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Blog di Giancarlo Tedeschi

Commenti ai disposti normativi del CEI


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pubblicato 2 mesi fa, 39 visualizzazioni

Si descrivono alcuni difetti non trascurabili per committenti, progettisti, quadristi, installatori, collaudatori e verificatori contenuti nella guida CEI 121-5, che tratta le regole di costruzione dei quadri elettrici

Preparare e scrivere guide tecniche non è compito facile. Serve preparazione e impegno. E’ ovvio che il contenuto delle guide è sempre migliorabile. Per ottenere un valido prodotto è buona norma che anche l’utente della norma faccia sentire la propria voce. Più lo farà e più l’ambiente normativo sarà stimolato a dare il meglio. L’utente delle guide deve sempre guardare al loro contenuto alla luce delle proprie conoscenza e quando il caso deve lamentarsi. A proposito della guida CEI 121-5, la cui nuova edizione è in fase di inchiesta pubblica e di cui già di recente si è scritto in questo sito, vedi Nuova guida sulle regole di costruzione dei quadri elettrici (argomento aperto nel Forum) e Osservazioni critiche in questo mio articolo del blog, segnaliamo oggi, tra le altre, tre situazioni anomale. Ricordiamo che il testo della nuova futura edizione della guida CEI 121-5 è scaricabile nel sito del CEI, sotto la voce ‘inchieste pubbliche’ che compare tra altre voci alla fine della homepage. Ecco la prima situazione importante.

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pubblicato 2 mesi fa, 100 visualizzazioni

I progettisti devono fare attenzione al fatto che non sempre i quadri dichiarati con corrente di cortocircuito condizionata inferiore o uguale a 10 kA risultano esenti dalla verifica di tenuta al cortocircuito. La guida CEI 121-5 preferisce bypassare il problema.

A pag. 113 della guida CEI 121-5, che regola la costruzione dei quadri elettrici, si propone l’esempio di un quadro con corrente nominale InA pari a 630A, che non necessita di essere provato nella sua tenuta al cortocircuito, in quanto da installare in corrispondenza di una corrente di cortocircuito presunta inferiore o uguale a 10 kA. L’esempio proposto a noi pare, se non errato, almeno fuorviante per tanti progettisti, quadristi e installatori. Non è compito di una guida semplificare troppo le diverse probabili situazioni. A noi sembra sia compito precipuo di una guida almeno avvertire i suoi utenti della possibile presenza di situazioni insidiose, in particolar modo se queste, come si vedrà, si possono ritrovare dietro ogni angolo e non sono di immediata/facile individuazione. L’esempio richiamato tratta di un quadro alimentato verosimilmente/probabilmente da un trasformatore da 400 kVA in resina con Vcc pari al 6%, con perdite nel rame pari a 4500 W, con conduttura lunga 8 m e con formazione 2 x 240 mm2 per ogni fase.

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pubblicato 2 mesi fa, 116 visualizzazioni

Relativamente all'utilizzo non infrequente degli interruttori di protezione in condizioni fuori standard a proposito del suo fattore di potenza inferiore a quello convenzionale di prova sembra che qualcosa non torni nel comportamento del CEI. Dobbiamo preoccuparci ?

Nella Domanda-Risposta n. 15 presente nella guida CEI 121-5 in vigore a pag. 164 si affrontava finalmente il problema della corretta scelta degli interruttori di protezione tutte le volte, e sono numerosissime, che il fattore di potenza della corrente di cortocircuito presunta da contrastare risulta inferiore a quello di prova, alla quale in laboratorio gli stessi interruttori sono, secondo la norma tecnica applicabile, provati e pertanto abilitati.

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pubblicato 3 mesi fa, 233 visualizzazioni

La formula che la norma CEI 64-8 in proposito ha presentato deve essere valutata con spirito critico dai progettisti. Errore o svista ?

Abbiamo in passato criticato per più aspetti il contenuto della parte 8 della norma CEI 64-8, che tratta dell'efficienza degli impianti elettrici.

In queste note vogliamo far osservare la presenza, nella parte 8 della norma CEI 64-8, di una svista importante almeno per i tecnici progettisti. Svista che secondo noi non può essere taciuta. La segnalazione della svista (errore ?) è anche funzionale al fatto di voler ricordare ai tecnici progettisti che devono sempre guardare ai contenuti, che la norma tecnica propone, con un minimo di spirito critico.

L'aspetto che non quadra e che vogliamo qui segnalare riguarda la formula che la norma propone per il calcolo delle coordinate del baricentro dei carichi elettrici che un impianto di distribuzione in BT dovrà alimentare, al fine di massimizzare il rendimento della distribuzione dell'energia elettrica. In detto baricentro di massima si dovrebbe collocare il quadro elettrico principale.

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pubblicato 4 mesi fa, 172 visualizzazioni

Si vuol chiedere ai colleghi di unirsi nel chiedere che presso il CEI e presso i costruttori di interruttori si chiarisca quale sia il campo di validità delle curve di limitazione, di energia passante, delle tabelle di selettività e delle tabelle di back-up.

L’ulteriore grana riguarda un aspetto importante, riguarda la presunta non validità delle curve di limitazione dell’energia passante e del picco della corrente di cortocircuito degli interruttori in commercio, nonché delle tabelle di selettività e delle tabelle di filiazione (back-up) tra gli interruttori posti tra loro in serie. Poiché la corrente di cortocircuito presunta che riguarda - tutti i quadri elettrici da installare a valle e in prossimità di trasformatori MT/BT di media e grande potenza e - tutti gli interruttori di protezione da installare negli stessi quadri, presenta ordinariamente, e spesso non di poco, un valore del fattore di potenza, per il quale i quadri e gli interruttori non sono provati e quindi non risultano abilitati, ne consegue che troppo spesso i progettisti, i quadristi, gli installatori e i verificatori si devono confrontare con situazioni inquinate dal difetto sopra indicato (guarda caso poco niente trattato nella letteratura tecnica!) e cioè in situazioni, per le quali i quadri e i corrispondenti interruttori sono utilizzati al di fuori dell’ambito, per cui la norma che tratta delle loro prestazioni li garantisce (vedasi anche l'Appendice).

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pubblicato 4 mesi fa, 275 visualizzazioni

Si presenta un esempio numerico di calcolo di corrente di corto circuito, del corrispondente fattore di potenza e del corrispondente picco di corrente nel quadro principale a valle di un TR MT/BT. Si esprimono i dubbi collegati al contenuto del commento all'articolo 533.3.2 inserito nell'ultima edizione della norma CEI 64-8, che prevede oltre che la verifica dell'adeguato potere di interruzione anche la verifica dell'adeguato potere di chiusura. Una novità fino a ieri "nascosta". Una tale situazione/verifica ricorre molto frequentemente quando il quadro principale di distribuzione è posto in vicinanza del trasformatore MT/BT. Si auspica che il CEI precisi in tempi brevi univocamente come il progettista si deve comportare nella scelta degli interruttori, ad evitare che su di esso ricadano impropriamente importanti responsabilità.

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Nome: giancarlo tedeschi

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Bio: Progettista di impianti elettrici in pensione. Ha seguito l'evoluzione delle norme CEI. Vorrebbe concorrere a migliorare il funzionamento del CEI. Ama la pesca in laguna e in mare intorno a Venezia.

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