Grazie per avermi fatto capire.
Ora un'altra domanda: é possibile sostituire il filo del neutro con la terra (non il filo della terra, ma la terra stessa)?
Neutro a terra, quando e perché?
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Cosa intendi con sostituire?
Non puoi sostituire niente.
La tua domanda avrebbe invece dovuto essere: è possibile usare il neutro come conduttore di protezione dai contatti indiretti ( il conduttore di protezione, brevemente PE, è il conduttore collegato alle masse elettriche, che sono, fondamentalmente, i contenitori metallici delle apparecchiature elettriche che non hanno il doppio isolamento) visto che è già collegato a terra, invece di predisporre un conduttore apposito collegato a terra?
La risposta è no per le utenze alimentate dall'ente distributore in bassa tensione. In tal caso ogni utenza deve avere il suo impianto di terra a cui vanno collegati i conduttori di protezione. Il sistema di distribuzione di questo tipo è detto TT: esiste cioè un dispersore di terra (la prima T), cui è collegato il neutro, e che è di proprietà del distributore, ed un secondo dispersore (la seconda T) di proprietà dell'utente ed a cui vanno collegate le masse elettriche mediante il conduttore di protezione.
Se invece l'utente è alimentato dall'ente distributore in media tensione, l'utente ha una sua cabina di trasformazione MT/BT, e può usare il suo neutro come conduttore di protezione. In tal caso il sistema si dice TN: la T significa che il centro stella del trasformatore dell'utente, quindi il suo neutro, è collegato ad un dispersore di terra di proprietà, ovviamente, dell'utente, mentre la N sta a significare che le masse elettriche sono collegate al neutro. Anche in questi sistemi, comunque, si usa, dopo il quadro generale di bassa tensione, un conduttore di protezione distinto dal neutro. Il sistema si dice allora TN-S. Tale conduttore è collegato al neutro nella barra di terra, interna ad esempio al quadro generale. A tale barra, oltre al conduttore di terra collegato al dispersore, cioè ai conduttori in intimo contatto con il terreno, è collegato il centrostella del trasformatore, con il conduttore neutro che svolge anche la funzione di conduttore di protezione ed è chiamato PEN.
Non puoi sostituire niente.
La tua domanda avrebbe invece dovuto essere: è possibile usare il neutro come conduttore di protezione dai contatti indiretti ( il conduttore di protezione, brevemente PE, è il conduttore collegato alle masse elettriche, che sono, fondamentalmente, i contenitori metallici delle apparecchiature elettriche che non hanno il doppio isolamento) visto che è già collegato a terra, invece di predisporre un conduttore apposito collegato a terra?
La risposta è no per le utenze alimentate dall'ente distributore in bassa tensione. In tal caso ogni utenza deve avere il suo impianto di terra a cui vanno collegati i conduttori di protezione. Il sistema di distribuzione di questo tipo è detto TT: esiste cioè un dispersore di terra (la prima T), cui è collegato il neutro, e che è di proprietà del distributore, ed un secondo dispersore (la seconda T) di proprietà dell'utente ed a cui vanno collegate le masse elettriche mediante il conduttore di protezione.
Se invece l'utente è alimentato dall'ente distributore in media tensione, l'utente ha una sua cabina di trasformazione MT/BT, e può usare il suo neutro come conduttore di protezione. In tal caso il sistema si dice TN: la T significa che il centro stella del trasformatore dell'utente, quindi il suo neutro, è collegato ad un dispersore di terra di proprietà, ovviamente, dell'utente, mentre la N sta a significare che le masse elettriche sono collegate al neutro. Anche in questi sistemi, comunque, si usa, dopo il quadro generale di bassa tensione, un conduttore di protezione distinto dal neutro. Il sistema si dice allora TN-S. Tale conduttore è collegato al neutro nella barra di terra, interna ad esempio al quadro generale. A tale barra, oltre al conduttore di terra collegato al dispersore, cioè ai conduttori in intimo contatto con il terreno, è collegato il centrostella del trasformatore, con il conduttore neutro che svolge anche la funzione di conduttore di protezione ed è chiamato PEN.
