Ciao a tutti
Volevo, per scopi puramente esperimentali, costruire un rozzo microfono con una capsula ad elettrete e collegarlo al mio amplificatore per chitarra.
La mia preoccupazione più grande è però quella legata alle impedenze di uscita del microfono e di ingresso dell'amplificatore.
Per l'amplificatore nel manuale a pagina 3 leggo che in input ha un impedenza di 480kΩ.
Sono qui per chiedervi in che modo dovrei strutturare il microfono e il circuito a monte dell'amplificatore. Stavo pensando a uno schema di principio di questo tipo
Nello schema ho inserito un adattatore di impedenza nella previsione di doverla adattare a quella di ingresso del'amplificatore.
In giro però non ho trovato nessuna indicazione di impedenza per gli elettreti. È un valore standard e conosciuto o c'è un modo per ricavarlo dal particolare componente che si utilizza? E si rende necessario utilizzare l'adattatore di impedenza?
L'amplificatore ha chiaramente al suo interno un modulo preamplificatore. È necessario inserire un preamplificatore a valle della capsula per la trasmissione efficiente del segnale sul cavo schermato microfonico?
Grazie in anticipo
Piccolo esperimento con microfono elettrete
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IsidoroKZ
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Di solito (dico di solito) occorre alimentare il microfono attraverso una resistenza del valore di qualche K.
Una foto del micro o il modello dello stesso aiuterebbe ++
L'impedenza conta ma non troppo per questi esperimenti.

Una foto del micro o il modello dello stesso aiuterebbe ++
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Lelettrico
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Infatti pare proprio che a giuggiolo sfugga il fatto che l'elettrete vada alimentato (e poi eventualmente disaccoppiato in continua)per funzionare,poi per quanto riguarda l'adattamento di impedenza,tra stadi di preamplificazione in audiofrequenza NON esiste ed è un errore ricorrente tra i neofiti il tirarlo in ballo,l'importante è che la resistenza di ingresso dello stadio seguente sia discretamente più grande della resistenza di uscita di quello precedente perché collegandoli si trovano (le resistenze) in parallelo percui se il parallelo desse come risultato una resistenza troppo piccola si avrebbe una notevole riduzione del segnale. 

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claudiocedrone
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Lelettrico ha scritto:Di solito (dico di solito) occorre alimentare il microfono attraverso una resistenza del valore di qualche K.
claudiocedrone ha scritto:[...]l'elettrete vada alimentato (e poi eventualmente disaccoppiato in continua)per funzionare
In realtà non sapevo andassero alimentati. Dato che è un condensatore con una carica pre esistente pensavo non servisse alimentazione esterna perché la pressione sonora fa variare il campo esistente tra le armature della capsula e quindi ho un segnale elettrico...
Documentandomi meglio in questo senso ho trovato anche questa pagina
http://www.epanorama.net/circuits/micro ... ering.html
non ho avuto ancora il tempo di leggerlo tutto ma pare che l'alimentazione serva per alimentare il piccolo preamplificatore a FET presente nella capsula. Devo trovare però il giusto circuito di alimentazione da usare nel mio caso...
Lelettrico ha scritto:Una foto del micro o il modello dello stesso aiuterebbe
L'unica sigla che vi leggo è "XLR" che su internet non indica niente. In ogni caso è una classica capsula a due pin di questo tipo
http://www.rgvelettronica.it/ecomm2/lis ... E-4000.jpg
claudiocedrone ha scritto:poi per quanto riguarda l'adattamento di impedenza NON esiste il tirarlo in ballo [...]
Sì, io l'ho inserito come blocco "segnaposto", nel caso nel progetto fosse servito. Infatti, come dici tu
claudiocedrone ha scritto:l'importante è che la resistenza di ingresso dello stadio seguente sia discretamente più grande della resistenza di uscita di quello precedente
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Direi che nel tuo caso la capsula e' standard, un circuito tipo quello sotto di solito la fa funzionare.
Il C di disaccoppiamento non e' critico, la tensione di alimentazione andrebbe filtrata idoneamente ma occorre prima capire dove e come (e se) funzionera'. Una batteria per provare va + che bene.
In ogni caso nella pagina che linki i circuiti sono affidabili e puoi tranquillamente adottarli.
Ho messo 1u vista la sorgente (chitarra?) per avere u n minimo di taglio alle basse
Il C di disaccoppiamento non e' critico, la tensione di alimentazione andrebbe filtrata idoneamente ma occorre prima capire dove e come (e se) funzionera'. Una batteria per provare va + che bene.
In ogni caso nella pagina che linki i circuiti sono affidabili e puoi tranquillamente adottarli.
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Lelettrico
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giuggiolo ha scritto:pare che l'alimentazione serva per alimentare il piccolo preamplificatore a FET presente nella capsula.
Sì, è così: un microfono ad electret non ha bisogno di essere alimentato, l'alimentazione è per l'amplificatore che è generalmente incluso nelle capsule di uso comune.
giuggiolo ha scritto:In ogni caso è una classica capsula a due pin di questo tipo
Sì, l'aspetto è quello della tipica capsula preamplificata.
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DirtyDeeds
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Grazie :)
La sorgente di test sarà un flauto traverso quindi lo userei come microfono per il flauto. Lo ancorerei (in un modo che sto ancora progettando) alla testata del flauto stesso in modo da essere vicino alla sorgente.
Il flauto ha come nota più bassa il Do4 che ha frequenza attorno a 261 Hz (usando l'apposito calcolo sulla pagina di Wikipedia dovendo scendere di 9 semitoni dal La4)
Testerò il circuito e vi farò sapere il funzionamento.
Lelettrico ha scritto:[...]Ho messo 1u vista la sorgente (chitarra?) per avere u n minimo di taglio alle basse
La sorgente di test sarà un flauto traverso quindi lo userei come microfono per il flauto. Lo ancorerei (in un modo che sto ancora progettando) alla testata del flauto stesso in modo da essere vicino alla sorgente.
Il flauto ha come nota più bassa il Do4 che ha frequenza attorno a 261 Hz (usando l'apposito calcolo sulla pagina di Wikipedia dovendo scendere di 9 semitoni dal La4)
Testerò il circuito e vi farò sapere il funzionamento.
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Già,effettivamente mi sono confuso con le capsule piezo
comunque occhio che come vuoi posizionare il microfono tu giuggiolo, non va affatto bene,gli strumenti a fiato non emettono il suono dalla "testa" o imboccatura o bocchino ma dalla "campana"(principalmente) o dai buchi aperti ! E inoltre un "rozzo microfono" non va affatto bene,se vuoi amplificare un flauto o usi un microfono dedicato o è meglio un normale microfono per voce,anche economico (qualche imitazione di un beta 58 o simili) posizionato su un'asta e inoltre i tagli di frequenza di un ampli per chitarra sono poco compatibili con voci e flauti,meglio una cassa amplificata e un mixerino (magari incorporato nella cassa),il bellissimo suono del flauto se distorto diventa una vera schifezza. 

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claudiocedrone
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Niente da fare...il circuito genera solo rumore casuale molto forte anche a bassi volumi e se parlo nella capsula il rumore si fa solo più intenso...
So bene che non è la soluzione più adatta ma vorrei solo fare un esperimento nel campo. :)
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