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Restauro di una radio d'epoca

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[91] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 24 dic 2009, 18:55

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[92] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto Utentebrabus » 24 dic 2009, 19:24

Leggendo le vicende di Admin mi è parso di rivivere le mie esperienze, nei primi anni in cui mi rifornivo di componenti, presso il negozio della mia città; parliamo di una decina d'anni fa.
Le cose sono cambiate in peggio anche da me. Credo che il mio negoziante tenga a vetrina componenti acquistati 20 - 30 anni fa, e mai venduti. Ci sono scatole di alimentatori talmente sbiadite da essere illeggibili. Le tinte del rosso e del verde si sono trasformate in un rosa-azzurro che sparisce nello sfondo bianco.

Credo che i dettaglianti di componenti elettronici abbiano vissuto un'illusione, più che una vera e propria fortuna. Forse negli anni settanta e ottanta esisteva ancora qualcuno che, pur da dilettante, costruiva o riparava in casa gli aggeggi più vari. Pur conoscendo di persona il mio negoziante, non ho ancora trovato la delicatezza per chiedergli cosa vede ogni giorno.
Chiedergli se vede ancora un ragazzino di 13 anni che compera dei transistor, o se si sente chiedere consigli per migliorare un impianto TV (e non se si vede arrivare una frotta di sapientoni che non riescono a vedere Rai 1 in DTV e danno la colpa all'amplificatore d'antenna comprato 25 anni prima!).

Oltre al negoziante della mia città, conosco parecchi altri negozi sparsi nei centri della mia zona, ma la loro fornitura lascia davvero a desiderare.
Se ne salvano solamente un paio, che oltre ai componenti elettronici commercializzano veramente di tutto (dai ricambi per caldaie alla ferramenta generica), e soprattutto vendono molto materiale surplus.
Per la fornitura di componenti specifici mi affido ad altri pusher, che conosco di persona.

Admin, io do un occhio qui a casa, mi pare di non avere condensatori "a vitone", ma in un modo o nell'altro riusciamo a recuperarne! Per i ceramici etc., invece, non dovrei avere problemi; nei prossimi giorni sicuramente darò una spolverata al mio archivio!

Nel caso in cui non reperissimo i componenti, torna sempre buona Nuova Elettronica. Nel loro archivio c'è una nutrita schiera di componenti per circuiti valvolari, pertanto si potrebbe fare un ordine presso il loro sito! Devo comprare un paio di cosette anch'io, si potrebbe fare un ordine cumulativo, insieme (ovviamente chi vuole si può aggiungere)!

P.s.: Forse ho scoperto a cosa si riferiscono i due puntini sotto al condensatore. Osservando lo schema nella parte bassa, accanto al simbolo di "messa a terra" si nota una piccola legenda:
° Un puntino: compensatore 3 - 30 pF
°° Due puntini: 10000 pF.

Probabilmente la posizione del condensatore non permetteva di scrivere "10000 pF" nello schema, così è stato riportato in basso! Può essere?
Alberto.
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[93] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto Utentemir » 24 dic 2009, 19:43

Come non si possono risvegliare i ricordi, dopo aver letto la vicenda di admin,suffragata poi dalla testimonianza di brabus.
Purtroppo anche dalle mie parti è così, l'unico negozio di componenti elettronici, sta chiudendo il proprietario prossimo alla pensione lo tiene in piedi al limite delle vendite, giorni fa anch'io mi son sentito rispondere....ho terminato tutti gli elettrolitici.....deluso :( ho fatto dietro front, certo di cercare altrove gli elettrolitici di cui avevo bisogno.
Quello che adesso mi fa riflettere, è il fatto che non sia un caso isolato,dopo aver letto le precedenti vicende,e in particolare che l'ambiente descritto (negozio, commesso etc) corrisponde ad una descrizione che farei del negozio dove mi rifornisco ............che trisistezza
:roll: forse ha ragione admin,bisogna accontentarsi del presente.
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[94] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto UtenteMichele1 » 24 dic 2009, 21:10

ormai i componenti li trovi su RS o qualche occasione su ebay buon lavoro, vi seguo con interesse

ciao Michele
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[95] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 26 dic 2009, 12:34

brabus ha scritto:...P.s.: Forse ho scoperto a cosa si riferiscono i due puntini sotto al condensatore. Osservando lo schema nella parte bassa, accanto al simbolo di "messa a terra" si nota una piccola legenda:
° Un puntino: compensatore 3 - 30 pF
°° Due puntini: 10000 pF.

Probabilmente la posizione del condensatore non permetteva di scrivere "10000 pF" nello schema, così è stato riportato in basso! Può essere?

Sì brabus, penso sia proprio come dici tu, 10nF è un valore idoneo in quel punto del circuito. Si tratta del condensatore di accoppiamento tra lo stadio pilota e quello finale, io invece in un primo momento, in quel groviglio di collegamenti, mi sono confuso e ho pensato fosse un condensatore di secondaria importanza e di piccolo valore.
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[96] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto Utenteposta10100 » 27 dic 2009, 0:02

brabus ha scritto:...Chiedergli se vede ancora un ragazzino di 13 anni che compera dei transistor...