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Non hai capito quello che volevo dire ma in ogni caso ti ringrazio della spiegazione, quella sarebbe potuta essere un'altra domanda che ti avrei potuto fare. Concludendo: In qualsiasi impianto di alimentazione e distribuzione il filo del neutro è sempre presente. Giusto?
Intendevo dire questo: Se per esempio ho un generatore di tensione in CA. La fase la vado a collegare direttamente al carico e il neutro del generatore lo metto a terra e il neutro del carico pure (con dei paletti). Questo funzionerebbe a km di distanza? o la terra diventa un carico?
Intendevo dire questo: Se per esempio ho un generatore di tensione in CA. La fase la vado a collegare direttamente al carico e il neutro del generatore lo metto a terra e il neutro del carico pure (con dei paletti). Questo funzionerebbe a km di distanza? o la terra diventa un carico?
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brendolaccia
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brendolaccia ha scritto:Non hai capito quello che volevo dire
cosa vuoi farci, tu ti spieghi bene, ma io arrivo fino a lì
brendolaccia ha scritto:Concludendo: In qualsiasi impianto di alimentazione e distribuzione il filo del neutro è sempre presente. Giusto?
No. Il neutro c'è se è distribuito, altrimenti non c'è. E' distribuito se e necessario od utile distribuirlo. Le utenze monofasi a 230 V sono in genere tra fase e neutro, quindi il neutro li c'è. Un carico trifase come ad esempio un motore, non ha bisogno del neutro e l'alimentazione avviene con i soli tre fili di fase.
brendolaccia ha scritto:Intendevo dire questo: Se per esempio ho un generatore di tensione in CA. La fase la vado a collegare direttamente al carico e il neutro del generatore lo metto a terra e il neutro del carico pure (con dei paletti). Questo funzionerebbe a km di distanza? o la terra diventa un carico?
Funzionerebbe, male e con pericolo, quindi non si può fare. Male perché i terminali di terra del neutro presentano una resistenza che può essere elevata, e che può addirittura variare. Con pericolo perché le masse collegate a quei dispersori assumerebbero una tensione che può essere pericolosa. La terra ad ogni modo non sarebbe un carico, ma un conduttore. Un conduttore che ha una resistenza più o meno elevata ai suoi estremi (la resistenza di terra dei paletti) e resistenza nulla nel tratto intermedio essendo enorme la sua sezione. Un conduttore dunque che puoi raffigurarti come un'ampolla con due estremità sottili ed una "pancia" enorme.
Sappi inoltre che il terreno, come il mare, può essere usato ed è usato come conduttore di trasmissione nei sistemi ad alta tensione in continua per coprire lunghe distanze. L'isola di Gotland, in Svezia, fu la prima, nel 1954, ad essere alimentata con una linea in continua alla tensione di 100 kV, che poteva trasmettere una potenza di 20 MW; usava un solo cavo unipolare e come secondo conduttore mare e terra, per una distanza di 100 km.
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Che resistenza poteva avere quel tratto di 100km di mare e terra?
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brendolaccia
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Il discorso non è semplice.
Dipende da molti fattori. Tipo di suolo, salinità...
Un valore tipico di resistività dell'acqua di mare è pari a
.
Per il terreno potresti usare
, ma sono valori tipici.
I valori corretti si determinano tramite prospezioni geoelettriche.
Per il suolo si usano correnti alternate a bassa frequenza (la corrente continua crea problemi di polarizzazioni, la alternata a 50 Hz è "scomoda da trasportare" e poi si hanno problemi di interferenza).
Dipende da molti fattori. Tipo di suolo, salinità...
