Opinione su progetto caricabatteria automatico
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Come circuito può andare bene. Non ha la disattivazione automatica, però garantisce sia la limitazione di corrente, (eventualmente da ridimensionare), ed anche la limitazione della tensione massima di uscita. A questo punto, aggiungendo un circuito logico di controllo, potrai gestirne anche la logica di intervento.
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Candy
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Se puo' esserti utile, di quello schema si parla anche qui e, se fai una ricerca sul forum, trovi diverse discussioni in proposito.
marco
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Per la logica di controllo devi lavorare su due tensioni di riferimento. Quella a piena carica, e quella minima a batteria scarica.
Per il momento dico che ti servono due comparatori, ma anche un LM358 farebbe il suo dovere. Sugli output di ciascuno colleghi gli ingressi del bistabile, eventualmente, anzi meglop dire quasi sicuramente, determinando la logica.

Per il momento dico che ti servono due comparatori, ma anche un LM358 farebbe il suo dovere. Sugli output di ciascuno colleghi gli ingressi del bistabile, eventualmente, anzi meglop dire quasi sicuramente, determinando la logica.

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Grazie ragazzi, ecco steso il circuito logico per controllare l'intervento della carica (per ora è solo un abbozzo, mi occuperò poi nel dimensionamento dei parametri)
:
Il circuito è costituito da 2 comparatori (integrati nel LM358 come consigliato da [user]gohan[/user]) le cui uscite sono collegate agli opportuni ingressi di un latch S-R, la cui uscita (inizialmente a livello basso) pilota un BJT per controllare l'eccitazione di un relè.
Il primo comparatore si occupa di rilevare quando la tensione della batteria scende sotto la soglia di 11,7V, in tal caso l'uscita viene portata a 1, portando anche il latch in stato di set, comportando l'eccitazione del relè che collega la batteria al circuito di carica. Quindi essendoci una tensione ai capi della batteria maggiore della soglia precedente (dovuta alla messa in carica), il comparatore riporta la sua uscita a livello basso.
Quando la tensione di carica supera la soglia di 13,8V (batteria carica), il secondo comparatore porta l'uscita a livello alto, portando di conseguenza il latch S-R in stato di reset, scollegando la batteria dal circuito di carica.
Secondo voi questa logica può funzionare?
Il circuito è costituito da 2 comparatori (integrati nel LM358 come consigliato da [user]gohan[/user]) le cui uscite sono collegate agli opportuni ingressi di un latch S-R, la cui uscita (inizialmente a livello basso) pilota un BJT per controllare l'eccitazione di un relè.
Il primo comparatore si occupa di rilevare quando la tensione della batteria scende sotto la soglia di 11,7V, in tal caso l'uscita viene portata a 1, portando anche il latch in stato di set, comportando l'eccitazione del relè che collega la batteria al circuito di carica. Quindi essendoci una tensione ai capi della batteria maggiore della soglia precedente (dovuta alla messa in carica), il comparatore riporta la sua uscita a livello basso.
Quando la tensione di carica supera la soglia di 13,8V (batteria carica), il secondo comparatore porta l'uscita a livello alto, portando di conseguenza il latch S-R in stato di reset, scollegando la batteria dal circuito di carica.
Secondo voi questa logica può funzionare?
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Diciamo che può essere un punto di partenza.
marco438 aveva attirato l'attenzione anche sui dei grafici di come si esegue correttamente un ciclo di ricarica. La tensione di soglia da te scelta: 13,8V è un punto di partenza, però io lascierei il sisema inserito, con questo livello di tensione massimo, per un tempo di mantenimento, come tu avevi impostato in precedenza. Una volta che la batteria avrà raggiunto la soglia di di tensione desiderata, partirà un contatempo che la manterrà sotto tensione costante, quella massima, per permettere il completamento di quei processi elettrochimici che permettono la completa ricarica. Se tu volessi fare le cose proprio alla grande, questo tempo di ricarica si conclude con la corrente di batteria che scende quasi allo zero. Diciamo però sotto il 5% della corrente nominale di ricarica. Ma potrebbe bastare un più semplice sistema a tempo. (Non usare però il 555. Raggiunta la soglia di tensione nominale fai partire un timer decente: un clock relativamente veloce e stabile da dividere con un divisore).
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Candy
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Ok, da quanto ho visto sul grafico dovrei impostare il timer a 6 ore
, che integrato mi consigliate di utilizzare per il temporizzatore?
Poi una curiosità, cosa succede se dovessi lasciare il circuito di carica sempre collegato? In teoria la corrente di carica dovrebbe avvicinarsi sempre di più allo 0, ma che influenza ha sulla vita della batteria?
Poi una curiosità, cosa succede se dovessi lasciare il circuito di carica sempre collegato? In teoria la corrente di carica dovrebbe avvicinarsi sempre di più allo 0, ma che influenza ha sulla vita della batteria?
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La batteria all'interno è composta da più celle, ciascuna con proprie esigenze. Inutile imprimere ulteriormente tensione. Bisognerebbe passare ad un sistema di regolazione di tensione in funzione della temperatura batteria.
Tantissimi anni fa non sapevo tutte queste cose. Ho lasciato una batteria sotto tensione molto oltre il tempo limite, ed è esplosa. Proprio così: esplosa!
Tantissimi anni fa non sapevo tutte queste cose. Ho lasciato una batteria sotto tensione molto oltre il tempo limite, ed è esplosa. Proprio così: esplosa!
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Candy
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Domanda a riguardo delle tensioni di riferimento: per generarle devo per forza collegarci una batteria esterna con un suo regolatore di tensione o ci sono altri modi?
Grazie
Grazie
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Per cosa? Per fare un comparatore? Un convertitore ADC? O ocsa?
PEr realizzare una tensione di riferimento bisogna costruire dei circuiti stabili, componsati in relazione al grado di precisione desiderati, ed in grado di mantenere la tensione di riferimento entro il range delle tensioni di alimentazione possibili.
Se ad esempio la tensione di alimentazione è previsto che vari da 5V a 15V, puoi costruire un circuito con tensione di riferimento di 2V ad esempio.
Precisa a cosa serve la tensione di riferimento e le condizioni di alimentazione, poi si può ragionare.
PEr realizzare una tensione di riferimento bisogna costruire dei circuiti stabili, componsati in relazione al grado di precisione desiderati, ed in grado di mantenere la tensione di riferimento entro il range delle tensioni di alimentazione possibili.
Se ad esempio la tensione di alimentazione è previsto che vari da 5V a 15V, puoi costruire un circuito con tensione di riferimento di 2V ad esempio.
Precisa a cosa serve la tensione di riferimento e le condizioni di alimentazione, poi si può ragionare.
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Candy
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