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Reti in regime sinusoidale #1

Indice

Introduzione

Una domanda, che, chi è alle prime esperienze di studi elettrotecnici, si pone, è l'utilità della corrente o della tensione alternata. Sarà noto praticamente a tutti che i nostri elettrodomestici, almeno la maggior parte, necessita di una fonte di alimentazione (la presa) capace di fornire ai loro morsetti (la spina) una tensione alternata sinusoidale.
D'altro canto i nostri cellulari, o comunque la maggior parte delle diavolerie elettroniche, necessitano di una fonte di alimentazione continua, fornita da una batteria. Si intuisce quindi come a seconda delle esigenze venga usata una o l'altra forma di alimentazione. Onde divagare, lascio scoprire queste interessanti considerazioni, attraverso la lettura del seguente articolo:
D.C. vs A.C. by admin
Un'altra domanda di chi è alle prime armi è: ma tutti i principi utilizzati per la risoluzione delle reti in regime stazionario, continuano a valere in regime alternato? La risposta è si.

Rappresentazione delle grandezze alternate

Il capitolo precedente ci ha mostrato cos'è una grandezza alternata e come manipolarla al meglio per poterla utilizzare. Una generica tensione sinusoidale viene descritta dalla seguente espressione:

v=V_M\sin(\omega t+\phi _v)\;\;\;\;\;\;\;\;(1)

dove è possibile ricavare i valori istantanei in funzione del tempo. Si preferisce denotare con la lettera minuscola il valore istantaneo. VM è il valore massimo, e abbiamo visto come tale valore sia legato a quello efficace V attraverso:

V_M=\sqrt{2}V

Scrivendo quindi la (1):

v=V_M\sin(\omega t+\phi _v)=\sqrt{2}V\sin(\omega t+\phi _v)

Ovviamente possiamo ripetere quanto detto per rappresentare una corrente:

i=I_M\sin(\omega t+\phi _i)=\sqrt{2}I\sin(\omega t+\phi _i)

L'aver messo immediatamente in evidenza il valore efficace e la fase, il passaggio ai fasori è praticamente immediato:

\mathbf{V}=V\angle \phi _v\;\;\;\;\;\;\;\mathbf{I}=I\angle \phi _i

Gli angoli φv e φi sono gli angoli formati rispettivamente dal fasore della tensione e da quello della corrente con un asse scelto come riferimento:

Bisogna adesso esaminare in dettaglio il comportamento dei bipoli passivi, e comprendere come le relazioni tra corrente e tensione vengano determinate dal tipo di bipolo che stanno alimentando. Introdurremo il concetto di impedenza, in quanto la sola resistenza, che pur sempre ha un ruolo fondamentale nell'analisi di questi circuiti, non ha l'esclusiva, come accadeva in regime stazionario, ma vive da coprotagonista assieme a induttanza e condensatore.

Bipoli puramente resistivi

Una resistenza R ideale è un utilizzatore puramente ohmico. Se volessimo avere un riscontro reale potremmo immaginare che R rappresenti il filamento incandescente di una lampadina, o quello di una stufa. Resta quindi, anche in alternata, il parametro dissipativo, sul quale l'energia elettrica diviene calore o energia meccanica.

Alimentiamo quindi una resistenza attraverso un generatore di tensione sinusoidale:

v(t)=\sqrt{2}V\sin(\omega t +\phi_v)

Circolerà una corrente, il cui valore istante per istante è dato dal rapporto tra valore istantaneo della tensione e la resistenza R:

i(t)=\frac{v(t)}{R}=\sqrt{2}\frac{V}{R}\sin(\omega t +\phi_v)=\sqrt{2}I\sin(\omega t +\phi_i)

dove:

  • \frac{V}{R}=I è il valore efficace della corrente;
  • \begin{matrix}\phi_v=\phi_i\end{matrix} è la fase della corrente.

