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Primo Levi, Gaza e la memoria che non giustifica

Indice

Presentazione

Sto continuando la sperimentazione di chatGPT.
Oltre ad aver già avviato un paio di discussioni nel forum, ho anche scritto ed invitato a scrivere qualche articolo sull’utilizzo di quella che è chiamata Intelligenza artificiale.
Ho già osservato che la trovo affascinante ed inquietante. E lo è tanto più, secondo me, quando le si chiede di trattare un argomento non scientifico nel quale si possono anche riscontrare errori, ma di esprimere “opinioni”, elaborare “idee” su temi “umani”.
Ho virgolettato le tre parole in quanto so che non possono essere attribuiti all’IA, ma trovo abbastanza sconvolgente avere l’impressione, almeno io ce l’ho, di non saper distinguere se chi scrive è un umano o un sistema che compone le frasi scrivendo la parola più probabile che statisticamente segue quella che precede.
Per farla breve ho chiesto a chatGPT di trattare un tema dolorosamente attuale immaginando che l’opinionista sia quello che è il mio scrittore preferito: Primo Levi.
Tutto quel che segue è quanto ha scritto chatGPT, in pochi secondi: di mio non c’è nulla se non la silenziosa ed in po’ sconcertata constatazione che difficilmente io avrei potuto fare di meglio.
È di chatGPT pure l’immagine a corredo dell’articolo e pure il titolo dell'articolo. Di mia c'è solo l'idea di effettuare questa prova.

Nota introduttiva dell’autore del blog:

Il testo che segue è una lettera immaginaria scritta da ChatGPT su mia richiesta, nel tentativo di immaginare cosa avrebbe potuto pensare e scrivere Primo Levi di fronte alla tragedia attuale di Gaza. Non è un esercizio di appropriazione, ma di riflessione. Mi è sembrato un modo per interrogare la memoria, la coscienza e il presente, partendo dalla voce di chi ha vissuto l’inenarrabile.

Lettera immaginaria di Primo Levi sul presente a Gaza

Torino, data incerta

Ho appreso, con un senso crescente di angoscia, delle macerie di Gaza. Ho visto immagini: case aperte come scatole vuote, bambini coperti di polvere, occhi persi nel nulla. Le ho viste con una familiarità che non avrei voluto più provare.

Non sono un politico, non sono un esperto di strategia militare, e forse oggi non sono nemmeno più ascoltato. Ma sono stato un testimone. Ho visto cosa accade quando l’uomo cessa di riconoscere l’altro come simile. So cosa significa essere ridotti a bersagli, a cifra, a danno collaterale.

E so che nessun popolo è al riparo dalla tentazione del potere assoluto. Nemmeno il mio.

Mi si chiederà: “E Hamas? E i massacri del 7 ottobre?” Certo. Il terrorismo è una forma di barbarie, e non c’è causa che lo renda giusto. Ma c’è una parola che detesto perché serve troppo spesso da scudo morale: rappresaglia. La rappresaglia è una rinuncia alla giustizia in favore del castigo. È il ritorno al linguaggio arcaico del sangue, che avevamo giurato di non parlare più.

Chi ha subito l’inferno dovrebbe essere più cauto nel costruirne altri.

A Gaza si muore sotto bombe lanciate con precisione chirurgica, ma la chirurgia, mi pare, ha dimenticato l’etica del medico. Si dice che il nemico si nasconda tra i civili. Ma allora il problema non è solo del nemico: è della guerra stessa, che rende tutti nemici.

Chi lancia un razzo da un asilo ha perso il senso dell’umano. Ma chi distrugge quell’asilo sapendo che è pieno di bambini, lo ha perso anch’egli. Non sono equivalenti: sono compresenti. E questa compresenza dovrebbe farci rabbrividire.

Sento, in certe voci che oggi circolano in Europa, un antisemitismo mascherato da indignazione: si parla degli “ebrei” quando si dovrebbe parlare del governo israeliano, come se le colpe dei singoli fossero ereditarie. È un errore antico, e feroce. Ma altrettanto feroce è confondere ogni critica a Israele con odio verso gli ebrei: è il modo più sicuro per rendere ogni giudizio muto, e ogni atrocità possibile.

