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Considerazioni sull'energia elettrica da fissione nucleare

Fonti energetiche e produzione e fornitura dell'energia elettrica.

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[381] Re: ritorna l'energia nucleare in Italia

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 5 nov 2010, 23:10

mikereg ha scritto: ma le scelte devono essere prese da un ristretto numero di esperti


Le scelte devono essere PROPOSTE ALLA DISCUSSIONE degli organi di governo e non prese tout court. Almeno se non si vuole che "democrazia" diventi sinonimo di "barzelletta" come già per molti aspetti ormai è. Altrimenti si faccia il santo piacere di non usare il termine "democrazia" alla stregua di una foglia di fico per coprire tutt'altre cose ma si abbia almeno il coraggio morale di proporre una dittatura per quella che è, senza tante storie e senza starci tanto a girare attorno parlando di "opportunità" o "inopportunità" di questo o quell'altro strumento di consultazione popolare a seconda dei comodi del momento. Chiedo troppo?

Piercarlo
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[382] Re: ritorna l'energia nucleare in Italia

Messaggioda Foto Utentemir » 5 nov 2010, 23:24

mikereg ha scritto:Ci sono moltissimi esempi nei quali le decisioni devono essere prese da un ristretto numero di persone per poter ottenere un risultato o evitare un danno. La gerarchia militare ne è un esempio. Le decisioni di un allenatore o di un commissario tecnico un altro. Un consiglio di amministrazione, un collegio giudicante sono altri esempi e cosi via.

sono esempi che nulla hanno a che vedere, con l'interesse della collettività, in quanto riguardano situazioni ristrette ad un ben preciso numero di individui accomunati da un elemento ben preciso che è un'interesse specifico, che si tratti di : condomini, azionisti,atleti,e così via, ben diverso il caso della gerarchia militare, in cui si è vincolati dal rispetto di un giuramento di fedeltà alla bandiera, ed alle istituzioni nell'interesse del paese e delle stesse istituzioni;
mikereg ha scritto:...da un governo eletto democraticamente.
ed aggiungerei da un popolo che è sovrano :
Carta Costituzionale della Repubblica Italiana
Articolo 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione
.

infatti, il referendum, è uno degli istituti Democratici consentiti dalla Costituzione,ed il refrendum, venne indetto da elementi facenti parte dell'allora componenti Parlamentari, che ritennero opportuno che i cittadini esprimessero un loro parere, nel pieno rispetto dei Diritti di ogni individuo, in uno Stato Democratico.
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[383] Re: ritorna l'energia nucleare in Italia

Messaggioda Foto Utentemikereg » 5 nov 2010, 23:47

@ Piercarlo

E' come dici. Un gruppo di esperti non può prendere decisioni ma le propone ad un esecutivo che le trasforma in disegni di legge votati poi da un parlamento. Mi pare. E' un esame che ho dato parecchio tempo fa. Sul resto non mi pronuncio perché sono valutazioni ideologiche delle quali non mi interesso.

@ mir

se guardi con attenzione vedi che gli esempi sono più che calzanti. Bisogna saper vedere in una squadra di calcio il popolo, nell'allenatore il suo governo. Se le convocazioni fossero prese in democrazia ogni giocatore guarderebbe solo il proprio tornaconto e tutti riceverebbero un singolo voto. Per questo motivo quando una decisione che riguarda l'intera popolazione ma crea necessariamente una disparità non può essere presa con una consultazione popolare. Il mio esempio delle discariche di rifiuti è emblematico. Se una prossima consultazione chiedesse a tutti i cittadini italiani se vogliono la discarica nel proprio comune oppure in un qualsiasi comune diverso si avrebbe il 100% di risposte del secondo tipo. Ma questo non sarebbe il bene dell'intera comunità ma solo quello di tutti i singoli individui presi singolarmente. Questo è individualismo non democrazia.
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[384] Re: ritorna l'energia nucleare in Italia

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 6 nov 2010, 0:30

E' folle il volere una democrazia "part-time": quando non costa niente a nessuno allora viva la democrazia, quando invece, com'è inevitabile, prima o poi va contro gli interessi o le preferenze di qualcuna delle parti, allora è "inopportuna" o addirittura "pericolosa".

Il tutto dimenticando peraltro una cosa estremamente semplice, almeno a proposito di referendum: che se proprio gli interessava evitarli bastava che a suo tempo proponessero leggi e integrazioni sostitutive degli articoli di cui era stata chiesta l'abrogazione (come peraltro è più volte avvenuto con altri referendum). Nient'altro. Che cosa ha mai impedito a questi virtuosi della nazione di darsi da fare per evitare una consultazione che oggi, a tempesta da lungo tempo passata, giudicano così paternalisticamente "inopportuna" e "pericolosa"? Dov'erano allora nel momento in cui, se veramente tenevano a quello che dicono oggi di tenere, potevano veramente servire a qualcosa?

Ciao
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[385] Re: ritorna l'energia nucleare in Italia

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 6 nov 2010, 0:35

mikereg ha scritto: E' come dici. Un gruppo di esperti non può prendere decisioni ma le propone ad un esecutivo che le trasforma in disegni di legge votati poi da un parlamento.


Scusa se te lo rinfaccio ma tu prima hai detto:

"...ma le scelte devono essere PRESE da un ristretto numero di esperti scelti da un governo eletto democraticamente".

