Quindi hanno fatto un'interfaccia tra il loro bus di campo e una RS232. Poi centralina per centralina hanno scritto il software specifico per dialogarci sulla RS232. Non penso quindi che esista uno standard di protocollo ma che hanno fatto un traduttore di protocollo caso per caso o inglobando i casi in un unico software.
Comunque lo scopo iniziale era di raccogliere eventuali situazioni degli standard elettrici. Per quel che ho visto c'è una bella varietà, proprio perché è un settore nato in fretta, dopo l'industriale, e con una certa libertà progettuale. L'unica è stare larghi prendendo da 10 a 30V sia AC che DC. La 5V la escluderei perché chi porta a spasso nelle canaline la +5V, magari quella del micro, è molto ottimista o forse fortunato.
Piccola indagine tra gli addetti di domotica.
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chi porta a spasso nelle canaline la +5V, magari quella del micro, è molto ottimista o forse fortunato.
Può darsi, ma in locale per comandi e segnalazioni sarebbe molto comoda. Esempio un nodo base con due ingressi digitle per interruttori o pulsanti ed un led di segnalazione.
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Candy
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Tranquilli che nel sistema homeplc i microprocessori sono ben isolati dal campo, mediamente di 2500V :)
Tutti gli ingressi delle schede elettroniche sono infatti optoisolati ed accettano tensioni sia alternate che continue pure loro da circa 10 fino ad oltre 24 V...
Riguardo le interfacce verso apparati di terze parti non so scendere nei minimi dettagli ma credo che il concetto sia quello... so che se anche avessi bisogno di integrare un qualcosa che al momento non è supportato loro possono implementarmelo nel giro di una ventina di giorni a patto che gli fornisca l'apparato ed i relativi protocolli dopodichè sviluppano il sw necessario all'integrazione, a quel punto ecco che na nuova apparecchiatura è gestita e disponibile per tutti.
Interessante anche la possibilità (sempre consigliata) di optoisolare tutte queste connessioni verso altri impianti ottenendo l'isolamento galvanico... spesso salva la vita!
Tutti gli ingressi delle schede elettroniche sono infatti optoisolati ed accettano tensioni sia alternate che continue pure loro da circa 10 fino ad oltre 24 V...
Riguardo le interfacce verso apparati di terze parti non so scendere nei minimi dettagli ma credo che il concetto sia quello... so che se anche avessi bisogno di integrare un qualcosa che al momento non è supportato loro possono implementarmelo nel giro di una ventina di giorni a patto che gli fornisca l'apparato ed i relativi protocolli dopodichè sviluppano il sw necessario all'integrazione, a quel punto ecco che na nuova apparecchiatura è gestita e disponibile per tutti.
Interessante anche la possibilità (sempre consigliata) di optoisolare tutte queste connessioni verso altri impianti ottenendo l'isolamento galvanico... spesso salva la vita!
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Thread interessante. Un mio amico produce un sistema domotico ma usa il CAN bus.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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TardoFreak
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Io ho visto alcuni kit che usano il protocollo X10 che va in onde convogliate.Dicono che sia lento,ma dovrebbe essere una buona soluzione per impianti esistenti.Ho provato anche a chiedere a qualche rivenditore di materiale elettrico ma pare che non sia così conosciuto.
Eppure dovrebbe essere molto interessante da proporre al privato,non essendo invasivo come installazione.
Eppure dovrebbe essere molto interessante da proporre al privato,non essendo invasivo come installazione.
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Beh forse mi sono spiegato in maniera un po' maldestra :)
Il sistema di cui parlo permette di fare molte cose, poi logicamente chi installa l'impianto deve valutare bene cosa sta facendo!
Personalmente non installerei mai un impianto domotico alimentando le varie zone con le più improbabili alimentazioni di fortuna!... E chiaramente il costruttore stesso raccomanda di curare in maniera particolare l'alimentazione in quanto da essa dipende la robustezza del sistema anche contro le sovratensioni!
Il vantaggio che i miei esempi forse troppo estremizzati volevano rimarcare era principalmente l'insensibilità del sistema rispetto alle fluttuazioni dell'alimentazione: distribuendo un 24vdc stabilizzato su una rete che interconnettesse dei moduli che richiedono un'alimentazione precisa del +/- 10% potrei magari avere problemi se per un problema di carico in un certo punto della linea dovessi ritrovarmi con 20V...
Direte voi basta dimensionare bene la linea!
