non sono un profondo conoscitore della materia "motori" maq credo che la In non sia la corrente massima sopportabile (anche per breve tempo) ma la sua corrente nominale; come tale, questa può essere superata perché la macchina rotante dovrebbe essere sovradimensionata rispetto alla In.
Se così è, quoto la scelta di Laricon.
Se consì non fosse, direi che avete ragione entrambi (Mir e Laricon) sostenendo che la protezione deve essere maggiore di In per evitare continui stacchi, e contemporaneamente non maggiore di In per evitare sovraccarichi dannosi di lunga durata.
Ai posteri sentenza più corretta.
Protezione motore elettrico
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credo che la In non sia la corrente massima sopportabile
Infatti come tu stesso hai intuito si tratta della corrente nominale, ovvero, quella corrente in cui il motore fornisce la coppia nominale.
Semplificando, se si applica al motore un carico con inerzia resistente maggiore della coppia che esso può erogare in condizioni nominali, si assiste ad un proporzionale aumento della corrente assorbita e conseguente aumento della temperatura negli avvolgimenti statorici.
Ora mi chiedo, in base a quale parametro o valore di corrente si dimensiona al rialzo?
Che la cosa sia intermittente o meno, per me si tratta di cattivo dimensionamento, se poi si cerca un compromesso o vi siano altre scelte progettuali questo è un altro discorso.
In ragione di quanto detto ed in condizioni di normalità, la protezione termica io la regolo sempre e solo sulla corrente nominale del motore.
fantom2002, rivediti questo passaggio che mi pare poco chiaro
Se consì non fosse, direi che avete ragione entrambi (Mir e Laricon) sostenendo che la protezione deve essere maggiore di In per evitare continui stacchi, e contemporaneamente non maggiore di In per evitare sovraccarichi dannosi di lunga durata.
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Attilio ha scritto:fantom2002, rivediti questo passaggio che mi pare poco chiaro
Se consì non fosse, direi che avete ragione entrambi (Mir e Laricon) sostenendo che la protezione deve essere maggiore di In per evitare continui stacchi, e contemporaneamente non maggiore di In per evitare sovraccarichi dannosi di lunga durata.
Semplicemente intendo dire che deve essere come ho supposto (deve esistere una Imax che è quella max sopportabile dal motore e maggiore di In) perché altrimenti il dimensionamento della protezione andrebbe fatto secondo ambedue i criteri descritti da te e mir, ma i due criteri contemporanei sono una incongruenza insolvibile.
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fantom2002
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Aggiungerei anche che normalmente i motori elettrici hanno una corrente di spunto, che generalmente è pari a 6 volte la corrente nominale, e questa dura un tempo non certo infinitesimo.
Se dimensioni la protezione termica a monte del motore senza tenerne conto, il motore non partirà mai.
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fantom2002
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riporto a titolo di esempio un'espeirenza quotidiana quando si interviene per un intervento relativo alla protezione magnetotermica di un diciamo generico motore asincrono trifase relativo ad un'altrettanto generica macchina.
richiesta : la macchina è ferma per uno scatto termico ...
risposta : arrivo...
arrivati sul posto e verificato l'allarme di macchina si interviene sul relativo quadro e si trova intervenuto il magnetotermico Q.. relativo al motore M.., una verifica a freddo sugli avvolgimenti del relativo motore M.. e se non si rilevano anomalie o meglio valori anomali, si ripristina il magnetotermico Q.., e come succede spesso dopo un certo periodo di tempo (breve) il magnetotermico Q.. reinterviene, e qui scatta la richiesta classica dell'operatore : "non si potrebbe alzare la termica ?", e la risposta non può che essere, perché vuoi cuocere il motore poverino che fa il suo dovere a fatica come ci testimonia la sua protezione ? se quest'ultima interviene è evidente che c'è un qualche problema che in genere è di natura meccanica, come poi in seguito si conferma con l'intervento del meccanico di turno..
