In passato mi ero posto il dubbio se fosse più affidabile la tradizionale tecnologia LED o filament ed avevo indagato, facendomi una mia idea.
Ho anche dell'altro, che però devo mandarti in pvt.
Lampadine, faretti, COB e STRIP LED: considerazioni e misure
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Grazie Andrea sei gentilissimo!
La mia idea è a favore di LED ben dissipati, infatti questi filament restano confinati ad applicazioni vintage o comunque di potenza relativamente bassa.
L'affidabilità non sembra granchè, questa OSRAM sarà costata cara al mio amico e dice che è durata veramente poco (credo qualche mese)
La mia idea è a favore di LED ben dissipati, infatti questi filament restano confinati ad applicazioni vintage o comunque di potenza relativamente bassa.
L'affidabilità non sembra granchè, questa OSRAM sarà costata cara al mio amico e dice che è durata veramente poco (credo qualche mese)
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richiurci ha scritto:L'affidabilità non sembra granchè, questa OSRAM sarà costata cara al mio amico e dice che è durata veramente poco (credo qualche mese)
..
.. strano, io acquistai tempo fa, una led filamento della potenza di 4 W di una marca non meglio identificata e di provenienza china doc . mah..lampada correttamente dimensionata, tensione di alimentazione stabile e di ampiezza corretta ... o semplice
I circuiti sono controcorrente. Seguono sempre la massa
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richiurci ha scritto:ovviamente i problemi arrivano soprattutto per potenze elevate, quando la pur poca potenza dissipata in calore diventa consistente
Certo che si,sono anch'io dell'avviso che la potenza in gioco quando è elevata in un dispositivo elettrico/onico in generale diventi una punto critico di lavoro, tant'è che non mi meraviglio più di tanto quando mi capita di dover sostituire plafoni a led di nuova tecnologia, in alcuni casi di discutibile durata..fermo restando costruttori/marchi ben noti e adeguato radiatore di raffrddamento sul corpo lampada ...non ultimo sto notando un numero crescente di lampioni stradali a led nella mia città che iniziano a guastarsi, ed è impossibile non notarli per il loro spettacolare lampeggio meglio rappresentabile come un flash fotografico, ma ripetitivo. Segno evidente di guasto sul circuito di alimentazione, altgro anello debole della catena
Tornando al discorso delle lampade led/filamento, mi era sembrato di capire che tu intendessi problematico proprio il tipo di led (a filamento), per il quale io credo che il problema "dissipazione calore" sia critico tanto per le piccole che le grandi potenze, non avendo comunque (per caratteristica costruttiva) la possibilità di condurre calore su un supporto di raffreddamento, ovvio che questa è una mia oipinione.
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Ripredno questo topic, perché mi è tornato in mente un paio di giorni fa mentre mi trovavo a sostituire (facevo delle prove) delle lampade ad incandescenza 40 W E 27 con delle lampade led a filamento 6 W E 27 4000k 600 lm.
Nel togliere, o meglio svitare la lampada ad incandescenza non si poteva far a meno di sentirne l'ampolla di vetro molto calda dopo un paio di minuti di funzionamento, mentre quando si andava a togliere la lampada a led più o meno dopo lo stesso l'ampolla di vetro era di gran lunga molto meno calda.
Di qui la curiosa domanda, a parità di condizioni costruttive delle due tipologie di lampade, sostituitendo l'elemento illuminante (filamento di tungsteno vs filamento led) e di differente potenza (decine di watt il primo e pochi watt il secondo), si direbbe che la quantità di calore da smaltire per il led sia molto inferiore a quella che sviluppava e doveva smaltire il filamento di tungsteno, pertanto il filamento led si trova in una condizione ottimale di raffreddamento.
