Sgancio emerg. autorimessa
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Goofy ha scritto:Se manca la tensione al circuito F-N di alimentazione degli sganciatori (perché è intervenuto l'interruttore limitatore del distributore per la fornitura condominiale, o un interruttore automatico dell'utente, o perché qualcuno inavvertitamente ha aperto un interruttore) gli interruttori dei box restano chiusi, sono alimentati da altre linee in tensione (contatori privati) e nei box permane la tensione pericolosa.
Adesso è chiaro! Grazie

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Goofy ha scritto: ma basta un guasto su uno dei 2N collegamenti alle bobine per compromettere la sicurezza del sistema
Ha un senso logico, ma bisogna misurare: qual è la probabilità di un guasto simile? è accettabile?
Perché anche se avessi i box alimentati da un contatore unico con unica bobina a lancio potresti avere il medesimo guasto, è accettabile?
Comunque la domanda è un'altra: tale guasto è rilevabile e segnalabile?
Goofy ha scritto:P.S. forse ho capito, intendi normali bobine a minima tensione e sistema esterno di alimentazione con riserva di carica.
Sì.
Anche se torniamo al problema precedente, se aumenti il numero di elementi aumenti la probabilità di guasto, ma sei a sicurezza positiva: in caso di guasto apre ed amen.
Per me al momento è l'unica strada percorribile anche per bobine lato alimentazioni singoli condomini: minima tensione e riserva di carica.
Queste iMNx mi sembrano più pensate per usi industriali.
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GioArca67 ha scritto:
Per me al momento è l'unica strada percorribile anche per bobine lato alimentazioni singoli condomini: minima tensione e riserva di carica.
Anche a me sembra la soluzione migliore, fino alla disponibilità certa di contattori idonei al sezionamento. (Da approfondire il discorso sui Ghisalba)
Fra l'altro anche il sistema "punto zero" richiede un UPS sulla linea di alimentazione, per consentire lo sgancio delle linee private in caso di indisponibilità della alimentazione condominiale.
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Goofy ha scritto:Fra l'altro anche il sistema "punto zero" richiede un UPS sulla linea di alimentazione, per consentire lo sgancio delle linee private in caso di indisponibilità della alimentazione condominiale.
Dal manuale di istruzione leggo: "Alimentazione da fornitura certa o con allarme mancanza tensione"; solo nel sistema "Interfaccia di potenza per la gestione ed il monitoraggio di 16 bobine 230V ac a lancio di corrente con segnalazione locale e remota" c'è scritto: "220Vac da gruppo di continuità" e solo sul 16 bobine, perché sul 8 bobine c'è scritto: "230Vac da fornitura certa o allarmata"
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Mike ha scritto:Dal manuale di istruzione leggo: "Alimentazione da fornitura certa o con allarme mancanza tensione"
Sì
Teniamo anche presente che se a monte della linea c'è un interruttore differenziale con conduttore di protezione nel cavo di alimentazione molto probabilmente in caso di incendio apre il differenziale prima che qualcuno pensi di intervenire sul comando di sgancio.
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Goofy ha scritto:SìMike come sempre si tratta di valutazione del rischio:

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Salve a tutti, torno sull' argomento perché, da quello che ho letto su un' altra discussione qui sul forum, sembrano esserci delle interessanti novità:
E questo è un documento pubblicato dalla Lovato in seguito a questa direttiva:
Qui nello specifico si parla dell' uso del contattore come DDI negli impianti fotovoltaici, ma credo che il discorso sia estendibile anche ad un ambito più generale per un uso come sezionatore; è corretto?
si comunica che, a partire dal 1° novembre 2025, sono entrate in vigore le varianti V3 e V5 relative rispettivamente alle norme CEI 0-21 e CEI 0-16.
In base alle modifiche introdotte, negli impianti fotovoltaici (ma più in generale per gli utenti attivi), è possibile utilizzare un contattore come dispositivo di interfaccia (DDI) se, ai fini del sezionamento, garantisce le seguenti distanze minime di isolamento in aria tra i contatti (monte/valle) in posizione di aperto, riferite alla tensione nominale dell’impianto:
- 230/400 V c.a.: 4 mm
- 400/690 V c.a.: 8 mm
- 1000 V c.a.: 12 mm
Nel caso di contattore a "doppia interruzione", la distanza minima è riferita alla somma delle due distanze tra i contatti.
Il rispetto delle suddette distanze minime deve essere dichiarato dal costruttore.
Infine, le norme raccomandano (non prescrivono) l'impiego di contattori dotati di "mirror contact", ovvero di contatti legati meccanicamente ai contatti principali, al fine di fornire una segnalazione affidabile della posizione degli stessi.
E questo è un documento pubblicato dalla Lovato in seguito a questa direttiva:
Qui nello specifico si parla dell' uso del contattore come DDI negli impianti fotovoltaici, ma credo che il discorso sia estendibile anche ad un ambito più generale per un uso come sezionatore; è corretto?
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Ale541106 ha scritto:Qui nello specifico si parla dell' uso del contattore come DDI negli impianti fotovoltaici, ma credo che il discorso sia estendibile anche ad un ambito più generale per un uso come sezionatore; è corretto?
Certo il DDI non sarebbe nemmeno un vero circuito di sicurezza se proprio vogliamo essere pignoli.
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