Di recente sto monitorando i miei consumi elettrici leggendo gli intervalli di tempo fra un'accensione ed un'altra del led sul contatore.
Succede, tutto sommato raramente (5 su 1390 letture), che i valori di potenza calcolati (cioè 3600/t.intervallo) abbiano picchi molto elevati (da 4 kW a 12 kW !!). Ho un classico contratto da 3 kW.
La domanda è: quei picchi sono verosimili o è un problema del sistema di acquisizione (uso una fotoresistenza). Ho pensato che potrebbe essere una sorta di segnale spurio che porta il led ad accendersi, oppure una risposta discontinua della fotoresistenza.
grazie
stranezza contatore enel
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Vorrei farmi un'idea di quanta energia assorbe il mio impianto di condizionamento (con compressori inverter).
Credo sia lecito farlo, non ho fatto alcuna modifica al contatore, mi limito a leggere il led di stato.
perché questa domanda?
Credo sia lecito farlo, non ho fatto alcuna modifica al contatore, mi limito a leggere il led di stato.
perché questa domanda?
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nucleopi ha scritto:perché questa domanda?
Per capire quale tipo di misura si potesse considerare per verificare un consumo energetico.
nucleopi ha scritto:quanta energia assorbe il mio impianto di condizionamento (con compressori inverter).
Puoi sempre stimare la potenza che assorbe il sistema,sommando quella che assorbono i singoli dispositivi, rilevandola dai dati di targa.
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Grazie mir.
sì, potrei fare come dici, però così facendo avrei una sovrastima dei consumi effettivi e, comunque, non potendo sapere quando l'impianto si ferma e quando riparte, avrei una stima poco veritiera.
Come ho avuto modo di constatare plottando i dati, l'impianto ha cicli di accensione e spegnimento non prevedibili, per non parlare del fatto che effettivamente c'è una variazione continua di potenza assorbita, in base al "programma" di condizionamento. In questi giorni sto analizzando le circa 20 mila righe excel generate, per farmi un'idea dei consumi dei vari utilizzatori e di come varia il carico durante la giornata.
Mi lasciano perplesso quei picchi (brevissimi), mi chiedo se sono reali o meno. Per inciso, essendo quei picchi brevissimi non incidono sui consumi (tenuto conto che 1 flash corrisponde a 1 Wh).
E' più una curiosità la mia.
Mi verrebbe da dire che se quell'aumento brusco di carico fosse un fenomeno fisico reale ci sarebbe un intervento del magnetotermico se non proprio del contatore stesso.
Aspetto il parere degli esperti.
sì, potrei fare come dici, però così facendo avrei una sovrastima dei consumi effettivi e, comunque, non potendo sapere quando l'impianto si ferma e quando riparte, avrei una stima poco veritiera.
Come ho avuto modo di constatare plottando i dati, l'impianto ha cicli di accensione e spegnimento non prevedibili, per non parlare del fatto che effettivamente c'è una variazione continua di potenza assorbita, in base al "programma" di condizionamento. In questi giorni sto analizzando le circa 20 mila righe excel generate, per farmi un'idea dei consumi dei vari utilizzatori e di come varia il carico durante la giornata.
Mi lasciano perplesso quei picchi (brevissimi), mi chiedo se sono reali o meno. Per inciso, essendo quei picchi brevissimi non incidono sui consumi (tenuto conto che 1 flash corrisponde a 1 Wh).
E' più una curiosità la mia.
Mi verrebbe da dire che se quell'aumento brusco di carico fosse un fenomeno fisico reale ci sarebbe un intervento del magnetotermico se non proprio del contatore stesso.
Aspetto il parere degli esperti.
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nucleopi ha scritto:La domanda è: quei picchi sono verosimili o è un problema del sistema di acquisizione (uso una fotoresistenza).
Succede, tutto sommato raramente (5 su 1390 letture), che i valori di potenza calcolati (cioè 3600/t.intervallo) abbiano picchi molto elevati (da 4 kW a 12 kW !!).
[cut]
tenuto conto che 1 flash corrisponde a 1 Wh
[cut]
La domanda è: quei picchi sono verosimili o è un problema del sistema di acquisizione (uso una fotoresistenza).
1000 impulsi = 1 kWh
Assorbendo una potenza (costante) di 1 kW la "distanza" (periodo) tra due impulsi e' di 3600 / 1000 = 3.6 s
potenza 12 kW distanza tra due impulsi 3.6 / 12 = 0.3 s
Le fororesistenze sono note per essere mooooolto lente.
Come la hai interfacciata con il sistema di misura?
Qual e' il sistema di misura?
Se hai un oscilloscopio (anche una scheda audio con SW acconcio) un'occhiata al segnale e' di rigore
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Il "sistema di acquisizione" del segnale avviene tramite una fotoresistenza che bypassa il tasto sinistro del mouse. Quando il led lampeggia la fotoresistenza abbassa la sua resistenza realizzando un "click" che registro attraverso una macro excel, su cui calcolo il carico. Sulla tempistica devo dire che il sistema è abbastanza preciso, nonostante sia relativamente lento.
La tua osservazione però mi porta a concludere che quindi sia un problema di risposta della fotoresistenza.
Ho notato che quei picchi si "verificano" subito dopo una lettura regolare, può essere che se si verifica la contemporanea, anzi la quasi contemporanea accensione dell'altro led, la fotoresistenza venga influenzata??? che ci sia cioè una sovrapposizione additiva dei livelli di luce che porta la fotoresistenza a "vedere" un altro lampo??
Non ho un oscilloscopio.
Particolare importante è che quei picchi si manifestano non a ridosso di brusche variazioni di carico ma "improvvisamente".
Ad ogni modo, è fisicamente possibile che ci sia un picco di potenza di 12 kW su un impianto da 3 kW??
La tua osservazione però mi porta a concludere che quindi sia un problema di risposta della fotoresistenza.
Ho notato che quei picchi si "verificano" subito dopo una lettura regolare, può essere che se si verifica la contemporanea, anzi la quasi contemporanea accensione dell'altro led, la fotoresistenza venga influenzata??? che ci sia cioè una sovrapposizione additiva dei livelli di luce che porta la fotoresistenza a "vedere" un altro lampo??
Non ho un oscilloscopio.
Particolare importante è che quei picchi si manifestano non a ridosso di brusche variazioni di carico ma "improvvisamente".
Ad ogni modo, è fisicamente possibile che ci sia un picco di potenza di 12 kW su un impianto da 3 kW??
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nucleopi ha scritto: può essere che se si verifica la contemporanea, anzi la quasi contemporanea accensione dell'altro led, la fotoresistenza venga influenzata??? che ci sia cioè una sovrapposizione additiva dei livelli di luce che porta la fotoresistenza a "vedere" un altro lampo??
E' un indizio da valutare attentamente.
Puoi provare a schermare:
- l'altro led con scotch nero
- la fotoresistenza con cartoncino e scotch
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