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Un potenziometro a valle di un altro potenziometro.

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[1] Un potenziometro a valle di un altro potenziometro.

Messaggioda Foto UtenteHulkino » 5 mag 2011, 16:19

Apro questo argomento con la riserva che potrebbe trattare anche di un falso problema: purtroppo però non sono in grado di valutare la cosa da solo.
Sto cercando di realizzare (ormai dall'anno scorso) un tracciato ferroviario (per il quale ho già chiesto e ricevuto molto, moltissimo aiuto), e mi trovo nella seguente condizione: ho diviso il tracciato (fondamentalmente due ovali uno dentro l'altro) in due sezioni alimentate indipendentemente.
Ogni sezione è servita da un alimentatore distinto, con un interruttore per cambiare la polarità ed il suo potenziometro, tutto "di fabbrica".
Ogni sezione ha dei tratti che sono isolati a loro volta, anche se dipendenti dall'alimentazione della sezione alla quale sono collegati, tratti come binari morti o binari "deviazione-posteggio".
Questi tratti, come dicevo, sono comunque collegati ad una delle due sezioni di cui sopra, ma dovranno avere un interruttore proprio per decidere quando dovranno ricevere corrente o meno.
Piuttosto che un interruttore, però, vorrei utilizzare un potenziometro-interruttore: uno di quei potenziometri che partono da zero volt per arrivare fino al tensione massimo possibile: nel mio caso, 12volts.
In definitiva, si tratterebbe di "servire" questi tratti con un potenziometro-interruttore che dovrebbe funzionerebbe a valle del potenziometro principale posto sull'alimentatore.
L'escursione di questo potenziometro a valle dovrà essere da zero fino al tensione selezionato a monte con il potenziometro principale, e comunque non più di 12vcc: cosa ci vuole, per fare una cosa del genere?
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[2] Re: Un potenziometro a valle di un altro potenziometro.

Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 5 mag 2011, 18:19

Il problema è che se usi un potenziometro come "partitore"
(estremi alimentati fra +12V e GND, con il cursore libero),
la tensione che ottieni (fra cursore e GND) dipende fortemente
dall'assorbimento di corrente (vedi questo articolo).
Hai un'idea dell'assorbimento massimo?
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[3] Re: Un potenziometro a valle di un altro potenziometro.

Messaggioda pasciok » 5 mag 2011, 18:21

Ma per potenziometro intendi un vero e proprio reostato o un sistema elettronico che pilota i motori e riceve solo il comando dal potenziometro?Non so se mi sono spiegato
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[4] Re: Un potenziometro a valle di un altro potenziometro.

Messaggioda Foto UtenteHulkino » 5 mag 2011, 20:28

Intanto vi ringrazio per la tempestività e l'attenzione.
Non essendo "del mestiere", ho potuto solo grosso modo comprendere quanto trattato nell'articolo di G.Schgor: le due resistenze di un partitore sono legate da un rapporto, e non da un valore assoluto. Il presupposto iniziale, di brevissima durata, è che nelle due resistenze passi la stessa corrente. Ma questo non sarà più vero appena vi si collegherà un utilizzatore... ...da qui la necessità di una terza resistenza, più tutta una serie di inevitabili considerazioni da farsi circa l'assorbimento, la precisione, la linearità nei valori, la necessità di calcoli sofisticati...
...non a caso l'articolo titola: "Le insidie di un partitore".
Però devo dire che l'articolo in realtà è molto bello, perché presenta la coerenza delle cose che hanno proprio nella loro logica rigorosa quanto disarmante la loro bellezza.

