Questione interessante.
Nel mio corso di Elettrotecnica era convenzione assegnare ai fasori un modulo pari al valore efficace della grandezza sinusoidale che rappresentavano, ossia

.
Avendo chiesto al mio Docente il motivo alla base di questa scelta, mi rispose che "
lavorando con i valori efficaci ci si risparmia l'ambiguità fra il valore di picco e, appunto, il valore efficace; poiché il secondo è di maggior rilevanza pratica, conviene esprimere tutte le grandezze in valore efficace. Il calcolo della potenza complessa è inoltre semplificato, poiché è sufficiente scrivere
, espressione del tutto intuitiva e sostanzialmente identica a quella usata per grandezze continue".
A mio umile parere, posto che le due rappresentazioni (in valore di picco e in valore efficace) sono esattamente identiche, trovo che il vero "inghippo" stia nel disaccordo sul significato di
rappresentazione fasoriale.
Alcuni docenti introducono l'argomento dicendo: "
Rappresentiamo il fasore come un vettore rotante. Immaginate questa freccia girare attorno all'origine: sull'asse delle ascisse descriverà l'andamento sinusoidale (con sfasamento) della grandezza che essa rappresenta".
In questo caso è intuitivo pensare alla "
freccia" come al "
valore di picco", e si può immaginare facilmente la rotazione del vettore attorno all'origine.
Altri invece dicono: "
La rappresentazione fasoriale ci permette di visionare contemporaneamente il modulo e la fase delle grandezze sinusoidali del sistema (a patto che esse siano isofrequenziali), identificate sul piano complesso dalla trasformata di Steinmetz".
E' chiaro che secondo questa rappresentazione è leggermente
meno intuitiva, ma
più corretta! Il banale concetto di "vettore rotante" perde significato, mentre assumono massima rilevanza gli
sfasamenti fra i fasori. Ma è proprio a causa degli sfasamenti che siamo costretti ad usare grandezze complesse! Pertanto, l'accento va posto proprio sul concetto di fasore come "
rappresentante della fase" (lo dice il nome stesso!), e non come "freccia rotante"!
Il mio parere è che molto docenti, per rendere
più immediata la comprensione del calcolo fasoriale alla folla di studenti, introducano il fastidioso concetto di "vettore rotante", al quale devono obbligatoriamente assegnare il valore di picco della grandezza che esso rappresenta, con conseguente apparizione "misteriosa" di termini "/2" nei calcoli, ai quali tuttavia lo studente (nome latino:
studens greggis pecorae 
) si abitua facilmente.
Alberto.