Stabilizzazione segnale
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Ciao ragazzi, ho costruito un circuito di amplificazione per un segnale proveniente da un trasduttore di pressione.Il segnale amplificato viene letto da una DAQ-card e visualizzato su PC tramite Labview. Ora il problema è che il segnale che ottengo oscilla molto: come faccio a stabilizzarlo? Spero di essermi spiegato
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filippoballo89
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filippoballo89 ha scritto:Spero di essermi spiegato
No, decisamente no
Manca la cosa più importante, una descrizione dell'ampiezza e della forma di queste "oscillazioni". Allega una figura (con le scale corrette!, di tempo e di pressione) che mostri il fenomeno.
It's a sin to write
instead of
(Anonimo).
...'cos you know that
ain't
, right?
You won't get a sexy tan if you write
in lieu of
.
Take a log for a fireplace, but don't take
for
arithm.
instead of
(Anonimo)....'cos you know that
ain't
, right?You won't get a sexy tan if you write
in lieu of
.Take a log for a fireplace, but don't take
for
arithm.-

DirtyDeeds
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Come ti hanno detto sopra, hai fornito veramente poche indicazioni per aiutarti, ma provo lo stesso ad azzardade delle ipotesi, nella speranza che forse, anche se non a te visto il tempo che è passato, possano servire ad altri che capiteranno per caso su questo post, come è successo adesso a me.
In genere un segnale si vede "oscillare" (ed eventualmente uscire dal range della scheda di acquisizione analogico/digitale) se vi è sovrapposta una componente a bassa frequenza e di rilevante ampiezza. Quindi prima di tutto un buono stadio di condizionamento analogico del segnale deve prevedere sempre un buon filtro passaalto che rimuova tale componente "quasi" continua, lasciando passare solo quelle sopra i 0,05 - 0,5 Hz. Quindi un buono stadio di condizionamento potrebbe prevedere un primo (delicato) stadio di amplificazione con basso guadagno ma con alta impedenza di ingresso per disaccoppiare la sorgente di segnale dalla scheda di acquisizione, poi il nostro filtro passaalto ed infine un ultimo stadio meno delicato per dare il guadagno di amplificazione finale desiderato.
Ma ogni caso va comunque visto a sé e quindi uno schema aiuta a capire di cosa si sta parlando.
Cordialmente, eins.
In genere un segnale si vede "oscillare" (ed eventualmente uscire dal range della scheda di acquisizione analogico/digitale) se vi è sovrapposta una componente a bassa frequenza e di rilevante ampiezza. Quindi prima di tutto un buono stadio di condizionamento analogico del segnale deve prevedere sempre un buon filtro passaalto che rimuova tale componente "quasi" continua, lasciando passare solo quelle sopra i 0,05 - 0,5 Hz. Quindi un buono stadio di condizionamento potrebbe prevedere un primo (delicato) stadio di amplificazione con basso guadagno ma con alta impedenza di ingresso per disaccoppiare la sorgente di segnale dalla scheda di acquisizione, poi il nostro filtro passaalto ed infine un ultimo stadio meno delicato per dare il guadagno di amplificazione finale desiderato.
Ma ogni caso va comunque visto a sé e quindi uno schema aiuta a capire di cosa si sta parlando.
Cordialmente, eins.
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claudiocedrone
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Beh, a mio modestissimo avviso, se i contatti sono incerti, il segnale non oscilla, ma più spesso appare e scompare. Ovviamente parlo sempre a partire dalla mia esperienza, non pretendo di aver ragione, negli ultimi trent'anni io personalmente ho chiamato "oscillante" un segnale ad esempio a 80 Hz, di ampiezza A, sommato ad un segnale a 0,5 Hz di ampiezza 2A, quando mi aspettavo solo il segnale a 80 Hz. Il caso mi si é frequentemente presentato per anni nella acquisizione di elettrocardiogrammi (oltre che in molti altri ambiti), dove gli elettrodi sulla pelle creano un potenziale di contatto che oscilla e deriva nel tempo, con una componente a bassissima frequenza. Per questo l'elettrocardiografia standard prevede come linea guida mondiale un filtro passaalto in ingresso a 0,05 Hz. Ma poi credo che sarà l'utente a sapere cosa si dovrebbe aspettare e cosa considerare disturbo e cosa no.
Parlo sempre a titolo personale, non voglio offendere né contraddire nessuno.
eins.
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