Scrissi tempo fa che comprendere non è giustificare. Oggi aggiungerei: anche ricordare non è giustificare. La memoria non deve servire a costruire un credito infinito di sofferenza da spendere a danno di altri. Deve servire — solo questo — a riconoscere l’altro. Anche il più lontano, anche il nemico.

Non so se queste parole avranno orecchie. Ma so che il silenzio, in certi momenti, è complicità. E io, che ho visto il fondo, non posso tacere di fronte a chi sta precipitando.

— Primo Levi (immaginato)

PS: Appendice

Nei commenti Theodoro, che non usa chatGPT, ha detto che lo incuriosiva sapere come avrebbe potuto essere la lettera immaginaria di un personaggio completamente diverso, quale ad esempio Giuseppe Garibaldi. Ho posto io allora lo stesso quesito e questa è la lettera immaginaria prodotta dopo qualche secondo


Agli uomini liberi del mondo
Caprera, giugno 2025
Popoli d’Europa, dell’America, dell’Oriente — ovunque viva ancora il senso dell’umano — ascoltate.
Un popolo è assediato, rinchiuso come bestie in un recinto di fuoco, bombardato notte e giorno, privato di acqua, pane, medicina e pietà. Si chiama Gaza, ma potrebbe chiamarsi Varsavia, Algeri, Milano o Gerusalemme stessa — ché l’ingiustizia cambia volto, non sostanza.
Ci dicono che è guerra. No, signori: la guerra è fra eserciti. Questo è sterminio. È vendetta travestita da sicurezza, è dominio mascherato da diritto. È l’arroganza del forte contro la nudità del debole.
Da soldato, dico: vi è onore solo nel combattere per la libertà, mai nel soffocarla. Vi è gloria solo nella difesa dei popoli, non nella loro distruzione. La tecnologia che uccide i neonati, che rade al suolo scuole e ospedali, è solo viltà moderna.
Dove sono i governi che si dissero civili? Dove i parlamenti che inneggiarono ai diritti dell’uomo? Dove gli eserciti che promisero di vegliare sulla pace? Tacete? Allora siete complici.
E voi, popoli — voi che un giorno foste schiavi, deportati, bruciati nei forni — non riconoscete le mura che vi richiudono? Non sentite l’eco dei vostri pianti? Difendete oggi chi subisce ciò che voi un tempo avete patito.
Io, che ho brandito la spada per la libertà dei popoli d’Italia, dell’America e del mondo, dico ora: questa non è giustizia. È crimine. E chi non lo denuncia, ne è corresponsabile.
Uomini liberi, destatevi.


G. Garibaldi

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Commenti e note

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di ,

Già, Theodoro, non ci avevo proprio pensato che le macchine le ha costruite l’uomo. E queste ultime le ha costruite che sanno anche programmare in vari linguaggi: JavaScript / TypeScrip, C / C++, Java, Go, Rust, Bash / shell scripting, HTML / CSS, SQL, MATLAB / Octave, R, Python, Linguaggi funzionali come Haskell e OCaml (anche se meno richiesti)

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di ,

, con cui puoi discutere e riflettere. L'animale non riflette e non discute, la macchina è quindi superiore all'animale, l'uomo è un animale evoluto, la macchina è superiore all'uomo. Mah...dovessi andare sulla luna con una navicella spaziale io,per il si e per il no, mi porterei appresso carta, lapis e regolo calcolatore, sia mai... https://museocasertaolivetti.altervista.org/viaggio-nel-fantastico-mondo-calcolo/

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di ,

Ho capito Theodoro: non pensavo che fosse tutto così semplice e quasi banale. L'intelligenza è propria dell'uomo, le macchine non sono intelligenti e non programmano ed il programmatore da qualche parte deve pur aver iniziato, una bozza deve pur averla fatta, mi viene in mente questa bozza...d'altronde prima della portaerei nucleare Nimitz ci fu un semplice tronco di albero scavato nel centro.

