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Il suono dell'elettricità

Il futuro è ancora nell'elettrone


Gli ultimi articoli di Hammondx

pubblicato 6 anni fa, 181 visualizzazioni

Quest'articolo si propone come un'esposizione ordinata dei risultati che ho ricavato da esperimenti sui pentodi in configurazione "pseudo-bigriglia" o, data l'enorme differenza di comportamento che ho riscontrato fra i due tipi di valvole, ad "acceleratore di flusso. Spero,con questo articolo,di sollevare un interesse maggiore nei confronti di questa configurazione e di invogliare altri a sperimentarci sopra per migliorarne le prestazioni.

Come tutti ben sappiamo le valvole possiedono, all'interno della loro caratteristica, una zona (vicina all'interdizione) nella quale le linee per i vari valori di Vg sono tutto tranne che lineari, questo comporta una notevole distorsione del segnale di uscita se, durante il funzionamento, si entra in questa zona. La presenza di questa zona, che impedisce anche di utilizzare le valvole a basse tensioni, è dovuta alla creazione di una "nube" di elettroni che non vengono attratti dall'anodo (quando questo si trova a tensioni troppo basse) o perchè la griglia di controllo non ne consente il facile passaggio perchè troppo negativa. Per risolvere questo problema e poter utilizzare le valvole anche con tensioni anodiche basse, agli albori della tecnologia valvolare vennero concepite le valvole bigriglia che utilizzavano una seconda griglia (posta fra catodo e griglia di controllo) per accelerare gli elettroni emessi dal catodo e avvicinarli all'anodo che poteva così attrarli con campi elettrici minori. Tutto questo è possibile ottenerlo anche con i tubi più comuni a patto che abbiano almeno 4 elettrodi anche se con comportamenti piuttosto diversi a causa della diversa geometria e costruzione dei tetrodi/pentodi rispetto alle bigriglie originali.

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pubblicato 7 anni fa, 152 visualizzazioni

Nell'ultimo articolo si è parlato dell'amplificatore in generale e delle sue caratteristiche "neutre" (caratteristiche che alcuni esaltano ed altri cercano di ridurre).

In questo articolo parleremo, invece, delle problematiche di un amplificatore e dei dispositivi attivi utilizzati per farlo funzionare.

In teoria l'amplificatore dovrebbe fornire in uscita un segnale con la stessa forma d'onda di quello di entrata e trasformando tutta l'energia fornita dall'alimentatore in segnale.

Nella realità, però, le cose non sono così semplici.

Infatti tutti i dispositivi attivi (transistor,tubi,ecc.) non sono lineari e, chi più chi meno, comportano sempre una distorsione nel segnale di uscita ed, inoltre, dissipano parte della potenza fornita dall'alimentatore in calore (la quantità di potenza dissipata dipende dalla classe di funzionamento dell'amplificatore che verrà trattata più avanti).

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pubblicato 7 anni fa, 543 visualizzazioni

Lo spunto per scrivere questo mio primo articolo (e tutta la serie che seguirà) mi è arrivato leggendo alcuni post dove non era molto chiaro il concetto e il funzionamento degli amplificatori. Questa serie di articoli, che non ha la pretesa di esprimere tutti i concetti che stanno dietro al funzionamento degli amplificatori ma solo di dare delle nozioni fondamentali sul loro funzionamento e sulle loro caratteristiche, è indicata per quelli che, non avendo nessuna conoscenza nel campo, vogliono avvicinarsi al mondo dell'elettronica audio.

Un amplificatore è, in generale, un dispositivo che, data una variabile in ingresso (come ad esempio un segnale elettrico) e un apporto energetico esterno, fornisce in uscita la stessa variabile con gli effetti amplificati. Quando si immette un segnale elettrico in un amplificatore elettronico questo utilizza una potenza esterna, data dall'alimentazione, per aumentare uno dei suoi valori (tensione, corrente o tutti e due) che potranno essere utilizzati da un utilizzatore apposito. Nel complesso un amplificatore è identificato dal seguente schema:

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Chi sono

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Nome: Marco Iuri

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Bio: Sono perito elettronico e sto studiando all'Università degli studi di Udine per diventare ingegnere, sono molto appassionato di elettronica e in particolare delle applicazioni ad alta tensione e alto vuoto. Inoltre sono tastierista anche se suonicchio un po'di tutto.

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