Certamente!... Ma non è anche più bello avere a disposizione dei moduli che hanno ognuno a bordo il suo bel ponte raddrizzatore, condensatore di livellamento, e stabilizzatore integrato di tensione?... A me piace molto!
E' molto giusta l'affermazione che l'isolamento è tanto più richiesto quanto più gli impianti sono disordinati e promiscui....
La regola dell'arte vuole che gli impianti siano ben isolati tra circuiti di potenza e di comando, ma nonostante questo è inevitabile specie nell'impiantistica civile trovarsi davanti a situazioni dove comunque si hanno lunghe percorrenze dei cavi di comando e segnalazione in adiacenza (pur se a distanza regolamentare) a cavi energia, condizioni che potenzialmente comportano la possibilità di induzione di disturbi ecc.... quindi avere sistemi optoisolati è sicuramente un vantaggio. Inoltre nel caso di un guasto, come cedimento dell'isolamento di un cavo energia verso un circuito di comando grazie all'optoisolatura non possono andare in giro per tutto il sistema tensioni dannose...
La condizione ideale raccomandata dalla casa madre per impianti di un certo livello contempla alimentazioni separate e magari tamponate per homeplc (cpu), rete moduli master, e rete moduli slave... ognuno di questi livelli è gestito tramite una dorsale bus dedicata ed ognuno viene isolato dall'altro a 2,5 kV tramite appositi modulini isolatori/rigeneratori.
Questo al fine sia di sezionare il sistema evitando la creazione di grandi maglie che alla lunga diventano ottime captatrici di sovratensioni da portare in giro a distruggere gli impianti, sia di limitare i danni od il blocco del sistema al verificarsi di guasti alla rete (si ferma solo la tratta interessata) anche perché il sistema pur essendo gestito da logica centralizzata (l'homeplc) possiede anche logica distribuita su tutti gli slave che entra in funzione alla perdita di comunicazione o stop del programma principale.
Se è il caso poi è possibile anche mettere in comunicazione parti di impianto tramite fibra ottica...
Il sistema di cui parlo permette di fare molte cose, poi logicamente chi installa l'impianto deve valutare bene cosa sta facendo!
Personalmente non installerei mai un impianto domotico alimentando le varie zone con le più improbabili alimentazioni di fortuna!... E chiaramente il costruttore stesso raccomanda di curare in maniera particolare l'alimentazione in quanto da essa dipende la robustezza del sistema anche contro le sovratensioni!
Il vantaggio che i miei esempi forse troppo estremizzati volevano rimarcare era principalmente l'insensibilità del sistema rispetto alle fluttuazioni dell'alimentazione: distribuendo un 24vdc stabilizzato su una rete che interconnettesse dei moduli che richiedono un'alimentazione precisa del +/- 10% potrei magari avere problemi se per un problema di carico in un certo punto della linea dovessi ritrovarmi con 20V...
Direte voi basta dimensionare bene la linea!
Certamente!... Ma non è anche più bello avere a disposizione dei moduli che hanno ognuno a bordo il suo bel ponte raddrizzatore, condensatore di livellamento, e stabilizzatore integrato di tensione?... A me piace molto!
E' molto giusta l'affermazione che l'isolamento è tanto più richiesto quanto più gli impianti sono disordinati e promiscui....
La regola dell'arte vuole che gli impianti siano ben isolati tra circuiti di potenza e di comando, ma nonostante questo è inevitabile specie nell'impiantistica civile trovarsi davanti a situazioni dove comunque si hanno lunghe percorrenze dei cavi di comando e segnalazione in adiacenza (pur se a distanza regolamentare) a cavi energia, condizioni che potenzialmente comportano la possibilità di induzione di disturbi ecc.... quindi avere sistemi optoisolati è sicuramente un vantaggio. Inoltre nel caso di un guasto, come cedimento dell'isolamento di un cavo energia verso un circuito di comando grazie all'optoisolatura non possono andare in giro per tutto il sistema tensioni dannose...
La condizione ideale raccomandata dalla casa madre per impianti di un certo livello contempla alimentazioni separate e magari tamponate per homeplc (cpu), rete moduli master, e rete moduli slave... ognuno di questi livelli è gestito tramite una dorsale bus dedicata ed ognuno viene isolato dall'altro a 2,5 kV tramite appositi modulini isolatori/rigeneratori.