Nemmeno circa l'assorbimento massimo sono in grado di riferire: si tratta di trenini con motorini elettrici, al massimo immagino che per ogni sezione alimentata non ce ne possano stare più di 3.
Se ci fosse modo di misurarlo, l'assorbimento... ...comprai un oggetto preposto allo scopo, che mi pare misurasse l'assorbimento di un utilizzatore, ma credo che fosse per la 220 V.
Lo devo cercare, in casa, per vedere se mi sbaglio.
Con il tester non si può fare?
Ci vuole un amperometro, vero?
.
Per rispondere meglio (spero!) a pasciok: credo si tratti più di un reostato, o potenziometro (non so nemmeno che differenza ci sia esattamente tra i due).
Provo a spiegare meglio quale scopo raggiungere: un percorso ovale viene alimentato con un alimentatore da 12vcc, munito di un suo potenziometro: potenziometro che serve per dare velocità ai trenini iniziando da fermi, o per ridurla, sempre fino a fermarli.
A questo ovale è collegato un binario morto. Binario morto sul quale mandare un trenino che si vuol togliere dall'ovale. Per fare questo, volendo utilizzare la stessa alimentazione dell'ovale, bisognerà innanzi tutto prevedere un interruttore tra l'ovale ed il binario morto, per isolarlo una volta che il trenino vi sarà stato posteggiato sopra.
Ma con il solo interruttore resterebbe da "gestire" la velocità di entrata e di uscita del trenino sul binario morto: se si utilizza il potenziometro principale, rallentando ad es. il trenino mentre entra sul binario morto, fino a fermarlo portando a zero il potenziometro, anche un eventuale trenino che dovesse girare sull'ovale rallenterebbe fino a fermarsi, e questo non sarebbe proprio una cosa bella, da vedersi.
Comunque, una volta "sistemato" il trenino sul binario morto, isolandolo con l'interruttore, il trenino sull'ovale lo si potrebbe mandare di nuovo alla velocità desiderata.
La mia idea ingenua era quella di sostituire l'interruttore per il binario morto con un potenziometro, in modo da far rallentare solo il trenino in uscita dall'ovale, fino poi a fermarlo e a isolarlo.
-
Potrebbe esserci una soluzione alternativa che forse taglierebbe la testa al toro: usare un alimentatore con due potenziometri distinti.
In questo caso però non potrei utilizzare l'alimentatore fornito dalla casa dei trenini, ma dovrei utilizzare un alimentatore diverso (tipo quello dei PC, ad es.): ma come si fa a collegarci un potenziometro?
Intendo dire: aprendo il box dell'alimentatore fornito dalla casa dei trenini, ho notato diversi componenti "intorno" al potenziometro: a qualcosa dovranno pur servire, no?
Perciò non credo sia sufficiente mettere proprio un potenziometro nudo e crudo collegato ad un alimentatore, perché il tutto funzioni a dovere... ...oppure no?
Poi ho letto di diversi tipi di potenziometri, come quelli logaritmici: forse ci sono della accortezze da considerare nella scelta di questi componenti, se si vuole, ad es. che i trenini abbiano delle partenze morbide, e se si vuole avere un buon controllo anche sulle basse velocità. Dico questo perché ricordo un discorso tra due miei amici che parlavano di come fare, con un potenziometro, per far spegnere una lampadina ad incandescenza passando anche per il filamento appena appena rosso.
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[5] Re: Un potenziometro a valle di un altro potenziometro.

Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 6 mag 2011, 6:41

Un normale "tester" misura anche le correnti (cioè fa da
amperometro, ma solo per quelle continue, con boccola
e selettore separato).
Ovviamente va messo "in serie" al carico di cui si vuole
misurare l'assorbimento.
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[6] Re: Un potenziometro a valle di un altro potenziometro.

Messaggioda Foto UtenteHulkino » 6 mag 2011, 13:30

Ah!? È vero! Infatti sul mio c'è una boccola separata per un settore nel quale c'è scritto 10A!
Grazie!
Allora vedo di misurare quanto possono assorbire uno, due, tre trenini, e poi posto....
Forse non potrò farlo subitissimo.
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[7] Re: Un potenziometro a valle di un altro potenziometro.

Messaggioda Foto UtenteHulkino » 10 mag 2011, 14:46

Finalmente ho potuto fare le misurazioni circa l'assorbimento.
Ho preso due motrici e lo ho fatte girare su di un ovale prima, separatamente e poi insieme.
Tutte le volte ho dato corrente portando il potenziometro al massimo con un gesto piuttosto deciso.
Per la prima motrice ho letto prima un picco di 0,13A, e poi, a regime, e sempre erogando il massimo di corrente, un assorbimento di 0,08A.
Per al seconda motrice, che in più ha come fari due piccoli led accesi sul davanti, ho letto prima un picco di 0,23A, e poi, a regime, sempre erogando il massimo di corrente, un assorbimento di 0,13A.
Facendo girare le due motrici contemporaneamente ho letto prima un picco di 0,39A, e poi, sempre a regime, e sempre erogando il massimo di corrente, un assorbimento di 0,28A.
Aggiungendo dei vagoncini, che sono molto leggeri, non ho notato differenze apprezzabili.

