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Ampl. in classe A: accoppiamento a trasf.

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[11] Re: Ampl. in classe A: accoppiamento a trasf.

Messaggioda Foto Utentedenisrn » 26 apr 2010, 22:30

IsidoroKZ ha scritto:Bisogna dire che ti piacciono le eq. diff. e latex :)

Della musica a piacere, una tazza della propria bevanda preferita, un foglio di carta, una penna e una bella equazione differenziale: come si puo' chiedere di meglio :?:

RenzoDF ha scritto:... non ci credo proprio :!: ... più che non sia un ITI di Pisa :mrgreen:

Immagine



Comunque ho rifatti tutti i conti, finalmente viene qualcosa di sensato :mrgreen:
Una cosa IsidoroKZ : nell' ultimo post ti sei scordato di cambiare un \cos(\omega t) in \sin (\omega t) che poi ti sei portato dietro.

Poi vorrei aprire un'altra parentesi rigaurdo a:
IsidoroKZ ha scritto:L'ampiezza della tensione la si puo` calcolare sommando in modo quadratico i due coefficienti di seno e coseno:

Prendendo funzione un po' piu' generica di quella tratta prima:
f(t)=A\sin(\omega t) + B\cos(\omega t)

Ne vogliamo cercare l' ampiezza, ovvero il valore massimo...
\frac{\mathrm{d}f(t)}{\mathrm{d}t}=A\omega\cos(\omega t) - B\omega\sin(\omega t)=0

A\cos(\omega t) = B\sin(\omega t)

\frac{\sin(\omega t)}{\cos(\omega t)} = \tan(\omega t) = \frac{A}{B}

t=\frac{1}{\omega}\arctan \left ( {\frac{A}{B}} \right )

F_{MAX}=f\left ( \frac{1}{\omega}\arctan \left ( {\frac{A}{B}} \right ) \right ) = A\sin \left ( \arctan \left ( {\frac{A}{B}} \right ) \right ) + B\cos \left (\arctan \left ( {\frac{A}{B}} \right ) \right )

Io sono arrivato a questa, ma alla somma quadratica non riesco proprio a capire come arrivarci (anche se ricorda molto il modo di lavorare nel campo dei complessi) :roll:

Ora i benefici di una L \to \infty sono chiari, ma quel "ma non troppo" invece :?:


PS: come siti io ho trovato anche questo, imho non male : http://www.stewartcalculus.com/data/CAL ... s/upfiles/
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[12] Re: Ampl. in classe A: accoppiamento a trasf.

Messaggioda Foto Utenteadmin » 27 apr 2010, 0:24

Io riprendo la domanda di RenzoDF: ma sei sicuro di stare frequentando un ITI?
Come sono gli altri tuoi compagni di classe? Hanno i tuoi stessi problemi e dubbi? E li risolvono più o meno come te?
Magari mi dirai che non sei il primo della classe e che le equazioni differenziali te le sei studiate per tuo conto, perché studi solo quello che ti piace, tant'è vero che vai malissimo nelle materie umanistiche... :wink:
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[13] Re: Ampl. in classe A: accoppiamento a trasf.

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 27 apr 2010, 0:26

Mah!
In senso buono. :wink:
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
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Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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[14] Re: Ampl. in classe A: accoppiamento a trasf.

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 27 apr 2010, 0:55

denisrn ha scritto:Una cosa IsidoroKZ : nell' ultimo post ti sei scordato di cambiare un \cos(\omega t) in \sin (\omega t) che poi ti sei portato dietro.

Vero, grazie! Ho corretto. Facevo copia incolla del sorgente latex, e me lo sono tirato dietro: e` dura scrivere il sorgente direttamente, non si capisce un accidente :) Poi quando ho scritto il risultato finale sapevo quanto veniva e ho messo sin!
denisrn ha scritto:Prendendo funzione un po' piu' generica di quella tratta prima:
f(t)=A\sin(\omega t) + B\cos(\omega t)

Ne vogliamo cercare l' ampiezza, ovvero il valore massimo...

