte del dibattito.
Inoltre, il paragone tra la figura dell’amministratore e quella del CEO non risulta pertinente né sul piano giuridico né su quello funzionale. Il CEO, per definizione, è un dirigente nominato dalla proprietà (soci o consiglio di amministrazione) e agisce come esecutore strategico, con responsabilità verso la società e gli azionisti. Non è titolare della struttura, né ne detiene la proprietà.
Al contrario, l’amministratore in questo contesto è il titolare diretto, con responsabilità oggettiva e personale sull’intera gestione, inclusa quella dei collaboratori, che, non avendo identità giuridica né mandato formale, operano a titolo gratuito e non sono soggetti a responsabilità collettiva, se non quella personale e penalmente rilevante, previa querela della Parte offesa all’autorità giudiziaria, anche se, in via pragmatica, è spesso preferibile agire direttamente nei confronti dell’amministratore responsabile.
In quanto titolare della struttura e referente unico sul piano giuridico, l’amministratore risponde in prima persona degli atti compiuti all’interno della gestione, inclusi quelli eventualmente lesivi compiuti da collaboratori. Ovviamente l’Amministratore potrà invocare la chiamata di correo contro altri coimputati o da imputare per reati connessi o collegati a quello per cui si procede.
L’eventuale azione formale non rappresenta una forzatura, ma una conseguenza naturale del ruolo assunto e delle responsabilità che ne derivano. È quindi legittimo, e talvolta necessario, rivolgersi direttamente a chi detiene la responsabilità effettiva, senza disperdere l’attenzione su soggetti privi di legittimazione.
In sintesi, la distinzione non è solo terminologica, ma sostanziale: confondere i ruoli significa alterare pericolosamente la percezione delle responsabilità e delle dinamiche decisionali. È auspicabile che il confronto torni ad aderire alla realtà dei fatti e al quadro normativo, evitando analogie improprie che rischiano di generare ulteriore, e non meno pericolosa, confusione.
Quel che è certo è che tutto ciò ha avuto l’effetto di rallentare, se non interrompere, il processo di elaborazione collettiva. L’impressione è che l’intervento e il persistente rilancio siano stati motivati più dalla necessità di recuperare una posizione indebolita nel merito, che da un reale intento costruttivo.
Se mi si consente di proseguire con il lavoro, al quale ho dedicato tempo ed energie, è possibile che qualcuno disposto ad aiutarmi ci sia. Teniamo presente che molti sono in ferie.
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gianniniivo
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