claudiocedrone ha scritto:?%

Per carità che "qualcuno" più sensibile di me non veda questo thread che rischia seriamente di andare fuori di testa o peggio...

tornando seri lasciamo perdere analogie idrauliche e formule varie che nello specifico non c'entrano assolutamente nulla e risultano solo fuorvianti;
tutto sta invece nelle convenzioni "fisiche" e di disegno:
Vedo tre alternative per interpretare il passo che ho citato. La prima è che non si dovrebbe leggere il thread perché potrebbe mandare fuori di testa in quanto la domanda è stupida, e lo troverei poco comprensivo nei confronti di chi l'ha fatta. Una domanda se si percepisce la buona fede non è mai stupida ed è auspicabile fare il possible per aiutare. L'altra è che il thread rischia di mandare fuori di testa per via dell'analogia idraulica che sarebbe sbagliata. Ma chi altri l'ha usata se non io? E allora trovo un po' inelegante alludere trasversalmente alle persone senza nominarle. Mi tagghi

, mi dici dove sbaglio e ne parliamo in modo costruttivo. C'è anche una terza possibilità che sarei contento fosse quella giusta; un momento in cui si va di fretta, si nota la solita trita e ritrita analogia dei tubi e cadono le braccia. Lo capisco, e questa è almeno una ragione che a differenza delle due ha qualche concretezza. Prima che io vada a dire quanto ho da dire su questo vorrei puntualizzare una cosa.
Mi hai rimproverato l'analogia idraulica come se fosse la sola cosa che ho scritto. Ma nelle prime due figure io non l'ho usata; ho detto di fingersi un elettrone e vedere dove si può andare. Mi pare un argomento strettamente topologico, esattamente come è il tuo ma con parole diverse, e che non chiama in causa altro. Quindi sarebbe stato opportuno un minimo di "distinguo"; la tua contestazione poteva riguardare la terza figura a meno che non si voglia vedere il percorso dell'elettrone come un sottocaso dell'analogia idraulica ma credo occorra tirare per i capelli le cose per poterlo sostenere.
Ora torno all'analogia idraulica. Basta usare gluglu con "electro hydraulic analogy teach" o parole simili, escono molte cose. Bisogna scremare perché gran parte dei risultati riguardano le analogie formali intese come circuiti equivalenti ed è chiaro che sono due situazioni diverse. Ma anche scremando, materiale non manca. L'analogia, piaccia o meno, è molto usata. Si va da un uso ad alzo zero con le conseguenze negative del caso a qualche articolo in cui viene esaminata criticamente e ne vengono evidenziati i limiti. Cito uno di questi perché quelli "a favore" sono così tanti che non mi sento di utilizzarli come argomento.
https://files.eric.ed.gov/fulltext/EJ1086344.pdfPer avere una valutazione di tutta questa faccenda penso di poter invocare un principio di bontà: se l'analogia fosse totalmente inadatta a illustrare certe idee è presumibile pensare che sarebbe stata abbandonata, però non è così; al contrario è molto utilizzata soprattutto, è bene notare, negli USA che sono i maestri indiscutibili riguardo alla didattica e come si insegnano le cose. Ora, nel caso presente non emergono i limiti dell'analogia perché la topologia del circuito è banale. Se avessimo iniziato a ragionare dei teoremi sulle reti o peggio degli effetti dei campi EM nel circuito reale mi sarei ben guardato di farne cenno. Solo se l'avessi fatto avresti avuto ragione a cassare l'analogia come dannosa ai fini dell'apprendimento.
Faccio qualche considerazione in ordine sparso.
Anzitutto penso che si dovrebbe valutare la situazione caso per caso. Un conto è un insegnamento in un corso in cui è ovvio, occorre procedere in modo da privilegiare un approccio rigoroso o almeno non lassista

Ma ci sono casi in cui a mio parere qualsiasi mezzo possa aiutare va usato. Io vedo i vari approcci didattici come una cassetta di attrezzi. Provo questo cacciavite. Va bene? No, provo quest'altro. Ancora non funziona? Ne provo un altro ancora. Quindi, spiegare la stessa cosa in modi diversi senza pretendere che ce ne sia una sola per iniziare a capire è solo una ricchezza, non riesco a vederci inconvenienti. Io ho una decina di libri in cui è trattato il transistor. L'ho capito grazie solo a uno di quelli, di un oscuro autore sconosciuto ma didatticamente fantastico, e non con l'elettronica di Millman, tanto per dirne uno. Adesso che so come funziona posso leggere Millman. Qui è lo stesso: se l'esempio idraulico è stato utile, lo si lascia per strada e si capisce che ha dei limiti. Ma intanto ha adempiuto allo scopo.
E qui si apre un altro discorso, quello del rigore. Newton e Leibniz quando inventarono il calcolo facevano qualcosa di molto simile al semplificare dx a numeratore e denominatore di una frazione. Capivano che qualcosa non andava (e credo ci siano anche lettere in cui esprimevano la preoccupazione di usare qualcosa che si faceva sparire ma non poteva sparire) ma intanto si è aperta una strada immensa. Qui è lo stesso. Migliorando le proprie conoscenze si capisce che l'analogia idraulica ben presto è non solo inapplicabile ma anche fuorviante. La fisica è un procedimento iterativo: si parte da qualcosa, si studia, si formalizza, la formalizzazione permette di studiare altre cose e alla fine, solo alla fine si possono sistematizzare i concetti.
Ultimissimo di questo lungo papiro, se vuoi una excusatio non petita ma quanto è successo è uno schema per me tristemente ricorrente; non sarà stato il caso nell'interazione con te ma metto le mani avanti già che ci sono perché viene fuori un concetto generale di portata più ampia. Il fatto che io cerchi di presentarmi volando basso (cfr. mia sign) è sicuramente dovuto alla conoscenza dei miei limiti ma anche perché credo che solo gli argomenti abbiano valore. Ho il timore che tu abbia associato l'analogia idraulica all'ignorante che ha letto due articoli e crede di sapere. Ebbene, è vero, non so e so di non sapere. Ma si può anche usare un esempio imperfetto dopo un lungo giro di riflessioni e valutazioni, soppesando i vari pro e contro, tutte cose che all'esterno non si vedono. Forse, come dicevo in apertura, è successo anche questo che ti ha indotto alla reazione. Reazione che sarebbe comprensibile ripeto, e non ho difficoltà a mettermi nei panni di chi reagisse così. Ma se sai che sinceramente non è stato questo il motivo, e qualsiasi esso possa essere, come non detto.
Spero di essere riuscito sia a spiegarmi sia a mettere in evidenza che ho cercato di essere costruttivo. Mi piacerebbe in generale che si pensasse come prima cosa ai bisogni di chi chiede e valutare se un maggior numero di approcci didattici non possa essere di maggiore aiuto.