Eliminare gli alberi per sostituirli con un nulla di cemento è una vera "idiozia", possibile che gli eventi climatici attuali non insegnino nulla !
Alberi e pista ciclabile
Moderatore:
admin
32 messaggi
• Pagina 2 di 4 • 1, 2, 3, 4
0
voti
Eliminare gli alberi per sostituirli con un nulla di cemento è una vera "idiozia", possibile che gli eventi climatici attuali non insegnino nulla !
0
voti
admin ha scritto:La pista sarà in porfido.
Se ce ne fosse ancora il bisogno e riferendomi alle virtù della classe dirigente, questa è la dimostrazione che l'ideatore dell'iniziativa ha fatto finta di cambiare tutto per non cambiare niente
0
voti
e pure ho avuto voglia di spuntare comprensibile.
Comprensibile finanziare 350 k€ per un lavoro totalmente inutile, chissà quanti di quei soldi finiranno nelle tasche di qualche avvoltoio.
Comprensibile finanziare 350 k€ per un lavoro totalmente inutile, chissà quanti di quei soldi finiranno nelle tasche di qualche avvoltoio.
1
voti
Io vivo in una cittadina di sette/ottomila abitanti situata in campagna (anche se a 9Km dalla citta' principale) dove la necessita' di costruire una pista ciclabile sarebbe balenata solo ad un alcoolista cronico portato alla demenza dal suo male; purtuttavia tre anni fa e' stata costruita in modo faraonico non stravolgendo la natura ma il traffico veicolare cittadino.
Non conosco la cifra impiegata nella realizzazione (si parla di otto/dieci milioni di euro) ma, a parte i ventidue attraversamenti "a dosso" che incrociano le poche strade cittadine ed i conseguenti sobbalzi, da quando e' stata ultimata avro' visto si e no cinque persone servirsene; gli altri ciclisti continuano, come d'uso, a servirsi delle normali strade o vanno a pedalare lungo la riva del fiume vicino.
Contemporaneamente il Comune si e' detto indisponibile, per mancanza di fondi, alla messa in sicurezza della locale scuola che presenta diverse pecche, visto che sorge in zona ad alto rischio tellurico.
Per inciso, la scuola e' da un anno chiusa e gli scolari devono recarsi nei due paesi adiacenti per seguire le lezioni.
Non ci sono parole per descrivere il comportamento di questi "amministratori della cosa pubblica"; bisognerebbe non rieleggerli e mandarli a zappare la terra (che nella zona abbonda) ma chissa' perche' o per gioco politico o per imbecillita' comune, anno dopo anno si continuano a vedere sempre le stesse facce.
Non conosco la cifra impiegata nella realizzazione (si parla di otto/dieci milioni di euro) ma, a parte i ventidue attraversamenti "a dosso" che incrociano le poche strade cittadine ed i conseguenti sobbalzi, da quando e' stata ultimata avro' visto si e no cinque persone servirsene; gli altri ciclisti continuano, come d'uso, a servirsi delle normali strade o vanno a pedalare lungo la riva del fiume vicino.
Contemporaneamente il Comune si e' detto indisponibile, per mancanza di fondi, alla messa in sicurezza della locale scuola che presenta diverse pecche, visto che sorge in zona ad alto rischio tellurico.
Per inciso, la scuola e' da un anno chiusa e gli scolari devono recarsi nei due paesi adiacenti per seguire le lezioni.
Non ci sono parole per descrivere il comportamento di questi "amministratori della cosa pubblica"; bisognerebbe non rieleggerli e mandarli a zappare la terra (che nella zona abbonda) ma chissa' perche' o per gioco politico o per imbecillita' comune, anno dopo anno si continuano a vedere sempre le stesse facce.
marco
0
voti
marco438 ha scritto:..questi "amministratori della cosa pubblica"; bisognerebbe non rieleggerli e mandarli a zappare la terra...
premesso che non saprebbero farlo perché troppo difficile per le loro menti bacate ed incapaci di comprenderne il significato nobile di lavorare la terra, per loro ci vorrebbe di peggio..mi fermo qui per non andare OT non meritano neanche questa cosndierazione .
0
voti
Ciao
mir,
la tua osservazione e' piu' che giusta ma mi hai frainteso.
Io intendevo "zappare la terra" nel senso piu' profondo di conoscere la fatica che il lavoro comporta in questo genere di applicazione; sudare, patire il freddo e a volte la fame e, per finire, andare finalmente in pensione con quanto lo stato elargisce ad un coltivatore diretto.
la tua osservazione e' piu' che giusta ma mi hai frainteso.
