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il DOPO nucleare

Fonti energetiche e produzione e fornitura dell'energia elettrica.

Moderatori: Foto Utentesebago, Foto Utentemario_maggi

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[81] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 13 lug 2011, 12:09

Ovviamente l'idrolisi non è il massimo della convenienza, ma meglio che buttarla via l'energia no?
Si per carità ci sono le batterie, ma non credo sia molto economico accumulare ingenti quantità di energia in enormi batterie.


Quando avrò un po' di tempo metterò qualche dato. Tuttavia in termini di efficienza energetica esistono diverse batterie molto più idonee dell'idrogeno ricavato per elettrolisi dall'energia elettrica.
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[82] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 13 lug 2011, 12:33

Tranquillo risparmia i dati;
è ovvio, e io stesso l'ho sottolineato che l'efficienza delle batterie è incredibilmente superiore, ma non il costo.
Se uno deve fare un centro di raccolta che prenda tutta l'energia in eccesso di una grande area non si possono utilizzare le batterie che costano l'ira di Dio; serve una costa rozza magari ma dai costi accettabili
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[83] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 13 lug 2011, 13:22

perché, credi che conservare, gestire e distribuire l'idrogeno costi poco? tra l'altro comporta problemi di sicurezza non da poco.

L'unico sistema di accumulo a "costo zero" saranno le vetture elettriche.
Costo zero perché le batterie sono comunque necessarie per far andare le automobili. In più, avranno il vantaggio di poter essere alimentate da fonti intermittenti, cosa che non si può fare per altri tipi di carichi.
In un futuro unn po' più lontano, tenendo conto che buona parte del tempo le autovetture sono ferme parcheggiate, sarà possibile prelevare dalle vetture e restituiore un po' di energia alla rete, se ne avrà bisogno.
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[84] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 13 lug 2011, 21:46

Non sono convintissimo della soluzione pile-auto sinceramente; i tempi di carica sono lunghi e le soluzioni migliori sono a mio avviso quella israeliana di fare dei distributori che ti prendono e ti cambiano direttamente le batterie con delle batterie cariche facendoti pagare soltanto la carica o quello di trasmissione di energia senza fili con conduttori sotto asfalto. Il secondo dei quali molto improbabile e sprecone.

ma la ritengo una soluzione ottima ma non del tutto risolutiva in un sistema con grandi quantità di fonti incostanti, dovresti avere un quantitativo di batterie enorme.

L'idrogeno verrebbe prodotto in pochi grandi impianti, un equivalente in-out delle centrali odierne; per carità i problemi non sono pochi, ma farei notare che l'idrogeno si usava tranquillamente negli anni 30, per carità non c'erano norme di sicurezza restrittive come quelle odierne ma si utilizzava.
I costi saranno sicuramente altissimi visto che si tratta di nuove tecnologie, ma secondo me l'idea non è da buttare a priori
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[85] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 13 lug 2011, 22:09

i tempi di carica sono lunghi e le soluzioni migliori sono a mio avviso quella israeliana di fare dei distributori che ti prendono e ti cambiano direttamente le batterie con delle batterie cariche facendoti pagare soltanto la carica o quello di trasmissione di energia senza fili con conduttori sotto asfalto


Forse dovremmo spostarci nella discussione sulle vetture elettriche, comunque...
Quella che tui chiami soluzione israeliana è già stata sperimentata parecchi anni fa (per altro in Israele utilizzano la ricarica conduttiva tramite spina). Ha sì dei vantaggi ma anche molti limiti che ne impedicono una diffusione di massa. Avere delle batterie standardizzate e a cambio robotizzato, non va d'accordo con l'ottimizzazione dei volumi disponibili sulle automobili, volumi che sono sempre più scarsi.


