ciao,
vorrei portare sempre con me nello zaino dei cavi per riavviare in caso di emergenza la moto. Visto che per accedere alla batteria dovrei smontare alcuni pezzi, ho collegato ai poli un connettore fornito insieme al caricabatteria che ho acquistato (quello che vedete in foto in basso a destra). Per ricaricare la batteria fuori casa mi porterei in giro le pinzette (quelle in alto).
Tenendo conto che la batteria della mia moto è da 6A e sperando che, in caso di emergenza, qualche automobilista si fermi ad aiutarmi, qual è la sezione minima dei cavi che posso usare?
I cavi delle pinzette fornite con il caricabatteria in foto hanno un diametro di 4,5 mm (comprensivo di guaina in plastica) (sezione 14 mm2 compresa la guaina) . La lore sezione è sufficiente?
sezione cavi di emergenza batteria moto
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la sezione che conta è quella in rame, non quella esterna: spesso i cavi di emergenza hanno isolante generoso, conduttore molto meno
In generale con batteria totalmente guasta ci vorrebbero cavi belli grossi, simili a quelli che vanno dalla batteria al motorino di avviamento.
Ma di solito se sei partito la batteria non è totalmente guasta, ma solo poco prestante per scarica o invecchiamento.
I cavi che hai potrebbero andar bene a patto di collegarli e far passare un po' di tempo prima di tentare l'avviamento, in modo che la batteria dell'altro mezzo abbia il tempo di ricaricare la tua.
In generale con batteria totalmente guasta ci vorrebbero cavi belli grossi, simili a quelli che vanno dalla batteria al motorino di avviamento.
Ma di solito se sei partito la batteria non è totalmente guasta, ma solo poco prestante per scarica o invecchiamento.
I cavi che hai potrebbero andar bene a patto di collegarli e far passare un po' di tempo prima di tentare l'avviamento, in modo che la batteria dell'altro mezzo abbia il tempo di ricaricare la tua.
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richiurci ha scritto:la sezione che conta è quella in rame, non quella esterna: spesso i cavi di emergenza hanno isolante generoso, conduttore molto meno![]()
Sì questo mi era chiaro ;) Ho dato l'informazione sulla sezione con rivestimento perché quella interna del rame non potevo misurarla
richiurci ha scritto:I cavi che hai potrebbero andar bene a patto di collegarli e far passare un po' di tempo prima di tentare l'avviamento, in modo che la batteria dell'altro mezzo abbia il tempo di ricaricare la tua.
Su questo però mi sorge una domanda. Se il mio obiettivo è soltanto avviare la moto perché devo necessariamente attendere che si carichi la batteria scarica? Voglio dire... nel momento in cui io collego in parallelo un'altra batteria, la moto al momento dell'accensione preleverà ciò che serve dalla batteria carica. In base a questa considerazione, secondo me, non sarebbe nemmeno necessario mettere in moto l'auto "donatrice".
Sono
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in caso di cavi sottili la loro resistenza fa si invece che la moto debba prelevare dalla sua batteria.
Accendere l'altro mezzo aiuta perché sale la tensione della batteria, che a motore spento è più bassa.
Accendere l'altro mezzo aiuta perché sale la tensione della batteria, che a motore spento è più bassa.
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richiurci ha scritto:(...) I cavi che hai potrebbero andar bene a patto di collegarli e far passare un po' di tempo prima di tentare l'avviamento, in modo che la batteria dell'altro mezzo abbia il tempo di ricaricare la tua.
richiurci ha scritto:(...) Accendere l'altro mezzo aiuta perché sale la tensione della batteria, che a motore spento è più bassa.
Visto che l'argomento potrebbe essere utile anche al sottoscritto
Mi è capitato sovente di fare il "ponte" tra due veicoli, ma con batterie grosso modo della stessa capacità (intesa come Ah), in questo caso si propone il collegamento tra una batteria da moto (nel caso dell'OP da 6 Ah) e una batteria da auto (diciamo mediamente da 50 / 60 Ah):
1) Nel caso che si mantenga il collegamento tra le due batterie per provvedere alla ricarica della più piccola, come avviene?
Di norma è richiesta una carica ad un decimo della capacità (quindi nel nostro caso a 600 mA), se dall'altra parte c'è una batteria da 60 Ah, come si "regola" la corrente di ricarica?
2) Se lasciamo avviato il mezzo "donatore", sempre riferendosi al dubbio espresso al punto precedente, il sistema di ricarica, dimensionato per caricare la batteria più grossa, che corrente fornirà a quella scarica della moto, in parallelo alla più grande?
