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Km 32, A16

Dopo un incidente così violento e così drammatico si resta facilmente senza parole.
Un pullman che compie un volo di decine di metri, per un attimo sospeso nel tempo e nello spazio, ed un secondo dopo la forza di gravità prende il sopravvento e non fa sconti a nessuno, e giù.
Un disgregarsi di lamiere, voci, urla, voci spente. I soccorsi, un medico disperato che non sa chi aiutare per primo. Poi i telegiornali, youtube, internet.
E a Noi tecnici accanto alla drammaticità dell'evento, non può non venire in mente la fatidica domanda: come è stato possibile? E ancora: perché? E sfogliando i giornali sul web, a un certo punto l'occhio cade su tre righe e da quell'istante nel cervello scocca una scintilla, un segnale diverso dagli altri che diventa un ronzio e nel petto arriva un battito in più.
Il mezzo aveva diciotto anni d'età e novecentomila chilometri alle spalle; poi non convinto rileggi gli zeri e ti accorgi che il numero è quello.

Due righe sotto trovi le garanzie di un Ministero e della Motorizzazione: si il mezzo era stato revisionato. Anche io una volta ho fatto la revisione a una Fiesta a centocinquantamila chilometri, mi hanno controllato le luci e su dei rulli che giravano mi han fatto pigiare il freno, per vedere se la macchina frenava, poi un bollino e via, ci vediamo tra due anni.

Altri amici han sempre parlato di quel meccanico: vai da lui che la revisione la passi al cento per cento. Oramai siamo abituati a tutto, siamo allenati alle offese razziste a un Ministro, alle donne assassinate per strada o in casa loro, a scene ignobili in Parlamento, per cui in fondo un piccolo incidente non ci coinvolge più del tempo del caffè al bar, la mattina, quando siamo di corsa. Non proviamo indignazione, in fondo abbiamo anche altro a cui pensare di questi tempi.
Ma per chi quotidianamente si occupa di impianti, di scienza e di tecnica, la mente si riempe di pensieri e il cuore di amarezza e poi arrivano i dubbi e le domande: ma cosa vuol dire che aveva passato la revisione? Cosa si fa a un pullman con la revisione? Si provano i freni egli stop? E se il pianale è decotto o corroso, chi lo guarda e se lo guarda, cosa controlla davvero? Quanto dura una revisione di un mezzo di questo tipo? Perché se per una macchina ci metti un paio d'ore, per un pachiderma come quello serviranno giorni, vivadio. Pensi a una officina per la revisione, al modello star trek, ma avranno i raggi X, gli ultrasuoni?
E sul giornale cominci a leggere l'ipotesi di un cedimento strutturale che avrebbe spaccato la trasmissione e da lì i freni e una ruota. Ma no, dai, non sarà andata così, è solo una delle tante ipotesi. Ma le prove strutturali le avranno fatte, no? E se avessero avuto qualche dubbio certamente avrebbero fermato il mezzo, no?
Poi pensi alle leggende metropolitane del fatidico meccanico che aiuta tutti alla revisione, pensi a qualche macchina che vedi in giro e che ti fa venir voglia di dire: ma guarda te in che condizioni gira quello con la Fiat Uno o la Ritmo, ma quello la revisione non può averla passata, a se lo fermano i Carabinieri ... gli tolgon la patente a vita, vedi te.
E poi leggi Autostrade che ti rassicura, a Te che sei in macchina: a si, lo sappiamo che ha sfondato le protezioni, ma sa quelle sono fatte per le automobili non per mezzi più grossi. E magari lo sapevi già, ma ci resti un po' male perché in fondo il pedaggio lo pagano anche quelli con i mezzi grossi.
E resti lì, inebetito sulle righe di un giornale, e vorresti dire qualcosa di più, ma non sai cosa pensare, il cuore e la mente hanno fatto cortocircuito, sarebbe stato meglio l'arrocco. Ti sembra che se pensi al peggio, allora dovrebbe venir giù un intero sistema e pensi che questo non potrà mai accadere in Italia. E se pensi al meno peggio, allora dovrebbe essere tutto ricondotto al calcolo delle probabilità.
(articolo poco tecnico, ma buttato giù in pochi istanti da un tecnico che voleva solo condividere sensazioni circa la natura umana).
Giulio Passarini

