Sul fatto dell' occupazione non sono proprio sicuro...
Comunque come gamberi siamo perfetti, diamo gli incentivi alle rinnovabili e poi li togliamo;
vogliamo fare centrali nucleari e poi a carbone (meglio delle nucleari tutto sommato ma nulla di nuovo sotto il sole)...
Riusciremo mai a fare un piano energetico decente e portarlo avanti per più di dieci minuti?
il DOPO nucleare
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mario_maggi
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[71] Re: il DOPO nucleare
C. America: Sei grosso con l'armatura; senza quella cosa sei?
Tony Stark: Un genio, miliardario playboy filantropo
Sfodera un autocompiacimento da manuale... Concordo
Se i miei calcoli non sono errati, e non lo sono mai, 3 Giga Joule al secondo
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[72] Re: il DOPO nucleare
Lo so che questo è il DOPO nucleare, ma volevo lo stesso postare questo video in memoria dei cari vecchi tempi andati quando c'era da dimostrare che fare centrali nucleari in Italia era una follia.
Un Grillo d'epoca che ci ricorda come erano le nostre centrali quando "funzionavano", altro che Egitto e Francia...
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[74] Re: il DOPO nucleare
TONYSTARK ha scritto:Sul fatto dell' occupazione non sono proprio sicuro...
Invece, a sentire i lavoratori, parrebbe di sì. Chissà se hanno ragione.
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/12-luglio-2011/lavoratori-mutande-contro-ambientalisti-1901074222015.shtml
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[75] Re: il DOPO nucleare
Oserei dire che lo sfruttamento delle turbogas sia bassissimo (95% in meno) anche perché ormai le utilizziamo unicamente per la copertura dei picchi di energia e non per il carico di base; ma non sono un esperto e non voglio mettere voce in cose che non conosco.
La mia affermazione era in riferimento alle energie rinnovabili, e non alla riconversione di una centrale a carbone. Di fatti la filiera del rinnovabile è molto lunga, produzione distribuzione ecc. e favorisce la nascita di tante micro imprese sul territorio.
farei notare come nel articolo da te postato si veda che la costruzione di una nuova centrale offra 3500 posti di lavoro, ma poi a lungo termine solo 1000. che non sono pochi, sia ben chiaro, ma a conti fatti 1/3 di quelli necessari per la costruzione.
Le rinnovabili invece (almeno per i prossimi tempi), prevedono numerosi posti come installatori e numerosi per la manutenzione. e visto che almeno fino ad ora la vita media di questi nuovi apparecchi non è così lunga ci si può aspettare che il numero di posti installatori/manutentori rimanga più o meno stabile.
La mia affermazione era in riferimento alle energie rinnovabili, e non alla riconversione di una centrale a carbone. Di fatti la filiera del rinnovabile è molto lunga, produzione distribuzione ecc. e favorisce la nascita di tante micro imprese sul territorio.
farei notare come nel articolo da te postato si veda che la costruzione di una nuova centrale offra 3500 posti di lavoro, ma poi a lungo termine solo 1000. che non sono pochi, sia ben chiaro, ma a conti fatti 1/3 di quelli necessari per la costruzione.
Le rinnovabili invece (almeno per i prossimi tempi), prevedono numerosi posti come installatori e numerosi per la manutenzione. e visto che almeno fino ad ora la vita media di questi nuovi apparecchi non è così lunga ci si può aspettare che il numero di posti installatori/manutentori rimanga più o meno stabile.
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[76] Re: il DOPO nucleare
TONYSTARK ha scritto: prevedono numerosi posti come installatori e numerosi per la manutenzione..
ovvero tanto le rinnovabili, quanto l'indotto.
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[77] Re: il DOPO nucleare
Oserei dire che lo sfruttamento delle turbogas sia bassissimo (95% in meno) anche perché ormai le utilizziamo unicamente per la copertura dei picchi di energia e non per il carico di base; ma non sono un esperto e non voglio mettere voce in cose che non conosco.
Direi che in Italia è proprio il contario: le turbogas sarebbero indicate per i picchi, la contrario si usano per parte del carico base.
Le rinnovabili invece (almeno per i prossimi tempi), prevedono numerosi posti come installatori e numerosi per la manutenzione. e visto che almeno fino ad ora la vita media di questi nuovi apparecchi non è così lunga ci si può aspettare che il numero di posti installatori/manutentori rimanga più o meno stabile.
Per coprire il carico base non si usano le rinnovabili (se non in piccola parte). In quasi tutto il mondo per il carico base si usa il nucleare o il carbone (e una parte dell'idroelettrico). Ciò che manca al parco energetico italiano è una idonea copertura del carico base.
