Ragazzi ma poiché le perdite nel rame si calcolano con la prova in c.c. leggendo i valori sui tre watmetri e sapendo che esse sono la somma delle perdite ohmiche e perdite addizionali come faccio per calcolare le perdite omiche?? quelle addizionali le calcolo per differenza ma quelle omhiche come faccio????
ohmiche = omiche = omhiche, manca homiche
dubbio prova in c.c. trasformatre
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La potenza misurata dai wattmetri risulta pari alla somma delle "perdite nel rame"
e delle "perdite addizionali"
...

essendo t la temperatura degli avvolgimenti durante la prova in cto-cto.
Si considerano adesso i singoli addendi...
1. Perdite nel rame alla temperatura t
Queste perdite si possono così esprimere

essendo
la resistenza di cortocircuito del trasformatore alla temperatura t, mentre
è la corrente nominale.
2. Perdite addizionali alla temperatura t
Queste perdite sono determinabili "per differenza", ovvero...

A questo punto si riportano i risultati ottenuti alla temperatura di riferimento (solitamente 75°C)...


essendo il coefficiente di riporto
così definito (avvolgimenti in rame)...
.
e delle "perdite addizionali"
...
essendo t la temperatura degli avvolgimenti durante la prova in cto-cto.
Si considerano adesso i singoli addendi...
1. Perdite nel rame alla temperatura t
Queste perdite si possono così esprimere

essendo
la resistenza di cortocircuito del trasformatore alla temperatura t, mentre
è la corrente nominale.2. Perdite addizionali alla temperatura t
Queste perdite sono determinabili "per differenza", ovvero...

A questo punto si riportano i risultati ottenuti alla temperatura di riferimento (solitamente 75°C)...


essendo il coefficiente di riporto
così definito (avvolgimenti in rame)...
.Emanuele Lorina
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Lele_u_biddrazzu
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ciao lele ma quella Rcc che tu mi hai scritto sarebbe la Req giusto?? inoltre quello che io non capisco è ma la lettura dei wattmetri e la formula che tu mi hai scritto per Pj non dovrebbero darmi lo stesso risultato?? perché dal wattmetro io avro' la potenza attiva
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peppe855 ha scritto:... quella Rcc che tu mi hai scritto sarebbe la Req giusto?? ...
E' la resistenza di cortocircuito del trasformatore, ovvero la parte reale dell'impedenza di cortocircuito; la formula che puoi adoperare per calcolarla è la seguente...

essendo
e
, rispettivamente, le resistenze di fase degli avvolgimenti primari e secondari alla temperatura t, mentre
è il rapporto di trasformazione a vuoto.peppe855 ha scritto:...la lettura dei wattmetri e la formula che tu mi hai scritto per Pj non dovrebbero darmi lo stesso risultato??...
La lettura dei wattmetri fornisce la potenza attiva complessiva assorbita dal trasformatore, pari alla somma delle perdite nel rame degli avvolgimenti (effetto Joule)
e delle perdite addizionali
(effetto pelle ecc...). Si trascurano le perdite nel ferro dato che la prova si effettua alimentando il trasformatore a tensione ridotta (10% di Vn).Emanuele Lorina
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Lele_u_biddrazzu
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peppe855 ha scritto:... poiché le perdite nel rame si calcolano con la prova in c.c. leggendo i valori sui tre watmetri ...
Sei sicuro di averne usati tre?
Ai miei tempi si usavano solo due wattmetri per la prova in corto circuito.
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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lillo ha scritto:... sono davvero tre...
In effetti sarebbe sufficiente utilizzare due wattmetri in Aron ma è anche vero che il fascicolo CEI 14 – Guida per l’esecuzione delle prove sui trasformatori di potenza raccomanda l'utilizzo di tre wattmetri... infatti, in corrispondenza del paragrafo 4.1, si può leggere quanto segue...
...Per le macchine trifasi si raccomanda l’impiego del metodo di misura con tre
wattmetri. Allo scopo di determinare correttamente le perdite può essere necessario correggere
la potenza misurata da ogni singolo wattmetro, dagli errori dei trasformatori
e dello strumento di misura...
Emanuele Lorina
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Lele_u_biddrazzu
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gli appunti dai quali studia
peppe855 sono gli stessi dai quali ho studiato io
e citano testualmente che la prova venga effettuata mediante tre wattmetri a basso cosphi.
Dopo aver detratto le perdite nel ferro nella prova in corto circuito (trascurabili se queste sono inferiori agli errori di misura), il testo continua con la suddivisione definendo ohmiche quelle perse per effetto Joule ovviamente addizionali le altre.
Tornando ai tre wattmetri, potrei spiegarmi il loro utilizzo:
ricordo vagamente da misure, che Aron era sconsigliato per misure a basso cosphi, ed essendo il trasformatore in corto un carico prevalentemente induttivo, le misure potrebbero essere poco attendibili.
Se così fosse, spiegherebbe anche perché la norma preferisce usarne tre.
@
peppe855:
si è la stessa che gli appunti chiamano Req
e citano testualmente che la prova venga effettuata mediante tre wattmetri a basso cosphi.
Dopo aver detratto le perdite nel ferro nella prova in corto circuito (trascurabili se queste sono inferiori agli errori di misura), il testo continua con la suddivisione definendo ohmiche quelle perse per effetto Joule ovviamente addizionali le altre.
Tornando ai tre wattmetri, potrei spiegarmi il loro utilizzo:
ricordo vagamente da misure, che Aron era sconsigliato per misure a basso cosphi, ed essendo il trasformatore in corto un carico prevalentemente induttivo, le misure potrebbero essere poco attendibili.
Se così fosse, spiegherebbe anche perché la norma preferisce usarne tre.
@
peppe855 ha scritto:ciao lele ma quella Rcc che tu mi hai scritto sarebbe la Req giusto??
si è la stessa che gli appunti chiamano Req

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lillo ha scritto:...ricordo vagamente da misure, che Aron era sconsigliato per misure a basso cosphi...
Concordo con te
In effetti, quando il carico presenta un fattore di potenza molto basso, le indicazioni dei due wattmetri tendono a essere uguali in valore assoluto ma di segno opposto, determinando un aumento dell'errore relativo della potenza assorbita.Emanuele Lorina
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Lele_u_biddrazzu ha scritto:... ma è anche vero che il fascicolo CEI 14 – Guida per l’esecuzione delle prove sui trasformatori di potenza raccomanda l'utilizzo di tre wattmetri... infatti, in corrispondenza del paragrafo 4.1, si può leggere quanto segue...
Che la normativa preveda l'uso di tre wattmetri sia per la prova a vuoto sia per la prova in corto non lo metto certo in dubbio, serve per uniformare il metodo di misura su tutto il "range", che per i trasformatori di elevata potenza porta a f.d.p. particolarmente bassi, fino ad arrivare ad un ordine di grandezza di

per i trasformatori con potenze dell'ordine delle centinaia di megavoltampere, ma per i trasformatori di potenza inferiore ai 50kVA, come penso sia quello di
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