Dall'espressione della corrente è evidente come la resistenza pura non introduca alcuno sfasamento tra le grandezze. La corrente continua ad avere un andamento sinusoidale, isofrequenziale con la tensione, e il suo valore efficace è legato alla tensione a mezzo della legge di Ohm. Piccola nota: la legge do Ohm vale anche tra i valori massimi di corrente e tensione:

\sqrt{2}I=\frac{\sqrt{2}V}{R}\;\;\;\rightarrow \;\;\; I_{\text{max}}=\frac{V_{\text{max}}}{R}

Rappresentazione fasoriale

Il precedente articolo ci ha mostrato come queste grandezze possano essere espresse in termini di numeri complessi. A tal proposito scriviamo l'espressione della tensione attraverso la forma trigonometrica:

\mathbf{V}=V(\cos \phi_v+\text{j}\sin \phi_v)

e applichiamo la legge di Ohm:

\mathbf{I}=\frac{\mathbf{V}}{R}=\frac{V(\cos \phi_v+\text{j}\sin \phi_v)}{R}=\frac{V}{R}\cos\phi_v+\text{j}\frac{V}{R}\sin\phi_v

e attraverso le stesse uguaglianze scritte precedentemente ricaviamo l'espressione definitiva del fasore di corrente:

\mathbf{I}=I(\cos \phi_i+\text{j}\sin \phi_i)

e la loro rappresentazione sul piano di Gauss mostra ancor più chiaramente le considerazioni precedentemente fatte:

NB: Nonostante parliamo di grandezze alternate, la loro rappresentazione circuitale prevede che si debba dare un verso sia a tensione che corrente. Per convenzione si considera tale verso, quello che la grandezza assume durante la semi-onda positiva della sinusoide.

Potenza elettrica

Il valore della potenza elettrica istantanea p(t) viene trovato moltiplicando istante per istante i valori di tensione e corrente:

p(t)=v(t)i(t)=\sqrt{2}V\sin(\omega t)\sqrt{2}I\sin(\omega t)=2VI\sin^2(\omega t)

Troviamo quindi una sinusoide di frequenza doppia rispetto alle precedenti, sempre positiva, il che suggerisce che la potenza va sempre dal generatore all'utilizzatore. Si noti come non sia costante, ma che raggiunge un massimo quando sia corrente che tensione raggiungono il loro valore massimo, e un minimo , ovvero nulla, quando sia corrente che tensione si annullano. Se si considera il periodo della potenza, e si calcola l'area sottesa alla curva, noi troviamo l'energia fornita alla resistenza nel periodo. La stessa energia sarebbe stata assorbita dal resistore se la potenza fornita fosse stata costante e pari al valore Pm, che prende il nome di valor medio della potenza istantanea. Si intuisce graficamente, e sarebbe possibile farlo anche analiticamente, che il valor medio di potenza istantanea è l'esatta metà del valore massimo di potenza istantanea, e tale valore è immediatamente ricavabile effettuando il prodotto tra i valori efficaci di tensione e corrente:

\begin{matrix}P=VI\end{matrix}

o comunque ricavabile attraverso le ben note espressioni equivalenti:

P=RI^2=\frac{V^2}{R}

al quale diamo il nome di potenza attiva, che come visto si indica con il simbolo P, e si misura in watt.

Bipoli puramente induttivi

E' il caso in cui l'utilizzatore è un induttore puro, ipotizzato privo di resistenza. Osserviamo la figura dove un generatore ideale di corrente sinusoidale alimenta un induttanza L:

Supponiamo a fase nulla la corrente erogata dal generatore:

i(t)=\sqrt{2}I\sin(\omega t)

Abbiamo precedentemente analizzato il comportamento dell'induttore, quindi ci limitiamo a richiamare la relazione tra corrente e tensione:

v(t)=L\frac{\mathrm{d}i(t)}{\mathrm{d}t}

La tensione è dunque in ogni istante proporzionale alla velocità di variazione della corrente (che è l’accelerazione delle cariche), quindi alla frequenza. La tensione è allora nulla dove la corrente è massima, ed è massima dove la corrente è nulla, punto in cui possiede la sua massima velocità (cioè le cariche sono soggette alla massima accelerazione). La tensione è positiva quando la corrente cresce (passa dal valore massimo negativo al valore massimo positivo), negativa quando cala (passa dal valore massimo positivo al valore massimo negativo). Tutto questo si esprime dicendo che la corrente è in quadratura di ritardo rispetto alla tensione:

v(t)=L\frac{\mathrm{d}i(t)}{\mathrm{d}t}=\sqrt{2}\omega LI\sin(\omega t+\phi_v)=\sqrt{2}V\sin\left (\omega t+\frac{\pi}{2}  \right )
  • \begin{matrix}\omega LI=2\pi fLI=V\end{matrix} rappresenta il valore efficace della tensione;
  • \phi _v=\phi _i +\frac{\pi}{2} la fase iniziale della tensione.