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Commenti e note

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di ,

ho appena letto tutta la pagina. Ci sono arrivato per caso dopo aver letto una flame su un grande articolo di Attilio e un articolo - emozionante - sul Vajont. Non mi interessava aggiungere commenti fino allora, come ha detto qualcun altro forse sono anche io assuefatto a questa italia (con i munuscola, questa la maiuscola non la merita). Poi sempre girando sono arrivato qua e dentro di me ha prevalso un senso di scoramento che da qualche tempo spesso mi prende quando penso al paese dove vivo e anche io lavoro - certamente. Mi è venuto in mente un altro tragicissimo fatto (non incidente, no), quello della torre piloti nel porto a Genova. Anche qui tante parole, hanno anche trovato un "colpevole". Ho sentito dire di tutto sulla nave, sul rimorchiatore .. ma quando la hanno costruita - la torre - nessuno ha mai pensato a cosa stava facendo? .. e su dove lo stava facendo? Solo per girare una vite un ambito lavorativo qualunque in italia oggi siamo capaci di compilare montagne di carte in materia di sicurezza, di ecologia, di protezione da qualsivoglia richio vi passi per la mente, con in calce colonne di tibmri e firme, poi alla pprova dei fatti .. mmmm .. ecco i risultati! In europa siamo i migliori per studiare protocolli, regola e ogni altro tipo di procedura guidata. A Genova è possibile che nessuno si sia chiesto se fosse il caso di costruirla li? Pensate che vari politici e tecnici di turno hanno affermato che il traffico raggiunge le migliaia di transiti al mese! .. in TV sfacciatamente davanti a tutti che, per assuefazione o anche disinteresse (NotInMyBackyard - il motto principe) non se ne sono neppure accorti. E se sfogliate i quotidiani, di storie cosi' ne trovate ogni giorno, non è un caso. Da profondamente dolore, ma bisogna ammettere che questa è l'italia, almeno una grande parte.. poi ci sono anche le altre Italie, neppure trascurabili per fortuna, quelle belle. Si ripete troppo spesso per non ammetterlo spero solo che il tempo e il resto del mondo ci porti a crescere, ed essere normali.

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di ,

Mi successe una cosa simile circa un anno fa con un vecchio camion daf. Era scoppiato un tubetto dell'aria che andava ai freni del rimorchio e senza che me ne potessi accorgere non C'era più aria, quindi niente freni, visto che 300 metri avanti c'era la colonna all'uscita Padova per incidente, piuttosto che farne un secondo sono andato contro il newjersi a destra in modo da far scoppiare le gomme dal lato conto di esso, afflosciandosi tenevano il camion schiacciato contro la barriera e di conseguenza ti impediscono di saltare in mezzo alla carreggiata o peggio nella corsia opposta sfondando la "barriera" centrale, mi fermai in 100m. Il newjersi ha il basamento/piede fatto apposta per far fuori le gomme in questi casi. quando presi il CQC nelle manovre di emergenza c'era anche questa. Quindi mi chiedo come mai, io (nonostante 4 tonnellate c'è le ho appoggiate al newjersi) ed a parte graffiarsi non ha fatto niente? Semplice, perché è stato fatto come nel resto d'Europa, cioè saldamente ancorato per terra!! Difatti può reggere uno schianto a 40° da parte di un camion di 30/40 tonnellate!!! Purtroppo mi viene da pensare malignamente che l'appalto per i newjersi l'abbiamo fatta vincere agli amici degli amici e per risparmiare sul costo mettono meno bulloni, o come in questo caso li avranno semplicemente appoggiati li. Solo che finché ci sbatte una macchina non succede niente al massimo si spostano un pò. Purtroppo penso che quelle persone siano morte perché qualcuno voleva guadagnare 50/60 mila euro omettendo di fissarli. Mazzette, collusi, evasori, concussi e concussori questa è l'immagine dell'Italia nel mondo.

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di ,

Difatti, ho cercato un po' in giro e non ho trovato una norma di riferimento che limiti i km di un mezzo su strada. Credo perché in linea di principio, si potrebbe cambiare il 90% della meccanica in maniera regolare e di fatto avere un mezzo "seminuovo" che in realtà non si porta sulla schiena i km della meccanica sostituita. E il concetto anche se magari inizialmente un po' faticoso, lo si può metabolizzare. Ma poi: col pianale ad esempio che si fa? Lo sostituiamo dopo un numero preciso di km? Diciamo che ne può fare altri cinquecentomila? E lì io mi trovo in difficoltà, perché credo che senza mezzi e strumenti costosi, sia difficile dire : si va bene. Giulio Passarini

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di ,

E' vero. Il problema non è il milione di chilometri percorsi dal pullman, che è un valore del tutto normale per un mezzo concepito per macinare km e km. I diciotto anni di età, probabilmente non sono neanche essi una questione scandalosa. Un pullman, come ogni altro mezzo "commerciale" pesante ha un suo "tempo di investimento", cerco di spiegarmi meglio... Macinare km porta inevitabilmente usura meccanica, l'età avanzata aggiunge anche usura fisico chimica alle parti meccaniche e strutturali. Fin tanto che sia possibile eseguire una mantuenzione programmata e/o straordinaria, che garantisca la perfetta efficienza del mezzo a costi "ragionevoli", può esser conveniente indirizzarsi in tal senso. Ma quando i costi di gestione, di ricambi e di interventi diventano "irragionevoli" per l'età del mezzo e per le sue condizioni di "insieme", probabilmente vuol dire che si è arrivati alla fine del ciclo utile. Il mezzo ha ampiamente ammortizzato i costi di acquisto e manutenzione ed è ora di essere rottamato o rivenduto a chi ad esempio necessita di una macchina per brevi traggitti tra paesi limitrofi ad esempio. Purtroppo, quello che mancha in taluni è il senso di responsabilità, di oggettività, di coscienza! Quindi il pullman (in questo esempio) è la gallina dalle uova d'oro, la manutenzione in molti casi si limita allo stretto necessario in modo da gonfiare i guadagni, sperando (neanche tanto) che vada sempre tutto liscio, senza problemi. Si cerca di spostare sempre l'asticella più in alto, tirare ancora un altro anno, un altro viaggio... poi si vedrà. Purtroppo, la cosa disarmante e amareggiante è che tutto è "patrocinato" dal Ministero dei trasporti e non solo. Non è solo il padroncino o il titolare della ditta ad essere in torto, ma anche tutto il sistema che evidentemente permette certe irregolarità. Tutto alla fine, gira intorno alla natura MOLTO corruttibile dell'essere umano. In assenza di avidità e di prepotenza, le "mazzette" non esisterebbero. Il sistema garantista e la macchinosità ed estrema inefficienza della macchina giudiziaria poi, fa il resto... senza considerare che non sempre "La legge è uguale per tutti". Meglio guardare a quanto c'è di buono, perché certi malcostumi sono molto duri a morire.