..cioè il punto è se c'è una protezione adeguatamente tarata ed interviene questa ha svolto egregiamente il suo lavoro in quanto ha protetto il suo carico e proprio senza consentirgli di andare oltre i limiti stabiliti da costruttore, nel caso specifico l'intensità di corrente nominale. 
richiesta : la macchina è ferma per uno scatto termico ...
risposta : arrivo...
arrivati sul posto e verificato l'allarme di macchina si interviene sul relativo quadro e si trova intervenuto il magnetotermico Q.. relativo al motore M.., una verifica a freddo sugli avvolgimenti del relativo motore M.. e se non si rilevano anomalie o meglio valori anomali, si ripristina il magnetotermico Q.., e come succede spesso dopo un certo periodo di tempo (breve) il magnetotermico Q.. reinterviene, e qui scatta la richiesta classica dell'operatore : "non si potrebbe alzare la termica ?", e la risposta non può che essere, perché vuoi cuocere il motore poverino che fa il suo dovere a fatica come ci testimonia la sua protezione ? se quest'ultima interviene è evidente che c'è un qualche problema che in genere è di natura meccanica, come poi in seguito si conferma con l'intervento del meccanico di turno..
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normalmente i motori elettrici hanno una corrente di spunto, che generalmente è pari a 6 volte la corrente nominale, e questa dura un tempo non certo infinitesimo
Se dimensioni la protezione termica a monte del motore senza tenerne conto, il motore non partirà mai
Non vorrei essere volgare, ma in questa discussione sto leggendo una serie impressionante di minchiate !
E' vero il discorso dello spunto, ma per avviamenti particolarmente gravosi, esistono termiche specifiche (identificate da una classe di valore).
Non per questo, si setta la suddetta termica a valori incogniti superiori alla In del motore.
Mi sento all' ufficio complicazioni cose semplici
Poi sia chiaro, ognuno faccia come crede!
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Beh, io l'pavevo detto di non essere un esperto in materia, stavo ( e continuo) cercando di usare il buon senso.
A questo punto mi fermo e lascio a più esperti la parola, ma nel frattempo mi documento...
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Ultima modifica di
attilio il 27 giu 2012, 23:11, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: eliminato quote inutile
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fantom2002
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fantom2002 ha scritto:ma nel frattempo mi documento...
prego...
http://www.electroyou.it/vis_resource.p ... ezio&id=68
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Secondo me la protezione va coordinata con i dati di targa, quindi In 15A.
Tuttavia non sarebbe neanche tanto scorretto valutare le condizioni di esercizio (per es. se il carico meccanico è costante) e gli eventuali danni derivanti da un fermo macchina.
Occorre verificare se questo motore è dotato di termosonde per il controllo delle temperature interne e la ventilazione ad esso circoscritta in quanto notoriamente determinante per un corretto funzionamento.
Alla luce di tutte le valutazioni potrebbe risultare corretto anche un lieve sovradimensionamento della termica pur restando comunque entro un limite del 10-15%.
Tuttavia non sarebbe neanche tanto scorretto valutare le condizioni di esercizio (per es. se il carico meccanico è costante) e gli eventuali danni derivanti da un fermo macchina.
Occorre verificare se questo motore è dotato di termosonde per il controllo delle temperature interne e la ventilazione ad esso circoscritta in quanto notoriamente determinante per un corretto funzionamento.
Alla luce di tutte le valutazioni potrebbe risultare corretto anche un lieve sovradimensionamento della termica pur restando comunque entro un limite del 10-15%.
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qui una guida Schneider electric a riguardo. La protezione termica classica viene trattata a pag. 13
Con l' occasione rettifico un passaggio precedente relativo alla corrente di non intervento (Inf) e a quella di sicuro intervento (If) entro il tempo previsto.
A differenza degli interruttori magnetotermici, nei relè termici/salvamotori il valore delle due correnti è 1,05 In e 1,2 In, mentre l' intervallo di tempo è di due ore (e non di una sola ora).
Chiedo scusa per l' inesattezza!
Con l' occasione rettifico un passaggio precedente relativo alla corrente di non intervento (Inf) e a quella di sicuro intervento (If) entro il tempo previsto.
A differenza degli interruttori magnetotermici, nei relè termici/salvamotori il valore delle due correnti è 1,05 In e 1,2 In, mentre l' intervallo di tempo è di due ore (e non di una sola ora).
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