Il rapporto tra valori efficaci (o se vogliamo tra valori massimi) di tensione e corrente:

\frac{V}{I}=\omega L=2\pi fL=X_L

è detto reattanza induttiva ed è espresso in ohm Il reciproco della reattanza prende il nome di suscettanza:

\frac{1}{X_L}=\frac{I}{V}=B_L

e per restare coerenti la sua unità di misura sarà il siemens

Rappresentazione fasoriale

Rappresentiamo tensione e corrente sul piano di Gauss, e per semplicità ipotizziamo la corrente a fase nulla. Ovviamente il fasore rappresentativo di tensione sarà 90° in anticipo rispetto alla corrente, e quindi allineato con l'asse immaginario:

Volendo esprimere le due grandezze in numeri complessi, in particolare attraverso la loro forma algebrica, avremmo:

\mathbf{V}=0+\text{j}V
\mathbf{I}=I+\text{j}0

Il loro rapporto:

\frac{\mathbf{V}}{\mathbf{I}}=\frac{0+\text{j}V}{I+\text{j}0}=0+\text{j}\frac{V}{I}=\text{j}X_L

individua la reattanza induttiva.

Potenza elettrica

Ricaviamo l'espressione della potenza istantanea, e cerchiamo di carpire da essa qualche utile informazione:

p(t)=v(t)i(t)=\sqrt{2}V\sin\left (\omega t +\frac{\pi}{2}\right )\sqrt{2}I\sin(\omega t)=

=2VI\sin\left ( \omega t+\frac{\pi }{2} \right )\sin \left ( \omega t \right )

L'ultima espressione può essere riscritta esprimendo il seno in funzione del coseno, e applicando la formula di duplicazione:

\begin{matrix}p(t)=VI\sin(2\omega t)\end{matrix}

La potenza è rappresentata da una sinusoide di frequenza doppia rispetto a tensione e corrente, ma questa volta a valor medio nullo. Possiamo quindi affermare che l'induttore ideale non è sede di fenomeni energetici dissipativi. Ma gli schemi ci mostrano come la potenza istantanea rimbalzi tra generatore e induttore: quando la corrente aumenta, la potenza fluisce dal generatore all'induttore, il quale immagazzina energia sotto forma di energia magnetica; quando la corrente diminuisce, si noti come la potenza cambi segno, ovvero come sia l'induttore a fornire potenza al generatore, restituendo quella precedentemente immagazzinata. Generatore e induttore quindi si scambiano continuamente potenza, ma tale potenza non ha nulla a che vedere con la potenza attiva. Per tener conto di questo fenomeno, si introduce il concetto di potenza reattiva, si indica con Q, e nel caso in questione corrisponde al valore massimo della potenza istantanea. Amplieremo il concetto di potenza reattiva, ma per ora limitiamoci a valutarne la sua espressione nel caso in esame:

Q=X_LI^2=\frac{V^2}{X_L}

Analisi al variare della frequenza

L'espressione della reattanza induttiva mostra come questa sia strettamente legata alla frequenza delle grandezze in gioco:

\begin{matrix}X_L=\omega L=2\pi fL\end{matrix}

La relazione di proporzionalità diretta fa si che all'aumentare della frequenza aumenti linearmente il valore della reattanza induttiva, individuando i due seguenti casi limite:

  • a frequenza nulla \begin{matrix}(f=0)\end{matrix}, ovvero in corrente continua, avevamo già detto che l'induttore si comporta come un cortocircuito ideale;
  • per frequenze elevate, che tendono a infinito (f \to \infty), l'induttore si comporta come un circuito aperto.

Bipoli puramente capacitivi

Alimentiamo un condensatore ideale, immaginandolo privo della sua parte resistiva, con un generatore di tensione sinusoidale:

Consideriamo a fase nulla la tensione applicata dal generatore:

v(t)=\sqrt{2}V\sin(\omega t)

Applicando una tensione variabile circolerà una corrente variabile, e nel secondo capitolo del corso abbiamo ampiamente visto la relazione che lega corrente e tensione in un condensatore:

i(t)=\frac{\mathrm{d} q}{\mathrm{d} t}=C\frac{\mathrm{d} v(t)}{\mathrm{d} t}

i valori efficaci di corrente e tensione sono legati tra loro attraverso i valori di capacità e frequenza secondo la:

\frac{I}{V}=\omega C=2\pi fC=B_C

detto suscettanza capacitiva. L'inverso della suscettanza rappresenta la reattanza capacitiva, esprimibile attraverso:

X_C=\frac{V}{I}=\frac{1}{\omega C}=\frac{1}{2\pi fC}=\frac{1}{B_C}

Rappresentazione fasoriale

Procediamo nella rappresentazione sul piano di Gauss, ponendo a fase nulla il fasore rappresentativo della tensione. Il fasore della corrente verrà posizionato 90° in anticipo, quindi sovrapposto all'asse immaginario:

i fasori assumono quindi i seguenti valori complessi:

\mathbf{V}=V+\text{j}0
\mathbf{I}=0+\text{j}I

ed effettuando il rapporto otteniamo:

\frac{\mathbf{V}}{\mathbf{I}}=\frac{V+\text{j}0}{0+\text{j}I}=\frac{V}{\text{j}I}=-\text{j}\frac{V}{I}=-\text{j}X_C

Potenza elettrica

Per valutare l'andamento temporale della potenza istantanea poniamo a fase nulla la corrente, con la tensione di conseguenza sfasata di 90° in ritardo. La potenza istantanea sarà ovviamente individuata da:

p(t)=v(t)i(t)=\sqrt{2}V\sin\left (\omega t -\frac{\pi}{2}\right )\sqrt{2}I\sin(\omega t)=

=2VI\sin\left ( \omega t-\frac{\pi }{2} \right )\sin \left ( \omega t \right )

e attraverso le stesse trasformazioni trigonometriche utilizzate per l'induttore si giunge alla seguente:

p(t)-VI\sin\left ( 2\omega t \right )

Come possiamo evincere, anche il condensatore non assorbe potenza attiva. Similmente all'induttore, vi sono ripetuti scambi energetici con l'alimentazione. Per quanto il comportamento sia simile a quello dell'induttore, i principi fisici sui cui i fenomeni avvengono sono decisamente diversi. Il condensatore immagazzina energia elettrostatica quando la tensione cresce in valore assoluto, e la restituisce quando questa diminuisce in valore assoluto. Anche per il condensatore si parla di potenza reattiva Q, e la si definisce come il valore massimo negativo della potenza istantanea:

\begin{matrix}Q=-VI\end{matrix}

esprimibile anche attraverso le seguenti forme equivalenti:

Q=-X_CI^2=-\frac{V^2}{X_C}=-B_CV^2

Analisi al variare della frequenza

Parimenti all'analisi fatta per l'induttore, e osservando l'espressione della reattanza capacitiva:

X_C=\frac{1}{\omega C}=\frac{1}{2\pi fC}

La relazione di proporzionalità inversa fa si che all'aumentare della frequenza diminuisca il valore della reattanza capacitiva, individuando i due seguenti casi limite:

  • a frequenza nulla \begin{matrix}(f=0)\end{matrix}, ovvero in corrente continua, sappiamo che il condensatore si comporta come un circuito aperto ideale;
  • per frequenze elevate, che tendono a infinito (f \to \infty), il condensatore si comporta come un corto circuito ideale.

Bipoli reali

L'analisi effettuata fino a questo momento ha descritto singolarmente i tre bipoli ideali quando questi lavorano in regime alternato sinusoidale. Ma nella realtà trovare un resistore puro, o un condensatore puro, possiamo affermare sia praticamente impossibile. Qualsiasi componente elettrico, elettronico, qualsiasi tratto di linea o avvolgimento di macchina, per essere rappresentato e descritto, necessita di particolari collegamenti tra i bipoli ideali. Questo perché qualsiasi apparecchiatura o componente elettrico manifesta contemporaneamente, ad esempio, le caratteristiche di una resistenza, e di un condensatore, quindi sia dissipando potenza utile (luce, calore), sia assorbendo potenza reattiva capacitiva. Cominciamo la descrizione dei principali collegamenti tra bipoli ideali:

Circuito R-L

Circuito R-L serie

Alimentiamo un bipolo ohmico-induttivo con un generatore ideale di corrente:

La corrente attraverserà entrambi i bipoli elementari, causando su questi due cadute di potenziale: VR in fase con la corrente I, e VL in quadratura, come c'era da aspettarsi per quanto visto precedentemente:

La caduta di tensione totale sulla serie è individuabile sommando vettorialmente le singole cadute, ottenendo quindi una tensione totale V in ritardo rispetto alla corrente:

\mathbf{V_R}=R\mathbf{I}\; \; \; \; \; \; \; \; \; \;\mathbf{V_L}=\text{j}X_L\mathbf{I}

da cui la tensione totale:

\mathbf{V}=\mathbf{V_R}+\mathbf{V_L}=(R+\text{j}X_L)\mathbf{I}=\mathbf{V}=\mathbf{Z}\mathbf{I}

con

\mathbf{Z}=R+\text{j}X_L

impedenza del circuito. Si vuole evidenziare come attraverso la notazione complessa e la definizione di impedenza, tensione e corrente sono legati tra di loro sempre attraverso la legge di Ohm, questa volta espressa in forma simbolica. Ma la legge di Ohm è ancora valida anche nel caso noi volessimo operare con i valori efficaci:

V=\sqrt{V_R^2+V_L^2}=I\sqrt{R^2+X_L^2}=ZI

L'angolo di sfasamento tra tensione e corrente vale:

\varphi =\varphi _V-\varphi _I

che può variare da 0^{\circ} a 90^{\circ}: tali estremi sono riconducibili rispettivamente al caso di induttanza nulla e resistenza nulla. Tale sfasamento è individuabile attraverso:

\varphi =\arctan\frac{X_L}{R}

Circuito R-L parallelo

Alimentiamo il parallelo formato da un resistore e un induttanza con un generatore ideale di tensione:

In entrambi i bipoli elementari circolerà una corrente: nel resistore avremo IR in fase con la tensione V di alimentazione; nell'induttore IL, in quadratura in ritardo rispetto a V.

La corrente totale I è la somma delle due correnti e risulterà sfasata in ritardo di un angolo che dipende dai valori di resistenza e induttanza, compreso tra l'angolo nullo e l'angolo retto:

\mathbf{I}=\mathbf{I_R}+\mathbf{I_L}=\frac{\mathbf{V}}{R}+\frac{\mathbf{V}}{\text{j}X_L}=G\mathbf{V}-\text{j}B_L\mathbf{V}=\left ( G-\text{j}B_L \right )\mathbf{V}

con

G-\text{j}B_L=\mathbf{Y}

ammettenza del bipolo. L'ammettenza è analoga alla conduttanza in continua: risulta infatti l'inverso dell'impedenza.

Circuito R-C

Circuito R-C serie

Alimentiamo la serie di una resistenza e un condensatore con un generatore ideale di corrente:

Ai capi di entrambi i bipoli elementari vi saranno le rispettive cadute di tensione: sul resistore una VR in fase con la corrente, mentre sul condensatore una VC in quadratura in ritardo rispetto alla stessa corrente.

Individuiamo quindi la tensione sulla serie come somma delle singole tensioni:

\mathbf{V}=\mathbf{V_R}+\mathbf{V_C}=R\mathbf{I}-\text{j}X_C\mathbf{I}=(R-\text{j}X_C)\mathbf{I}

con:

\mathbf{Z}=R-\text{j}X_C

impedenza del bipolo R-C serie.

Circuito R-C parallelo

Alimentiamo il circuito con un generatore di tensione:

Circoleranno quindi due correnti: una IR nella resistenza in fase con la tensione, e una IC in quadratura in anticipo, la cui somma vettoriale resistituisce la corrente totale nel circuito:

\mathbf{I}=\mathbf{I_R}+\mathbf{I_C}=\frac{\mathbf{V}}{R}+\frac{\mathbf{V}}{-\text{j}X_C}=G\mathbf{V}+\text{j}B_C\mathbf{V}

dove individuiamo immediatamente l'ammettenza del parallelo:

\mathbf{Y}=G+\text{j}B_C

Circuiti R-L-C

Non ci resta che analizzare il comportamento dei circuiti R-L-C. Di seguito analizziamo le due connessioni più semplici

Circuito R-L-C serie

in questo circuito i tre bipoli fondamentali sono connessi in serie come in figura:

La serie è alimentata da un generatore di corrente sinusoidale ed è nostro compito capire come saranno le tensioni sui diversi bipoli, e quindi la tensione sull'intera serie: il tipo di connessione non cambia i comportamenti dei bipoli, quindi sarà lecito aspettarsi che la VR sulla resistenza sia in fase con la corrente, mentre le tensioni su induttanza e condensatore rispettivamente in quadrtaura in anticipo, e in quadratura in ritardo:

La tensione totale può essere ottenuta sommando le tre tensioni sui singoli bipoli:

\mathbf{V}=\mathbf{V_R}+\mathbf{V_L}+\mathbf{V_C}=R\mathbf{I}+\text{j}X_L\mathbf{I}-\text{j}X_C\mathbf{I}=(R+\text{j}X_L-\text{j}X_C)\mathbf{I}

dove si individua l'impedenza del bipolo R-L-C:

\mathbf{Z}=R+\text{j}X_L-\text{j}X_C

dove modulo e argomento sono dati da:

Z=\sqrt{R^2+(X_L-X_C)^2}\; \; \; \; \; \; \; \; \; \varphi =\arctan \frac{X_L-X_C}{R}

E' lecito quindi chiedersi come si comporterà questo bipolo? La tensione risultante sarà in anticipo o ritardo rispetto alla corrente? La risposta non è univoca, in quanto tutto dipende dalle due reattanze. Individuiamo quindi i tre casi che potrebbereo verificarsi:

  • XL > XC: il bipolo si comporta come fosse ohmico-induttivo, in quanto la reattanza induttiva è maggiore di quella capacitiva. Da buon bipolo ohmico-induttivo la tensione totale sarà in anticipo rispetto alla corrente che attraversa i tre componenti dell'angolo \varphi caratteristico;
  • XL < XC: il bipolo si comporta come fosse ohmico-capacitivo, essendo la reattanza capacitiva maggiore di quella induttiva. La tensione totale sarà in ritardo rispetto alla corrente che attraversa i tre componenti dell'angolo \varphi caratteristico;
  • XL = XC: la reattanza si annulla e il bipolo si comporta come fosse puramente ohmico. Corrente e tensione risultano in fase. Questa condizione di funzionamento è conosciuta come risonanza serie.

Circuito R-L-C parallelo

si alimenti adesso il parallelo dei tre bipoli fondamentali con un generatore ideale di tensione sinusoidale:

La d.d.p. ai capi dei tre bipoli fa si che in essi circolino tre correnti: una nella resistenza in fase con la tensione, una nell'induttanza in quadratura in ritardo rispetto alla tensione di alimentazione, e una nel condensatore in quadratura in anticipo:

La corrente totale I è ricavabile sommando le tre correnti:

\mathbf{I}=\mathbf{I_R}+\mathbf{I_L}+\mathbf{I_C}=G\mathbf{V}-\text{j}B_L\mathbf{V}+\text{j}B_C\mathbf{V}=(G-\text{j}B_L+\text{j}B_C)\mathbf{V}

dove si distingue chiaramente l'ammettenza del bipolo R-L-C:

\mathbf{Y}=G-\text{j}B_L+\text{j}B_C

con modulo e argomento restituiti da:

Y=\sqrt{G^2+(B_C-B_L)^2}\; \; \; \; \; \; \; \; \; \varphi =\arctan \frac{B_C-B_L}{G}

Analogamente a prima possiamo chiederci il carattere di tale bipolo, e la risposta risiede sempre nei valori delle suscettanze:

  • BC > BL: il bipolo si comporta come fosse ohmico-capacitivo, in quanto la suscettanza capacitiva è maggiore di quella induttiva. La corrente totale sarà in anticipo rispetto alla tensione applicata dell'angolo \varphi caratteristico;
  • BC < BL: il bipolo si comporta come fosse ohmico-induttivo, essendo la reattanza capacitiva minore di quella induttiva. La corrente totale sarà in ritardo rispetto alla tensione di alimentazione dell'angolo \varphi caratteristico;
  • BC = BL: la suscettanza si annulla e il bipolo si comporta come fosse puramente ohmico. Corrente e tensione risultano in fase. Questa condizione di funzionamento è conosciuta come risonanza parallelo.

Conclusioni

Chiudo qui la prima parte sulle reti in regime alternato. Nel prossimo continueremo sullo stesso argomento approfondendo alcuni importanti concetti, quale quello di potenza attiva, reattiva e apparente.

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Commenti e note

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di ,

grazie Brabus!

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di ,

Quanto a lungo ho cercato questo articolo! Grazie, ottimo lavoro!

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