In realta` la si vuole scrivere come C\,\sin(\omega t+\phi) e da qualche mistica formula trigonometrica si ha che il coefficiente C vale C=\sqrt{A^2+B^2} mentre la fase e` ATAN(B/A)
denisrn ha scritto:Io sono arrivato a questa, ma alla somma quadratica non riesco proprio a capire come arrivarci (anche se ricorda molto il modo di lavorare nel campo dei complessi) :roll:

Basta ricordare che \sin(\arctan(x))=\frac{x}{\sqrt{1+x^2}} e che \cos(\arctan(x))=\frac{1}{\sqrt{1+x^2}}. Comunque hai ragione, sono passato nel piano di Argand-Gauss.
denisrn ha scritto:Ora i benefici di una L \to \infty sono chiari, ma quel "ma non troppo" invece :?:

Il non troppo invece dipende dal fatto che l'energia e` proporzionale a L e il flusso concatenato pure. Se sali di induttanza serve un traferro con maggiore volume perche' e` nel traferro che c'e` l'energia accumulata, non nel ferro. Se aumenti il traferro di spessore allora sale la riluttanza e devi aumentare le spire... viene un nucleo piu` grande. Una volta o l'altra metto su le equazioni per il calcolo di un induttore.

Bello il sito, come hai fatto a trovarlo?
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[15] Re: Ampl. in classe A: accoppiamento a trasf.

Messaggioda Foto Utentedenisrn » 27 apr 2010, 8:58

admin ha scritto:Io riprendo la domanda di RenzoDF: ma sei sicuro di stare frequentando un ITI?

Si lol :)

admin ha scritto:Come sono gli altri tuoi compagni di classe? Hanno i tuoi stessi problemi e dubbi? E li risolvono più o meno come te?

Si dai ad alcuni interessa qualcosa e approfondiscono e ad altri non frega nulla e studiano a macchinetta per i compiti / interrogazioni... come di norma :wink:

admin ha scritto:Magari mi dirai che non sei il primo della classe e che le equazioni differenziali te le sei studiate per tuo conto, perché studi solo quello che ti piace, tant'è vero che vai malissimo nelle materie umanistiche... :wink:

Beh ora che sono state fatte anche a scuola le eq. diff. direi di essere a norma di legge :mrgreen:

IsidoroKZ ha scritto:Bello il sito, come hai fatto a trovarlo?

Quando mi servivano le eq. differenziali cercai "second order differential equations" su google, se guardi nella prima pagina ci dovrebbe essere un link ad uno dei pdf di quel sito :)

Beh che dire, mi sembra che ogni dubbio sia stato estirpato! Grazie del prezioso tempo e della immane pazienza, IsidoroKZ =D>
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[16] Re: Ampl. in classe A: accoppiamento a trasf.

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 27 apr 2010, 23:55

Mica e` finita :) Adesso dovresti calcolare il rendimento dello stadio :) e la condizione di massima potenza dissipata dal transistore.
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[17] Re: Ampl. in classe A: accoppiamento a trasf.

Messaggioda Foto Utentedenisrn » 28 apr 2010, 14:52

Speravo di essermi salvato.... :mrgreen: :P

Allora... con i precedenti ragionamenti si e' arrivato a capire il perche' e per come sia possibile che la v_{ce}(t) sia tale, ora la si puo' usare senza farsi troppe paranoie :) Per essere coerenti con i precedenti post prendo la corrente come riferimento di fase:

i_{c}(t)=I_{CQ}+I_{CQ}\sin (\omega t)

v_{ce}(t)=V_{CC}-V_{CC}\sin (\omega t)

Allora e' facile ricavarsi l' espressione della potenza che si dissipa sul transistor:

p_{BJT}(t)=v_{ce}(t) \cdot  i_{c}(t)=V_{CC}I_{CQ}\left ( 1-\sin^{2}(\omega t) \right )