... questi dubbi mi hanno sempre frenato dal tentare l'avviamento di una moto con la batteria di un'auto, ma potrebbero essere solamente paranoie generate dall'ignoranza (... del sottoscritto
MaxDisapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo [attribuita a Voltaire]
La gentilezza dovrebbe diventare lo stile naturale della vita, non l'eccezione [Siddhārtha Gautama]
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Max2433BO
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Credo siano problemi solo teorici.. dimentichi che una batteria che non avvia, quindi scarica, si becca dopo l'avviamento una corrente molto maggiore di C/10...
E comunque il rischio maggiore non è tanto la differenye capacità ma l'eventuale tensione maggiore del mezzo donatore, es per chimica diversa.
Subito dopo il collegamento la tensione.del ricevente sarà salita a valori vicini al donatore, e la corrente è limitata da cavi e resistenze.interne.
Si vedono cavi fumare solo durante l'avviamento, appunto perché se la batt ricevente è andata del tutto non fornisce lo spunto necessario.
In generale comunque ritengo che i danni li facciano i tentativi di avviamento con batt scarica, che equivalgono a far scendere la sua tensione sotto i 10V o anche meno.
Una ricarica, anche se brusca, le farà solo bene
E comunque il rischio maggiore non è tanto la differenye capacità ma l'eventuale tensione maggiore del mezzo donatore, es per chimica diversa.
Subito dopo il collegamento la tensione.del ricevente sarà salita a valori vicini al donatore, e la corrente è limitata da cavi e resistenze.interne.
Si vedono cavi fumare solo durante l'avviamento, appunto perché se la batt ricevente è andata del tutto non fornisce lo spunto necessario.
In generale comunque ritengo che i danni li facciano i tentativi di avviamento con batt scarica, che equivalgono a far scendere la sua tensione sotto i 10V o anche meno.
Una ricarica, anche se brusca, le farà solo bene
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Ripeto che sono ignorante...
... ma sono curioso
, quindi
perché? Il sistema di ricarica non avviene a corrente costante anche a bordo del veicolo?
Che rischio comporta dal momento che tra una batteria scarica e una carica, quando si fa il "ponte", c'è sempre una differenza di tensione: esempio 10,2 V per la batteria scarica contro i 12,78 V per una batteria completamente carica?
... perdona, ma non penso che il cavo che normalmente si usa per fare il ponte tra due batterie abbia una gran resistenza
...
Per quanto riguarda invece la resistenza interna non ho idea di come la posso considerare senza effettuare prove dirette sulla batteria (legge di Ohm applicata tra la caduta di tensione tra funzionamento a vuoto e sotto carico e la relativa corrente erogata sotto carico)...
... quindi non saprei come valutarla a priori.
E' una tua opinione o si basa su dati tecnici oggettivi e documentati?
La batteria della mia moto è costata, l'anno scorso, poco meno di 60 euro (in genere sono più care di quelle per autoveicoli, considerando i minor Ah erogabili...) e non mi piacerebbe defungerla prima del tempo...
Max
... ma sono curioso
richiurci ha scritto:(...) dimentichi che una batteria che non avvia, quindi scarica, si becca dopo l'avviamento una corrente molto maggiore di C/10 (...)
perché? Il sistema di ricarica non avviene a corrente costante anche a bordo del veicolo?
richiurci ha scritto:(...) E comunque il rischio maggiore non è tanto la differenze capacità ma l'eventuale tensione maggiore del mezzo donatore, es per chimica diversa (...)
Che rischio comporta dal momento che tra una batteria scarica e una carica, quando si fa il "ponte", c'è sempre una differenza di tensione: esempio 10,2 V per la batteria scarica contro i 12,78 V per una batteria completamente carica?
richiurci ha scritto:(...) Subito dopo il collegamento la tensione.del ricevente sarà salita a valori vicini al donatore, e la corrente è limitata da cavi e resistenze interne (...)
... perdona, ma non penso che il cavo che normalmente si usa per fare il ponte tra due batterie abbia una gran resistenza
Per quanto riguarda invece la resistenza interna non ho idea di come la posso considerare senza effettuare prove dirette sulla batteria (legge di Ohm applicata tra la caduta di tensione tra funzionamento a vuoto e sotto carico e la relativa corrente erogata sotto carico)...
... quindi non saprei come valutarla a priori.
richiurci ha scritto:(...) Una ricarica, anche se brusca, le farà solo bene.
E' una tua opinione o si basa su dati tecnici oggettivi e documentati?
La batteria della mia moto è costata, l'anno scorso, poco meno di 60 euro (in genere sono più care di quelle per autoveicoli, considerando i minor Ah erogabili...) e non mi piacerebbe defungerla prima del tempo...
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visto che citi la moto...la prossima volta valuta l'alternativa litio....io non tornerei mai indietro
https://www.electroyou.it/richiurci/wik ... o-per-moto
Provo a rispondere per punti, premettendo che molto si basa su esperienza amatoriale.. ma un po' di pratica l'ho fatta anche con la mia Eli
non so se c'è una limitazione di corrente in tutti gli impianti, sicuramente c'è una tensione finale ben precisa.
