Applicando il secondo principio di Kirchhoff relativo alle maglie (uguaglianza fra f.e.m. e cadute di tensione), si ottiene l'equazione elettrica del circuito:
dove:
- e = f.e.m. fornita dal generatore
- eL = f.e.m. di autoinduzione nell'induttanza L
-
= caduta di tensione sulla resistenza R prodotta dalla corrente
di corto circuito icc
Essendo:
si ottiene:
e quindi:
La risoluzione della precedente equazione differenziale fornisce
la corrente di corto circuito in funzione del tempo: icc
= f(t).
Essa è costituita da due componenti:
- una permanente simmetrica,
variabile con legge sinusoidale, di ampiezza pari a
e pulsazione w:
- una transitoria unidirezionale, decrescente nel tempo con legge esponenziale:
dove:
è il valore efficace della componente simmetrica della corrente
di corto circuito.
La corrente di corto circuito vale pertanto:
cioè:
o anche:
dove:
- L/R = costante di tempo [s] del circuito di guasto (R = resistenza [W], L = induttanza [H] del circuito a monte del punto di guasto)
- jcc = angolo caratteristico dell'impedenza di corto circuito
In fig. 1 è riportato l'andamento della corrente di corto circuito
in funzione del tempo nel caso in cui si ponga, a titolo d'esempio,
Icc = 1 e jcc
= 80°.
Fig. 1 - Andamento della corrente di corto circuito
NOTA: l' andamento
delle correnti di corto circuito può essere analizzato con il programma
in QBasic corto presente nel sito nella sezione Software.
Per la scelta delle caratteristiche dell' interruttore , il calcolo
delle correnti di corto circuito deve riguardare:
a) La corrente di corto circuito massima Icc,max
Il massimo valore della corrente di corto circuito si ha per guasto
trifase all' inizio della conduttura e coincide con il valore efficace
della componente simmetrica della corrente di corto circuito.
La conoscenza del suo valore serve per stabilire il potere d'interruzione
dell'interruttore. Si calcola con la relazione:
dove:
- U = tensione di esercizio dell'impianto [V]
- Z = impedenza del circuito a monte del punto di guasto [W]
b) La corrente di corto circuito di cresta Icc,cr
Il valore della corrente di corto circuito di cresta (valore di
picco della corrente totale di corto circuito) può essere ricavato
direttamente dal grafico della corrente di corto circuito (fig.
1), oppure, in mancanza di questo, con la relazione:
dove il valore del fattore di cresta Kcr può essere calcolato, con sufficiente approssimazione, mediante la relazione:
La conoscenza di Icc,cr serve per stabilire il potere
di chiusura dell'interruttore.
c) La corrente di corto circuito minima Icc,
min
Il valore minimo della corrente di corto circuito si ha per guasto
monofase (fase-fase o fase-neutro) alla fine della conduttura e
può essere calcolato con la relazione riportata dalla Norma CEI
64-8:
dove:
- 0,8 = coefficiente che tiene conto del presumibile abbassamento della tensione per effetto del corto circuito
- U = tensione del circuito di guasto (tensione fase-neutro per circuito trifase con neutro distribuito; tensione fase-fase per circuito monofase o circuito trifase con neutro non distribuito) [V]
- S = sezione del cavo [mm²]
- 1,5 = fattore che tiene conto dell'incremento della resistività del cavo dovuto all'aumento di temperatura durante il corto circuito
- r = resistività del conduttore a 20°C [per il rame 0,0178 W mm²/m]
- Lc = lunghezza del cavo [m]
- m = SF/SN = rapporto fra le sezioni dei conduttori di fase e di neutro nel caso di circuito trifase con neutro distribuito
Rispetto alla sezione del conduttore di fase, la sezione del neutro
può essere scelta nel modo indicato nella seguente tabella:
| Sezione di fase SF (mm2) | Sezione di neutro SN (mm2) |
| SF = 16 | SN = SF |
| 16 < SF =35 | SN = 16 |
| SF > 35 | SN = SF/2 |
- m = 1 nel caso di circuito monofase o circuito trifase con neutro non distribuito
- Kx = coefficiente che tiene conto della reattanza del cavo
Tale coefficiente, a seconda della sezione del conduttore di fase, assume i valori riportati nella seguente tabella:
| Sezione (mm2) | 95 | 120 | 150 | 185 | 240 |
| Kx | 1 | 0,90 | 0,85 | 0,80 | 0,75 |
La conoscenza di Icc,min serve per la
verifica del corretto intervento dello sganciatore magnetico;
serve, in altri termini, per stabilire il valore massimo della soglia
d'intervento dello sganciatore magnetico dell'interruttore.
La corrente di corto circuito produce, nel circuito, due effetti:
- Effetto termico, legato al tempo di durata della corrente di corto circuito
- Effetto elettrodinamico, legato al valore massimo (valore di picco) della corrente di corto circuito

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