Un valore tipico di resistività dell'acqua di mare è pari a
.Per il terreno potresti usare
, ma sono valori tipici.I valori corretti si determinano tramite prospezioni geoelettriche.
Per il suolo si usano correnti alternate a bassa frequenza (la corrente continua crea problemi di polarizzazioni, la alternata a 50 Hz è "scomoda da trasportare" e poi si hanno problemi di interferenza).
Ultima modifica di
EdmondDantes il 2 gen 2010, 21:47, modificato 1 volta in totale.
Il Conte di Montecristo
Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.
Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
Abraham Lincoln
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EdmondDantes
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Era orientativo, solo per capire. Comunque su quei 100kV trasmessi tramite terra quanti ne cadrebbero a causa delle dispersioni della terra e mare? (supponendo a corrente massima, con 20MW di potenza)
Grazie 1000.
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brendolaccia
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esiste un'enorme differenza nei valori di RT di un'abitazione civile e quella di una stazione ad altissima tensione.
per forza di cose in un'abitazione civile ci si accontenta di qualche hom nei migliore dei casi .
nelle stazioni elettriche in ogni caso SI DEVE OTTENERE RT di qualche decimo di hom.
per cui le perdite sono tutto sommato modeste .
tieni presente che se poi al terreno si sostituisce l'acqua di mare si raggiungono valori molto bassi.
un esempio RT di casa mia ha un valore di 3 Hom.
se la uso come neutro artificiale con una stufa che assorbe 10A avro' una caduta nel terreno avro' una caduta di 30V.
per cui la stufa sara' alimentata 190V ( tensione di rete = 220 V)
avro' perdite nel terreno superiori ai 200W ( che comunque pago visto che enel misura la corrente transitante nel contatore
a piena tensione fase e neutro)
la RT di stazione e' pari a circa 0.1 hom o anche meno .
con 20MW a 100Kv si ha una corrente di 200A ( essendo in corrente continua I =P/V)
quindi avremo 200x0.1 =20V di caduta sul terreno .
20V X 200A = 4000W che sono una potenza irrisoria rispetto a quella trasportata
ivano65
per forza di cose in un'abitazione civile ci si accontenta di qualche hom nei migliore dei casi .
nelle stazioni elettriche in ogni caso SI DEVE OTTENERE RT di qualche decimo di hom.
per cui le perdite sono tutto sommato modeste .
tieni presente che se poi al terreno si sostituisce l'acqua di mare si raggiungono valori molto bassi.
un esempio RT di casa mia ha un valore di 3 Hom.
se la uso come neutro artificiale con una stufa che assorbe 10A avro' una caduta nel terreno avro' una caduta di 30V.
per cui la stufa sara' alimentata 190V ( tensione di rete = 220 V)
avro' perdite nel terreno superiori ai 200W ( che comunque pago visto che enel misura la corrente transitante nel contatore
a piena tensione fase e neutro)
la RT di stazione e' pari a circa 0.1 hom o anche meno .
con 20MW a 100Kv si ha una corrente di 200A ( essendo in corrente continua I =P/V)
quindi avremo 200x0.1 =20V di caduta sul terreno .
20V X 200A = 4000W che sono una potenza irrisoria rispetto a quella trasportata
ivano65
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Non pensavo fosse così bassa. Se ora io prendessi il mio tester e andassi e misurare con un multimetro la resistenza del terreno con i puntali piantati 1m l'uno dall altro otterei dei valori prossimi a pochi decimi?
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brendolaccia
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brendolaccia ha scritto:Se ora io prendessi il mio tester e andassi e misurare con un multimetro la resistenza del terreno con i puntali piantati 1m l'uno dall altro otterei dei valori prossimi a pochi decimi?
Per eseguire delle misure (valutazioni) della resistività del terreno, e della resistenza di terra, non si può utilizzare un normale tester, ma occorre rispettivamente, Ohmetri dedicati a quattro morsetti con relative sonde, ed ohmetri a bobine incrociate.
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