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La scelta degli interruttori di protezione. Ancora una grana.

Abstract

Si vuol chiedere ai colleghi di unirsi nel chiedere che presso il CEI e presso i costruttori di interruttori si chiarisca quale sia il campo di validità delle curve di limitazione, di energia passante, delle tabelle di selettività e delle tabelle di back-up.

L’ulteriore grana riguarda un aspetto importante, riguarda la presunta non validità delle curve di limitazione dell’energia passante e del picco della corrente di cortocircuito degli interruttori in commercio, nonché delle tabelle di selettività e delle tabelle di filiazione (back-up) tra gli interruttori posti tra loro in serie. Poiché la corrente di cortocircuito presunta che riguarda - tutti i quadri elettrici da installare a valle e in prossimità di trasformatori MT/BT di media e grande potenza e - tutti gli interruttori di protezione da installare negli stessi quadri, presenta ordinariamente, e spesso non di poco, un valore del fattore di potenza, per il quale i quadri e gli interruttori non sono provati e quindi non risultano abilitati, ne consegue che troppo spesso i progettisti, i quadristi, gli installatori e i verificatori si devono confrontare con situazioni inquinate dal difetto sopra indicato (guarda caso poco niente trattato nella letteratura tecnica!) e cioè in situazioni, per le quali i quadri e i corrispondenti interruttori sono utilizzati al di fuori dell’ambito, per cui la norma che tratta delle loro prestazioni li garantisce (vedasi anche l'Appendice).

I progettisti, i quadristi, gli installatori e i verificatori si trovano in tali situazioni in evidente difficoltà nel prospettare soluzioni non contestabili. Un ultimo esempio di una tale situazione, che si presenta oggi molto frequentemente, è stato presentato anche nel FORUM sotto il titolo SCELTA DEL POTERE DI INTERRUZIONE E CHIUSURA. Un secondo esempio ancora più vistoso (a farei calcoli!) sempre nel FORUM è stato presentato negli interventi relativi al titolo PROBLEMA VCC TRASFORMATORE. Al di là dell’utilizzo improprio e insicuro predetto e già prospettato si propone in questa sede un ulteriore problema non di poco conto. Chi garantisce che le curve di limitazione del picco di corrente e dell’energia passante, le tabelle di selettività, le tabelle di filiazione, cui da anni i progettisti fanno molto frequente riferimento per la scelta degli interruttori, sono utilizzabili anche quando il fattore di potenza delle correnti di cortocircuito da contrastare sono inferiori a quelli di prova previsti dalla norma applicabile per i diversi scaglioni di potere di interruzione. Non ci risulta che in corrispondenza della presentazione di tali tabelle non sono state formulate le relative ipotesi di lavoro. D’altro canto noi da tecnici non possiamo non ritenere che esse siano state elaborate prudentemente sulla base dei valori di fattore di potenza più sfavorevoli indicati nelle norme tecniche per le diverse classi di potere di interruzione che la norma prevede. Non certo le prove in laboratorio saranno state eseguite con valori di fattore di potenza inferiori a quelli previsti dalla norma tecnica applicabile, senza che ciò venisse anche ben evidenziato. Né al riguardo i progettisti dispongono oggi delle necessarie dovute ulteriori precisazioni a supporto delle loro scelte. Una domanda in tal senso è stata rivolta verbalmente a chi di dovere nell’ambiente normativo coinvolto. La risposta, forse frettolosamente data contestualmente alla domanda affermava che le tabelle hanno valore anche nei casi fuori standard che abbiamo rappresentato. Una tale risposta, non sembra però trovare una qualche ragionevole giustificazione. Fino a quali valori del valore del fattore di potenza infatti le tabelle sono utilizzabili? A noi pare il caso che la risposta che abbiamo raccolto debba essere prodotta per iscritto nella norma tecnica e/o fornita ufficialmente dai costruttori, con l’evidenza che merita, al fine di tranquillizzare i progettisti, che oggi in qualsiasi caso, o per incidente o per contestazione, possano essere accusati di aver scelto e usato impropriamente e pericolosamente interruttori e quadri, che la norma ufficiale nei suoi disposti non consente. Siamo a consigliare, per esperienza diretta, ai colleghi che ci leggono e che stanno progettando impianti importanti di chiedere ben prima della loro realizzazione, ai costruttori dei quadri elettrici e degli interruttori coinvolti chiarimenti/precisazioni nel merito ai problemi che abbiamo presentato.


Appendice

In tutte le situazioni sopra richiamate i progettisti, i quadristi e i verificatori possono rischiare di assumersi la responsabilità non dovuta relativa all’utilizzo improprio di barrature di quadri e di interruttori, ogniqualvolta essi non richiedano per tali specifici impieghi il consenso dei costruttori delle apparecchiature e degli interruttori. Infatti a ben leggere il testo delle norme che trattano la definizione delle prestazioni degli interruttori, in esso si richiama il fattore di potenza come elemento importante da rispettare nel circuito di prova. Ciò vale anche per le prestazioni dei quadri elettrici. Infatti nella relativa norma CEI EN 61439-1 si può leggere: “Per i quadri in cui l’unità di entrata è dotata di dispositivo di protezione contro il cortocircuito (SCPD), il costruttore del quadro deve indicare il massimo valore ammissibile della corrente di cortocircuito presunta ai terminali di entrata del quadro. Questo valore non deve superare il/i valore/i nominale/i appropriato/i (vedi 5.3.4, 5.3.5 e 5.3.6). Il fattore di potenza ed i valori di picco corrispondenti devono essere quelli indicati in 9.3.3.” L’ultimo periodo di quanto appena citato ricorda che il fattore di potenza e i valori di picco devono essere quelli indicati al punto 9.3.3 della norma. Questo punto rimanda per i due valori da osservare (fattore di potenza e picco di corrente) ad una tabella che propone gli stessi valori indicati nella norma 60947-2, che tratta degli interruttori industriali. I valori dei fattori di potenza sono quelli al di sopra dei quali la prova di cortocircuito non può essere eseguita. Conseguentemente anche i valori della corrente di picco non possono risultare inferiori a quelli indicati nella stessa tabella. Effettivamente constatiamo poi che le prove vengono eseguite dai costruttori in modo tale da garantire i valori indicati nella tabella richiamata, come anche si può desumere alla lettura delle grandezze nominali (potere di interruzione in cortocircuito, potere di chiusura in cortocircuito) riportate nelle specifiche tecniche degli interruttori di tutti i costruttori che noi abbiamo fino a ieri frequentato. Ricordiamo in proposito che per quanto riguarda i quadri a proposito delle tolleranze previste al riguardo del fattore di potenza si ammettono solo valori inferiori e non superiori a quelli proposti nella predetta tabella. Si legge infatti nella norma: “Per le prove con la corrente alternata, il fattore di potenza deve rientrare in una tolleranza compresa tra lo 0,00 ed il −0,05.” Si fa osservare che la norma non ammette che la prova di cortocircuito sia eseguita con un fattore di potenza anche se di pochissimo superiore al valore convenzionale normalizzato. Una tale identica indicazione sulla tolleranza peraltro si può leggere anche nella norma che tratta delle prestazioni degli interruttori.

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