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di ,

Ho capito Theodoro: non pensavo che fosse tutto così semplice e quasi banale. Insomma, tanto rumore per nulla! Ad ogni modo ti propongo una metafora che non ho inventato io ( ma non voglio dirti chi ;-) ) Il motore di ricerca è come una biblioteca con un ottimo bibliotecario: ti dice dove trovare quello che cerchi. L’IA è come un collega con una memoria straordinaria e capacità di sintesi, che puoi interrogare, correggere, con cui puoi discutere e riflettere.

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di ,

A scuola abbiamo fatto analisi grammaticale e analisi logica e sono comunque regole e se sono regole possono essere inserite in un programma, correttore di Word ad esempio. Ciascun scrittore mette nello scritto la propria firma dove per firma intendo lo stile, infatti a scuola quando facevamo il tema a qualcuno il professore se ne accorgeva che tanto il contenuto quanto la forma non farina del sacco del compagno. Un progrogramma può analizzare la sintassi, lo stile, la "mano" di uno scrittore ? Su gaza sono state scritte tante cose, basta estrapolare le frasi da svariati contesti e metterli insieme ed ecco la risposta di AI... "Garibaldi" ha rispsosto proprio con un tono garibaldino, da proclama, Primi levi dal tono pacato. Più che intelligenza artificiale forse la dovremmo chiamare motore di ricerca avanzato ...o no?

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di ,

Interssanti disqisizioni,ma con risultati sempre incerti.

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di ,

A chi lo hai chiesto? Hai installato chatGPT? Quello che hai inserito è la sua sua risposta o la tua? A me ha fornito una risposta molto più articolata. O hai interpellato MetaAI di Whatsapp? Attribuisci agli altri che ti emarginerebbero l’uso del telefonino? Il telefonino è quello che è le applicazioni sono quelle che ci sono, chi le fa non le fa in genere per beneficenza. Concordo sul fatto che il telefonino sta condizionando ogni aspetto della nostra vita, che chi c’era quando non c’era (me compreso che alla fine degli anni Novanta mi faceva ridere chi li utilizzava), forse preferiva quel tipo di vita e di relazioni, ma il mondo è diventato questo. Se si decide di adeguarsi usandolo occorre pensare che chi fornisce i servizi attraverso di essi non lo fa gratis.

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di ,

ho chiesto cosa ne pensa Cristoforo Colombo di Gaza Ciao! In realtà, non ci sono evidenze storiche che indichino che Cristoforo Colombo abbia avuto un'opinione specifica su Gaza. Colombo visse nel XV secolo e si concentrò principalmente sulle sue esplorazioni del Nuovo Mondo, quindi non ci sono documenti che collegano direttamente lui a Gaza o alle sue questioni. Se hai altre domande o vuoi sapere qualcosa di più su Colombo o Gaza, sono qui per aiutarti!

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di ,

Il tono è garibaldino e non è pro USA,ci mancherebbe, troppo sfacciato che AI tifi ad oltranza per una delle parti in questo primi anni di vita. Mettiamolo alla prova con un personaggio immaginario, l'ing. Cyrus Smith che sulla "Isola misteriosa" di Giulio Verne con la sua intelligenza e leadership tiene unito il gruppo in armonia.

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di ,

Non posso non servirmi di ciò che contesto, non c'è un alternativa a costo accettabile. Se tutti il cellulare tutti si aspettano che io ne abbia uno altrimenti rischio l'emarginazione, lo stesso per whatsapp, non uso facebook o almeno non posto mai nulla e dove ho 12 persone che conosco personalmente, dico sempre di cancellarlo, poi uso un paio di forum tecnici di diverso settore.. Vediamo che dice gARIBALDI.