Questo al fine sia di sezionare il sistema evitando la creazione di grandi maglie che alla lunga diventano ottime captatrici di sovratensioni da portare in giro a distruggere gli impianti, sia di limitare i danni od il blocco del sistema al verificarsi di guasti alla rete (si ferma solo la tratta interessata) anche perché il sistema pur essendo gestito da logica centralizzata (l'homeplc) possiede anche logica distribuita su tutti gli slave che entra in funzione alla perdita di comunicazione o stop del programma principale.
Se è il caso poi è possibile anche mettere in comunicazione parti di impianto tramite fibra ottica...
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raddrizzatore, condensatore di livellamento, e stabilizzatore integrato di tensione?... A me piace molto!
Penso che qualsiasi modulo remoto elettronico, fatto anche dal più improvvisato, abbia almeno un 7805 per stabilizzare la propria tensione interna. Se pensiamo di fare un solo ed unico alimentatatore centralizzato da 5V che li alimenta, secondo me siamo fritti. Riguardo l'isolamento sono un sostenitore degli opto che non fanno mai male. Tuttavia non si deve sperare di essere immuni ai disturbi e isolati ai kV solo perché ci sono gli opto. Questi aiutano molto anche per evitare ritorni di correnti di alimentazione sulle linee seriali di comunicazione (vedi RS485). Inoltre nella domotica si fa ampio uso di contenitori in plastica per barra omega che sono belli da vedere ed installare. Tuttavia metterci dentro dell'elettronica non è facile perché gli spazi e forme costringono a spezzare lo schema in vari schedini connessi da flexistrip. La mancanza totale di metallo e telai non permette grandi possibilità di sopprimere i disturbi e le piccole dimensioni e spazi non consentono molto per gli isolamenti delle piste. Per far valere gli isolamenti degli opto ci vuole molto spazio attorno a loro e anche fresate nel PCB tra le file dei pin. Ne ho fatte tante di cose in tali scatole e ancora ne faccio ma non sono il massimo per l'isolamento elettrico e i disturbi. E' comunque vero che nel civile non ci sono grandi disturbatori come nell'industria e quindi i risultati sono quasi sempre molto buoni. Quindi che ben vengano anche soluzioni del genere che almeno sono programmabili rispetto a sistemi più preconfezionati.
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Ciò che dici è corretto, sicuramente gli opto da soli non possono fare miracoli se poi non sono inseriti in un progetto elettronico in grado di esaltarne le caratteristiche.
Tuttavia avendo valutato vari sistemi di domotica ho verificato anche che l'optoisolatura degli ingressi, universalmente presente nei plc industriali, non è altrettanto sempre presente nei sistemi di domotica, così come in tutta l'elettronica presente nel civile (sistemi antiintrusione ad esempio) dove negli anni ho visto spesso impianti che ad ogni temporale andavano in avaria senza mai riuscire a risolvere tale criticità pur utilizzando scaricatori e buoni sistemi di terra....
Questo sistema mi ha colpito particolarmente quando ho assistito alla presentazione, ero completamente digiuno di PLC e programmazione ladder ed FBD, avevo da poco seguito un corso KNX perché stavo cercando un sistema a cui affiancarmi che doveva essere flessibile, per quanto possibile semplice nella progettazione, affidabile, dal costo non estremo... avevo già anche usato altre cose, ma nessuna racchiudeva in sè tutte queste caratteristiche.
Il primo impianto che ho fatto è per una chiesa, abbiamo creato una rete 485 con quadretti posizionati lungo i cornicioni e moduli remoti, ogni quadretto ha alimentazione locale tramite trasformatore 220/12vac (trafo campanelli classico) cos' come la cpu nel quadro generale, invece il sinottico che comanda tutto ha un alimentatore 12vdc stabilizzato (switching), abbiamo gestito le luci con le solite attuazioni a scenario e le stufe a gas inserendo anche varie sicurezze ed interblocchi tra queste e delle finestre motorizzate che devono stare aperte durante l'accensione del riscaldamento per cambiare l'aria, vi sono anche sicurezze sulla comunicazione bus, ovvero se x un guasto non vi fosse comunicazione tra schede che controllano le stufe e relative sicurezze questo impianto va in blocco, mentre l'illuminazione continua comunque a funzionare grazie alla logica distribuita.
Ultimamente abbiamo anche verificato la tenuta alle sovratensioni, in seguito ad un temporale nonostante la presenza di scaricatori di sovratensione adeguatamente coordinati ed installati scrupolosamente sono saltati 1 UPS e la centrale automatica delle campane...
