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BrunoValente » 19 feb 2012, 23:30
Ciao
caesar753, ti do qualche consiglio pratico.
le prime volte che si salda viene istintivo utilizzare il saldatore come fosse un pennello, cioè fondere lo stagno sulla punta e poi cercare di appiccicarlo sulle piste e sui terminali da saldare alle piste : niente di più sbagliato.
Lo stagno per elettronica è in realtà un tubicino e contiene al suo interno del disossidante che evapora immediatamente quando lo stagno fonde e questo spiega perché il metodo del pennello non funziona: il disossidante deve agire sugli oggetti da saldare e non sulla punta del saldatore.
Si deve invece portare la punta del saldatore, ben pulita e bagnata con poco stagno fresco, dove si intende saldare e scaldare gli oggetti da saldare nel punto dove si toccano tra loro, in modo da scaldarli entrambi (solitamente si tratta del terminale di un componente e della pista del circuito stampato), dopo un paio di secondi si appoggia e si affonda il filo di stagno nello stesso punto senza togliere il saldatore, cercando di non fonderlo sulla punta del saldatore ma sui due oggetti caldi alla temperatura di fusione: se lo stagno stenta a fondere vuol dire che i due oggetti non sono alla temperatura giusta.
Dopo qualche istante ancora, quando lo stagno si è liquefatto come fosse acqua e ha bagnato l'area interessata infiltrandosi dappertutto e con la giusta quantità, allora si può tirare indietro il filo di stagno e subito dopo il saldatore.
Una buona saldatura deve apparire lucida e non deve formare una goccia staccata come fosse del mercurio, bensì deve apparire ben infiltrata tra gli oggetti saldati.