Rispondo a
DarwinNE includendo implicitamente anche
sila2012.
DarwinNE ha scritto:Io sono molto interessato alla questione. Non saprei però suggerire approcci didattici validi perché non mi sono mai ritrovato ad insegnare quest'argomento, dovessi farlo probabilmente non saprei evitare approcci abbastanza matematici, il metodo di Rosenstark o la formula di Blackman perché l'ho imparata così da studente
.
Gli approcci matematici, almeno fin dove posso arrivare io (e in cui lo scrivere l'articolo è anche una buona scusa per imparare un po' di cose anch'io), NON saranno evitati ma saranno comunque un punto di ARRIVO e non di partenza. Il vero punto di partenza è trasmettere una consapevolezza INTUITIVA del funzionamento FISICO della controreazione, del perché funziona come funziona e non come alcuni amano credere che funzioni, e soprattutto, dove ci sono problemi reali da affrontare (quello della stabilità in primo luogo), descriverne la natura e la ragione della loro esistenza. Poi, una volta digerito questo, arriverà anche quel minimo di sintesi matematica con cui ognuno, se vuole, potrà andare avanti per i fatti suoi su testi più impegnativi.
Quanto intendo scrivere sarà sì a carattere divulgativo ma non intendo in alcun modo farcirlo di puttanate come quella dell'artigliere orbo o simil. D'altra parte l'intenzione è quella di favorire la comprensione delle cose a gente che non può o non vuole (giustamente) essere costretta a frequentare un corso di ingegneria solo per hobby ma nondimeno non vuole neppure continuare a sentire vaccate prive di senso.
E questo vale anche per una CONSISTENTE fetta di hobbysti che, nell'alternativa tra il doverne sapere quanto un ingegnere senza avere il tempo di studiare tanto quanto quest'ultimo, e il doversi sorbire "teorie" che intuitivamente comprende non essere vere, preferisce non sapere niente del tutto e accontentarsi di quel che riesce a fare con il saldatore. Dopotutto alla fine è solo un passatempo, una curiosità da soddisfare... ma non certo una questione di lavoro o addirittura di vita.
L'argomento non è una passeggiata per nessuno, tecnico o no che sia... Ma questo non significa che un testo su di essa debba essere necessariamente o del tutto privo di una visione matematica dei problemi (finendo così con il divulgare storielle che lasciano il tempo che trovano) o farcita fino al midollo di matematica al punto divenire illeggibile dopo 10 righe, soprattutto quando quel che interessa alla gente è solo sapere il giusto che serve a capire come stanno effettivamente le cose e non quanto serve a superare un esame di teoria dei controlli o addirittura farci sopra una tesi. Per queste ultime cose, se interessati, dovrà leggersi e studiare ben altro che l'articolo di un blog.
Magari mi sbaglio ma penso che, se si parte dallo spiegare le cose per aiutare a capirle anziché limitarsi a somministrarle "a imbuto" al prossimo, fregandosene poi di come vengono assimilate, spiegare e divulgare sia un'impresa lunga ma fattibile. Dopotutto, anche se molti genietti universitari si vantano di aver fatto tutto da soli (magari dimenticandosi delle mila e mila domandine chieste ai professori, agli studenti più anziani e magari a qualche amico già laureato) la gente le cose le impara solo se qualcuno in un modo o nell'altro gliele spiega. Altrimenti ci si dovrebbe reinventare continuamente la ruota a ogni pompata di bicicletta. Io voglio provare, almeno per chi VUOL capire, a vedere cosa e quanto si può spiegare alla gente senza dover pretendere che studino 48 ore su 24.
Just my two cents

Passa alla cassa!
Ciao
Piercarlo