Ma SE c'è una limitazione in corrente considera che comunque non è certo a C/10, l'alternatore deve fornire carica + corrente dei carichi, e solo i fari di un'auto sono più di 100W, se ricordo bene un alternatore viaggia sui 300W e quindi a batteria scarica ci inietta belle correnti, ben più di C/10, tant'è che bastano pochi minuti in strada per "ricaricare" a sufficienza una batteria che non partiva. Secondo me sono fornite anche correnti pari a 5C o 10C, ma lo dico a sensazione bisognerebbe indagare.
Una batteria scarica a 10,2V sale praticamente immediatamente a 12V o più sotto carica, quindi le R anche minime di cavi e interne di fatto evitano (con deltaV di frazioni di V) correnti elevate o teoricamente infinite.
Considera anche che spesso, per il poco spazio o altri connettori colegati, il contatto del coccodrillo è molto precario!
Recentemente ho aiutato a ripartire un FURGONE del vicino con la batteria da 45 Ah della mia Eli. Dopo essere riusciti a stabilire il contatto, sono riuscito a misurare la tensione del furgone che saliva lentamente.
Lui ha voluto provare subito e non è partito. L'ho costretto ad aspettare e dopo qualche minuto la manciata di Ah iniettati è stata sufficiente, è partito e ha completato la ricarica con qualche km di strada.
Cavi abbastanza sottili....e batteria donatrice infima!
E' una mia opinione, ma basata a mio parere su quanto si legge e sulle caratteristiche di queste batterie.
Mi spiego.
E' noto che il piombo sovrascaricato si danneggia (solfatazione) in fretta. Anche il litio soffre se scende sotto la tensione indicata.
Gli avviamenti "falliti" portano le batterie a valori bassissimi di tensione, raramente si misura ma io l'ho fatto, anche sul furgone del vicino. Si leggono tensioni di pochi V!!
Viceversa, le batterie da avviamento sono costruite per dare spunti violenti di centinaia di A. Quindi ricariche "violente" di decine di A fanno loro "il solletico", sia a livello di sezioni conduttori sia a livello (uso termini impropri perché la chimica mi è abbastanza ostile
) di "trasporto di cariche" nell'elettrolita.
IMHO ovviamente, ma non ho mai sentito una batteria danneggiata da correnti di carica elevate se essa è lontana dalla carica al 100%.
Il rischio delle correnti elevate è quando si è vicini alla piena carica, perché è un attimo mandarla a.. farsi friggere
https://www.electroyou.it/richiurci/wik ... o-per-moto
Provo a rispondere per punti, premettendo che molto si basa su esperienza amatoriale.. ma un po' di pratica l'ho fatta anche con la mia Eli
Max2433BO ha scritto:perché? Il sistema di ricarica non avviene a corrente costante anche a bordo del veicolo?
non so se c'è una limitazione di corrente in tutti gli impianti, sicuramente c'è una tensione finale ben precisa.
Ma SE c'è una limitazione in corrente considera che comunque non è certo a C/10, l'alternatore deve fornire carica + corrente dei carichi, e solo i fari di un'auto sono più di 100W, se ricordo bene un alternatore viaggia sui 300W e quindi a batteria scarica ci inietta belle correnti, ben più di C/10, tant'è che bastano pochi minuti in strada per "ricaricare" a sufficienza una batteria che non partiva. Secondo me sono fornite anche correnti pari a 5C o 10C, ma lo dico a sensazione bisognerebbe indagare.
Max2433BO ha scritto:
Che rischio comporta dal momento che tra una batteria scarica e una carica, quando si fa il "ponte", c'è sempre una differenza di tensione: esempio 10,2 V per la batteria scarica contro i 12,78 V per una batteria completamente carica?
Una batteria scarica a 10,2V sale praticamente immediatamente a 12V o più sotto carica, quindi le R anche minime di cavi e interne di fatto evitano (con deltaV di frazioni di V) correnti elevate o teoricamente infinite.
Considera anche che spesso, per il poco spazio o altri connettori colegati, il contatto del coccodrillo è molto precario!
Recentemente ho aiutato a ripartire un FURGONE del vicino con la batteria da 45 Ah della mia Eli. Dopo essere riusciti a stabilire il contatto, sono riuscito a misurare la tensione del furgone che saliva lentamente.
Lui ha voluto provare subito e non è partito. L'ho costretto ad aspettare e dopo qualche minuto la manciata di Ah iniettati è stata sufficiente, è partito e ha completato la ricarica con qualche km di strada.
Cavi abbastanza sottili....e batteria donatrice infima!