Poi si puo' trovare quella erogata dal generatore:

p_{cc}(t)=Vcc \cdot  i_{c}(t)=V_{CC}I_{CQ}\left ( 1+\sin(\omega t) \right )

Ed infine quella che va sul carico (PS: anzi, che va sul trasormatore):

p_{L}(t)=p_{cc}(t)-p_{BJT}(t)=V_{CC}I_{CQ} \left ( \sin^{2}(\omega t)+\sin(\omega t) \right )

Per il calcolo del rendimento servono i valor medi della p_{cc}(t) e della p_{L}(t):

P_{CC}=V_{CC}I_{CQ}\left ( 1+\frac{1}{T}\int_{0}^{T} \sin(\omega t) \mathrm{d} t \right )=V_{CC}I_{CQ}

P_{L}=V_{CC}I_{CQ} \left ( \frac{1}{T}\int_{0}^{T} \sin^{2}(\omega t) \mathrm{d} t+\frac{1}{T}\int_{0}^{T} \sin(\omega t) \mathrm{d} t \right ) = V_{CC}I_{CQ} \left ( \frac{\omega}{2 \pi}\int_{0}^{\frac{2\pi}{\omega}} \sin^{2}(\omega t) \mathrm{d} t \right )

P_{L}=V_{CC}I_{CQ} \left [ \frac{\omega}{2 \pi} \left ( \frac{\omega t}{2\omega}-\frac{sin(2\omega t)}{4\omega} \right ) \right ]_{0}^{\frac{2\pi}{\omega}} = V_{CC}I_{CQ} \left [ \frac{1}{2 \pi} \left ( \frac{2\pi}{2}-0 \right ) \right ] = \frac{V_{CC}I_{CQ}}{2}

E il rendimento di conversione in queste condizioni (ideali) sara'

\eta_{c}=\frac{P_{L}}{P_{CC}}=\frac{1}{2} \Rightarrow \eta_{c}^{\%} =50\%

Per le condizioni di massima potenza dissipata sul BJT basta guardare p_{BJT}(t), dove si nota che in assenza di segnale in ingresso (\omega = 0), la potenza dissipata sul transistore e' massima e vale P_{BJT}^{M} = V_{CC}I_{CQ}

Potrebbe essere corretto :?:
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[18] Re: Ampl. in classe A: accoppiamento a trasf.

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 28 apr 2010, 15:34

Ottimo e abbondante. Bastava usare dall'inizio la conservazione della potenza, vedere che la potenza di alimentazione e` costante, e sottrarre la potenza che va sul carico, calcolata con V^2/R o qualcosa del genere. Se non va potenza sul carico va tutta sul transistore. Per indicare potenza nulla sul carico non bisogna mettere \omega=0 ma dire che il segnale di corrente e` ad esempio i_c=I_{CQ}(1+\alpha \,\sin(\omega t)) e far tendere \alpha a zero.
Complimenti!

Ti risparmio il calcolo con carico complesso, ad esempio perche' l'induttanza di magnetizzazione non e` infinita, cosa salta fuori al posto della retta di carico, come cambiano le potenze erogate e dissipate...

Per il classe A non ne vale la pena, per il classe B e oltre forse si`.

Cosa farai dopo il diploma?
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[19] Re: Ampl. in classe A: accoppiamento a trasf.

Messaggioda Foto Utentedenisrn » 28 apr 2010, 17:15

IsidoroKZ ha scritto:Se non va potenza sul carico va tutta sul transistore. Per indicare potenza nulla sul carico non bisogna mettere \omega=0 ma dire che il segnale di corrente e` ad esempio i_c=I_{CQ}(1+\alpha \,\sin(\omega t)) e far tendere \alpha a zero.

Roger :!:

IsidoroKZ ha scritto:Per il classe A non ne vale la pena, per il classe B e oltre forse si`.

Ci sono in giro dei classe B con accoppiamento a trasformatore :?:

IsidoroKZ ha scritto:Cosa farai dopo il diploma?

Ancora non lo so', vedro' piu' avanti :)
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