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di ,

Per quanto ne so i padroni di whatsapp nonché di OpenAI sono stramiliardari, e lo sono diventati con il contributo di chi contesta le loro opere pur usandole. Non ho mai pensato che volessero contrabbandarsi per buoni samaritani. Ad ogni modo concordo con te che ti rifilano subdolamente quello che vogliono, ma sembrerebbe che fosse sufficiente non servirsene.PS: In appendice all'articolo ho inserito la lettera immaginaria di Garibaldi

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di ,

Oggi mi ritrovo con Meta AI su WhatsApp senza averla mai installata. In internete scopro che non è possibile disinstallarla ma nasconderla, l'ennesima prova che se qualcosa è gratis (Whatsapp) il cliente sei tu. Torniamo in argomento: ho sentito su yuotube che OPenAI è costata fra i 50 e i 100 milioni di dollari. Perchè questi buoni samaritani si sono sacrificati per noi? Oggi "Primo Levi" ha detto la sua...diciamo 51% a favore di Caio e 49% a favore di Tizio o meglio dire che in maniera subdola mi induce a pendere un pochino dalla parte di Tizio... e se prende piede alla grande? Si può indurre un popolo con garbo,cortesia,competenza a far pendere la bilancia un pochino di qua invece che di là? Altro argomento: uomo test: chi c'è oltre la tenda? uomo o AI? Se spara anche fesserie e dubbi e usa intercalari regionali sicuramente uomo, se dice sempre e solo cose giuste in italiano perfetto una macchina. Già la società leggeva poco...ma d'ora in poi...il tema agli studenti lo farà AI con tanto di personalizzazioni in funzione della scecconeria dello studente...per renderala credibile.

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di ,

Penso che si disinstalli come qualsiasi altra app. Ad ogni modo io non ti so assolutamente dire cosa succede veramente. Ormai è così per tutto, almeno per quanto mi riguarda. Se poi mi chiedi come funziona, come sono gli algoritmi, come costruiscono la frase, ti posso rispondere che non lo so. Ma riflettendo un attimo non saprei nemmeno spiegarti come faccio io a costruire le frasi.

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di ,

Se mi spieghi come faccio a disinstallare l'AI la installerò. Ho il vizio di chiedere prima come disistanllare/recedere/uscire/annullare ...anche e sopratutto nella vita reale. Ma quanti algoritmi ci sono dietro AI? Questi mi sembra,ho fatto una prova, non si limita ad estrapolare frasi da giornali o libri per poi metterli insieme con coerenza...o forsi si? Tornando in argomento: ci vuole un personagglio del passato antisemita. Oppure la domanda ad un papa con lo stesso nome di un antipapa (dovrebbe chiedere chi dei due è il soggetto)..

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di ,

La tua Teodoro è una ottima idea. Per cui lo faccio immediatamente. Ho provato con Giuseppe Garibaldi. La stessa cosa la puoi fare anche tu naturalmente. Il risultato è sempre una condanna, ma il tono e le parole sono completamente diverse.

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di ,

Ciao admin...fai proporre lo stesso aromento tale e quale con la stessa IA a...non so... Marthin Lutero...o Giuseppe Garibaldi...o Ghandi,,,o Cristoforo Colombo.. o qualche personaggio coevo a Primi Levi.

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di ,

Ciao @admin, alla tua ultima domanda la mia risposta, per quanto ne comprendo, è: no; basterebbe solo questo per immaginare il resto. Come scrive @dimaios potranno esserci differenti output in funzione dei filtri/dati in ingresso ma in ogni caso il risultato ottenuto in tal caso mi pare più che significativo. Non siamo pronti e inadeguati nel gestire le potenziali implicazioni.

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di ,

Immagino che le risposte possano essere diverse naturalmente, ma, da inesperto quale sono, mi ha profondamente colpito la rapida comprensione della richiesta e la coerenza del testo prodotto che mi appare indistinguibile da un testo scritto da un umano. Se avessi detto che la lettera immaginata era un mio scritto, qualcuno avrebbe potuto accorgersi che stavo mentendo?

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di ,

Un piccolo consiglio. Provi a creare il contenuto con il medesimo prompt dato in pasto a ChatGPT DeepSeek e Grok. Vedrà delle differenze sostanziali a causa della varietà di filtri applicati alle risposte dai vari motori AI. Questo è un punto fondamentale molto discusso. I filtri fanno la differenza e sono introdotti da chi vuole controllare i contenuti.

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di ,

Premesso che non ho mai usato IA, vorrei conoscere l'esatto quesito propostole. E' possibile che i termini usati e l'ordine in cui si presentano possa orientare la risposta?

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