Un problema l'ho avuto con la motrice Rivarossi, anche questa con un led faro sempre accesso, acquistata usata e per la quale, in verità, mi è stato venduto un alimentatore Fleischmann che eroga 15 volt: nemmeno con il suo trasformatore si muove: si accende il faro ed il motore "ronza", segnalando un assorbimento di 1,46A: credo che mio figlio sia riuscito, in qualche modo, a farla fuori!
Con questa, se utilizzo l'alimentatore da 12v, il quale ha il trasformatore sul quale è stampato 16v~ 800mA, l'erogazione, "giustamente", arriva fino a 0,96A

Credo che potremmo attestarci, per starci un pochino laschi, intorno agli 0,25 - 0,30A per motrice, il che vuol dire, immaginando un massimo di 4 motrici, circa 1 - 1,20A: può andare?
Oppure, siccome immagino che per i componenti ci siano dei valori standard di riferimento, attestarsi a quello prossimo più conveniente: 1A, 1,5A, 2A....
Magari, se necessario, anche prevedendo una riduzione delle motrici ad un massimo di tre.

Vorrei però rilanciare l'idea di variatori di velocità separati, ovvero collegati all'alimentazione in parallelo, e non più a caduta uno a valle dell'altro, questo per tutta una serie di motivi che mi sembrano molto convenienti.
Intanto potrei utilizzare un solo alimentatore, quelli ATX per PC, ben stabilizzati e con protezione dai corti, e capaci di erogare anche 8, 12, 16A.
Le due sezioni principali devono poter avere polarità diverse, le derivazioni collegate ad ogni sezione, dovranno necessariamente avere la stessa polarità della sezione alla quel sono collegate, anche se queste derivazioni, da gestire con un potenziometro dedicato.
Dalle derivazioni appartenenti alla stessa sezione non si muoveranno mai due treni contemporaneamente, per cui basterà un potenziometro per coppia. Poi bisognerà prevedere un switch per poter decidere quale deviazione specifica alimentare.
Con un commutatore con il numero di contatti adeguati, ponendo l'inversione di polarità a valle di questi variatori di velocità messi in parallelo, risolverei bene anche il problema della polarità diversa o uguale dei ovali, con un sistema già trattato e risolto con G.Schgor, rappresentato, nel disegnino esplicativo allegato, con un asterisco.
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[8] Re: Un potenziometro a valle di un altro potenziometro.

Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 10 mag 2011, 17:32

Come già ti ho detto, il problema è la dissipazione di potenza:
i consumi per ciascun trenino sono modesti, ma per un efficace
controllo della tensione mediante potenziometro come partitore,
devi "sprecare" in questo una notevole corrente (secondo quanto
spiegato nell'articoloche ti ho segnalato).
Devi vedere tu se ne vale la pena.
Comunque potresti provare con potenziometri a filo (non "a strato")
di potenze sui 25W e valori di resistenza sui 25 Ohm.
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[9] Re: Un potenziometro a valle di un altro potenziometro.

Messaggioda Foto UtenteHulkino » 10 mag 2011, 19:57

Be', grazie, ma basterebbe proprio solo un potenziometro, senza altri componenti?
E dovrebbe essere lineare, non logaritmico, giusto?
Se hai pazienza, volevo segnalarti tre cose che ci avrei piacere se tu le potessi valutare:
una
due
tre

leggendo del dimmer, che mi pare consista in una "coso" che eroga sempre 12vcc, ma per intervalli di tempo più o meno brevi, ottenendo in questo modo "lo scopo", e ricordandomi che la misura fatta col tester sull'alimentatore fornito con i trenini, che era "instabile", tanto che considerammo la presenza di un "ripple", mi viene il dubbio: non sarà che si trattava invece di un dimmer?
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[10] Re: Un potenziometro a valle di un altro potenziometro.

Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 11 mag 2011, 19:08

Sì, l'uno ed il tre sono applicazioni del cosiddetto PWM
(Pulse Width Modulation) cioè, come hai detto tu, un
alternarsi di impulsi e pause che stabiliscono una
tensione media, variabile appunto con il rapporto
di durata dell’impulso sull’intero periodo (impulso+pausa).
.
Il due è invece un variatore automatico della tensione
all'atto dell'inserzione e dello stacco, in modo da ottenere
una variazione graduale, ad esempio nell'accensione e
nello spegnimento di una lampada (detto in gergo FadIn/FadOut)

Sono in definitiva delle varianti "elettroniche" del semplice
potenziometro (e in certi casi più economiche rispetto
ai potenziometri per potenze elevate).
Dati i prezzi correnti di questi dispositivi, forse non è
nemmeno conveniente cercare di costruirseli da soli
(se non per “passione” hobbistica)

In quanto al “ripple”, l’alta frequenza delle alternanze è visibile
solo con un oscilloscopio, ma potrebbe causare letture incerte
nei tester digitali.
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