Ne parlavo un po di tempo fa con uno dei commessi del negozio dove mi rifornisco, ormai penso siano passati almeno un paio di anni...
Mi diceva che per quel che riguarda le ditte non avevano notato un calo delle vendite ma di ragazzini che comprano kit da assemblare o componenti... ormai se ne vedono pochi!
E' un vero peccato... e dire che negli ITIS di studenti ce ne sono, chissà con quale hobby impiegano il loro tempo libero... :cry:
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Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa. (A. Einstein)
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[97] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto Utenteadmin » 14 gen 2010, 2:41

Ho smontato gli elettrolitici e inserito due nuovi elettrolitici da 33 uF 400 V.
Li ho misurati. Quello nuovo, in basso a destra, ha un valore corretto
L'arancione ed il vitone no: sono sull'ordine del nanofarad; di oltre 10 nF l'arancione. L'altro elettrolitico che sostituiva il vitone invece dei 32 uF nominali, ne dà 60 ! :roll:
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[98] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 14 gen 2010, 10:44

Ciao admin,
probabilmente è il tester che si fa ingannare: se il condensatore è in perdita il valore letto è più alto perché lo strumento non è in grado di leggere solo la parte reattiva dell'impedenza. Puoi verificare con l'ohmmetro se ha perso isolamento.
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[99] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto Utentestex90 » 14 gen 2010, 21:39

posta10100 ha scritto:Ne parlavo un po di tempo fa con uno dei commessi[..]
Mi diceva che per quel che riguarda le ditte non avevano notato un calo delle vendite ma di ragazzini che comprano kit da assemblare o componenti... ormai se ne vedono pochi!
E' un vero peccato... e dire che negli ITIS di studenti ce ne sono, chissà con quale hobby impiegano il loro tempo libero... :cry:


credimi che impiegano il loro tempo cazzeggiando e basta... e parlo cosi perché io ho passato gli ultimi 5 anni in un itis dove non mi è stato insegnato quasi nulla di buono sull'elettronica...e non è solo colpa dei prof... anzi la colpa è nostra di noi studenti che al posto di andare a scuola ad imparare andiamo perché non ce altro da fare e perché è comodo dormire sui banchi... il livello delle scuole professionali è crollato...una volta i ragazzi che non avevano voglia di studiare andavano a lavorare ora vanno all'itis ma non dimostrano interesse... tutti i miei compagni di classe usciti dalla 5a insieme a me se ne fottono dell'elettronica ed è tanto se sanno la legge di ohm... io avevo cominciato questa scuola perche mi piaceva l'elettronica.. sono uscito dalla quinta odiandola... e per fortuna adesso mi sto riavvicinando a questo fantastico mondo e un po me la cavo ma sto imparando solo su internet... anche da me non si trovano componenti... il negozio piu vicino dista circa 30 km non è per nulla fornito e il commesso ti da resistenze di un valore invece che di un altro oppure ti fa domande come: è giusto questo?? ... io ormai i componenti li compro solo su internet...
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[100] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 15 gen 2010, 12:56

Purtroppo quello che dice stex90 è verissimo: io lavoro in una grande azienda dove da trenta anni gli operatori di linea vengono reclutati esclusivamente tra i diplomati degli istituti tecnici, vengono quasi tutti dall' I.T.I.S. di Isernia e sono per lo più diplomati in elettronica o in elettrotecnica.
Il loro ruolo nell'azienda è quello di far andare le macchine: accenderle, rifornirle, intervenire quando si inceppano, pulirle, pulire a terra, ecc...
Nel tempo spesso si è presentata la necessità di dover incrementare l'organico dei tecnici che nella nostra organizzazione svolgono il ruolo di manutentori e non solo: partecipano anche all'installazione e alla progettazione di nuovi impianti.
Per questo mi è toccato più volte il compito di sondare il livello di preparazione degli operatori nella speranza di trovarne qualcuno sufficientemente preparato da poter essere trasferito nel gruppo dei tecnici.
Conosco quindi bene il livello di preparazione dei diplomati all’I.T.I.S...che è a dir poco sconcertante: in tanti anni, su circa duecento operatori, sono riuscito a trovare solo tre persone che avessero i requisiti minimi necessari.
Ma attenzione! Sto dicendo che tutti gli altri non conoscono nemmeno la legge di Ohm! solo qualcuno è stato capace di ricordarsi la formuletta a memoria senza però essere stato in grado di attribuirle alcun significato. Non sanno cosa sia un condensatore, la corrente alternata, il seno di un angolo...a chiedere loro cosa sia un transistor non ci sono arrivato mai.
Ricordo una volta di aver portato un gruppo di una decina di operatori nel laboratorio per far vedere loro un segnale sinusoidale di 1 kHz all’oscilloscopio. Dopo aver spiegato per bene cosa fosse quello che stavano vedendo chiesi se avessero avuto un’idea di che tipo di suono avremmo potuto ascoltare se avessimo collegato quel segnale ad un altoparlante...nessuno rispondeva, dopo un po’ uno di loro disse “ bip, bip, bip...” :shock: ](*,)
Sono diplomati e spesso anche con buoni voti ma, di fatto, hanno una preparazione scolastica che, nei casi fortunati, è al livello delle scuole medie.
L’I.T.I.S. di Isernia, ma gli altri non sono da meno, salvo ovviamente alcune eccezioni, sforna da anni tecnici esasperatamente ignoranti.
Come dice stex90, si va lì quando non si ha voglia di studiare e di questo sono tutti consapevoli: studenti, genitori, preside, professori, bidelli...provveditore. Tutti accettano questo evidente stato di cose e tutti si adoperano per adeguare il livello generale a questo stato di cose: professori a loro volta incapaci (ne conosco alcuni ed è meglio non aggiungere altro), laboratori fantasma, attrezzature rotte o che nessuno sa usare. E poi...tutti promossi, perché è un bluff anche l’esame... lo è anche la commissione esterna che è in stile con tutto il resto.
Tutto questo è di una tristezza sconfinata.
Scusate lo sfogo.
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