Il nostro impianto ha subito un solo danno: l'alimentatore switching che faceva funzionare il sinottico... sostituito quello è tornato tutto ok, e sono convinto che questo sia in buona parte dovuto al buon isolamento che comunque gli opto garantiscono pur senza essere nelle condizioni ideali, ed all'isolamento galvanico delle alimentazioni rispetto alla rete date dai trasformatori... infatti l'unico che è saltato è stato lo switching che se non ci fosse stato era meglio, non ci sarebbe nemmeno stato il fermo impianto di un paio d'ore!
Adesso è uscito un nuovo alimentatore switching ad alte prestazioni e completamente telecontrollato e supervisionato dal sistema (ma telecontrollabile e supervisionabile mi pare anche in Modbus), alimentato però da un ottimo trasformatore di isolamento esterno affogato in resina... sono ragionevolmente quasi certo che se c'era questo nel mio quadro non saltava!
Tuttavia avendo valutato vari sistemi di domotica ho verificato anche che l'optoisolatura degli ingressi, universalmente presente nei plc industriali, non è altrettanto sempre presente nei sistemi di domotica, così come in tutta l'elettronica presente nel civile (sistemi antiintrusione ad esempio) dove negli anni ho visto spesso impianti che ad ogni temporale andavano in avaria senza mai riuscire a risolvere tale criticità pur utilizzando scaricatori e buoni sistemi di terra....
Questo sistema mi ha colpito particolarmente quando ho assistito alla presentazione, ero completamente digiuno di PLC e programmazione ladder ed FBD, avevo da poco seguito un corso KNX perché stavo cercando un sistema a cui affiancarmi che doveva essere flessibile, per quanto possibile semplice nella progettazione, affidabile, dal costo non estremo... avevo già anche usato altre cose, ma nessuna racchiudeva in sè tutte queste caratteristiche.
Il primo impianto che ho fatto è per una chiesa, abbiamo creato una rete 485 con quadretti posizionati lungo i cornicioni e moduli remoti, ogni quadretto ha alimentazione locale tramite trasformatore 220/12vac (trafo campanelli classico) cos' come la cpu nel quadro generale, invece il sinottico che comanda tutto ha un alimentatore 12vdc stabilizzato (switching), abbiamo gestito le luci con le solite attuazioni a scenario e le stufe a gas inserendo anche varie sicurezze ed interblocchi tra queste e delle finestre motorizzate che devono stare aperte durante l'accensione del riscaldamento per cambiare l'aria, vi sono anche sicurezze sulla comunicazione bus, ovvero se x un guasto non vi fosse comunicazione tra schede che controllano le stufe e relative sicurezze questo impianto va in blocco, mentre l'illuminazione continua comunque a funzionare grazie alla logica distribuita.
Ultimamente abbiamo anche verificato la tenuta alle sovratensioni, in seguito ad un temporale nonostante la presenza di scaricatori di sovratensione adeguatamente coordinati ed installati scrupolosamente sono saltati 1 UPS e la centrale automatica delle campane...
Il nostro impianto ha subito un solo danno: l'alimentatore switching che faceva funzionare il sinottico... sostituito quello è tornato tutto ok, e sono convinto che questo sia in buona parte dovuto al buon isolamento che comunque gli opto garantiscono pur senza essere nelle condizioni ideali, ed all'isolamento galvanico delle alimentazioni rispetto alla rete date dai trasformatori... infatti l'unico che è saltato è stato lo switching che se non ci fosse stato era meglio, non ci sarebbe nemmeno stato il fermo impianto di un paio d'ore!
Adesso è uscito un nuovo alimentatore switching ad alte prestazioni e completamente telecontrollato e supervisionato dal sistema (ma telecontrollabile e supervisionabile mi pare anche in Modbus), alimentato però da un ottimo trasformatore di isolamento esterno affogato in resina... sono ragionevolmente quasi certo che se c'era questo nel mio quadro non saltava!
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Segnalo, nel caso non fosse noto, che un
Boccaccio tiene, se pur saltuariamente, un suo blog, qui, su ElectroYou, dove tratta i problemi di domotica.
http://www.electroyou.it/boccaccio/blog
http://www.electroyou.it/boccaccio/blog
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Purtroppo oggi ci sono ancora troppi specialisti di domotica che fanno strapagare i loro impianti, vuoi perché ci marciano, vuoi perché utilizzano materiali molto costosi di per sè, è evidente che il costo finale di questi sistemi è altissimo e se li possono permettere solo persone cariche di soldi.
