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Piercarlo » 15 ott 2010, 0:45
Leggete l'interessante libro di Willliam Langewiesche, "Bazar atomico". Quanto all'uranio impoverito, alla fine tanto impoverito non è... Magari non ci puoi più fare funzionare DIRETTAMENTE un reattore a uranio naturale come in precedenza ma se si applica lo stesso processo di arricchimento all'uranio impoverito che normalmente si applica all'uranio naturale, non ci vuol molto a "rivitalizzarlo" a sufficienza da ritrovarsi perlomeno dell'uranio con un tenore di 235 equivalente a quello naturale o anche leggermente superiore, ricominciando così il ciclo. Anzi, tenendo conto che l'impoverito ha comunque un tenore di 235 che va dallo 0.2 allo 0.4 per cento, occorrono meno passaggi per ottenere di nuovo uranio naturale "rivitalizzato" di quanti ne occorrono per ottenere uranio arricchito in senso stretto.
L'arricchimento di uranio al 3-4% è dettato unicamente dall'esigenza di garantire un rendimento ragionevole in un reattore che deve produrre energia elettrica per il mercato (soprattutto per il NOSTRO mercato). Ma a chi è interessato a far lavorare un reattore unicamente per produrre materiale fissile per uso militare del suo rendimento economico non gliene frega un beato nulla. Tanto più che oggi è un menefreghismo che gli costa molto ma molto meno di quanto gli potesse costare alcuni decenni fa... Basta "offrirsi" per accettare di fare da discarica per l'uranio impoverito che altri ormai non sanno più dove mettere e il gioco è fatto (anche perché, a differenza del vero uranio naturale, è comunque un metallo GIA LAVORATO e PURIFICATO quando non addirittura già nella forma giusta - esafluoruro - adatta ad alimentare le centrifughe).
Ah, buon ultimo. Gli impianti di arricchimento del combustibile, una volta che li hai, li puoi anche sfruttare come lucrosa fonte di reddito. Non è necessario limitarne l'uso ai propri giochetti militari: è una capacità che puoi offrire a buon mercato anche al mercato civile, ripagandoti così le spese (come in prospettiva ha intenzione di fare l'Iran prima e il resto del mondo arabo poi: gli altri non staranno certo a guardarli mangiarsi tutta la torta senza fare nulla!): una carica nucleare per far funzionare una centrale che sia stata arricchita e lavorata in Iran o in Pakistan o comunque in paesi dove la manodopera la paghi due ghelli e non hai nemmeno la metà dei problemi di impatto ambientale e opinione pubblica che hai nei paesi europei, quanto pensi possa costare rispetto alla stessissima carica lavorata in Francia,in Inghilterra o in Germania?.. Alla fine della fiera, sotto la copertura di preoccupazioni per la "sicurezza" ci stanno in realtà solide preoccupazioni per il dominio di un mercato molto ma molto redditizio. In prospettiva di gran lunga più redditizio del petrolio non fosse che, come per il petrolio, il combustibile nucleare rende, prima ancora che a chi lo possiede, a chi può lavorarlo senza tante pastoie politiche ed economiche. E questi NON siamo noi..
(mi viene un po' da ridere al pensiero che il nucleare in passato è stato propagandato anche come un mezzo per diminuire la nostra dipendenza "dagli sceicchi"; tutto in effetti lascia pensare che non farà altro che AUMENTARLA - una bella ironia eh? Ci sarà da divertirsi un sacco! Garantito!

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Piercarlo