Nell'ambito di un sistema di acquisizione dati che monitora una rete
di distribuzione MT/BT (33kV/380V)dell'energia elettrica, che importanza
puo' rivestire l'acquisizione della potenza apparente di ogni fase? E'
effettivamente significativa?(Gia' acquisiamo le potenze attiva e
reattiva per ogni fase).
Risponde admin
Se ci sono armoniche presenti non è più valida la semplice relazione
S2=P2+Q2, per la presenza della cosiddetta potenza deformante dovuta
alle armoniche. Si ha allora S2 =P2+Q2+D2, dove D è la potenza
deformante, una potenza reattiva che si aggiunge alla Q che è la potenza
reattiva dovuta allo sfasamento tra le fondamentali di tensione e di
corrente.
La potenza apparente di una fase è il prodotto dei valori efficaci
effettivi di tensione e di corrente che sono maggiori dei valori efficaci delle rispettive fondamentali. Sono infatti la radice quadrata della somma dei quadrati dei valori efficaci delle singole armoniche e dell'eventuale componente continua. Nei circuiti di conversione CA/CC si accetta in generale l'ipotesi che la tensione sia priva di armoniche, quindi valore efficace effettivo e
valore efficace della fondamentale coincidono, mentre componente continua ed armoniche sono presenti nella corrente, per cui il valore efficace effettivo
della corrente è maggiore del valore efficace della fondamentale. La misura di S, P e Q consente in ogni caso di ricavare D, quindi il fattore di potenza globale P/S. Nell'ipotesi detta sui circuiti di conversione, la potenza attiva è dovuta alla sola fondamentale di tensione per cui la relativa potenza apparente si ricava dalla S1=P2 +Q2. Il fattore di sfasamento o fattore dell'onda fondamentale è dato da P/S1 e si definisce il fattore di deformazione come il rapporto tra la potenza apparente della fondamentale e la potenza apparente totale: S1/S.