Max2433BO ha scritto:richiurci ha scritto:(...) Una ricarica, anche se brusca, le farà solo bene.
E' una tua opinione o si basa su dati tecnici oggettivi e documentati?
E' una mia opinione, ma basata a mio parere su quanto si legge e sulle caratteristiche di queste batterie.
Mi spiego.
E' noto che il piombo sovrascaricato si danneggia (solfatazione) in fretta. Anche il litio soffre se scende sotto la tensione indicata.
Gli avviamenti "falliti" portano le batterie a valori bassissimi di tensione, raramente si misura ma io l'ho fatto, anche sul furgone del vicino. Si leggono tensioni di pochi V!!
Viceversa, le batterie da avviamento sono costruite per dare spunti violenti di centinaia di A. Quindi ricariche "violente" di decine di A fanno loro "il solletico", sia a livello di sezioni conduttori sia a livello (uso termini impropri perché la chimica mi è abbastanza ostile
IMHO ovviamente, ma non ho mai sentito una batteria danneggiata da correnti di carica elevate se essa è lontana dalla carica al 100%.
Il rischio delle correnti elevate è quando si è vicini alla piena carica, perché è un attimo mandarla a.. farsi friggere
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Ti ringrazio per la dettagliata disamina...
Max
P.S. Per la sostituzione della batteria al piombo con una al litio, ci avevo fatto un mezzo pensierino, ma poi ho desistito perché avendo già letto il tuo interessante articolo, avevo trovato scrtto cosi:
... e quel "quasi" che mi ha dato da pensare...
MaxP.S. Per la sostituzione della batteria al piombo con una al litio, ci avevo fatto un mezzo pensierino, ma poi ho desistito perché avendo già letto il tuo interessante articolo, avevo trovato scrtto cosi:
L'uso dei circuiti di ricarica a bordo veicolo espone queste batterie a un rischio potenziale di surriscaldamento e incendio (quasi impossibile con le LiFeYPO4) ed è quindi opportuno verificare che la tensione di ricarica sul veicolo sia compresa tra 14V minimo e 14,5V massimo (i 15V indicati come massimo dai costruttori mi sembrano eccessivi)
... e quel "quasi" che mi ha dato da pensare...
Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo [attribuita a Voltaire]
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Visto che sei un mio ATTENTO lettore (forse l'unico
) allora preciso meglio quel quasi...
Chiarito che i miei articoli sono di taglio pratico, quel QUASI è fondato solo su una unica esperienza personale e su alcune letture in rete.
L'esperienza personale è relativa alla unica cella LiFeYPO4 guastata sulla mia auto elettrica, forse a causa di un assorbimento anomalo del circuito di controllo (autocostruito "alla richi").
Quella cella, da 3,2V e 60Ah, è risultata totalmente in corto, e nonostante sia stata attraversata da correnti intense sia in carica (circa 30A dalla frenata regen) sia in scarica (circa 130A @30 kW) non riporta segni evidenti di guasto: era gonfia in maniera appena percettibile, c'era ancora l'elettrolita liquido sul fondo e non presenta danni evidenti sui singoli strati costituenti la cella.
Magari è stata fortuna, ma ho letto diverse volte che le LiFe sono molto più sicure di altre chimiche "al litio", pur essendo leggermente meno prestazionali.
MA... non ho mai fatto una prova che potrebbe accadere su veicolo: una ricarica lunga a tensione maggiore della massima ammessa, es a causa di un lungo viaggio e di un alternatore che ricarica a tensione eccessiva.
Per questo consiglio di controllare per scrupolo la tensione massima sul veicolo
Chiarito che i miei articoli sono di taglio pratico, quel QUASI è fondato solo su una unica esperienza personale e su alcune letture in rete.
L'esperienza personale è relativa alla unica cella LiFeYPO4 guastata sulla mia auto elettrica, forse a causa di un assorbimento anomalo del circuito di controllo (autocostruito "alla richi").
Quella cella, da 3,2V e 60Ah, è risultata totalmente in corto, e nonostante sia stata attraversata da correnti intense sia in carica (circa 30A dalla frenata regen) sia in scarica (circa 130A @30 kW) non riporta segni evidenti di guasto: era gonfia in maniera appena percettibile, c'era ancora l'elettrolita liquido sul fondo e non presenta danni evidenti sui singoli strati costituenti la cella.
Magari è stata fortuna, ma ho letto diverse volte che le LiFe sono molto più sicure di altre chimiche "al litio", pur essendo leggermente meno prestazionali.
MA... non ho mai fatto una prova che potrebbe accadere su veicolo: una ricarica lunga a tensione maggiore della massima ammessa, es a causa di un lungo viaggio e di un alternatore che ricarica a tensione eccessiva.
Per questo consiglio di controllare per scrupolo la tensione massima sul veicolo
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