La domotica fino ad oggi è stata vista come un lusso, e continuano a mostrarti la casa domotica come una casa ipertecnologica dove a parete devi avere touch screen da cui gestire tutto (salvo poi doversi alzare dal divano per farlo), idem da remoto, luci ed effetti speciali, audio video multiroom.... quando di base la casa domotica dovrebbe semplicemente essere dotata di quelle funzioni più utili per agevolarne la fruizione, risparmiare energia, aumentare la sicurezza, il tutto ad un prezzo per quanto possibile similare a quel che è l'impiantistica tradizionale, per salire di prezzo unicamente laddove siano richiesti "gli effetti speciali" che giustamente è anche lecito farsi pagare...
Riguardo i miei interventi sul lato tecnico porto semplicemente la mia esperienza in base a ciò che ho visto e testato.
La separazione tra circuiti di rete 230V e circuiti di bassa tensione è richiesta dalle normative (64-8) mica me la sono inventata io... non capisco il motivo del tuo stupore. Sta di fatto comunque che nella pratica poi basta usare cavi a doppio isolamento e la normativa è comunque rispettata, i circuiti sono elettricamente separati, ma trovi i cavi di rete e di bassa tensione nelle stesse canaline... e ti ci puoi così ritrovare sopra disturbi di ogni sorta specie se ci sono in giro carichi particolari (inverter, reattori elettronici ecc...)...
Quindi, preso atto del fatto che nemmeno io amo il disordine, ed i miei impianti li curo particolarmente perché siano ordinati e rispettosi delle normative, visto che posso anche ritrovarmi a dover installare un prodotto presso impianti elettrici realizzati da altri non altrettanto scrupolosi, trovo positive determinate caratteristiche tecniche.
Nella mia "carriera" come installatore di impianti elettrici, antiintrusione, ed ora di domotica (pur se all'inizio in quest'ultimo settore), mi sono fatto ovviamente la mia idea personale del problema sovratensioni e danni derivanti da esse... credo sia normale che ogni tecnico maturi e cresca professionalmente in funzione delle sue conoscenze, della sua passione e dedizione per il proprio lavoro, in base ai casi e problemi tecnici che nel tempo gli si presentano davanti e deve cercare di risolvere e capire... creandosi la sua esperienza personale.
Nella mia esperienza vivendo in Liguria dove le sovratensioni da fulmine sono un notevole problema e fanno molti danni ho potuto constatare che l'isolamento galvanico è la contromisura che più di tutte è in grado di salvare i sistemi dai danni da esse causati... impianti di vario tipo protetti da ottimi impianti di terra e scaricatori di sovratensione delle migliori marche installati alla perfezione che subivano sistematicamente danni ad ogni temporale estivo li ho salvati quando ho provato ad alimentarli tramite un trafo 220/220.
Ho constatato di persona che quanto più un impianto elettronico (antiintrusione, domotica, antiincendio, videocitofonico, telefonico ecc...) è esteso tanto più frequentemente viene danneggiato da sovratensioni, ed il motivo è semplice... più le spire sono ampie e più l'impulso elettromagnetico generato da un fulmine vi induce sopra sovratensioni più elevate.
Non vi sono molti sistemi di domotica sul mercato che offrano la possibilità di sezionare le tratte rs485 tramite rigeneratori optoisolati (a basso costo...) quindi nel momento in cui ne ho trovato uno mi ha colpito positivamente, e la reputo un'ottima caratteristica visto che mi consente di creare in pratica tante "isole felici" tra loro isolate dove per quanto possibile le sovratensioni non si propagano.
Il fatto che questo sistema poi possa ampliarsi anche in fibra ottica per me è un'altra ottima caratteristica... certo questo è il building automation, e quindi? Meglio ancora... ho trovato un unico sistema che da solo mi permette di coprire a 360 gradi le esigenze di prezzo/prestazioni richieste nel monolocale della signora Maria, così come quelle richieste nel grande centro direzionale.... forse è automatico pensare che un sistema così debba costare uno sproposito, la sorpresa è che la flessibilità sta anche nel costo finale del sistema installato, dove la signora Maria per il suo monolocale domotico può spendere una cifra del tutto pari ad un impianto tradizionale, mentre chi ha risorse e richieste maggiori può investirci di più e fare gli effetti pirotecnici...
