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fpalone » 3 dic 2009, 22:16
Tra le varie alternative, perché lasciare ai margini la cogenerazione? Ragionando in termini di energia primaria il ricorso alla cogenerazione (o meglio ancora trigenerazione), sia su grande che su piccola scala, ridurrebbe il fabbisogno in modo notevole; prendendo per buoni i dati di questo sito, che cito a titolo di esempio :
http://www.museoenergia.it/museo.php?st ... &ppost=363oltre il 60% dell'energia impiegata nel solo residenziale è destinata al riscaldamento;del resto basti pensare che le taglie delle caldaie da appartamento sono sui 30 kW (ne bastano 50000 per arrivare alla potenza di un grande reattore nucleare), per avere un'idea della quantità di idrocarburi pregiati (leggi gas naturale, del quale il nostro paese è maggiormente dipendente per la produzione di energia elettrica) vengono usati per generare calore a bassa temperatura.
Ragionando a spanne se (sempre prendendo per buoni i dati del sito) il terziario-residenziale impiegasse il 30% del fabbisogno energetico ed il 65% di questa frazione fosse impiegata per il riscaldamento allora si potrebbe stimare attorno al 20% la quota del fabbisogno impiegata nel riscaldamento domestico. Se si riuscisse a generarne metà tramite cogenerazione, il che potrebbe essere tecnicamente fattibile (credo inoltre che la cogenerazione richiederebbe meno incentivi rispetto al fotovoltaico per diventare competitiva), si potrebbe ottenere un risparmio del 10% sui consumi totali di energia, che sarebbe dello stesso ordine di grandezza della potenza installata nelle centrali nucleari.
Se qualcuno riuscisse a trovare dati più affidabili di quelli del sito indicato sarebbe interessante fare una stima più precisa.