Domanda:
Volevo sapere quali sono le formule per calcolare la corrente di corto circuito in un impianto TN-S:- corto circuito trifase;- corto circuito fase-fase;- corto circuito fase-neutro;- corto circuito fase-terra. Inoltre volevo avere delucidazioni riguardanti il tempo di intervento delle apparecchiature di protezione in un sistema TN-S. Ho il dubbio quando usare i tempi della tabella 41A delle norme CEI e quando invece si possono usare tempi di intervento di 1s e 5s.Risponde admin
- Cortocircuito trifase
- Icct=E/(radQ((Ra+RT+RF)2+(Xa+XT+XF)2) esatta; oppure Icct=0.8*E/RF : convenzionale
- E: tensione di fase
- Ra, Xa: resistenza e reattanza della rete a monte del trasformatore (riportata al lato BT)
(NB: nel caso non si conosca Scc si assumono entrambe nulle)
- Xa=Za*sinFcc
- Ra=Za*cosFcc
- Za=U2/Scc
- U:tensione concatenata trifase
- Scc: potenza di cortocircuito nel punto di consegna
- cosFcc compreso tra 0.1 e 0.2
- RT, XT: resistenza e reattanza del trasformatore
- XT=radQ(XT2 - RT2)
- RT=(U2/ST)*pcu/100
- ZT=(U2/ST)*e/100
- ST: potenza apparente del trasformatore
- U: tensione nominale
- e: tensione di cortocircuito percentuale
- pcu: perdite nel rame percentuali
- RF, XF: resistenza e reattanza della fase (da tabelle dei cavi)
- Icct=E/(radQ((Ra+RT+RF)2+(Xa+XT+XF)2) esatta; oppure Icct=0.8*E/RF : convenzionale
- Cortocircuito fase-fase
- Iccff=0.866*Icctrifase
- Cortocircuito fase-neutro.
- I ccfn=E/(radQ((RN+RT+RF)2+(XN+XT+XF)2) :esatta, trascurando Ra e Xa
- RN, XN: resistenza e reattanta del neutro oppure
- IccFn=0,8*E/(RF+RN) convenzionale
- I ccfn=E/(radQ((RN+RT+RF)2+(XN+XT+XF)2) :esatta, trascurando Ra e Xa
- Cortocircuito fase-terra.
- IccfPE=E/(radQ((RPE+RT+RF)2+(XPE+XT+XF)2)
- RPE, XPE: resistenza e reattanza del conduttore di protezione oppure
- IccfPE=E/(radQ((RPE+RT+RF)2+(XPE+XT+XF)2)
- IccFPE=0,8*E/(RF+RPE) convenzionale.
La possibilità di tempi superiori a quelli della tab. 41a ma non superiori a 5s è prevista dalla norma 64.8 all'art. 413.1.3.5.
Di questa possibilità è inutile discutere se si impiegano differenziali il cui tempo di intervento è non superiore a 40ms. L'art. citato si riferisce dunque al caso in cui si utilizzino solo dispositivi di sovracorrente. La possibilità c'è dunque per i circuiti di distribuzione (quelli che alimentano un quadro) e per i circuiti terminali (direttamente collegati ad un utilizzatore o ad una presa). Nel primo caso si è tenuto conto sia del fatto che il guasto su tali linee è meno probabile, sia che, ad esempio, un tempo di 0.4 s pregiudicherebbe la selettività. Per i circuiti terminali (generalmente alimentanti apparecchi fissi di grossa potenza, a partire da un quadro secondario di distribuzione) deve essere soddisfatta una delle seguenti condizioni: a) l'impedenza del conduttore di protezione tra i quadro di distribuzione ed il quadro principale, dove c'è il collegamento EQP) deve essere inferiore a Zs*50/U0 (Zs: impedenza dell'anello di guasto, U0 tensione nominale verso terra). b) deve esistere un collegamento equipotenziale supplementare tra il quadro di distribuzione e le masse estranee, eseguito con le stesse modalità prescritte per il collegamento equipotenziale principale.

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