La domotica fino ad oggi è stata vista come un lusso, e continuano a mostrarti la casa domotica come una casa ipertecnologica dove a parete devi avere touch screen da cui gestire tutto (salvo poi doversi alzare dal divano per farlo), idem da remoto, luci ed effetti speciali, audio video multiroom.... quando di base la casa domotica dovrebbe semplicemente essere dotata di quelle funzioni più utili per agevolarne la fruizione, risparmiare energia, aumentare la sicurezza, il tutto ad un prezzo per quanto possibile similare a quel che è l'impiantistica tradizionale, per salire di prezzo unicamente laddove siano richiesti "gli effetti speciali" che giustamente è anche lecito farsi pagare...
Riguardo i miei interventi sul lato tecnico porto semplicemente la mia esperienza in base a ciò che ho visto e testato.
La separazione tra circuiti di rete 230V e circuiti di bassa tensione è richiesta dalle normative (64-8) mica me la sono inventata io... non capisco il motivo del tuo stupore. Sta di fatto comunque che nella pratica poi basta usare cavi a doppio isolamento e la normativa è comunque rispettata, i circuiti sono elettricamente separati, ma trovi i cavi di rete e di bassa tensione nelle stesse canaline... e ti ci puoi così ritrovare sopra disturbi di ogni sorta specie se ci sono in giro carichi particolari (inverter, reattori elettronici ecc...)...
Quindi, preso atto del fatto che nemmeno io amo il disordine, ed i miei impianti li curo particolarmente perché siano ordinati e rispettosi delle normative, visto che posso anche ritrovarmi a dover installare un prodotto presso impianti elettrici realizzati da altri non altrettanto scrupolosi, trovo positive determinate caratteristiche tecniche.
Nella mia "carriera" come installatore di impianti elettrici, antiintrusione, ed ora di domotica (pur se all'inizio in quest'ultimo settore), mi sono fatto ovviamente la mia idea personale del problema sovratensioni e danni derivanti da esse... credo sia normale che ogni tecnico maturi e cresca professionalmente in funzione delle sue conoscenze, della sua passione e dedizione per il proprio lavoro, in base ai casi e problemi tecnici che nel tempo gli si presentano davanti e deve cercare di risolvere e capire... creandosi la sua esperienza personale.
Nella mia esperienza vivendo in Liguria dove le sovratensioni da fulmine sono un notevole problema e fanno molti danni ho potuto constatare che l'isolamento galvanico è la contromisura che più di tutte è in grado di salvare i sistemi dai danni da esse causati... impianti di vario tipo protetti da ottimi impianti di terra e scaricatori di sovratensione delle migliori marche installati alla perfezione che subivano sistematicamente danni ad ogni temporale estivo li ho salvati quando ho provato ad alimentarli tramite un trafo 220/220.
Ho constatato di persona che quanto più un impianto elettronico (antiintrusione, domotica, antiincendio, videocitofonico, telefonico ecc...) è esteso tanto più frequentemente viene danneggiato da sovratensioni, ed il motivo è semplice... più le spire sono ampie e più l'impulso elettromagnetico generato da un fulmine vi induce sopra sovratensioni più elevate.
Non vi sono molti sistemi di domotica sul mercato che offrano la possibilità di sezionare le tratte rs485 tramite rigeneratori optoisolati (a basso costo...) quindi nel momento in cui ne ho trovato uno mi ha colpito positivamente, e la reputo un'ottima caratteristica visto che mi consente di creare in pratica tante "isole felici" tra loro isolate dove per quanto possibile le sovratensioni non si propagano.
Il fatto che questo sistema poi possa ampliarsi anche in fibra ottica per me è un'altra ottima caratteristica... certo questo è il building automation, e quindi? Meglio ancora... ho trovato un unico sistema che da solo mi permette di coprire a 360 gradi le esigenze di prezzo/prestazioni richieste nel monolocale della signora Maria, così come quelle richieste nel grande centro direzionale.... forse è automatico pensare che un sistema così debba costare uno sproposito, la sorpresa è che la flessibilità sta anche nel costo finale del sistema installato, dove la signora Maria per il suo monolocale domotico può spendere una cifra del tutto pari ad un impianto tradizionale, mentre chi ha risorse e richieste maggiori può investirci di più e fare gli effetti pirotecnici...
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