Individuare un componente danneggiato
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IsidoroKZ
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ciao a tutti..c'e' un quesito che mi attanaglia da qualche giorno.leggendo qua e la,si dice che quando si vuole testare il funzionamento di un componente quale,condensatore,resistenza,diodo,transistor,affinche' non si vogliano ottenere informazioni fuorvianti non bisogna mai effettuare le prove direttamente sulla board,ma prima bisogna staccare il componente dalla scheda e poi testarlo..in effetti anche io in questi giorni ho avuto a che fare con una piastra a 25 transistor che ho douto prima dissaldare e poi testare singolarmente con il multimetro.Mi chiedo allora come facciano ad esempio i radiotecnici ad individuare un componente danneggiato quando la piastra e' composta da molti elementi..aiutatemi a capire.ciao e grazie in anticipo
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elettrokimbo
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Alcune prove si possono fare anche con il componente saldato sulla scheda.
Ad esempio un diodo o una giunzione provati sulla scheda NON devono dare circuito aperto in entrambi i versi di collegamento del provadiodi. Se invertendo i puntali del provadiodi il diodo da` sempre aperto, e` sicuramente rotto. Se invece da` passaggio di corrente in un solo verso (quello giusto) oppure in entrambi i versi, non si puo` dire nulla sul diodo.
Le misure che si fanno spesso per trovare i guasti sono misure con il circuito alimentato: in questo caso si guardano le tensioni e conoscendo lo schema si puo` riuscire a capire chi e` il colpevole.
Ad esempio un diodo o una giunzione provati sulla scheda NON devono dare circuito aperto in entrambi i versi di collegamento del provadiodi. Se invertendo i puntali del provadiodi il diodo da` sempre aperto, e` sicuramente rotto. Se invece da` passaggio di corrente in un solo verso (quello giusto) oppure in entrambi i versi, non si puo` dire nulla sul diodo.
Le misure che si fanno spesso per trovare i guasti sono misure con il circuito alimentato: in questo caso si guardano le tensioni e conoscendo lo schema si puo` riuscire a capire chi e` il colpevole.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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Ciao
elettrokimbo, quello che ti ha descritto
IsidoroKZ è corretto.
Cercherò, se mi riesce, di completare la sua risposta.
In campo industriale in realtà la verifica funzionale dei circuiti e la verifica funzionale dei singoli componenti montati su di una scheda elettronica avviene comunque a circuito stampato assemblato.
Tralasciando la descrizione di un test funzionale di un circuito complesso perché è facilmente intuibile come ciò possa essere eseguito mi soffermerei a descriverti come avviene invece il test dei singoli componenti, che poi è l'oggetto della tua domanda.
Esistono delle stazioni di test, definite A.T.E. (Automatic Test Equipment), che consistono in un grosso elaboratore collegato a una serie di probe analogici e digitali compresi alcuni particolari multimetri e generatori di tensione e/o corrente che viene interfacciato con il circuito in test mediante una "letto d'aghi" posizionato solitamente all'interno di uno stampo che accetta il PCB sopra posizionato collegandolo meccanicamente ai probe di misura.
La programmazione A.T.E. prevede l'esecuzione di particolare applicativo composto da una serie di programmi di test, ve ne possono essere più di uno per componente, e misura/verifica tutti i componenti montati sul PCB; siano essi passivi che attivi, sia analogici che digitali.
Questi ultimi vengono verificati mediante particolari librerie DTL, (Digtital Test Library) che permettono di testare dalla più semplice porta logica al più compresso microprocessore.
Se desiderassi approfondire l'argomento ti allego alcuni link che descrivono i prodotti destinati a questi test, anche se in Internet potrai trovare moltissime altre informazioni.
http://en.wikipedia.org/wiki/Automatic_test_equipment
http://www.spea-ate.de/
http://www.acculogic.com/index.php?cont ... ce&srv=tps
-carlo.
Cercherò, se mi riesce, di completare la sua risposta.
In campo industriale in realtà la verifica funzionale dei circuiti e la verifica funzionale dei singoli componenti montati su di una scheda elettronica avviene comunque a circuito stampato assemblato.
Tralasciando la descrizione di un test funzionale di un circuito complesso perché è facilmente intuibile come ciò possa essere eseguito mi soffermerei a descriverti come avviene invece il test dei singoli componenti, che poi è l'oggetto della tua domanda.
Esistono delle stazioni di test, definite A.T.E. (Automatic Test Equipment), che consistono in un grosso elaboratore collegato a una serie di probe analogici e digitali compresi alcuni particolari multimetri e generatori di tensione e/o corrente che viene interfacciato con il circuito in test mediante una "letto d'aghi" posizionato solitamente all'interno di uno stampo che accetta il PCB sopra posizionato collegandolo meccanicamente ai probe di misura.
La programmazione A.T.E. prevede l'esecuzione di particolare applicativo composto da una serie di programmi di test, ve ne possono essere più di uno per componente, e misura/verifica tutti i componenti montati sul PCB; siano essi passivi che attivi, sia analogici che digitali.
Questi ultimi vengono verificati mediante particolari librerie DTL, (Digtital Test Library) che permettono di testare dalla più semplice porta logica al più compresso microprocessore.
Se desiderassi approfondire l'argomento ti allego alcuni link che descrivono i prodotti destinati a questi test, anche se in Internet potrai trovare moltissime altre informazioni.
http://en.wikipedia.org/wiki/Automatic_test_equipment
http://www.spea-ate.de/
http://www.acculogic.com/index.php?cont ... ce&srv=tps
-carlo.