Non mi pare che "prendere" in questo senso abbia la stessa valenza di "proporre". Sbaglio?

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[386] Re: ritorna l'energia nucleare in Italia

Messaggioda Foto Utentemikereg » 6 nov 2010, 0:43

@ Piercarlo

E' sempre più evidente il tono politico della discussione quando si passa dalla dialettica alla polemica. Seguo il tuo sentiero e puntualizzo che ci si può riferire ad una decisione (proposta) da una commissione come decisione presa dalla stessa quando la stessa decisione sia stata presa (dal parlamento) su proposta della stessa commissione.
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[387] Re: ritorna l'energia nucleare in Italia

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 6 nov 2010, 0:51

mikereg ha scritto: Questo è individualismo non democrazia.


Qualcosa che risolve per le spicce il problema mi pare lo usino a piene mani in Cina. E se devo giudicare dal mare di quattrini che stanno facendo direi che è un sistema che funziona perfettamente. Molto pratico e per nulla ideologico. Basta avere l'accortezza di tenere sempre pronto un esercito pronto a sparare sulla gente senza stare a farsi troppe domande. E qualcuno che, a cose fatte, si inventi quattro stupidaggini da raccontare ai giornalisti della "stampa internazionale".

Non è molto elegante ma funziona benissimo. Cos'ha che non va bene anche per noi?

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[388] Re: ritorna l'energia nucleare in Italia

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 6 nov 2010, 1:04

mikereg ha scritto: E' sempre più evidente il tono politico della discussione.


Questa discussione E' politica. E non vedo proprio come potrebbe fare a meno di esserlo. Mi pare che stiamo parlando di un tema di politica economica ed energetica. Non stiamo parlando di un'operazione di appendicite o di come otturare un dente cariato che si fa o non si fa. Si sta parlando di qualcosa che si decide di fare al posto di farne altre. Cioè di scelte che NON possono fare a meno di essere politiche PROPRIO perché riguardano una comunità di persone, grande o piccola che sia.

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[389] Re: ritorna l'energia nucleare in Italia

Messaggioda Foto Utentemikereg » 6 nov 2010, 9:46

@ Piercarlo

Hai ragione, ho usato un termine che puo essere frainteso. Nella frase che hai citato puoi sostituire politico con ideologico che nel contesto ha il significato esattamente opposto a quello che giustamente dai tu del primo dei due termini.
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[390] Re: ritorna l'energia nucleare in Italia

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 6 nov 2010, 12:52

mikereg ha scritto: Hai ragione, ho usato un termine che può essere frainteso. Nella frase che hai citato puoi sostituire politico con ideologico che nel contesto ha il significato esattamente opposto a quello che giustamente dai tu del primo dei due termini.


Guarda in queste cose l'ideologico non c'entra proprio nulla. Il vero problema di queste tipo di discussioni è che semplicemente la gente trova molto più comodo ragionare per slogan piuttosto che anche solo provare a fare un'opera di informazione e di acculturazione scientifica della popolazione degna di questo nome. Ed è un'accusa valida tanto nei confronti dei filonuclearisti che degli antinuclearisti. Tutti e due i campi non sono affatti interessati a promuovere una discussione ma piuttosto a VENDERE una scelta che di volta in volta gli torna più comoda. E quando si vuole vendere non si vuole discutere: si vuole solo imporre. E allora ecco che una fonte di energia come qualsiasi altra (perché il nucleare E' una fonte di energia come qualsiasi altra - con i suoi e i suoi contro come qualsiasi altra) non viene illustrata come tale ma PROMOSSA come se fosse una strenna di natale, con gli angioletti che cantano "chestnut 'r roasting on open fire". Stesso discorso vale per l'altro fronte.

Un discorso serio sull'energia dovrebbe cominciare col riaffermare una cosa che in media qualsiasi bambino arriva a capire non più tardi del quinto anno: cioè che Babbo Natale non esiste per nessuno e che rimandare la risoluzione dei problemi di fondo della nostra economia ad un futuro imprecisato equivale a vivere di speranza (e a morire di conseguenza naturalmente). Tra i problemi di fondo che ormai stanno venendo irrimediabilmente al pettine vi sono anche altre cose oltre all'energia, prima di tutto i modi e le quantità in cui le consumiamo e rispetto ai quali, tanto per dirla chiaramente, il nostro paese non diverrà mai indipendente dall'estero, con nessun tipo di combustibile, fossile, nucleare o solare che sia. L'unico modo in cui possiamo almeno diminuire la nostra dipendenza è diminuire i consumi. Con le buone o altrimenti con le cattive (aumentando tasse e prezzi senza tante storie).
Se la gente pensa che con il nucleare o qualsiasi altra fonte di energia si decida di produrre elettricità in futuro di potersi permettere di gestire vita, risorse e ambiente col sedere invece che con il cervello sta facendo i conti senza gli osti. Che gli piaccia o no la gente in futuro dovrà pensare un po' più spesso alle cose da fare per tenere in piedi la baracca e un po' meno ai propri comodi o perlomeno smettere di pensare che possa goderseli senza pagare nulla. Se poi non è molto popolare pazienza. La natura può essere anche più impopolare e, nei suoi equilibri, sostituire una specie di scimmie con una qualsiasi delle tante altre di cui dispone non le costa esattamente niente: per lei un riproduttore di DNA vale l'altro.

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