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Effetto Larsen

Domanda:

Come ha origine l'effetto Larsen? Almeno penso si chiami cos� il fischio che si sente quando si avvicina un microfono ad una cassa acustica..

Risponde ingkawa

Preciso...Si chiama proprio cos� quel fischio che senti. In realt� non � altro che una retroazione positiva: mi spiego meglio. Quando vuoi amplificare qualcosa, ed utilizzi un microfono(sia a capsula che Piezo/Pick-up), il tuo segnale viene preso e trasmesso al preamplificatore del mixer(nel caso tu abbia un mixer, altrimenti al pre dell'amplificatore)e da qui viene inviato al finale di potenza(dove viene amplificato) e poi alle casse. Se il microfono � orientato in modo tale(ed ha una regolazione di guadagno tale) da riprendere quello che esce dalle casse,oltre al nuovo segnale inviato al microfono',viene amplificato nuovamente quello che era gi� stato amplificato(e che esce dalle casse).Di conseguenza si innesca un processo per cui l'intero sistema diviene instabile, e il segnale tende esponenzialmente all'infinito(conseguenza: fischio).In caso di effetti Larsen il modo migliore di agire � quello di individuare lo strumento che ha innescato il fischio, ed attenuare il guadagno di preamplificazione(manopolina gain sul mixer). A volte gli effetti Larsen possono essere anche pericolosi,oltre che fastidiosi, in quanto rischiano di far entrare in protezione i finali, o nel peggiore dei casi comunque,sollecitando ripetutamente in modo estremo i coni delle casse, possono provocare il danneggiamento fisico di queste stesse.
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Commenti e note

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di ,

Un po' poco.

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di ARITMIA BAND,

cordiale Senio Corbini volevo chiederle se esiste in commercio versione rack naturalmente qualche cosa che evitasse i larsen microfonici ho sentito parlare del nois gate ho qualche dubbio che possa ridurre la qualita' del live potrebbe darmi delle dritte in merito grazie e cordiali
saluti paolo lippiello aritmia band napoli

Nota redazione di EP: per domande di questo tipo c'è l'apposito Forum Elettronica e spettacolo

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di ,

In commercio si trovano dispositivi anti-Larsen, che evitano feed-back nell'impianto.Tuttavia vengono utilizzati solo nella gestione degli impianti congressuali(conferenze, chiese, ecc..), dove la qualità del suono è importante si, ma ha solo la finalità di diffondere in modo comprensibile una voce (o più voci contemporaneamente). Per quanto riguarda la musica, si tende a non utilizzare questo tipo di dispositivo, in quanto (a meno di non avere a disposizione un bel po' di euro da spendere) la maggior parte di essi filtra la frequenza che ha innescato il feedback per tutta quanta l'esecuzione, snaturando in maniera abbastanza evidente il suono ed abbassando sensibilmente la resa dell'impianto.Per cui si preferisce agire magari manualmente sul singolo canale dal mixer(in questo caso un analizzatore di spettro può essere d'aiuto per individuare la frequenza "incriminata"), riequalizzando il canale risuonante(sfruttando l'equalizzatore parametrico, presente nella maggior parte dei mixer in commercio).

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di Emanuele Mancini,

Esistono dei piccoli rack 1U che svolgono proprio una funzione "antilarsen": sono da interporre tra segnale pre-amp e amplificatore e sono in grado di individuare la frequenza "di fischio" e sopprimerla. Le attuali tecnologie dei processori di suono hanno consentito la realizzazione di dispositivi veramente molti efficienti. Si pensi per esempio alla difficoltà di realizzazione degli impianti microfonici a grande aplificazione non tanto degli stadi chiusi (si pensi a S.Siro), quanto più che altro delle chiese di nuova concezione  a pianta circolare o quadrata (anche con modesta amplificazione)!!!

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