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carlomariamanenti
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innanzitutto complimenti a
carlomariamanenti per l'esauriente risposta sui test A.T.E., però credo che
elettrokimbo si riferisse a qualcosa di meno industriale ...
una analisi del guasto su di una apparecchiatura non può prescindere dalla conoscenza di quest'ultima,conoscenza che permette al tecnico di avere una visione di insieme dell'apparecchiatura suddicisa in diversi blocchi o sezioni ognuna con un compito bene preciso,pertanto in base ad una attenta valutazione del difetto, si può inizialmente indivduare la sezione o blocco di circuito interessata il guasto ad esempio la sezione di alimentazione.
A questo punto si dirigono le verifiche che in genere sono di tipo strumentale (a caldo:misura delle tensioni e/o forme d'onda) sulla sezione o blocco individuato che nella pratica si traduce in una scheda con dei componenti, con le verifiche eseguite si può o individuare direttamente il componente danneggiato o la parte di circuito interessata al difetto in quella sezione o blocco, ed a questo punto si riduce la verifica (a freddo) dei componenti interessati utilizzando poi il sistema corretto in funzione dle tipo di componente che si dovrà verificare.
Ovvio che questo tipo di intervento richiede oltre la conoscenza come già detto dell'apparecchiatura anche lo schema elettrico della stessa senza il quale le necessarie informazioni (tensioni,intensità di corrente forme d'onda e caratteristiche componenti) non si potranno avere.
elettrokimbo ha scritto:Mi chiedo allora come facciano ad esempio i radiotecnici ad individuare un componente danneggiato quando la piastra e' composta da molti elementi..aiutatemi a capire
una analisi del guasto su di una apparecchiatura non può prescindere dalla conoscenza di quest'ultima,conoscenza che permette al tecnico di avere una visione di insieme dell'apparecchiatura suddicisa in diversi blocchi o sezioni ognuna con un compito bene preciso,pertanto in base ad una attenta valutazione del difetto, si può inizialmente indivduare la sezione o blocco di circuito interessata il guasto ad esempio la sezione di alimentazione.
A questo punto si dirigono le verifiche che in genere sono di tipo strumentale (a caldo:misura delle tensioni e/o forme d'onda) sulla sezione o blocco individuato che nella pratica si traduce in una scheda con dei componenti, con le verifiche eseguite si può o individuare direttamente il componente danneggiato o la parte di circuito interessata al difetto in quella sezione o blocco, ed a questo punto si riduce la verifica (a freddo) dei componenti interessati utilizzando poi il sistema corretto in funzione dle tipo di componente che si dovrà verificare.
Ovvio che questo tipo di intervento richiede oltre la conoscenza come già detto dell'apparecchiatura anche lo schema elettrico della stessa senza il quale le necessarie informazioni (tensioni,intensità di corrente forme d'onda e caratteristiche componenti) non si potranno avere.
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siete stati esauriuentissimi e gentili..grazie come sempre..mi avete aiutato a capire come si lavora..
ciao a tutti
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elettrokimbo
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IsidoroKZ ha scritto:Ad esempio un diodo o una giunzione provati sulla scheda NON devono dare circuito aperto in entrambi i versi di collegamento del provadiodi. Se invertendo i puntali del provadiodi il diodo da` sempre aperto, e` sicuramente rotto. Se invece da` passaggio di corrente in un solo verso (quello giusto) oppure in entrambi i versi, non si puo` dire nulla sul diodo.....
isidoro per quanto riguarda la tua risposta.quando dici :"inveretendo i puntali ";non ho capito poiche' precedentemente fai riferimento ai due versi..puoi spiegarmi?grazie e ciao
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elettrokimbo
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elettrokimbo ha scritto:.quando dici :"inveretendo i puntali ";non ho capito poiche' precedentemente fai riferimento ai due versi..puoi spiegarmi?
credo che IsidoroKz si riferisca ad invertire i puntali quando fai la misura ai capi del componente, ad esempio nel caso di un diodo così:
mentre pe run BJT o transistor puoi vederequi.
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quindi ricapitolando generalmente solo per i condensatori non posso verificare il funzionamento se non da staccati..per diodi e transistor l'analisi puoi' esser fatta su piastra..giusto???comunque sarebbe bello ralizzare una sorta di guida per chi vuole approfondire..che ne pensate?ciao
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elettrokimbo
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Non c'e` una ricetta fissa che si trova in giro: quando si sa come si comportano i componenti e come funziona l'elettrotecnica, diventa automatico fare i test con i componenti sulla piastra.
Ma i test piu` comuni che si fanno sono con tester e oscilloscopio a piastra alimentata,
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elettrokimbo ha scritto:quindi ricapitolando generalmente solo per i condensatori non posso verificare il funzionamento se non da staccati..per diodi e transistor l'analisi puoi' esser fatta su piastra..giusto??
non esattamente, come ha già risposto
la verifica di un circuito non può prescindere da conoscenze di base dell'elettrotecnica dell'elettronica e specifiche di quel circuito, e l'analisi del guasto si rileva strumentalmente riferendosi al relativo schema di funzionamento verificando tensioni e forme d'onda per individuare la sezione interessata fino a stringere il cerchio intorno al componente ipoteticamente guasto e la verifica di quest'ultimo richiede lo strumento adeguato (ohmetro-capacitimetro-prova diodi etc...) se poi il componente ha due terminali, almeno uno dei reofori dovrà essere dissaldato dal circuito, se invece è un semiconduttore a più terminali occorre dissaldarlo dal circuito, questo perché la misura potrebbe divenire falsa leggendo valori di altri componenti collegati in dervazione ai punti di misura.
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