L'idrogeno verrebbe prodotto in pochi grandi impianti, un equivalente in-out delle centrali odierne


Grandi o piccole, se in partenza usi energia elettrica (o l'energia elettrica è un vettore intermedio, es impianto eolico) è energeticamente molto sfavorevole. Non è tecnologia, è termodinamica.
Puoi leggere qui http://www.tecnosophia.org/documenti/Articoli/SessioneII/Beretta.pdf.
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[86] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 13 lug 2011, 22:14

io lo chiamo impropriamente sistema israeliano perché la prima volta che l'ho visto era a Super Qaurk ed era mostrato in una università in Israele. :D

Comunque avevo detto per prima cosa che il concetto d'idrolisi era energeticamente svantaggioso e non ho mai contraddetto questo punto, anzi continuo a sottolinearlo.+

Comunque mi metto a leggere il documento postato cosi imparo qualcosa
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[87] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 13 lug 2011, 22:52

Mi sono acculturato un po' :D

Scherzi a parte ho letto il testo molto interessante e concordo in pieno su moltissimi punti;
utilizzare l'idrogeno per trasportare l'energia in giro per il mondo è una follia, utilizzarlo come combustibile domestico o per i trasporti è forse peggio.

Ma quello che tento di dire io, e che evidentemente non riesco a trasmettere è tutt'altro.
L'idrogeno non si sposta sta fermo, la rete (intelligente) assorbe dalle fonti discontinue sparse nel territorio, quando la produzione supera la domanda l'energia viene dirottata nella "centrale di accumulo" e ivi trasformata in idrogeno in enormi serbatoi. Si viene perso il 20% di energia, non mi pare un dramma cosi enorme visto che da i dati forniti i sistemi ad accumulo idroelettrico (la mia ipotesi di riserva :D ) hanno poco meno spreco.
Quando la domanda supera la produzione l'idrogeno viene riconvertito in energia elettrica che viene re immessa in rete coprendo (per quanto possibile) la richiesta.
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[88] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 14 lug 2011, 22:24

I sistemi di accumulo domestici, dopo il fotovoltaico, saranno il business ambientalenergetico del futuro?

http://www.corriere.it/ambiente/11_giugno_06/fonti-alternative-caruso_9d3a57f8-9024-11e0-bd7e-24c232303fed.shtml

Pare che inizino gli incentivi per chi si mette una batteria a casa. In questo modo si potrà mettere da parte l'energia prodotta di giorno dal pannello fotovoltaico e usarla di sera, oppure più semplicemente sfruttare le ore di peak off presenti e future delle tariffe elettriche.

I produttori di batterie fiutano l'affare e drizzano le orecchie!

Le domande sono le solite: quanto costa? ne vale la pena? chi paga?

Qualche dubbio è lecito. Oltre al costo dell'impianto, e del suo smaltimento a fine vita visto che non è eterno, vi è il costo dell'efficienza in termini energetici. Per ogni carica-scarica un 20% dell'energia si perde, e se lo scopo di tutto ciò è migliorare l'efficienza energetica, questa dissipazione dovrebbe far pensare.

Però.... se l'accumulo dovesse diventare una moda ambiental ecologista, se passasse il concetto che accumulare energia è bello e conveniente, se fosse da fare a tutti i costi, se comportasse occupazione e lavoro, un domani le batterie potrebbero comparire in tutte le case. Magari incentivate con i soldi di tutti.

Molto meglio allora usare le vettura elettrica collegata alla rete. Questa, almeno, ci sarebbe già e non costerebbe un euro in più.
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[89] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 14 lug 2011, 23:31

bisogna allontanarsi dalla tipologia di batterie cui siamo abituati


Certo, non si useranno batterie al piombo-acido o al nikel cadmio.

In effetti, nella foto, si vedono delle batterie ZEBRA. Si tratta di batterie abbastanza innovative con un rendimento che va dal 80% al 94% a seconda della modalità di ricarica. A parte vanno conteggiate le perdite del circuito di controllo.
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[90] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 19 lug 2011, 23:11

Scusate, ammetto di essere una persona che si fissa su di una cosa e poi non ne esce finché non ci sbatte il muso, ma come mai l'idrogeno farebbe tanto schifo? (Il sistema di cui parlavo ovviamente)
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