Io intendevo "zappare la terra" nel senso piu' profondo di conoscere la fatica che il lavoro comporta in questo genere di applicazione; sudare, patire il freddo e a volte la fame e, per finire, andare finalmente in pensione con quanto lo stato elargisce ad un coltivatore diretto.
marco
0
voti
scusami
marco438, avevo capito il senso della tua affermazione e sono d'accordo sulle fasi di trattamento che meriterebbero ovvero sudore-fatica-freddo-fame---e pensione, però il metodo che applicherei è differente per loro direi che deve essere più "estremo" e mi fermo qui, forse perché io vedo il lavorare la terra come uno dei mestieri più nobili e difficili sia per la tecnica e conoscenza che richiede sia per le difficoltà che comporta, per me il solo vedere sporcare la terra calpestata dai piedi di simili individui, mi darebbe fastidio.
0
voti
Stamattina, a proposito, leggevo sulla rivista Focus di dicembre alcuni dati molto significativi:
- a Londra, il quartiere Hampstead ha conservato a verde il 62 % della superficie
- a Friburgo, nel quartiere Riesefield, le case non superano i 70 dei 320 ettari dell'area, destinati a riserva naturale
- oggi in Gran Bretagna si mira ad edificare non più del 40% delle aree e a collegare con vie esclusivamente ciclabili e pedonali ogni nuovo edificio a riserve verdi e parchi naturali.
Ancora, viene fatto presente come alcuni dei modi per incentivare i cittadini a spostarsi a piedi o in bici fossero quelli di separare nettamente piste ciclabili dalle corsie per auto o quello del bike sharing (usare le bici pubbliche riconsegnabili in vari punti delle città).
Ora le città di cui si è parlato non sono città esotiche o di paesi non industrializzati, ma sono città come Friburgo e Londra. E' come se a Milano o Torino o Roma ci fossero veri e propri "pezzi di città" verdi. Ve lo immaginereste?
Tutto questo per dire che quando si sente parlare di grandi (e piccole) opere le cifre tirate in ballo sono sempre elevatissime: 350.000 € (come riportato in questo caso specifico da
admin), 1 milione di euro , 10 milioni di euro e così via e quindi vuol dire che i soldi a disposizione ci sono e non sono pochissimi (ma neanche tanti ovviamente). Basterebbe solo spenderli meglio e che ci fosse "qualcuno" che dia uno strappo alla consuetudine facendo come fanno ad esempio nei quartieri prima citati di Londra o Friburgo.
A leggere queste notizie mi sembra quasi che in Germania o in Inghilterra si viva su un altro pianeta, ma forse, più semplicemente hanno un'altra mentalità, una concezione diversa del modello di città e quindi riescono a valorizzare meglio il loro territorio.
- a Londra, il quartiere Hampstead ha conservato a verde il 62 % della superficie
- a Friburgo, nel quartiere Riesefield, le case non superano i 70 dei 320 ettari dell'area, destinati a riserva naturale
- oggi in Gran Bretagna si mira ad edificare non più del 40% delle aree e a collegare con vie esclusivamente ciclabili e pedonali ogni nuovo edificio a riserve verdi e parchi naturali.
Ancora, viene fatto presente come alcuni dei modi per incentivare i cittadini a spostarsi a piedi o in bici fossero quelli di separare nettamente piste ciclabili dalle corsie per auto o quello del bike sharing (usare le bici pubbliche riconsegnabili in vari punti delle città).
Ora le città di cui si è parlato non sono città esotiche o di paesi non industrializzati, ma sono città come Friburgo e Londra. E' come se a Milano o Torino o Roma ci fossero veri e propri "pezzi di città" verdi. Ve lo immaginereste?
Tutto questo per dire che quando si sente parlare di grandi (e piccole) opere le cifre tirate in ballo sono sempre elevatissime: 350.000 € (come riportato in questo caso specifico da
A leggere queste notizie mi sembra quasi che in Germania o in Inghilterra si viva su un altro pianeta, ma forse, più semplicemente hanno un'altra mentalità, una concezione diversa del modello di città e quindi riescono a valorizzare meglio il loro territorio.
0
voti
asdf ha scritto:E' come se a Milano o Torino o Roma ci fossero veri e propri "pezzi di città" verdi. Ve lo immaginereste?
Sono d'accordo su tutte le considerazioni fatte in questo topic e le ridotte aree verdi sono sicuramente un problema delle città italiane, però Roma, tra le grandi città italiane, è forse l'unica che riesce a salvare la faccia da questo punto di vista.
0
voti
Perdonami
alev. Ho inserito Roma perché parlavo di grandi città ma hai ragione. Anche io sono d'accordo sul fatto che Roma sia l'unica città (o una delle pochissime) che ha posto rimedio in tal senso. 

32 messaggi
• Pagina 2 di 4 • 1, 2, 3, 4
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Google [Bot] e 10 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)