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di ,

ora, concordo con tutto, però, anche quello detto in tv, 900k km sono NIENTE per un mezzo di questo!!! quando andavo al liceo, ogni mattina ci protava un pullman vecchio 20 anni, con 6 MILIONI di km!!!

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di ,

Ringrazio Attilio, Mesagne, Franx, Flori. Vedete, è che qualche volta ti prende comunque un po' male tutto questo. Ciascuno di Noi studia, riflette, lavora, partecipa a questa piattaforma; in fondo perché ritiene di avere sempre qualcosa da imparare, o anche perché pensa qualche volta di poter dare un contributo ad un'altra persona. C'è una comunità che cerca comunque di migliorare, anche attraverso questo mezzo virtuale, la vita di tutti, di partecipare attivamente per una società migliore. E si fatica molto in questo cammino, ancor più quando accadono incidenti "inspiegabili", quando si ha l'impressione che sia una missione impossibile smuovere certi modi di pensare, certi comportamenti. tutto questo riporta facilmente alla luce la storia del famoso Muro di Gomma, in riferimento a Ustica, dopo trentanni siamo ancora lì. Grazie. Un saluto. G

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di ,

Basta solo guidare e vedere chi tiene la distanza di sicurezza e dei molti pazzi che ti si attaccano a 1cm al paraurti. Da li si capisce tin che realtà viviamo.

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di ,

C'e` tanto male italico in quella strage. Quel male dell'insensibilita` verso le cose fatte bene sopratutto verso gli altri, quel male della superficialita`. del classico "poi si vede". Ci vogliono sempre dei morti per ricordarcelo e dei giudici per farlo ricordare a chi di dovere. C`e` il male italico dello scaricabarile: un ministro che con arroganza escludeva le sue colpe. E c'e` pure il piu` grande male italico: le privatizzazioni fatte all'italiana, servizi strategici per un paese regalati ai soliti amici, che a fronte di quadriplicazioni dei costi per gli utenti, non hanno migliorato né qualita` né sicurezza del servizio.

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di ,

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di ,

Non mi meraviglio più di niente. Si potrà dire di tutto e di più su questo,o altri ,incidenti. Chiamiamoli in questo modo. Passato un giorno,una settimana,oppure um mese,saremo pronti al prossimo caso di,non so neanche come definirlo.... L unicas cosa su cui dissento,è che,siaa una prassi solo italica.... Il crimine,l avidità,l imbecillità,non hanno una connotazione nazionale specifica...

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di ,

Guarda che tutto ciò fa una certa impressione, solo finché continuiamo a reputarci un paese civile (civico) ed evoluto rispetto ai paesi realmente sottosviluppati. In realtà, noi non viviamo in un paese civile (nè civico), sì, hanno realizzato e appiccicato una bella "carta da parati", ma sotto di essa il muro è grezzo e la carta pian piano si stacca. Rimangono vizi e virtù, dove i primi fanno più rumori e più guai dei secondi. Tutti sanno, tutti sappiamo... solo pochi denunciano, perché? Perché dovresti cambiare stile di vita, ragione di vita... vivere per denunciare ogni sistema regolarmente legalizzato e che altrettanto regolarmente funziona in maniera del tutto capovolta rispetto a come scritto su quella "carta da parati". Di storie assurde ne sappiamo parlare tutti. Anche io mi indignai quando seppi di un conoscente (autista di pullman) che non comunicò del suo ictus al principale "Eh, sennò mica mi assumono più", poi uno pensa, vabbè, faranno dei controlli, degli esami... sì, sì, pensate pure tutto quello che volete, infondo siamo dei bambini cresciuti che credono ancora a Babbo Natale. E se cercate di farlo presente "Ah, siete pessimisti, qualunquisti..". Vero, lo siamo. Ma a quanto pare, tante volte la realtà, supera la fantasia. Allora guardo tutto in un contesto di dimensioni maggiori, quasi improponibili... da un punto lontano nell'universo. Da là, la nostra piccola Italia non si vede proprio, nemmeno il nostro piccolo mondo si vede... si vedono costellazioni di stelle, di pianeti, nebulose, sì certo, li in mezzo ci siamo anche noi, ma siamo una cosa davvero insignificante.

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