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[78] Re: il DOPO nucleare
Se posso permettermi, a parte casi a mio avviso assurdi come la Francia, il nucleare copre il 5% del fabbisogno energetico mondiale. Purtroppo il carico base è carbone e petrolio (e derivati vari ovviamente); e a mio avviso se uno portasse avanti interessanti ricerche non sarebbe nemmeno un male apocalittico.
(interessanti ricerche
Intendo cose di cui ho già parlato come la ricerca delle alghe in Texas e tutta la serie di riconversione degli scarichi delle centrali a combustibile in biomasse)
Il vero problema è che dipendere per la nostra economia, e perché no per la nostra sopravvivenza, unicamente da una o due fonti, ricordo che col petrolio non si mandano avanti sole le macchine
; l'intero sistema si regge solamente su due colonne che stimo sempre più erodendo, la domanda è quanto ci metteremo a cadere?
La mia ricetta è di diversificare quanto più possibile le fonti, mixare rinnovabili carbone petrolio idrogeno biomasse (solo se ricavate da scarti delle fonti primarie); il tutto accompagnato da un uso più razionale dei consumi e da un nuovo modo di concepire l'energia, con produzioni distribuite e con consumi mirati nei momenti di maggiore produzione. In somma non dico nulla di nuovo, come al solito.
(interessanti ricerche
Intendo cose di cui ho già parlato come la ricerca delle alghe in Texas e tutta la serie di riconversione degli scarichi delle centrali a combustibile in biomasse)
Il vero problema è che dipendere per la nostra economia, e perché no per la nostra sopravvivenza, unicamente da una o due fonti, ricordo che col petrolio non si mandano avanti sole le macchine
La mia ricetta è di diversificare quanto più possibile le fonti, mixare rinnovabili carbone petrolio idrogeno biomasse (solo se ricavate da scarti delle fonti primarie); il tutto accompagnato da un uso più razionale dei consumi e da un nuovo modo di concepire l'energia, con produzioni distribuite e con consumi mirati nei momenti di maggiore produzione. In somma non dico nulla di nuovo, come al solito.

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[79] Re: il DOPO nucleare
Purtroppo il carico base è carbone e petrolio
Per la verità il petrolio per produrre energia elettrica è in fase di abbandono (tranne che in Italia).
mixare rinnovabili carbone petrolio idrogeno biomasse (solo se ricavate da scarti delle fonti primarie)
L'idrogeno libero in natura non esiste. Quindi non è una fonte di energia, casomai è un vettore di energia (ma anche qui nemmeno tanto conveniente). Le poche centrali elettriche ad idrogeno esistenti sfruttano l'idrogeno prodotto come sottoprodotto da qualche altro processo, ma la fonte primaria è sempre un'altra.
Circa le biomasse mi sembra che le centrali esistenti in Italia siano già superiori alle biomasse disponibili come scarto. Quindi per alimentarle, bisognerà convertire le coltivazioni, da alimentari a energetiche (già lo si fa), oppure importare biomasse dall'estero. In alcune zone si sono segnalate deforestazioni abusive per alimentare le centrali.
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[80] Re: il DOPO nucleare
in effetti non mi sono espresso molto bene; io biomasse e idrogeno le vedo sempre come vettori di energia; le biomasse sono un modo per riutilizzare i fumi di combustione con energia solare biologica per cosi dire e alla stessa stregua l'idrogeno potrebbe essere un vettore d'energia; un modo per accumulare le energie incostanti nei momenti di sovrapproduzione per poi recuperarla nei momenti di sotto produzione.
Ovviamente l'idrolisi non è il massimo della convenienza, ma meglio che buttarla via l'energia no?
Si per carità ci sono le batterie, ma non credo sia molto economico accumulare ingenti quantità di energia in enormi batterie. In futuro potrebbero prendere piede gli accumulatori magnetici, ma adesso sono ancora fantascienza (tra l'altro al mio dipartimento ci sono dei pionieri in merito).
A mio avviso accumulare ad idrogeno può essere un modo economico (dal punto di vista economico non energetico
) ed attuale per accumulare energia elettrica.
Ovviamente l'idrolisi non è il massimo della convenienza, ma meglio che buttarla via l'energia no?
Si per carità ci sono le batterie, ma non credo sia molto economico accumulare ingenti quantità di energia in enormi batterie. In futuro potrebbero prendere piede gli accumulatori magnetici, ma adesso sono ancora fantascienza (tra l'altro al mio dipartimento ci sono dei pionieri in merito).
A mio avviso accumulare ad idrogeno può essere un modo economico (dal punto di vista economico non energetico
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