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Sulla regolazione dei relè degli interruttori. Un dubbio!

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[11] Re: Sulla regolazione dei relè degli interruttori. Un dubbio

Messaggioda Foto Utentegtedeschi » 5 feb 2026, 15:58

Queste tue considerazioni sono utili.
Ho chiesto di essere ascoltato nell'incontro presso il CEI con il GdL che cura la prossima edizione della guida 121-5. Nel lamentarmi di certi aspetti che sto condividendo in EY sto cercando il conforto dei colleghi. Ma mi sembra di cogliere più diffidenza che conforto.
Mi batterò ad esempio anche per il ripristino della "Domanda-Risposta n. 15", eliminato dal testo della nuova edizione. Esso rimane per me l'unico appiglio semiufficiale in difesa dei progettisti nel caso molto frequente di dover impiegare gli interruttori in condizioni fuori standard a causa del fattore di potenza della corrente di cortocircuito presunta.
Vorrei poter dire che molti colleghi lo chiedono. Ma non è così.
Grazie ancora !!
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[12] Re: Sulla regolazione dei relè degli interruttori. Un dubbio

Messaggioda Foto UtenteStefanoSunda » 5 feb 2026, 16:17

Il fatto che tu abbia chiesto di essere ascoltato dal GdL CEI sulla prossima edizione della guida 121-5 è, a mio avviso, molto positivo: è proprio così che una guida può migliorare, partendo dai casi reali di utilizzo.
Capisco anche la difficoltà di trovare un conforto “corale”: spesso non è diffidenza verso le osservazioni, ma il fatto che molti colleghi vivono gli stessi problemi senza formalizzarli o senza esporsi. Questo però non ne riduce la legittimità tecnica.
Sul tema della Domanda-Risposta n. 15, condivido che fosse un riferimento importante, soprattutto nei casi – tutt’altro che rari – di utilizzo degli interruttori in condizioni fuori standard legate al fattore di potenza della corrente di cortocircuito presunta. Anche se “semi-ufficiale”, forniva un appiglio tecnico e interpretativo utile ai progettisti.
Anche se non puoi dire che “molti colleghi lo chiedono”, il fatto che qualcuno lo chieda con cognizione tecnica è già un contributo rilevante. Portare queste osservazioni al tavolo CEI è tutt’altro che eccessivo: è esattamente il ruolo di chi usa le norme sul campo.
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[13] Re: Sulla regolazione dei relè degli interruttori. Un dubbio

Messaggioda Foto Utentegtedeschi » 28 feb 2026, 15:38

Chiedo a Foto UtenteStefanoSunda, a Foto UtenteAria e a chi voglia ancora partecipare all’approfondimento in essere se si può affermare che:
1. nell’esempio proposto nella guida CEI 121-5 (Allegato C ) non compare la determinazione della portata dei circuiti in uscita, mentre compaiono le loro sezioni e, importante, la taratura dei rispettivi relè di protezione prevista dal progettista per la protezione dei conduttori dei circuiti in uscita;
2. si prevede un vano sia di risalita dei cavi di alimentazione del quadro e sia dei cavi di uscita;
3. si è in presenza all’interno del quadro per ogni uscita di due tratti di conduttura in serie, uno a cura del costruttore del quadro realizzato con sbarre e o cavi isolati in PVC e il secondo realizzato con i cavi previsti dal progettista per alimentare i sottoquadri;
4. per il tratto a monte il costruttore del quadro determina la Ing, che risulta protetta dalla regolazione prevista dal progettista;
5. per il tratto a valle vale la Iz prevista dal progettista, ma non resa nota e non determinante nell’esempio proposto dalla guida 121-5; certamente però la regolazione del relè di protezione prevista dal progettista protegge il circuito in uscita dell’impianto;
6. a rigore non si sa se Iz>Ing o se viceversa o se Iz e Ig sono uguali, ma ciò non sembra essere determinante in quanto i due tratti di circuito sembrano risultare entrambi protetti: quello verso il carico per quanto previsto dal progettista (Iz e taratura del relè Ir) e quello interno per il dimensionamento effettuato dal costruttore che prevede Ing superiore al valore di taratura Ir del relè.
Quanto sopra precisato può servire ad ulteriori, secondo me interessanti approfondimenti, che possono incrinare anche su questo piano il complicatissimo impianto normativo che regola la costruzione dei quadri elettrici.
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[14] Re: Sulla regolazione dei relè degli interruttori. Un dubbio

Messaggioda Foto UtenteStefanoSunda » 28 feb 2026, 21:05

Nell’esempio dell’Allegato C della CEI 121-5 non viene determinata la Iz dei circuiti in uscita perché la guida verifica il quadro come apparecchiatura, secondo la logica della CEI 61439-2, e non il dimensionamento dell’impianto a valle.
Per ogni uscita esistono due tratti in serie: tratto interno al quadro protetto se Ir ≤ Ing
tratto esterno verso il carico protetto se Ir ≤ Iz
Non è necessario conoscere se Iz > Ing o viceversa.
È sufficiente che la regolazione Ir sia inferiore a entrambe.
Il sistema normativo è quindi coerente: la protezione complessiva deriva dal corretto coordinamento
della stessa corrente di regolazione, pur in presenza di responsabilità distinte tra costruttore del quadro e progettista dell’impianto.
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[15] Re: Sulla regolazione dei relè degli interruttori. Un dubbio

Messaggioda Foto Utentegtedeschi » 1 mar 2026, 18:50

Un altro elemento di criticità (ce ne sono altri!) si può cogliere nell’Allegato C della guida CEI 121-5.
Per quanto già si è fin qui detto, poiché ogni qualvolta i cavi dell’impianto elettrico esterno invadono l’interno del quadro, come appunto accade nell’Allegato C (quadro elettrico con In 630 A), in qualche misura la temperatura ambiente cautelativa, che si prevede possa interessare l’interno del quadro, è prevista definitivamente solo in sede di avvenuta verifica termica del quadro, quando però la sezione dei conduttori dei circuiti in uscita risulta già determinata, come da progetto. La guida però non prende in considerazione la possibile frequente circostanza che la portata dei circuiti in uscita dal quadro e quindi anche la loro sezione debbano essere predeterminate sulla base della temperatura ambiente e delle modalità di configurazione degli stessi circuiti nell'apposito vano predisposto all’interno del quadro. Infatti la guida non chiede/prescrive che la conoscenza definitiva della temperatura ambiente del vano destinato a contenere i predetti circuiti e anche la definitiva configurazione del loro insieme al suo interno siano prese in considerazione dal progettista dell'impianto elettrico per determinarne la portata. Ciò evidentemente prima che sia affrontata la verifica termica da parte del quadrista. Praticamente la stessa Iz dei circuiti pare non sempre predeterminale compiutamente, senza una stretta collaborazione tra quadrista e progettista.
Mi sembra che questo aspetto non sia approfondito nella guida, ma che comunque non sia da trascurare, vista anche la meticolosità e la precisione con le quali la guida propone di calcolare le perdite nei circuiti che il quadro deve dissipare per contenere la temperatura interna entro i limiti previsti.
Quanto descritto Vi pare avere una sua qualche logica ? Val la pena di suggerire agli esperti normatori di fornire nella prossima edizione della guida una qualche avvertenza al riguardo ?
A mio avviso tanti guai si sono manifestati da quando si è deciso che i quadri di bassa tensione fossero da considerare alla stregua di una lavatrice.
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