Le considerazioni di
iosolo35 nell'articolo citato e nei commenti ad un thread collegato sono sicuramente condivisibili.
Con dei distinguo però.
Il caso di questa domanda posta qui dall'OP è, secondo me, proprio uno di questi.
IoSolo35 si riferiva principalmente ad un caso specifico: centrale termica.
Lui giustamente individua nella centrale termica 2 impianti: uno al servizio del locale che la ospita (luce, presa di servizio, ecc.) ed uno praticamente di bordo macchina. Tanto che illustra ciò in maniera oltremodo chiara con i due schemi allegati.
Esaminiamo però la domanda dell'OP.
Ho una caldaia a legna che produce acqua calda per riscaldamento.
C'è un collettore con le testine di zona che vengono comandate da termostati.
I microswitch delle testine vengono collegati in parallelo e diventano un unico contatto NO.
Fin qui tutto normale.
Le situazioni però possono essere varie. Normalmente io trovo i collettori di zona sparsi per l'edificio e non in centrale termica, quindi questi elementi, i termostati ambiente, i fan coil quando ci sono, pur facendo parte o essendo a supporto dell'impianto termico, inizia ad essere difficile affermare che sono "elementi bordo macchina".
Chi posa l'alimentazione delle testine? dei fancoil? ecc.? ancorché vi siano logiche su bus a bassa tensione chi lo posa il bus?
Di chi è la competenza?
A me sembra davvero una stortura affidare tutto questo all'installatore termico idraulico.
Ci possono allora essere 3 differenti posizioni:
1) Tutti i cavi ed i collegamenti sono a cura dell'elettricista
2) Tutti i cavi ed i collegamenti (ad eccezione dei collegamenti - serraggi - ai morsetti delle macchine dell'impianto termico, inclusi fancoil, TA, caldaie, pompe, ecc) sono a carico dell'elettricista, gli altri del termoidraulico
3)Tutto ciò che collega o è collegato agli elementi dell'impianto termico sono a carico del termoidraulico, compresa posa corrugati canali e quant'altro.
E' sott'inteso che viene rilasciata la DiCo da ognuno per ciò che ha materialmente fatto
Esaminiamo ora da un altro punto di vista.
Il progetto e l'esecuzione.
Il progetto (e se prima poteva esserci qualche dubbio ed ormai non c'è più scampo) deve essere esecutivo.
Essere esecutivo significa che ci deve essere scritto tutto il necessario, quindi non basta un tratto fra caldaia e fan coil, ma ci deve essere scritto anche: tipo di cavo, tipo di posa, percorso, a quali morsetti collegarsi, distanze da altri impianti, ecc.
Ora se c'è un progetto dettagliato (ed anche il vecchio definitivo doveva a mio giudizio essere tale) saranno state esaminati tutta una serie di aspetti che normalmente nemmeno l'elettricista fa, figuriamoci il termoidraulico.
Quindi in presenza di una progettazione ben eseguita, il chi fa cosa assume una rilevanza meno marcata: una volta che c'è scritto di posare un corrugato tal dei tali di tale misura fra questo e quel punto passando di qui e di là, con dentro un cavo così e colà, ecc. ecc. un termoidraulico ha le competenze necessarie.
Ma se il progetto del professionista non c'è?
Il termoidraulico per es. sa valutare le distanze delle prese dai giunti del gas?
Io, pur capendo le osservazioni dei vari partecipanti ed in parte condividendole, sono più propenso ad una suddivisione più netta delle competenze:
tubo dell'acqua? idraulico
cavo elettrico? elettricista
Quindi il punto 1) di cui sopra.
E' tutto più semplice.
Senza però tralasciare l'aspetto economico: è lavoro e deve essere pagato idoneamente.
Come accennavo, con il mio collega storico ci orientiamo in questo modo: forniamo un progetto dettagliato dell'impianto termico e dell'impianto elettrico con tutti i comandi i collegamenti i quadri ausiliari di gestione delle logiche di funzionamento.
Il termoidraulico mette i tubi
l'elettricista mette i fili
Il cliente ha un sistema che funziona (se non sbagliamo

) subito.
Un po' come l'esperienza raccontata da
Danielex.
Lavoriamo prima un po' di più, ma ci troviamo bene dopo.
E se il progetto del professionista non c'è?
Nonostante le visioni comuni sull'art.5 del DM 37/07, in centrale termica (almeno condominiale) il progetto del professionista ci deve sempre essere (non solo per quel che riferiva Danielex circa l'ex legge 10/91), ma proprio per il DM37/08:
a) impianti di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a), per tutte le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unità abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o per utenze domestiche di singole unità abitative di superficie superiore a 400 mq ;
TUTTE le utenze condominiali sono sotto obbligo di progetto del professionista a prescindere dalla potenza e/o superficie: cioè il 6 kW non è collegato all'utenza condominiale dalla
e.
Una cosa è dire "per tutte le utenze A e B oltre i 6 kW", altro "per tutte le utenze A e per utenze B oltre i 6 kW": in questo secondo caso si intende TUTTE le A e SOLO le B oltre 6 kW.
Poi magari ci sono pareri precisazioni, ecc.. La legge questa è e si deve interpretare nel modo più lineare possibile.