Andando poi a spulciare fra i sacri testi, trovo che il filamento di tungsteno trafilato utilizzato per la costruzione di lampade ad incandescenza ha il punto di fusione a 3400 °C, e si riusciva ad ottenere una durata delle lampade intorno alle 2000 ore portandolo a valori di temperatura elevati per ottenere una composizione cromatica non troppo diversa da quella diurna, ovviamente aiutandosi realizzando il vuoto nell'ampolla o riempendola di gas inerti, con pressione di riempimento di poco inferiore a quella atmosferica.
Insomma condizioni ambientali di lavoro al limite per il filamento in tungsteno, ma direi ottimali per il filamento led.
... o no ?.. 
Nel togliere, o meglio svitare la lampada ad incandescenza non si poteva far a meno di sentirne l'ampolla di vetro molto calda dopo un paio di minuti di funzionamento, mentre quando si andava a togliere la lampada a led più o meno dopo lo stesso l'ampolla di vetro era di gran lunga molto meno calda.
Di qui la curiosa domanda, a parità di condizioni costruttive delle due tipologie di lampade, sostituitendo l'elemento illuminante (filamento di tungsteno vs filamento led) e di differente potenza (decine di watt il primo e pochi watt il secondo), si direbbe che la quantità di calore da smaltire per il led sia molto inferiore a quella che sviluppava e doveva smaltire il filamento di tungsteno, pertanto il filamento led si trova in una condizione ottimale di raffreddamento.
Andando poi a spulciare fra i sacri testi, trovo che il filamento di tungsteno trafilato utilizzato per la costruzione di lampade ad incandescenza ha il punto di fusione a 3400 °C, e si riusciva ad ottenere una durata delle lampade intorno alle 2000 ore portandolo a valori di temperatura elevati per ottenere una composizione cromatica non troppo diversa da quella diurna, ovviamente aiutandosi realizzando il vuoto nell'ampolla o riempendola di gas inerti, con pressione di riempimento di poco inferiore a quella atmosferica.
Insomma condizioni ambientali di lavoro al limite per il filamento in tungsteno, ma direi ottimali per il filamento led.

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Mentre il filamento di tungsteno può sopportare temperature di 2000°C per tempi prolungati, la giunzione del LED, già a 180°C può considerare conclusa la sua vita.
Capisci come un ampolla vitrea, dove il calore viene smaltito principalmente per irraggiamento non è ottimale per il LED, che alle basse temperature di lavoro irraggia molto poco. (*T^4)
Vengono quindi cercate tecniche per aumentare la dissipazione dei filamenti led, ma non sempre con buoni miglioramenti.
In buona sostanza, il bulbo è freddo, perché dissipa 6w anziché 40, ma il filamento all'interno difficilmente lavora "nelle migliori condizioni".
Capisci come un ampolla vitrea, dove il calore viene smaltito principalmente per irraggiamento non è ottimale per il LED, che alle basse temperature di lavoro irraggia molto poco. (*T^4)
Vengono quindi cercate tecniche per aumentare la dissipazione dei filamenti led, ma non sempre con buoni miglioramenti.
In buona sostanza, il bulbo è freddo, perché dissipa 6w anziché 40, ma il filamento all'interno difficilmente lavora "nelle migliori condizioni".
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JAndrea ha scritto: il filamento di tungsteno può sopportare temperature di 2000°C per tempi prolungati, la giunzione del LED, già a 180°C può considerare conclusa la sua vita.
D'accordo,ma immagino che siano dimensionati per lavorare a temperature che non siano quelle limite della loro caratteristica, e quello che mi domandavo era il fatto che se un'ampolla opportunamente riempita di gas inerte riesce a far lavorare un filamento di tungsteno ad una temperatura vicino alla sua caratteristica nominale di lavoro, e comunque una temperatura di valore di gran lunga più alta di quella vicino a quella limite di un filamento led, mi resta difficile pensare che sia "l'ampolla di vetro " il problema di smaltimento della temperatura di un filamento led.
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Si, effettivamente il problema è quello di riuscire a disperdere calore a temperature relativamente basse con una superficie laterale minuscola.
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